Sentiero della Rocca (Cima Rocca)

SENTIERO DELLA ROCCA – GALLERIE DI GUERRA (CIMA ROCCA – m 1090)

Gruppo montuoso: Alpi di Ledro

Grado di difficoltà globale: FACILE (Vai alla scala delle difficoltà).

Difficoltà tecniche:1                                        

Esposizione:        1                                         

Impegno fisico:     2                                        

Dislivello assoluto: m 672

Tempo di percorrenza: ore 4 globali

Punti di appoggio: Biacesa di Ledro -  Bivacco Arcioni

Accesso:

Da Riva del Garda seguiamo la statale che conduce in Val di Ledro. Attraversate due lunghe gallerie (la seconda quasi 4 km!) si penetra nello stretto solco vallivo sino a raggiungere in breve l’abitato di Biacesa (m 418). All’unico semaforo del paese volgiamo verso destra (cartelli indicanti i sentieri per Cima Capi e Cima Rocca). All’interno dell’abitato un ampio parcheggio permette di abbandonare l’auto. Camminiamo tra le ultime case del piccolo borgo seguendo i cartelli segnalatori sino ad una bella fonte presso il bivio ove i cartelli indicano lo stradello a sinistra. Lo seguiamo brevemente sino ad un’ulteriore biforcazione: ignoriamo il segnavia n° 470 (Sentiero dei Bèch) che volge a destra proseguendo lungo la mulattiera che conduce alla Chiesa di S.Giovanni. Il tracciato, cementato in questa prima parte, offre una bella visione a destra sul Monte Altissimo di Nago, spesso innevato sino a primavera inoltrata. Siamo inoltre sovrastati dagli affioramenti rocciosi di Cima Grotta Daei con, appena più a destra, la Chiesa di S.Giovanni che appare in posizione elevata a dominare la valle.

Proseguiamo bordeggiando le ultime isolate abitazioni di Biacesa quindi entriamo nel folto del bosco con la salita che si fa ripida e faticosa. Dopo aver assecondato un buio valloncello, traversiamo verso oriente sino a raggiungere un pronunciato tornante dal quale indoviniamo, tra le frasche, uno stretto settore del Lago di Garda. Rientriamo nel folto obliquando nuovamente verso sinistra, sempre in sensibile salita, sino al bivio chiaramente indicato dai cartelli. A sinistra si separa il segnavia 417 per il Bochet dei Concolì mentre il nostro percorso, sempre ottimamente indicato, volge deciso a destra. Prestando attenzione al fondo scivoloso per le foglie e la notevole pendenza ignoriamo un nuovo bivio (a sinistra si salirebbe verso Bocca Pasumer con il sentiero 460 bis) guadagnando in breve la piccola Chiesa di S.Giovanni (m 840 – ore 1,10 dalla partenza). Una sosta è senz’altro raccomandabile in quanto la costruzione è posta in un magnifico terrazzo naturale che concede una bella visione panoramica sulla sottostante Valle di Ledro e sulle cime circostanti. Sono visibili le sottostanti case di Biacesa presso le quali abbiamo abbandonato l’automobile. Possiamo notare, verso  nordovest, gli affioramenti rocciosi della Rocchetta Giochello e di Cima Valdes mentre ad occidente siamo attratti dalle guglie del Monte Corno; volgendo verso meridione l’occhio si sofferma sulle pendici di Monte Carone a sovrastare l’altipiano erboso che ospita la minuscola frazione di Leano. Ancora più a sinistra, in primo piano, osserviamo gli affioramenti rocciosi di Cima Al Bal. Una breve digressione di pochi metri concede una vista ancora più bella ed inaspettata: si traversa per pochi metri oltre la chiesa sino a volgere a sinistra oltre la spalla erbosa raggiungendo il Bivacco Arcioni (m 845). Si tratta di un bel rifugio non gestito ma sempre aperto che, come anticipato, è stato edificato in posizione particolarmente felice; possiamo infatti osservare dall’antistante terrazzo, un panorama davvero splendido nei giorni tersi su un tratto del Lago di Garda e sul soprastante Monte Altissimo di Nago. A breve distanza dalla nostra posizione è inconfondibile il piccolo cocuzzolo di Cima Capi, raggiungibile per chi lo desidera, con la semplice Ferrata Foletti mentre a sinistra siamo sovrastati dalla poderosa parete calcarea ricadente dalla vetta di Cima Rocca. Il nostro obiettivo, come anticipato, è il bel sentiero della Rocca, dobbiamo pertanto arretrare sino alla chiesa di S.Giovanni dietro alla quale ha inizio il percorso. Nello specifico ne troviamo i cartelli indicatori (segnavia 471) presso i tavoli e le panche in legno per pic-nic presso la costruzione.

