Cortusa di Mattioli

Nome scientifico: Primula matthioli (L.) V.A. Richt (Sinonimi: Cortusa matthioli L. – Androsace primuloides Moench – Cortusa pubescens Nyman & Kotschy)

Famiglia: Primulaceae

Habitat naturale: Zone umide e ombrose a prolungato innevamento e ricche di nutrienti, rocce e ghiaioni umidi, ontaneti e saliceti, ingresso di caverne da 800 a 2000 metri. In Italia è specie molto rara con poche stazioni segnalate in Piemonte, Valle d’Aosta, Veneto e Alto Adige. Non più ritrovata in Friuli. Al di fuori del territorio italiano è presente nell’Europa Centro Orientale, in Russia, nonché sulla catena dell’Himalaya e più in generale nell’Asia settentrionale. Le Alpi sono, in effetti, il limite occidentale di diffusione della specie il cui areale è centrato principalmente in Asia dai Monti Urali fino al Giappone.

Periodo di fioritura: Giugno e luglio

Descrizione della pianta: Pianta erbacea perenne alta 20 – 40 cm con breve rizoma tuberiforme biancastro circondato da numerose fibre.

Le foglie sono solo basali e appaiono coperte da una fine pelosità con la pagina inferiore che appare più chiara; sono portate da un picciolo molto villoso e ghiandoloso lungo 6 – 13 cm. La lamina, larga 3 – 8 cm, è suborbicolare reniforme o triangolare con parecchi lobi grossolani (fino a 9) che la incidono per circa 1/4. Ogni lobo presenta a sua volta 3 – 9 dentelli ottusi. Gli scapi fiorali sono semplici con densa villosità patente mista a peli ghiandolari più brevi, soprattutto nella parte inferiore. I fiori, lunghi 7 – 12 mm, sono penduli, raccolti in ombrelle con 5 – 15 elementi e sostenuti da peduncoli diseguali gracili e pubescenti lunghi 2 – 4 cm. Sono circondati da brattee divise in 1 – 2 segmenti il più grande dei quali presenta denti acuti all’apice. La corolla è campanulata, divisa in 5 lacinie ovali ed ottuse lunghe 3 – 6 mm e di colore rosso-porporino (raramente bianche). Sono presenti 5 stami e uno stilo in genere sporgente lungo circa 8 mm e terminante in uno stigma a 4 lobi. Il calice presenta un tubo conico lungo un paio di mm e 5 denti acuti eretto-patenti lunghi circa 3 mm divisi da insenature membranacee.

Note: Il nome del genere deriva dal latino “primus” in riferimento alla precocità della fioritura. Il nome specifico ricorda il botanico e medico senese Pietro Andrea Mattioli (1500 – 1577) che scrisse una delle prime opere botaniche dell’Evo moderno. Si ipotizza che Primula matthioli sia un relitto della flora preglaciale il cui areale, molto frammentato, corrisponderebbe ad aree rifugiali non soggette alle glaciazioni. L’impollinazione della specie è entomogama (ad opera di insetti).

Dove l’abbiamo osservata: Le fotografie sono state realizzate lungo la strada forestale che conduce alla Malga Resia non lontano dal corso del Rio Roja (m 1820 – Gruppo Sesvenna). Fanno eccezione le ultime due fotografie che sono state realizzate poco oltre le Sorgenti dell’Adige lungo la forestale che conduce al Plamort (m 1680 – Alpi Venoste).

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