Rossola

MONTE RÒSSOLA (m 563)

Posto a breve distanza dal mare, il Monte Ròssola è il culmine di una dorsale che separa la baia di Lévanto da quella più piccola e appartata ove è posta Bonassola. La quota non è certo rilevante eppure il Ròssola colpisce per le sue rocce rossastre d’origine basaltica che gli attribuiscono un aspetto severo e selvaggio. La posizione prominente in direzione del litorale permette, nei giorni tersi, un paesaggio spettacolare esteso all’arcipelago toscano, alla Corsica e alle lontane Alpi Liguri e Marittime. Suggeriamo due itinerari possibili: il primo descritto è breve e diretto, permettendo la salita alla cima in appena un’ora. Più lunga la seconda soluzione, adatta per un’escursione più completa ed impegnativa. In entrambi i casi si consiglia l’ascensione nei periodi freddi grazie al clima mediterraneo del levante ligure mentre la stagione estiva si rivela troppo calda e umida per una salita di bassa quota.

L’escursione in breve:

Lavaggiorosso (m 281) – Cimitero di Lavaggiorosso (m 310) – Passo Colletto (m 459) – Rocca Gaibana (m 492) – Monte Rossola (m 563)

Dati tecnici:

Partenza da Lavaggiorosso (m 281): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: cartelli indicatori ai bivi; assenza di segnavia negli altri tratti (specie tra Lavaggiorosso e Passo Colletto) ma con sentiero sempre ben evidente. Dislivello assoluto: m 282. Acqua sul percorso: assente.

Accesso alla partenza:

Utilizzando l’autostrada A12 Genova – Livorno l’uscita più adatta è quella di Carrodano – Levanto dopodiché si segue la provinciale che in una decina di km, passando per la frazione di Montale, cala a Levanto. Raggiunto il paese troviamo le indicazioni per Bonassola; riprendiamo quota con un paio di tornanti sino a trovare il bivio sulla destra per Lavaggiorosso. Passiamo su questa stretta provinciale portandoci in alcuni km sino in prossimità della frazione. Per salire a Lavaggiorosso si abbandona la provinciale volgendo a sinistra sulla stradina asfaltata senza uscita che conduce in poche centinaia di metri al soprastante paese. Piuttosto pochi sono i parcheggi, concentrati davanti alla chiesa e lungo la strada in salita. Non trovandone di disponibili si lascia la macchina a valle dell’abitato salendo a piedi con un aggiunta di tempo minima.

Descrizione del percorso:

Lavaggiorosso (m 281) è una piccola, caratteristica frazione del comune di Levanto. L’escursione ha inizio nella borgata seguendo il viottolo tra le case che sale in direzione del cimitero. Si resta ammirati di fronte all’ordine delle piccole case, strette l’una all’altra. Raggiungiamo il muro esterno del cimitero dove i cartelli segnalano un evidente bivio (m 310). Davanti a noi procede il segnavia 674 in direzione della Foce di Lavaggiorosso mentre a sinistra si separa il sentiero 673 per il Colletto e Rocca Gaibana. Scegliamo quest’ultima possibilità seguendo lo stretto passaggio che segue il bordo inferiore di una coltivazione di ulivi. Da rilevare l’assenza d’ulteriori segnavia tuttavia il tracciato appare ugualmente ben visibile sebbene a tratti un po’ stretto. Superata la zona coltivata penetriamo con scarsi dislivelli nel folto dell’alberatura andando a guadare un modesto fossato. Subito oltre volgiamo verso sinistra con la salita che diviene più ripida. Alcuni tornanti permettono di vincere la frazione più faticosa quindi la pendenza decresce sino a raggiungere, quasi in piano, la biforcazione con il sentiero 671 (m 455 – ore 0,30 dalla partenza).

I cartelli segnaletici segnalano a sinistra il Monte delle Streghe e a destra il Passo Colletto. Scegliamo quest’ultima possibilità raggiungendo il valico in appena un paio di minuti (m 459). Siamo ad un altro importante crocevia di sentieri e anche in questo caso la segnaletica non lascia alcun dubbio. Il Monte Ròssola è indicato verso sinistra su ampio tracciato (segnavia 665) che traversa in questo primo tratto appena a destra della cresta.

Il panorama che, sino ad ora, era stato ostacolato dall’alberatura, si apre in un eccellente scorcio in direzione del sottostante litorale sino a vedere il paese di Bonassola e ad ovest verso il Ponente Ligure che appare sovrastato da un lungo tratto della catena alpina. Attraversiamo una zona interessata nei passati decenni da un rovinoso incendio: la natura sta riprendendo progressivamente il suo posto con la macchia mediterranea che si sta impadronendo del pendio. Bordeggiamo la cima della modesta Rocca Gaibana che può essere risalita con una breve digressione a sinistra senza via obbligata. Un cartello segnala la vetta del Ròssola ad appena 20 minuti di distanza. Saliamo con maggior pendenza tra radi pini marittimi, lecci e qualche semplice roccetta mentre la visione del litorale diviene sempre più completa. Spicca il marcato promontorio di Portofino mentre nei giorni più tersi un occhio allenato riuscirà a riconoscere, all’orizzonte, la marcata sagoma piramidale del Monte Viso, massima elevazione delle Alpi Cozie. Guadagnando quota si aprono ulteriori orizzonti: scorgiamo verso nord le cime dell’Appennino Ligure con in bella evidenza il Monte Gottero mentre nelle immediate vicinanze abbiamo un magnifico colpo d’occhio su Lavaggiorosso, paese dove la nostra avventura ha avuto inizio. Siamo oramai in vista della cima, con visibile, purtroppo, un antiestetico ripetitore posizionato poco al di sotto del punto più alto. Il sentiero ne bordeggia la struttura lasciandolo alla sinistra quindi, con un ultimo breve salto, raggiunge il punto più elevato caratterizzato da rocce rossastre di natura basaltica piuttosto atipiche per la zona (m 563 – ore 0,30 dal Colletto – ore 1 dalla partenza).

