Pastorelli

MONTE PASTORELLI (m 175)

(TRAVERSATA BONASSOLA – SALICE – FRAMURA)

La traversata che andiamo a proporvi sfrutta un tratto del “Sentiero Verdeazzurro”, lungo itinerario escursionistico che si sviluppa tra le zone costiere più belle e selvagge del Levante Ligure. Troppo spesso gli escursionisti si limitano alla percorrenza dei sentieri nell’ambito delle Cinque Terre e del Promontorio di Portofino. La Riviera di Levante presenta in realtà molti altri settori non meno belli sebbene poco conosciuti. Il tratto compreso tra Bonassola e Framura vi lascerà meravigliati a fronte di una natura lussureggiante e di un tratto costiero appartato quanto spettacolare per la presenza di falesie ed insenature. Inutile dire che l’itinerario si sviluppa a quota molto bassa sfiorando l’insignificante rilievo del Monte Pastorelli ma questo nulla toglie alla spettacolarità del paesaggio con un cenno speciale al punto d’osservazione noto come “Salto della Lepre”, un culmine letteralmente a picco sul Mar Ligure. Inutile dire che si tratta di un percorso molto raccomandabile nella stagione fredda o al massimo nelle mezze stagioni in virtù del clima mediterraneo assai mite che caratterizza la zona. Da evitare invece la stagione estiva per via delle temperature troppo elevate.

L’escursione in breve:

Bonassola (m 6) – Foce di Carpeneggio (m 132) – Monte Pastorelli (m 175) – Salto della Lepre (m 112) – Foce di Carpeneggio (m 132) – fosso (m 150) – punto alto (m 240) – bivio di Salice (m 190) – fosso Rio Montaretto (m 72) – fine salita (m 120) – innesto strada asfaltata (m 100) – Framura (stazione F.S – m 15)

Dati tecnici:

Partenza da Bonassola (m 6): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 234; il dislivello realmente affrontato è maggiore essendovi alcuni saliscendi. Acqua sul percorso: assente.

Accesso alla partenza:

Utilizzando l’autostrada A12 Genova – Livorno per chi proviene da oriente l’uscita più adatta è quella di Carrodano – Levanto dopodiché si segue la provinciale che in una decina di km, passando per la frazione di Montale, cala a Levanto. Raggiunto il paese troviamo le indicazioni per Bonassola; manteniamo la SS 332 per 3 km quindi l’abbandoniamo scendendo ripidamente a sinistra sino al paese. Chi proviene da occidente può utilizzare l’uscita autostradale di Deiva Marina. Per un breve tratto muoviamo proprio in direzione di Deiva per poi abbandonare il proseguo della strada volgendo a sinistra con cartelli indicanti Levanto, Bonassola e Framura. Ai bivi successivi non mancano le indicazioni per Bonassola escludendo ogni possibilità d’errore. La SP 42 confluisce infine nella SS 332 che seguiamo verso destra con cartello indicante Bonassola a 6 km di distanza. Manteniamo la statale sino al bivio a destra che permette di calare sino al paese.

Descrizione del percorso:

Si costeggia la chiesa di Bonassola sul lato sinistro trovando i segnavia del Sentiero Verdeazzurro. Seguiamo una stretta stradina asfaltata tra due muri in salita quindi la abbandoniamo per volgere a destra attraverso una mulattiera scalinata che sale tra abitazioni e orti (Via Vermestosa). Confluiamo poco sopra in un’altra strada asfaltata (Via Roma) che seguiamo verso sinistra per un breve tratto quasi in piano. Subito oltre troviamo un ulteriore bivio: abbandoniamo l’asfalto per volgere a destra sulla ripida cementata (Via Carpeneggio) con cartello indicante il Salto della Lepre. Saliamo tra la macchia mediterranea e alcuni pini per accedere infine alla marcata Foce di Carpeneggio (m 132 – ore 0,20 dalla partenza) con, alla destra, un magnifico uliveto.

