Scarpetta di Venere

Nome scientifico: Cypripedium calceolus L.

Famiglia: Orchidaceae

Altro nome comune: Pianella della Madonna - Farfallone

Habitat naturale: Boschi chiari di latifoglie, conifere e soprattutto faggete, ambienti montani preferibilmente umidi e calcarei. A quote basse predilige i versanti settentrionali mentre in altitudine colonizza anche zone aride e soleggiate. Presente per lo più tra 500 e 2000 metri. In Italia è localizzata in poche stazioni, anche se ricche, delle Alpi Orientali (la massima presenza si ha in Trentino Alto Adige; alcune stazioni in Lombardia e Veneto). E’ comunque presente anche sul resto dell’arco alpino sebbene come pianta molto rara. Da segnalare tre rare e circoscritte stazioni nell’Appennino Abruzzese a forte rischio d’estinzione.

Periodo di fioritura: Da maggio a luglio

Descrizione della pianta: Pianta erbacea perenne con stelo pubescente e senza ramificazioni, alta 20 – 70 cm con 3 - 5 foglie oblunghe che abbracciano in parte il fusto, di colore verde smeraldo e con evidenti nervature. Normalmente ciascuna pianta porta un solo grande fiore, (più raramente due o addirittura 3). Ad essere molto appariscente è il labello, di colore giallo vivo e rigonfio, a forma di pantofola (da cui il nome della pianta), lungo dai 3 ai 5 cm e con bordo rivoltato all’interno; internamente è punteggiato di porpora. Sono presenti quattro tepali rosso – bruni, tre rivolti verso il basso e uno verso l’alto. Non presenta sperone.

Note: Il nome deriva dal latino “calceolus” ovvero “scarpetta” per la forma a pantofola del labello. La particolarissima forma del labello ha lo scopo di intrappolare gli insetti (in prevalenza piccoli imenotteri del genere Andrena e Lasioglossum) i quali per poterne uscire devono strisciare contro gli stami imbrattandosi di polline. Molti considerano  Cypripedium calceolus L. la più bella orchidea italiana; purtroppo è stata vittima di raccolte indiscriminate e oggi appare nel territroio italiana molto rara. E’ inserita nel Libro rosso delle Piante d’Italia come Vulnerabile (VU).

Dove l’abbiamo osservata: Le prime tredici fotografie sono state scattate presso il Goletto del Gaver (circa m 1800 – Prealpi Bresciane); le restanti fotografie sono state realizzate in Val Meluzzo (m 1200 - Dolomiti Friulane).

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