Stella alpina dell'Appennino


 

 

Nome scientifico: Leontopodium nivale (Ten.) Huet ex Hand.-Mazz.

Famiglia: Asteraceae

Habitat naturale: Rupi calcaree, detriti sassosi tra 1900 e 2900 metri di quota.

Attenzione! Si tratta di un raro endemismo dell’Appennino Centrale con areale estremamente circoscritto che interessa essenzialmente il Monte Vettore, il Gran Sasso e la Maiella interessando così 3 regioni: Marche, Umbria e Abruzzo. E’ pianta protetta ai sensi della L. R. 45/79 della Regione Abruzzo ed è nella Lista Rossa delle piante minacciate d’estinzione in Italia.

Periodo di fioritura: Giugno e luglio

Descrizione della pianta: Pianta erbacea perenne alta fino a 8 -10 cm con breve fusto. Le foglie sono  lanceolate e biancastre in quanto ricoperte da una fitta pelosità che le difende dalla traspirazione molto accentuata per la quota. L’infiorescenza è data da 6 capolini giallastri circondati da una rosetta di 9 – 12 foglie.

Note: Notevole la somiglianza con la più nota stella alpina (Leontopodium alpinum) della quale è stata ritenuta per molto tempo una sottospecie. Ultimamente prevale la linea di considerarla una specie a sé stante. La Stella Alpina dell’Appennino rispetto a quella alpina propriamente detta presenta dimensioni ridotte e una pelosità molto più accentuata oltre ad un diverso periodo di fioritura; i due areali sono ben distinti e non si sovrappongono impedendo la confusione tra le due specie.

Dove l’abbiamo osservata: Tutte le fotografie qui sotto provengono dall’Appennino Umbro Marchigiano in prossimità del Rifugio Zilioli (circa 2240 metri di quota) lungo la via normale al Monte Vettore