Esoli - Ampola - Orsena

MONTE ESOLI (m 398)

MONTE AMPOLA (m 579)

MONTE ORSENA (m 623)

Quella che andiamo a descrivervi è una bella camminata tra il Golfo Paradiso e il Golfo del Tigullio. Punto culminante dell’escursione è il Monte Orsena sul quale si trova il Santuario di Nostra Signora di Caravaggio. Il mite ambiente mediterraneo rende questa escursione adatta alla stagione fredda mentre in estate temperature e umidità sono spesso eccessive. La dorsale è percorsa pressoché fedelmente dal sentiero descritto con eccellenti scorci panoramici sul mare in grado nei giorni tersi di entusiasmare donando un paesaggio sconfinato.

L’escursione in breve:

Ruta di Camogli (Chiesa Millenaria - m 283) - Monte Ésoli (m 442) - sella senza nome a nord del Monte Ésoli (m 398) – Piani di Cren (m 475) - Monte Ámpola (m 579) - Piane di Caravaggio (m 498) - Monte Orsena (Chiesa Nostra Signora di Caravaggio – m 623)

Dati tecnici:

Da Ruta di Camogli (Chiesa Millenaria - m 283): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Dislivello assoluto: m 340. Segnaletica: totale tranne nella breve digressione al Monte Esoli che appare poco evidente e del tutto priva di segnalazioni. Acqua sul percorso: assente.

Accesso:

Utilizzando l’autostrada A12 si esce a Recco raggiungendo in breve il centro abitato. Si volge a sinistra sulla SS 1 Aurelia salendo di quota. Lasciamo a destra il paese di Camogli guadagnando ulteriore quota sino alla galleria valico di Ruta. Pochi metri prima della galleria troviamo il bivio a destra per San Rocco mentre a sinistra si separa la provinciale con indicazioni per San Martino. Scegliamo quest’ultima opportunità raggiungendo in breve la sella dove sorge la Chiesa Millenaria (m 283) presso la quale lasciamo l’auto.

Descrizione del percorso:

Procediamo per pochi metri lungo la provinciale in direzione di San Martino e Rapallo. Troviamo sulla sinistra l’evidente scalinata (Via Caravaggio) che sale dapprima tra le ultime case e gli uliveti quindi lungo la dorsale boscata (segnavia due cerchi rossi vuoti e cartelli che parlano della cosiddetta “Via del Mare”).

Ignoriamo il bivio a sinistra con segnavia tre pallini rossi che calerebbe verso Recco mantenendo il sentiero principale che si sposta nel versante rivolto verso Rapallo. Poco oltre siamo ad una deviazione a sinistra poco visibile e soprattutto senza segnalazioni. Si tratta di una breve digressione dal sentiero principale che permette di guadagnare la sommità arrotondata del Monte Esoli (m 442). Dal punto più alto godiamo di un bel panorama verso oriente su un ampio tratto della Riviera di Levante mentre verso sud spicca la sagoma alberata del Monte di Portofino. Il monte Esoli trae il suo nome dal vocabolo dialettale ligure “erxui” ovvero “lecci”, arbusti mediterranei molto comuni in tutta la zona.

Riprendiamo a ritroso il sentiero principale che raggiunge rapidamente un bel settore prativo. Il tracciato si sviluppa appena sotto crinale. Si può raggiungere la cresta in pochi istanti godendo di una visione spettacolare estesa questa volta ad un tratto del Ponente Ligure sino ad ammirare nella stagione fredda le cime innevate delle Alpi Marittime. Ripreso il sentiero principale tocchiamo in veloce discesa una modesta sella erbosa (m 398) quindi proseguiamo, grosso modo lungo il crinale, su percorso sempre ampio e ben percorribile. Aggirato un dosso poco pronunciato raggiungiamo i Piani di Cruen (m 475).

Ignoriamo il sentiero che cala a sinistra anche questa volta in direzione di Recco (segnavia triangolo rosso vuoto). Subito oltre si separa sulla destra la traccia che sale tra le frasche verso il Monte Ampola. Scegliamo questa possibilità abbandonando per il momento il sentiero principale che aggira la cima sulla sinistra. La variante di crinale sale ripida ma senza difficoltà a toccare la cima del Monte Ampola (m 579) sulla cui sommità, occupata da una densa vegetazione arbustiva, è presente un evidente ripetitore. Il paesaggio resta ampio ed avvincente aperto sia verso ovest osservando dall’alto la cittadina di Recco che verso oriente scorgendo il porto di Rapallo. Verso nord possiamo intravedere le cime più alte dell’Appennino Ligure.

La traccia di sentiero procede verso settentrione calando nel versante opposto su tracciato a tratti molto ripido e scivoloso. Con cautela, zigzagando tra gli alberi, torniamo infine a confluire nel sentiero principale in coincidenza della selletta quotata 498 metri. Il sentiero procede tagliando il ripido versante alberato sino a raggiungere la zona prativa aperta in coincidenza dell’ampia sella denominata “Piane di Caravaggio” (m 498). Abbandoniamo il sentiero contrassegnato dal segnavia due cerchi rossi e triangolo rosso che procederebbe aggirando a sinistra il Monte Orsena. Nel nostro caso volendo raggiungere il punto più alto saliamo lungo l’evidente costone con indicazioni per il soprastante santuario (segnavia tre pallini rossi). Il percorso supera alcuni affioramenti rocciosi quindi ci scostiamo dal filo del crinale volgendo all’improvviso verso destra. Tagliamo in lunga diagonale ascendente il fianco della montagna su mulattiera cementata comoda e ben ricavata tra la vegetazione. Splendidi gli scorci alle spalle sul Monte Ampola salito in precedenza e verso il più lontano Monte di Portofino. In breve raggiungiamo una spalla dove è presente una piattaforma per l’atterraggio degli elicotteri. Il sentiero volge all’improvviso verso sinistra seguendo la lunga scalinata che raggiunge in ripida salita la vetta del Monte Orsena. In coincidenza del punto più alto troviamo la chiesa di Nostra Signora di Caravaggio (m 623 – ore 1,45 dalla partenza).

Il paesaggio è naturalmente il più vasto e completo dell’escursione; la vetta è infatti un rinomato belvedere su un ampio tratto della riviera di Levante oltre a scorgere parte del Ponente con alle spalle le Alpi Marittime. Il rientro avviene a ritroso evitando le deviazioni per i monti Ampola ed Esoli per un totale di ore 3,15 di cammino complessivo.

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