Orchidea corallina

Nome scientifico: Corallorhiza trifida Châtel 1760 (Sinonimi: Ophrys corallorhiza L. 1753 – Corallorhiza innata R.Br.in W.T.Aiton – Corallorhiza corallorhiza (L.) H.Karst. (1886) – Epipactis corallorhiza (L.) Crantz (1769) – Helleborine corallorhiza (L.) F.W.Schmidt (1793) – Neottia corallorhiza (L.) Kuntze (1891)).

Famiglia: Orchidaceae

Habitat naturale: Boschi ricchi di humus (abetaie, faggete, peccete), tra i muschi come saprofita, più raramente nei saliceti alpini sia su silice che su calcare da 1100 a 1900 metri. Eccezionalmente scende fino a 500 metri e sale sino a 2150 metri. In Italia è nel complesso pianta rara, più frequente nelle Alpi e nell’Appennino Settentrionale, più rara nei rilievi del centro sud. E’ comunque segnalata in tutte le regioni tranne Puglia, Sicilia e Sardegna.

Periodo di fioritura: Da maggio a luglio

Descrizione della pianta: Pianta erbacea perenne alta 7 – 25 cm con fusto eretto, semplice e glabro di colore giallastro – verdognolo, talvolta brunastro. Mancano le foglie anche se fino a metà fusto sono presenti squame guainanti lunghe fino a 6 cm, acute all’apice. L’infiorescenza è una spiga lassa lunga 2 – 6 cm con 1 – 13 fiori (solitamente fra 3 e 9) inclinati o leggermente penduli disposti lateralmente e sostenuti da un peduncolo lungo mediamente 2 mm (talvolta fino a 5 mm). I sepali sono giallo – verdastri e di forma lineare lanceolata con i laterali aperti e il mediano connivente con i petali a formare un largo cappuccio. Il labello è trilobato, più breve dei sepali, ottuso e lievemente ondulato talvolta con due lobi laterali appena accennati alla base. Presenta larghezza di 1,5 mm e lunghezza compresa fra 2,5 e 3,5 mm. I lobi laterali sono larghi 0,8 mm e lunghi 1 – 1,5 mm. Il labello è di colore bianco con sfumature brune o rosso scure sulle callosità basali. Lo sperone è assente o di piccolissime dimensioni.

Note: Il nome “Corallorhiza” deriva dal greco “Korallion” ovvero “corallo” e dal greco “rhiza” ovvero “radici” con chiaro riferimento alla radice rizomatosa simile nell’aspetto ad un corallo. La riproduzione avviene per via autogama, più rara l’impollinazione entomofila (piccoli imenotteri, coleotteri e ditteri). Non avendo foglie si tratta di una pianta in prevalenza saprofita. La parte verde è concentrata essenzialmente attorno all’ovario e si intensifica dopo la fioritura concedendo una minima attività fotosintetica che permette la maturazione dei semi. La germinazione dei semi è condizionata alla presenza di funghi specifici.

Dove l’abbiamo osservata: Le fotografie che seguono provengono da Portafranca (circa m 1600 – Appennino Pistoiese).

 

 

 

 

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