Descrizione della ferrata:

Nel primo tratto seguiamo il sentierino che sale breve, ma molto ripido, sino alla base di una poderosa parete calcarea. L’insegna davanti all’ingresso della prima galleria di guerra indica in modo inequivocabile l’inizio del percorso. E’ necessario indossare il caschetto oltre ad avere una lampada che si rivelerà indispensabile lungo l’intero percorso. Gli inesperti sono incoraggiati ad indossare subito l’imbragatura per assicurarsi nei tratti attrezzati. La prima galleria è relativamente breve ma tortuosa; la segnaletica indica all’interno il percorso corretto evitando alcune diramazioni a fondo cieco. In breve raggiungiamo la base di una scala metallica verticale, alta circa 12 metri, che permette l’uscita definitiva dal primo tunnel. Proseguiamo nel bosco affrontando alcuni ripidi canalini terrosi oltre a brevi salti rocciosi ben attrezzati con funi metalliche fisse. In breve siamo all’imbocco della seconda galleria. La sovrabbondante segnaletica permette ancora una volta di districarsi all’interno dei cunicoli; da notare la presenza di alcune finestre che permettono uno sguardo all’esterno. Usciti all’aperto proseguiamo lungo il sentiero attrezzato sino ad un bellissimo terrazzino panoramico in pieno crinale; magnifica appare la visione del Lago di Garda, sormontato ad oriente dalla lunga catena del Monte Baldo mentre in primo piano si osservano le rocce sommitali di Cima Capi. Più che mai spettacolare il paesaggio verso la Valle di Ledro e a sud con in primo piano Cima Al Bal a dominare la sponda bresciana del Lago di Garda. Un breve tratto e siamo all’imbocco della terza galleria, l’ultima nonché la più lunga dell’intero percorso. E’ necessaria tuttavia una breve digressione a destra per raggiungere il culmine di Cima Rocca. Per il momento evitiamo pertanto di entrare nella galleria volgendo a destra, proprio davanti all’imbocco del tunnel, con cartello indicante la vetta (m 1050 - segnavia 471A). Per non tralasciare nulla del percorso riprenderemo la galleria in una seconda fase, in discesa da Cima Rocca. Come detto seguiamo il sentiero 471A che sfrutta una vecchia trincea di guerra disposta grosso modo lungo il filo di cresta. Il panorama si allarga, sempre più avvincente, al settore settentrionale del Lago di Garda. Un’ultima brevissima frazione di facile sentierino e guadagniamo il punto più alto di Cima Rocca (m 1090 – libro di vetta -  ore 0,45 dalla Chiesa di S.Giovanni – ore 2 complessive).

Il panorama di vetta è di incomparabile bellezza: verso nord siamo sovrastati dalle poderose pareti calcaree che, partendo dalla vetta della Rocchetta Giochello, precipitano strapiombanti sul sottostante paese di Riva del Garda. Notiamo la grande piana che da Riva si estende a settentrione sino al paese di Arco di Trento. Ben visibile appare inoltre il Monte Brione, dall’inconfondibile forma di mezzaluna, a separare Riva del Garda da Torbole. Un occhio attento noterà il fiume Sarca gettarsi nel Lago di Garda mentre ad oriente della piana spiccano i monti Stivo e Biaena con, all’orizzonte, il Gruppo dei Lessini. Ancora più a settentrione notiamo il Cornetto e il Palon, entrambe elevazioni del Monte Bondone. Scivolando con lo sguardo verso sud osserviamo Monte Altissimo di Nago e la parte centrale del gruppo del Baldo sovrastare le acque del Lago di Garda mentre sulla sponda occidentale si rinnova la vista verso Cima Al Bal. Il giro d’orizzonte si conclude ad occidente con le Alpi Giudicarie a fare da sfondo alla Valle di Ledro. In primo piano, poco più bassa rispetto a noi, osserviamo la caratteristica prominenza calcarea di Cima Capi.

