Sassifraga ragnatelosa

Nome scientifico: Saxifraga arachnoidea Sternb.

Famiglia: Saxifragaceae

Habitat naturale: Nicchie ed anfratti ombrosi al riparo dalle intemperie su terreno calcareo dolomitico umido da 600 a 1700 metri. Spesso forma caratteristici tappeti lassi subito ai piedi di rupi strapiombanti che trasudano umidità. Si tratta di un endemismo dell’Insubria orientale ad areale particolarmente ristretto. E’ presente nel settore compreso fra la Val Trompia (Cima Caldoline – Corna Blacca), la Val Sabbia e il gruppo montuoso Tremalzo – Tombea interessando una parte delle Prealpi bresciane e un piccolo settore del Trentino sudoccidentale. Segnalata anche in Val d’Ampola sulla destra orografica (Monte Visì – dalla Val Lorina a Baitoni)

Periodo di fioritura: Da giugno ad agosto

Descrizione della pianta: Pianta erbacea perenne, talvolta bienne, con portamento gracile alta 10 – 20 cm. I fusti sono esili, prostrato – ascendenti e di colore verde pallido; assieme alle foglie, sono ricoperti da lunghi peli chiari e vischiosi che formano fitti intrecci ragnatelosi utilizzati dalla pianta per trattenere umidità dall’aria riducendo nel contempo la traspirazione. Le foglie sono bianco – lanose, le inferiori picciolate con lamina obovata – rombica con 3 denti ottusi. Le foglie superiori sono sessili e di minore dimensione. I fiori sono giallastri o bianco giallastri con 5 petali rotondeggianti più lunghi e larghi dei sepali che presentano denti calicini ovati.

Note: Saxifraga arachnoidea è ritenuta un paleoendemismo, ovvero un probabile relitto del terziario sopravvissuto alle glaciazioni in poche stazioni di rifugio dove tuttora la specie vegeta. E’ specie protetta sia in Lombardia che in Trentino. Questa rara e fragile pianta è stata scoperta per la prima volta nel 1804 dal botanico boemo Kaspar Maria von Sternberg mentre la prima descrizione si deve a Giovanni Zantedeschi.

Dove l’abbiamo osservata: Le fotografie che seguono sono state scattate nell’ambito del Parco Regionale Alto Garda Bresciano; nello specifico provengono dalle rupi poste nelle vicinanze di Malga Alvezza a breve distanza da Cima Rest (m 1250 circa – pendici meridionali del Monte Tombea – Prealpi Bresciane).

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