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Nome scientifico: Vaccinium myrtillus L. Famiglia: Ericaceae Habitat naturale: Sottooschi
(specie di abete rosso) , pascoli subalpini, brughiere, torbiere, cespuglieti su
terreno quasi sempre acido tra 1100 e 2000 metri, più raramente tra 400 e 2800
metri. In Italia è molto diffuso e comune sulle Alpi e sull’Appennino
settentrionale. Risulta più raro nell’Appennino centrale dove, con il suo
areale, arriva ad interessare il Lazio e il Molise. Più a sud è assente. Descrizione della
pianta: Piccolo
arbusto perenne alto fino a 50 cm con radici serpeggianti dalle quali si elevano
i fusti eretti ed estesamente ramificati. Le foglie (1 – 3 cm) sono brevemente
picciolate di forma ovale e con margine lievemente seghettato. Entrambe le
pagine sono verdi ma quella inferiore è più chiara con visibili le sottili
nervature. I fiori sono ermafroditi, inseriti con un
picciolo molto breve all'ascella delle foglie: sono penduli e solitari oppure a
2 a 2; il calice è diviso in quattro o cinque lobi, la corolla tubulare è
slargata in basso e si restringe alla fauce dove è divisa anch'essa in quattro o
cinque lobi reclinati all'indietro; la corolla è di colore bianco-rosato. Note: il frutto del mirtillo nero è ben noto in cucina ed è infatti utilizzato per marmellate, succhi, gelatine, ma anche per aromatizzare grappe e liquori in genere. E’ una pianta con proprietà farmaceutiche grazie alla presenza di diversi principi attivi (tannini, sostanze pectiche, acido chinico, glucoside arbutoside, idrochinone e resine). Foglie (solo per uso esterno) e frutti sono usati come antinfiammatorio, antisettico; è inoltre usato per incentivare la vista in quanto è in grado di proteggere la retina. Dove l’abbiamo osservata: Le fotografie qui sotto mostrano il frutto del mirtillo nero è sono state scattate in Alto Adige lungo la sponda del Lago di Braies a circa 1500 metri di quota.
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