Vedovella delle Apuane

Nome scientifico: Globularia incanescens Viv. (Sinonimo: Carradoria incanescens Puccinelli)

Famiglia: Globulariaceae

Altri nomi comuni: Globularia delle Apuane, Globularia glabra

Habitat naturale: Forma cuscinetti nelle fessure minute delle rocce calcaree delle Alpi Apuane e del crinale Appenninico Tosco Emiliano. Con minore frequenza la si osserva su rocce scistose e su arenarie. Si tratta di un endemismo apuano appenninico ad areale piuttosto ristretto. Le Alpi Apuane sono la zona in cui la pianta risulta meglio distribuita; è inoltre presente lungo il crinale dell’Appennino Tosco Emiliano dal Monte Orsaro nel Parmense sino alla zona del Corno alle Scale nel Bolognese.  Molte pubblicazioni indicano il limite orientale della specie nel Monte Libro Aperto nel modenese, in realtà vi sono alcune segnalazioni anche più a est che interessano ad esempio la zona dello Spigolino. Noi stessi abbiamo rilevato e osservato una stazione nella zona dei Balzi dell’Ora (Corno alle Scale) in posizione quasi inaccessibile, in un terrazzino a picco sulla Valle del Silla. La specie supera in alcuni casi l’area di crinale debordando in pieno versante emiliano: è il caso delle stazioni segnalate sul Ventasso (Appennino Reggiano) e nella zona del Lago Pratignano (Appennino Modenese) dove sono state scattate alcune delle fotografie sottostanti. Oltre alle Apuane e al crinale Tosco Emiliano segnaliamo la presenza della specie nell’Appennino Lucchese, ad esempio nell’Orrido di Botri e nella zona del Monte Mosca. Ad occidente, la distribuzione della specie deborda oltre le Alpi Apuane scendendo decisamente di quota sino ad estendersi alla provincia di La Spezia (Liguria) a Vale della Marossa (rupi costiere di Monte Marcello). Le ultime stazioni occidentali sono quelle del promontorio di Portovenere nelle immediate vicinanze delle Cinque Terre. Molto interessante la quota di presenza della specie: la maggior parte delle stazioni sono poste tra 600 e 1300 metri di quota, eppure la specie dimostra una curiosa versatilità con moltissime eccezioni nei due sensi. Nelle immediate vicinanze della città di Massa si rileva una stazione alla quota minima di 60 metri appena. Nelle rupi costiere in provincia di La Spezia la specie si attesta intorno ai 300 metri sul livello del mare. In contrasto, nella zona del crinale appenninico è una specie a tutti gli effetti “di montagna”: ad esempio la stazione osservata sotto la cima del Corno alle Scale è posta a circa 1800-1900 metri di quota così come quella di Punta Buffanaro e dell’Alpe di Succiso nel Reggiano. Anche nelle Apuane si osserva la specie alle quote superiori: la stazione più alta in questo gruppo è posta sulla cresta sommitale del Monte Cavallo a 1850 metri di quota.

Periodo di fioritura: Da aprile a luglio a seconda della quota.

Descrizione della pianta: Piccola pianta erbacea perenne alta da 3 a 15 cm con fusto legnoso e strisciante in grado di resistere a temperature estremamente basse dal quale si dipartono rametti erbacei ascendenti. Le foglie basali sono glabre e coriacee, di colore verde lucente, con lamina obcordata, arrotondata e talvolta bilobata all’apice lunghe fino a due centimetri e mezzo e con picciolo di 3 – 4 cm. Le foglie cauline sono ovate, ellittiche con dimensione decrescente verso l’alto, e infine lanceolate all’apice. A differenza delle foglie basali, le cauline sono sessili. Da notare, ben visibili con una lente, le secrezioni calcaree presenti sulla superficie delle foglie che vengono liberate dalla pianta dopo essere state assorbite dal terreno. I fiori, con corolla azzurro violacea, sono riuniti in capolini globosi a piumino con diametro intorno al centimetro (al massimo un paio di cm); con il tempo il capolino tende ad incanutire sino a diventare candido: il nome scientifico della specie ricorda proprio questa caratteristica (globularia= dal latino globus a ricordare la forma del caplino; incanescens = che diventa canuto, ricordando che le infiorescenze si imbiancano con l’età). Il calice è campanulato e a 5 denti.

Note: In Toscana è una specie protetta (All. C, L.R. Toscana 56/2000). Le farfalle sono veicolo dell’impollinazione per cui è molto facile osservare Lepidottori posati sui capolini. Da notare che nelle Alpi Apuane, appartenenti alle Globulariaceae vi sono, oltre a Globularia incanescens Viv anche Globularia cordifolia L. e Globularia vulgaris L. Nonostante questo Globularia incanescens è inconfondibile in quanto presenta capolini più piccoli delle altre specie (solo un centimetro contro 1 – 2,5 cm di Globularia vulgaris ad esempio). Più piccolo risulta anche il fusto legnoso di solito intorno a 5 – 10 cm mentre in Globularia vulgaris può essere anche doppio. Inconfondibile è anche la lamina tondeggiante delle foglie che per giunta sono punteggiate da macchie calcaree mentre in G.vulgaris risultano strette o anche appuntite. Infine G.incanescens fiorisce in un momento successivo rispetto a G.vulgaris e presenta, a differenza delle altre Globulariaceae, i capolini che si imbiancano nel tempo.

Dove l’abbiamo osservata: Le prime cinque fotografie sono state scattate nelle Alpi Apuane presso Piglionico (circa m 1150); la sesta e la settima fotografia sono state scattate nell’Appennino Modenese a 300- 400 metri dal Lago Pratignano su roccette poco a monte della strada che sale da Pian della Farnia (circa m 1300). Le ultime tre fotografie sono state realizzate sulla cresta dei Balzi dell'Ora, nel versante settentrionale del Corno alle Scale (circa m 1700 - Appennino Bolognese).

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