Violaciocca alpina

Nome scientifico: Matthiola fruticulosa (L.) Maire (Sinonimi: Cheiranthus fruticulosus L. – Matthiola tristis R. Br. – Matthiola italiaca (Conti) Tamarro). La sottospecie “valesiaca” è talvolta segnalata come Matthiola valesiaca Boiss., Matthiola varia DC.oppure Matthiola carnica Tamarro.

Famiglia: Brassicaceae

Altri nomi comuni: Violaciocca minore. La sottospecie “valesiaca” è nota come Violaciocca del Vallese.

Habitat naturale: Terreno arido scoperto e roccioso, rupi anche verticali, conoidi di deiezione, greti fluviali e torrentizi su fondo da marnoso ad argilloso da 100 a 2000 metri. Presente in Italia in Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Periodo di fioritura: Da marzo a giugno

Descrizione della pianta: Pianta erbacea perenne alta 20 – 50 cm con radice a fittone. Tutte le sue parti sono ricoperte da una pelosità bianco feltrosa. I fusti sono semplici ed eretti, legnosi e fogliosi alla base. Le foglie basali sono in genere lanceolate e acute mentre le cauline sono lineari, talvolta leggermente dentate o a piccoli lobi. L’infiorescenza è un racemo terminale con fiori sessili aventi petali incuneati di colore compreso tra il bruno, il porpora e il giallastro. Ogni petalo è lungo 16 – 25 mm e largo 2 – 7 mm di colore violetto o purpureo mentre il calice è cilindrico.

Note: Sono presenti in Italia due sottospecie:

1)      Matthiola fruticulosa (L.) Maire subsp. fruticulosa presente in Lazio, Abruzzo e in gran parte del meridione.

2)      Matthiola fruticulosa subsp.valesiaca (Gay ex Gaudin) P.W.Ball presente sulle Alpi e nell’Appennino Centrale.

Il nome del genere ricorda Pietro Andrea Mattioli, studioso di botanico e medico personale di re Ferdinando e di Massimiliano II.

Dove l’abbiamo osservata: Le fotografie sono state realizzate a meno di un km dal paese di Vesio (circa m 700 – Prealpi Bresciane).

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