L’escursione prevede ora una splendida digressione. Il cartello in legno posto a sinistra segnala il “Salto della Lepre” a circa 10 minuti di distanza. Si tratta di un pulpito naturale a picco sul mare in grado di offrire quello che forse è il panorama più vasto e spettacolare della nostra marcia. Non possiamo fare altro che intraprendere questa direzione seguendo la sterrata che si inoltra nella pineta. Raggiunta una valletta passiamo a destra di un rudere quindi, con un tornante, siamo al termine dell’ampia mulattiera (m 145), a breve distanza dall’anonimo punto più alto del Monte Pastorelli. Sulla sinistra si prosegue in discesa tra la macchia sino al bivio, indicato dal cartello, per il paese di Bonassola. Ignoriamo la deviazione proseguendo davanti a noi con il panorama che offre già un fantastico scorcio verso ponente sino ad osservare le lontane vette delle Alpi Liguri e Marittime. Caliamo ancora per un breve tratto sino a guadagnare l’ampia radura che invita alla sosta protesa in direzione del mare (m 112). Al margine dello spiazzo precipita strapiombante sino al sottostante litorale il cosiddetto Salto della Lepre. Il curioso toponimo trae origine da una leggenda locale secondo cui una lepre, piuttosto che essere presa dai cacciatori, preferì saltare il dirupo. Da rilevare, al margine del terrazzo naturale, la presenza delle rovine di due bunker che furono utilizzati, durante il secondo conflitto mondiale, come postazione antiaerea.

Facendo attenzione a non esporsi troppo verso il precipizio, non possiamo comunque fare a meno di godere di una vista di rara bellezza. Verso oriente il paesaggio si estende oltre la baia di Levanto andando a scorgere la Punta del Mesco. Guardando verso ovest notiamo invece l’articolata costa che caratterizza la zona di Framura mentre più distante scorgiamo il promontorio di Portofino. La nostra escursione prosegue rientrando a ritroso sino alla Foce di Carpeneggio. Ignoriamo pertanto il bivio a destra per Bonassola tornando a lambire il Monte Pastorelli per poi calare sino alla forcella.

Volgiamo verso sinistra seguendo la segnaletica indicante Framura (sentiero SVA). Poco oltre ignoriamo il segnavia 661C che si separa a sinistra conducendo alla Spiaggia di Scà. Procediamo nel folto dei lecci. Dopo un tratto in debole pendenza superiamo con alcune svolte un tratto più ripido. Superiamo l’appartato solco del Rio Brino quindi, fra terrazzamenti e coltivazioni, guadagniamo il punto più alto della nostra traversata (m 240). Procediamo tra la vegetazione alle poche case che caratterizzano la frazione di Salice (m 190) dove intercettiamo la carrozzabile che scende dal paese di Montaretto. Il nostro cammino procede a sinistra seguendone l’ultimo tratto sino ad una casa. La strada cede il posto ad un sentiero ben segnalato dal cartello indicante Framura, Deiva Marina e Moneglia.

E’ una frazione particolarmente selvaggia che si sviluppa, ombrosa e nascosta, tra fitta vegetazione a pino marittimo e leccio. Si cala ripidamente sino al fosso attraversato dal Rio Montaretto (m 72) che scavalchiamo grazie ad un ponticello. Risaliamo la costa opposta restando alti rispetto alla sottostante costa. Il litorale si presenta infatti impraticabile per via delle falesie a picco che lo caratterizzano. Il sentiero spiana affrontando un traverso nel bosco assicurato da alcune malconce ringhiere che proteggono dall’esposto salto a sinistra. Nel tratto che segue accostiamo il salto che precipita nel sottostante mare sino ad una specie di balcone roccioso dove l’alberatura scompare lasciando spazio ad una vista mozzafiato. Osserviamo le piccole calette sottostanti e le magnifiche colorazioni del fondale mentre alle spalle possiamo apprezzare il litorale impervio e le pendici ammantate di una ricca vegetazione mediterranea.

Anche nel tratto che segue il sentiero presenta ulteriori aperture che permettono di godere della natura incontaminata di questo tratto di costa nel complesso poco conosciuto. Ancora una breve frazione e il sentiero ha termine andando a confluire in una stretta strada asfaltata (m 100). La seguiamo calando verso sinistra con il panorama che si allarga al sottostante Scoglio Ciamia, il più grande della Liguria. Passiamo a monte di un complesso residenziale e subito a sinistra di una casa con torretta ignorando la deviazione a sinistra per la spiaggia di Vandarecca. Siamo ormai in vista del porto di Framura; poco prima di una curva verso destra troviamo una scalinata che permette di scendere a sinistra sino ad una stradina che, superata una galleria, permette di accedere alla stazione ferroviaria di Framura (m 17 – ore 2 dalla partenza), dove la nostra avventura ha termine dopo circa 7,5 km di tracciato.

Da notare che Framura è in realtà un comune sparso caratterizzato da numerose frazioni. Nel nostro caso, raggiunta la stazione del treno, siamo in prossimità della frazione di Anzo.

Per il rientro si aprono alcune possibilità:

     1)     Possiamo tornare a Bonassola con il treno

     2)     Si può ripetere il percorso a ritroso per un totale complessivo inferiore alle 4 ore di marcia.

Avendo due automobili da parcheggiare rispettivamente a Bonassola e presso la stazione di Framura si può concludere celermente l’avventura.

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