Androsace abruzzese

Nome scientifico: Androsace mathildae Levier

Famiglia: Primulaceae

Habitat naturale: Fessure nelle rupi, suoli nivali su substrato calcareo spesso in posizioni rivolte a settentrione da 2400 a 2900 metri. Nella Majella la specie raggiunge la quota minima di 2050 metri. Raro endemismo con areale ristretto alle cime più alte dell’Appennino Abruzzese (Gran Sasso e Majella). Sul massiccio del Gran Sasso è segnalato sul Corno Grande, sul Corno Piccolo, nel Vallone fra i Due Corni, sul Monte Prena con pochissimi individui e sul Monte Camicia. Esistono segnalazioni per la Cresta del Duca, Pizzo Cefalone e Monte Aquila non confermate di recente. Nella Majella è presente al Monte Amaro, Acquaviva, Femmina Morta, Murelle e Alta Val Cannella. Le popolazioni sono il più delle volte di limitata estensione e risultano costituite da pochi individui. La popolazione del Corno Grande è con tutta probabilità la più sviluppata essendo formata da alcune centinaia di esemplari.

Periodo di fioritura: Giugno e luglio

Descrizione della pianta: Pianta erbacea perenne alta appena 1 – 3 cm con brevi fusti che formano un denso cuscinetto orbicolare o ellittico. Le foglie sono lunghe appena 10 – 15 mm (fino a 23 mm le più esterne) e sono larghe 1,5 – 3 mm; presentano lamina lineare – ellittica e sono glabre e lucide oppure lievemente cigliate al margine talvolta con pochi denti presso l’apice. I fiori sono solitari, posti all’ascella delle foglie superiori, sostenuti da peduncoli lunghi 10 – 15 mm densamente pubescenti per brevissimi peli sia semplici che ramificati (80 – 110 micron). Il calice presenta denti leggermente acuti più lunghi del tubo mentre la corolla è formata da 5 petali bianchi o talvolta rosati con fauce gialla e lobi arrotondati. Sono presenti stami con brevissimi filamenti inseriti sopra la metà del tubo corollino.

Note: Il botanico Levier dedicò la pianta alla moglie Matilde che per prima la individuò. E’ senza dubbio una delle piante più rare e remote del nostro paese, inserita nella Lista rossa 2001 delle specie a rischio d’estinzione. Si è ritenuto per lungo tempo che Androsace mathildae Levier fosse una specie anfiadriatica in quanto segnalata, oltre che in Abruzzo, anche nella catena montuosa Komovi in Montenegro. Di recente gli studiosi hanno inquadrato le popolazioni presenti nel Montenegro in una nuova specie autonoma denominata Androsace komovensis Schönswetter & Schneew. Quest’ultima, a differenza di Androsace mathildae Levier, presenta una densa e persistente pelosità sul margine fogliare. Nonostante la forte somiglianza morfologica con Androsace mathildae Levier l’analisi molecolare ha invece indicato la sua stretta parentela con Androsace hausmannii Leyb. pianta endemica delle Alpi Orientali. A seguito di questa scoperta Androsace mathildae Levier è oggi considerata uno stenoendemismo esclusivo delle cime più alte dell’Abruzzo.

Dove l’abbiamo osservata: Le fotografie che seguono sono state realizzate nel Massiccio del Gran Sasso d’Italia (Appennino Abruzzese); le prime sei provengono dai macereti poco a monte del Passo del Cannone sulle pendici settentrionali del Corno Grande (m 2700), tutte le altre sono state scattate pochi metri sotto la vetta del Monte Camicia (m 2550).

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