Rodondone

RODONDONE (m 1143)

Una lunga dorsale divide la Val Trompia dal versante del Lago d’Iseo: si tratta di un crinale caratterizzato da facili elevazioni, per lo più alla portata del normale escursionista. Le escursioni in zona permettono splendidi panorami sulla fascia prealpina e sono spesso percorribili a stagione molto anticipata avendo l’accortezza di selezionare itinerari a quota contenuta. Tra le varie possibilità vi proponiamo questa volta la comoda ascensione al Rodondone, davvero molto panoramica grazie ad un percorso sviluppato per lunghi tratti su larga e comoda cresta erbosa. E’ un facile itinerario che impegna per mezza giornata con la possibilità di prolungarlo sino a Punta Almana per chi desidera un percorso che riempia al meglio un giorno intero.

Dati tecnici:

Dalla Località Caposs (lungo la strada che unisce Polavene a Sulzano - m 870): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: meno di m 300; dislivello reale superiore trattandosi di un itinerario con saliscendi essendo sviluppato per lo più lungo il crinale. Acqua sul percorso: assente.

Accesso alla partenza:

Si accede alla partenza dal paese d’Iseo, posto sulla sponda bresciana dell’omonimo lago.  Abbandoniamo la statale litoranea seguendo la provinciale per Polaveno. Saliamo con numerosi tornanti sino al Passo dei Tre Termini; subito oltre la strada comincia a perdere quota passando per la piccola borgata di Zoadello. Troviamo sulla sinistra il bivio con indicazioni per S.Maria. Una stretta strada asfaltata sale ripidamente sino ad un culmine in coincidenza del confine di comune con Sulzano (cartello indicante il confine). Abbandoniamo qui l’automobile per seguire la carrareccia a fondo naturale sulla destra con segnavia e indicazione per la chiesa di S.Maria del Giogo.

Descrizione dell’itinerario:

Come anticipato abbandoniamo la strada transitabile per volgere a destra su carrareccia bianca con cartello indicante S.Maria del Giogo. Dopo nemmeno cento metri raggiungiamo il cancello di una villa; non entriamo ovviamente nella proprietà: volgiamo a destra su sentierino segnato in debole salita che aggira il muro di confine del terreno privato. Procediamo su bosco rado sino ad un magnifico pendio prativo con panorama che si allarga spettacolarmente alle montagne circostanti. Il nostro sguardo è attratto dalla grande mole del Monte Guglielmo, immensa cupola particolarmente cara ai bresciani e ben individuabile sin dalla Pianura Padana. Alla sua destra, più bassa, notiamo la sagoma boscata sino alla sommità del Rodondone, obiettivo della nostra salita. A sinistra è la presenza del Lago d’Iseo a costituire il miglior motivo fotografico con il curioso rilievo di Monte Isola a svettare al centro dello specchio d’acqua. E’ bene ricordare che Monte Isola è la maggiore isola lacustre dell’intera penisola. Il grande paese, sulla sponda bresciana del lago, è Sale Marasino.

Procediamo tra i prati sino ad una radura occupata da alcune seconde case. La segnaletica guida tra le costruzioni per passare poi, per un breve tratto, su ampia sterrata. E’ bene prestare attenzione ai segnavia evitando di farsi sviare dai tanti stradelli a fondo naturale presenti nella zona. Poco oltre siamo nuovamente su sentiero che si articola nel folto del bosco. Il percorso si sviluppa in questa fase sul versante della Val Trompia con panorama ovviamente limitato dalla presenza della vegetazione. Aggiriamo le soprastanti pendici del Monte Castellino per traversare, in debole saliscendi, sino a riprendere il crinale a breve distanza dalla chiesa di S.Maria del Giogo. Raggiungiamo la costruzione in breve risalita guadagnando il terrazzo antistante l’entrata (m 968) dal quale godiamo nuovamente della vista su Monte Isola e questa volta anche sul settore meridionale del lago, in precedenza non visibile. Il proseguo conduce, in breve discesa, sino alla sottostante trattoria raggiungibile anche su strada asfaltata per chi non vuole camminare (m 940 – ore 1 dalla partenza).

Proseguiamo oltre, ignorando le deviazioni che calano sui due versanti dell’ampio crinale e cominciando invece a risalire le facili pendenze del Rodondone. Il percorso, in prevalenza nel bosco rado, ricalca quasi fedelmente la cresta meridionale della montagna. In breve raggiungiamo il punto panoramico più bello dell’intero percorso: si tratta di un pulpito privo d’alberatura aperto spettacolarmente sul Sebino e su Monte Isola. E’ uno splendido culmine e nemmeno la cima, essendo parzialmente boscata, permetterà una visione altrettanto vasta. Il percorso ha sèguito lungo il crinale, su percorso sempre facile e ben marcato. Passiamo a sinistra di un capanno posto subito a lato di un pinnacolo calcareo e ci portiamo alla base di un caratteristico pendio erboso risalito da una lunga recinzione metallica. Mantenendoci a destra del recinto risaliamo in forte pendenza il settore sommitale della montagna, Al di sopra ci attende il prato sommitale con cartello indicante il punto più alto (m 1143 – ore 2 dalla partenza).

Come anticipato il panorama è parzialmente impedito dall’alberatura appare tuttavia ben visibile la vista sul settore meridionale del Lago d’Iseo. Verso settentrione scorgiamo, tra gli alberi, il tozzo rilievo del Monte Guglielmo e, più a sinistra, le lontane cime delle Alpi Orobie. Il rientro avviene a ritroso con la possibilità, per chi lo desidera, di approfittare della trattoria posta presso la chiesa di S.Maria del Giogo, grosso modo a metà percorso di rientro. 

Cenni sulla flora:

Abbiamo percorso questo itinerario a fine inverno osservando una nutrita rassegna di piante che annunciano l’arrivo della bella stagione. Fra le principali ricordiamo Primula comune (Primula vulgaris), Erba trinità (Hepatica nobilis), Bosso strisciante (Polygala chamaebuxus), Pervinca (Vinca minor), Croco (Crocus vernus), Carice minore (Carex humilis) e Vedovella alpina (Globularia nudicaulis). Tra le piante più belle e particolari ricordiamo le magnifiche fioriture di Bucaneve (Galanthus nivalis) dopo appena 15 minuti di percorso in piena cresta erbosa presso alcune case, nonché il bellissimo Dente di cane (Erithronium dens-canis), particolarmente diffuso nel sottobosco umido e fresco. Meno appariscente ma altrettanto meritevole di citazione è la presenza di Scilla bifoglia (Scilla bifolia) dai delicati petali di colore azzurro. Tra le particolarità ricordiamo la presenza della bella Sassifraga di Host (Saxifraga hostii) su alcune roccette calcaree affioranti poste a sinistra, poco a monte del sentiero a 10 minuti circa da S.Maria del Giogo; la fioritura avviene in questo caso ad inizio estate.

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