Pedicolare di Kerner

Nome scientifico: Pedicularis kerneri Dalla Torre (Sinonimi: Pedicularis rhaetica A. Kern – Pedicularis caespitosa (Sieber ex Rchb.) Steininger – Pedicularis letourneuxii Personnat – Pedicularis rostrata L.)

Famiglia: Scrophulariaceae

Habitat naturale: Praterie asciutte, pascoli, macereti inerbati, detriti morenici, pietraie su substrato siliceo da 2000 a 3050 metri. Presente in Italia in gran parte dell’area alpina (Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto; non presente in Friuli dove era stata segnalata in precedenza per errore).

Periodo di fioritura: Da luglio a settembre

Descrizione della pianta: Pianta erbacea perenne alpico pirenaica alta 3 – 15 cm con fusti prostrato ascendenti semplici, scarsamente pubescenti. Le foglie basali, lunghe 6 – 9 cm e larghe 1 – 2 cm, sono picciolate, raccolte in rosetta, aventi lamina pennatosetta con rachide alato divisa in segmenti lanceolati profondamente dentati. Le foglie cauline sono progressivamente più piccole, quasi sessili, di colore verde ma soffuse di bruno – purpureo. I fiori sono raccolti in brevi infiorescenze con 2 – 6 elementi e sono sostenuti da un breve peduncolo. Il calice è tubuloso, ristretto verso la base. La corolla è rosso – porporina, bilabiata, con labbro superiore convesso ed incurvato quasi ad uncino con rostro subconico allungato verso la base e tronco all’apice. Il labbro inferiore è glabro e leggermente trilobato. Sono presenti uno stilo ricurvo verso l’apice con stigma leggermente bifido e alcuni lunghi stami con filamenti barbuti.

Note: Si tratta di una pianta parassita le cui radici si distribuiscono a raggiera cercando di raggiungere le radici d’altre piante per succhiarne la linfa. L’epiteto specifico ricorda il botanico austriaco A.J.Kerner von Marilaun (1831 - 1898), il quale fece una prima descrizione della specie. Possibile confusione con Pedicularis rostratocapitata Crantz subsp. rostratocapitata che si distingue per i fusti eretti e il labbro inferiore della corolla cigliato oltre a prediligere substrati di natura calcarea.

Dove l’abbiamo osservata: Le fotografie che seguono sono state realizzate lungo la mulattiera che dal Rifugio Bozzi sale alla Forcellina di Montozzo (m 2559 . Gruppo del Cevedale).

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