Santner

VIA FERRATA SANTNER

Gruppo montuoso: Dolomiti – Gruppo del Catinaccio

Grado di difficoltà globale: FACILE (Vai alla scala delle difficoltà).

Difficoltà tecniche: 1

Esposizione:         1

Impegno fisico:     2

Dislivello assoluto: m 498

                            Dal Rif Fronza al Rif Santner: + 402

                            Dal Rif Santner al Rif Vajolet: - 498

                            Dal Rif Vajolet al Passo delle Coronelle: + 387

                            Dal Passo delle Coronelle al Rif Fronza: - 291

Tempo di percorrenza: 6 ore circa (2 ore la sola ferrata)

Punti di appoggio: Rif A. Fronza – Rif. Passo Santner

                           Nel proseguo dopo la ferrata: Rif Re Alberto I – Rifugio Vajolet – Rifugio Preuss.

Accesso:

Con la cabinovia “Laurino”, che ha inizio presso la Malga Frommer sulla strada che dal Passo di Costalunga conduce a Passo Nigra, ci portiamo al Rifugio A.Fronza (m 2339).

Il sentiero scavalca il salto roccioso dietro al rifugio (qualche breve fune metallica) portandosi alla vasta terrazza detritica soprastante. Poco sopra siamo a un bivio: proseguiamo a sinistra su comodo tracciato che si sviluppa alla base della grande parete rocciosa strapiombante del Catinaccio. Proseguiamo lungamente con scarsi dislivelli e senza alcuna difficoltà, fino a piegare in modo evidente sulla destra attaccando in salita diagonale le roccette. La prima paretina, in contenuta esposizione, non presenta assicurazioni. In ulteriore salita su lastroni raggiungiamo l’attacco della ferrata.

Descrizione della ferrata:

La via si sviluppa per strette e severe forcelle con magnifiche visioni in direzione della conca di Bolzano e delle Alpi Centrali. Le funi metalliche guidano per cenge e costole rocciose; nella salita notiamo alle spalle il percorso seguito dal rifugio Fronza. Una breve, ripida parete sovrastata da un caratteristico pinnacolo, è scavalcata con una scala. Dopo un evidente torre, scendiamo usando funi e ganci di ferro come gradini sino alla base di un ripido colatoio sempre innevato anche durante l’estate. Le funi metalliche risalgono il nevaio sulla destra, per poi tagliarlo diagonalmente in ripida salita. In luglio ed agosto è generalmente presente una buona traccia e le funi eliminano ogni difficoltà; problematico può invece essere il passaggio in caso di fondo ghiacciato, come spesso capita a inizio stagione. Subito oltre la via rimonta le rocce a sinistra con percorso sempre ben assicurato (funi – un piolo di ferro nell’unico passo sul vuoto). In breve siamo all’uscita della via presso Passo Santner dove sorge l’omonimo, piccolo rifugio (m 2741 – ore 2 dalla partenza). Immenso il panorama verso occidente nei giorni più limpidi, con le Alpi Centrali a fare da sfondo.

Seguito dell’escursione:

Su facile sentiero per rocce e ghiaie scendiamo nella conca denominata “Gartl” sino al Rifugio Re Alberto I° (m 2621 – ore 0,15 da Passo Santner), nei pressi di un piccolo specchio d’acqua alimentato dalla fusione della nevi. Una brevissima deviazione sino al Passo di Laurino, ci permette di godere della più classica visione delle famose Torri del Vajolet. Proseguiamo ora scendendo nel ripidissimo canalone che sbocca 400 m più in basso nella Val di Vajolet. La gola presenta una serie di passaggi su roccette che, sebbene non difficili, richiedono un minimo di attenzione e di piede fermo (qualche fune di spago). Sul fondo della gola raggiungiamo l’ampio Rifugio Vajolet e il vicino Rifugio P.Preuss (m 2243 – ore 0,50 dal Rifugio Re Alberto I° - ore 3,05 dalla partenza) . Per un breve tratto seguiamo la carrareccia per il Rifugio Gardeccia, abbandonandola poco oltre per salire sulla destra in direzione del Passo delle Coronelle (segnavia n° 541) La lunga e non difficile salita ci riporta progressivamente in quota riguadagnando la cresta del Catinaccio con roccette e, talvolta, qualche piccolo nevaio. Valichiamo il crinale in coincidenza del Passo delle Coronelle (Tschager Joch – m 2630 – ore 1,30 dal Rif.Vajolet) affacciandoci nuovamente sul versante della Val d’Ega. Su instabili ghiaioni scendiamo piegando poi verso destra e riguadagnando il bivio che sovrasta di poco il Rifugio Fronza. Le ultime roccette e siamo di nuovo alla stazione a monte della cabinovia (ore 1 dal Passo delle Coronelle – ore 5,30/ 6 complessive)

Osservazioni – Caratteristiche della ferrata:

Una facile ferrata in ambiente dolomitico davvero spettacolare. Molto adatta a chi si sta avvicinando al mondo delle ferrate. L’unico tratto che talvolta può essere difficoltoso è la cosiddetta “gola ghiacciata”, generalmente percorsa da una buona traccia nella stagione estiva. L’intero percorso ad anello, richiede un buon passo per poter sfruttare la funivia sia all’andata che al ritorno.

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