Il paesaggio di vetta offre moltissimi spunti d’interesse. Come anticipato nell’introduzione la vista migliore è quella sul paese di Bonassola e soprattutto sulla baia di Levanto, sovrastata dal Monte Focone; quest’ultimo copre parzialmente il litorale delle retrostanti Cinque Terre che possiamo comunque scorgere per un breve tratto sino ad osservare, ancora più distante, una frazione della costa toscana. Verso mare aperto, quando l’atmosfera è tersa, si notano le isole di Gorgona e d’Elba nell’arcipelago toscano oltre alla Corsica con le sue grandi cime, spesso innevate nella stagione invernale. Volgendo ad occidente non possiamo che ribadire la visione del Monte di Portofino e del Ponente Ligure con le Alpi Liguri e Marittime a sovrastarne il litorale. E’ un paesaggio che ha accompagnato tutta la frazione compresa tra il Colletto e il punto più elevato. Verso nord abbracciamo un ampio tratto dell’Appennino Ligure compreso il crinale che sovrasta la Val di Vara mentre tornando verso oriente spuntano le cime rocciose delle Alpi Apuane in una visione che fonde, più che mai, la montagna al mare. Consigliamo di procedere oltre la cima per raggiungere in qualche minuto la prospiciente anticima, in direzione del litorale, potendo osservare alle spalle le curiose rocce rosse che caratterizzano il settore sommitale del Monte Ròssola oltre ad avere la vista del mare aperto del tutto libera da ostacoli.

VIA DI SALITA PIU’ LUNGA

L’escursione in breve:

Ex SS 332 per Bonassola (m 70) – Costa delle Streghe – Monte delle Streghe (m 288) – Passo Colletto (m 459) – Rocca Gaibana (m 492) – Monte Rossola (m 563)

Dati tecnici:

Partenza dalla ex SS 332 (m 70): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: per lunghi tratti assente ma con sentiero sempre evidente. Dislivello assoluto: m 493. Acqua sul percorso: assente.

Accesso alla partenza:

Utilizzando l’autostrada A12 Genova – Livorno l’uscita più adatta è quella di Carrodano – Levanto dopodiché si segue la provinciale che in una decina di km, passando per la frazione di Montale, cala a Levanto. Raggiunto il paese troviamo le indicazioni per Bonassola. Imbocchiamo la ex SS 332 e circa mezzo km dopo essere usciti dal paese troviamo un cartello stradale di pericolo generico con pannelli integrativi indicanti la mancanza di segnaletica orizzontale, protezioni laterali e strada deformata. Come ulteriore riferimento è presente, in coincidenza del cartello, una piccola ringhiera metallica bianca a proteggere il bordo della strada dal fossetto laterale. Il sentiero 671, poco visibile in questa direzione, si stacca sulla destra proprio in prossimità del cartello risultando più facile da vedere per chi da Bonassola viaggia verso Levanto.

Descrizione del percorso:

Il sentiero sale a tornanti fra rada pineta e macchia mediterranea; possiamo notare i resti di un incendio avvenuto molti anni fa. Si passa sotto un elettrodotto e si rimonta la cosiddetta Costa delle Streghe ignorando una sterrata che si separa sulla sinistra. In breve si raggiunge il bel culmine del Monte delle Streghe (m 288 – ore 1 dalla partenza) con magnifici scorci verso Levanto e il litorale.

Si cala in breve ad una modesta selletta in coincidenza della quale intersechiamo una strada sterrata oltre a notare la presenza di due case. Seguiamo l’ampia carrareccia per poche decine di metri quindi volgiamo a sinistra su ampia mulattiera. Guadagniamo in breve una vecchia cava dismessa del cosiddetto “marmo rosso di Levanto” in realtà un filone costituito da clasti di serpentinite uniti fra loro da vene di calcite. Proseguiamo aggirando il versante orientale del Monte Rossola tra vegetazione mediterranea costituita prevalentemente da lecci e pino marittimo con eccellenti scorci, a destra, sulla frazione di Lavaggiorosso. Superiamo una seconda cava abbandonata presso cui è presente un edificio in rovina e infine guadagniamo l’intersezione con il sentiero 673 proveniente da Lavaggiorosso (circa 1 ora dal Monte delle Streghe – ore 2 complessive). Il proseguo coincide con quanto descritto in precedenza per un totale di ore 2,30 per salire al punto più alto.

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