Dopo aver goduto del bellissimo panorama di vetta la nostra escursione prosegue, in discesa, sul versante nord della montagna. Funi metalliche e gradini di ferro permettono, per un dislivello di 60 metri circa, di calare in sicurezza lungo salti rocciosi ben articolati ma in parte molto ripidi. Nel settore superiore la discesa segue per alcuni metri la cresta permettendo ancora d’affacciarsi sul sottostante Lago di Garda e sui paesi di Riva ed Arco; più in basso il percorso abbandona il crinaletto spostandosi a sinistra e sfruttando alcuni ripidi canalini nel bosco. Raggiungiamo brevemente il bivio con il sentiero delle gallerie di guerra (segnavia 470) che avevamo lasciato per salire in vetta. Siamo presso l’uscita dalla terza galleria: per non perdere nulla del percorso possiamo volgere a sinistra per entrare nel tunnel percorrendolo per intero sino all’altra estremità, dove avevamo preso la traccia per salire a Cima Rocca. Si tratta della galleria più lunga del percorso: ben 300 metri di sviluppo con percorso tortuoso ma ben segnato. L’oscurità è assoluta pertanto è più che mai indispensabile una fonte di luce: solamente all’estremità opposta una breve uscita all’aperto e qualche finestra permette di affacciarsi all’esterno. Effettuata questa digressione per “riprendere” la terza galleria torniamo a ritroso ripercorrendo il tunnel sino alla sua uscita per poi procedere, sul sentiero 470, in direzione della Bocca Pasumer. Il tracciato si sviluppa nel bosco per poi seguire fedelmente una trincea ben conservata dove troviamo le ultime funi metalliche della via. In breve siamo presso Bocca Pasumer (m 980 – ore 0,30 da Cima Rocca – ore 2,30 complessive) a termine della breve via ferrata.  

Rientro alla partenza:

Un antiestetico traliccio per l’alta tensione è posto proprio presso Bocca Pasumer; da questa posizione godiamo di uno splendido scorcio sulla testa del Lago di Garda. Desta impressione la strapiombante parete settentrionale di Cima Rocca. Pochi metri prima del traliccio si individua, a sinistra, il sentiero 460B che, in moderata discesa, perde quota traversando sul fianco occidentale di Cima Rocca. Raggiungiamo il pianoro prativo che accoglie la Malga Vasotina (o Malga Degiacomi - m 960) per poi calare rapidamente nel bosco. In coincidenza di due bivi manteniamo la sinistra sino a raggiungere il sentiero 460 pochi metri a valle della Chiesa di S.Giovanni (m 840 – ore 0,15 da Bocca Pasumer). La discesa a valle ricalca a questo punto a ritroso il sentiero di salita. Seguiamo verso destra il sentiero in parte cementato riportandosi ripidamente sino al sottostante paese di Biacesa dove avevamo abbandonato l’automobile (m 416 – ore 4 globali). 

Osservazioni – Caratteristiche della ferrata:

Una via molto semplice, adatta per insegnare ai meno esperti come muoversi su ferrata. Le brevi frazioni assicurate presentano attrezzature più che sufficienti e l’esposizione resta nel complesso minima. Nonostante tutto è un itinerario di indiscutibile interesse, storico innanzi tutto in quanto sfrutta le gallerie che furono costruite dagli austriaci durante la prima guerra mondiale. Sensazionale è poi il panorama sul sottostante Lago di Garda del quale possiamo osservare distintamente il settore settentrionale con i paesi di Riva del Garda e Torbole. Sebbene sia un itinerario ferrato da annoverare tra i più semplici è assolutamente necessario non dimenticare il caschetto in quanto alcune gallerie sono molto strette e basse. Fondamentale è poi avere con sé una torcia. Particolarmente la terza galleria, lunga 300 metri, è del tutto oscura e piena di diramazioni a fondo cieco; una fonte di luce è indispensabile per muoversi. Un itinerario percorribile quasi tutto l’anno stante il clima mediterraneo determinato dalla presenza del lago; il percorso è invece da sconsigliarsi nella stagione estiva quando l’umidità e soprattutto le temperature possono raggiungere valori molto elevati. In inverno si possono avere difficoltà a seguito di forti nevicate seguite da periodi di gelo; in questi casi, il tratto di discesa compreso tra la vetta di Cima Rocca e Bocca Pasumer può essere almeno in parte vetrato divenendo molto pericoloso. Eventualmente è possibile tornare a ritroso da Cima Rocca sfruttando così il versante rivolto a meridione che tende a liberarsi abbastanza presto dalla neve. Da rilevare la mancanza d’acqua sull’intero itinerario ad eccezione di un paio di fonti alla partenza, nell’abitato di Biacesa.

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