Orchidea sanguigna

Nome scientifico: Dactylorhiza incarnata subsp.cruenta (Sinonimo: Orchis cruenta O.F.Mull. 1782 - Dactylorhiza cruenta (O.F.Müll.) Soò)

Famiglia: Orchidaceae

Altro nome comune: Orchide sanguigna

Habitat naturale: Acquitrini, paludi, sfagneti, bordi dei ruscelli, sorgenti, torbiere basse preferibilmente su substrato calcareo da 1400 a 2300 metri di quota. Presente in Italia in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige (Province di Cuneo, Torino, Aosta, Brescia, Trento, Bolzano e Belluno). Al di fuori del territorio italiano è presente in quasi tutte le Alpi francesi, in Svizzera (cantoni del Vallese, Berna e Grigioni), in Austria (Tirolo Settentrionale e Salisburgo). Al di fuori delle Alpi è segnalata soltanto sui Carpazi.

Periodo di fioritura: Giugno e luglio

Descrizione della pianta: Pianta erbacea perenne artico alpina piuttosto tozza alta 15 - 30 cm con fusto glabro, cavo, foglioso fino all’infiorescenza. Alla base sono presenti guaine di foglie atrofizzate. Le foglie, in numero di 3 – 5, sono lunghe 7 – 13 cm e larghe 1 - 2 cm; sono di forma ovato lanceolata, le inferiori patenti, le superiori eretto patenti macchiate di rosso scuro o fittamente punteggiate su entrambe le pagine. Sulla superficie sono presenti nervature parallele longitudinali. L’infiorescenza è densa, cilindrica e allungata (lunga 3 – 8 cm) con 10 – 30 fiori dall’intenso colore rosso – porpora. I sepali laterali sono lanceolati, eretti, con sepalo mediano diretto in avanti connivente con i petali a formare un cappuccio. Il labello è debolmente trilobato oppure intero, uguale o appena più lungo dei petali con striature color porpora più marcate. Lo sperone è robusto e conico, lievemente arcuato e diretto verso il basso, più breve dell’ovario.

Note: Il nome specifico “cruenta” deriva dal latino “sanguinante” per le macchie di colore rosso scuro presenti sulle foglie.

Dactylorhiza incarnata subsp.cruenta è incapace di produrre nettare; attira gli insetti impollinatori, specialmente bombi, con l’inganno visivo in quanto essi sono attratti dall’aspetto del fiore che ricorda quello di altre specie ricche di nettare. La germinazione è comunque condizionata dalla presenza di funghi specifici. Molto simile a Dactylorhiza incarnata subsp. incarnata (L.) Soò, dalla quale si distingue per l’aspetto più tozzo e per le foglie macchiate su entrambe le pagine, con le inferiori non erette ma patenti. L’infiorescenza è inoltre più breve e con colore più carico. Particolarmente difficile appare la distinzione con Dactylorhiza incarnata subsp. incarnata (L.) Soò, var. hyphaematòdes che presenta le macchie su entrambe le pagine fogliari ma che presenta per il resto le caratteristiche della sottospecie tipo (specie le foglie erette e non patenti). In generale, nelle zone di contatto fra le due sottospecie e ancor più in presenza di Dactylorhiza majalis s.l si generano forme intermedie di difficile discriminazione.

Dove l’abbiamo osservata: Le fotografie che seguono provengono dalla torbiera del Gaver (circa m 1500 – Gruppo dell’Adamello).

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