Cima Libera /Großer Trögler

GROßER TRÖGLER (m 2902)

KLEINER TRÖGLER (m 2885)

GAMSSPITZL (m 3052)

WILDER FREIGER (CIMA LIBERA – m 3418)

SIGNALGIPFEL (CIMA DEL SEGNALE – m 3392)

Una magnifica escursione di due giorni il cui culmine è costituito dalla salita alla Wilder Freiger, una delle più famose vette di questo settore dello spartiacque. La Signagipfel e la Gammspitzle sono solo cime secondarie di transito in un contesto meraviglioso ed impervio di grandi lingue ghiacciate. Il Grosser e Kleiner Trögler sono due cime rocciose e rappresentano uno splendido belvedere naturale dal quale si osserva il crinale principale delle Alpi Breonie di Ponente.

1° giorno di cammino:

Dati tecnici:

Dal Dresdner Hütte (m 2302): Difficoltà: Sino alla cima del Großer Trögler: EE. Nella discesa al Sulzenau Hütte EEA: necessario piede fermo e assenza di vertigini per la presenza di alcuni brevi tratti attrezzati con funi metalliche e staffe di ferro (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 600.

Accesso alla partenza:

Con la statale che scende, in territorio austriaco, dal Passo del Brennero in direzione di Innsbruck, si transita nell’abitato di Schönberg ove troviamo a sinistra il bivio per la Stubaital. Risaliamo, sempre in auto, l’intera valle dello Stubai sino al suo termine ove troviamo la funivia in più tronchi che conduce sui ghiacciai soprastanti. La teleferica ci permette di guadagnare quota senza alcuna fatica: evitiamo solo l’ultimo tratto scendendo al Dresdner Hütte (m 2302) dove ha inizio la nostra escursione.

Descrizione del percorso:

Dal rifugio seguiamo verso sinistra il segnavia 102 scavalcando l’impetuoso Sulzau Bach. Proseguiamo tra grandi macigni sino al bivio ben segnalato che conduce a sinistra sulla cima del Großer Trögler e a destra al Sulzenau Hütte passando per il Beiljoch. Scegliamo la prima alternativa guadagnando progressivamente quota tra detriti e macereti. Con alcuni tratti assai ripidi ma privi di difficoltà ci innalziamo rapidamente con la vista che si apre in ultimo in direzione delle spettacolari seraccate della cresta di confine. Dalla cima (m 2902 – libro di vetta – ore 2,45 dalla partenza) godiamo di una vista particolarmente bella sulla Wilder Pfaff (Cima del Prete - m 3458) posta sul confine di stato e sullo Zuckerhütl (m 3505 - italianizzato in “Pan di Zucchero, massima cima delle Stubaier Alpen e posta  interamente in territorio austriaco) con i loro ghiacciai. Procediamo sul filo del crinale a tratti sottile e spettacolare con facili passaggi su roccette sino alla sommità secondaria del Kleiner Trögler (m 2885). L’itinerario procede poi in veloce discesa tra detriti e pascoli. Più in basso, alcuni passaggi piuttosto ripidi ed esposti sono ben attrezzati con funi metalliche fisse e alcune staffe. Caliamo rapidamente sino al bel ripiano ove è presente lo splendido Blaue Lacke (Lago Blu – m 2289). Da qui, in una decina di minuti siamo al Sulzenau Hütte (m 2191 – ore 4,30 complessive) su comodo ed evidente tracciato.

2° giorno di cammino:

Dati tecnici:

Difficoltà: itinerario alpinistico d’impegno medio-alto (AD+) (Vai alla scala delle difficoltà). Suddivisione delle difficoltà in base ai tratti: Previsto l’attraversamento dei seguenti ghiacciai: 1) il Kleine Grünauferner, piccolo e poco crepacciato ma molto ripido; 2) il Grüblferner, ghiacciaio ripido e crepacciato con tratti esposti, passaggio obbligato per guadagnare la sommità della Wilder Freiger; 3) la Vedretta di Malavalle (Übeltalferner), ghiacciaio solcato da parecchi, insidiosi crepacci trasversali; 4) la Fernerstube, ghiacciaio molto crepacciato e impegnativo, segnatamente nella parte superiore. Nel complesso è un itinerario per alpinisti con esperienza: necessario piede fermo e l’uso di materiale tecnico specifico in quanto i settori su ghiacciaio devono essere percorsi con ramponi, piccozza e imbracatura. Assolutamente raccomandabile ma solo con tempo davvero stabile e in presenza di una buona guida.

Descrizione del percorso:

Dal Sulzenau Hütte (m 2191) seguiamo la via normale per la Wilder Freiger dapprima su facile ed evidente sentiero segnato. Perdiamo quota tra i detriti per poi risalire sino a raggiungere in ore 0,50 dalla partenza lo spettacolare Grünausee (m 2330), posto con le sue acque calmissime in una magnifica conca erbosa. Presso il lago troviamo e ignoriamo l’evidente bivio per la Nürnberger Hütte proseguendo invece in direzione della Seescharte. Il tracciato, sempre più ripido ed impegnativo, affronta in ultimo ciò che rimane del Kleine Grünauferner. Nonostante le dimensioni ormai ridotte della vedretta e l’assenza di crepacci, la pista è assai ripida e lo taglia diagonalmente verso destra richiedendo molta attenzione e talora l’uso dei ramponi in presenza di ghiaccio scoperto. In ultimo si guadagna la sella sassosa denominata Seescharte (m 2762 – ore 2 dalla partenza) sormontata alla nostra sinistra dall’irta elevazione del Urfallspitze (m 2808). Troviamo qui un nuovo bivio segnato per la Nürnberger Hütte (sempre a sinistra), mentre noi procediamo a destra guidati da chiari ometti e segnavia tra detriti e lastroni rocciosi.

L’itinerario assume progressivamente spiccate caratteristiche d’alta montagna: tratti su roccia si alternano a brevi traversate tra nevai ed eventuali resti di ghiaccio che tendono ad essere presenti anche in estate inoltrata per via dell’esposizione verso nord. Da notare il panorama che si apre alle spalle perdendosi in direzione di Innsbruck tra file e file di montagne con la grande sagoma dell’Olperer verso nord est a chiudere un orizzonte meraviglioso. Ci portiamo in prossimità dalla lunga spalla rocciosa discendente dalla sommità della Wilder Freiger raggiungendola in prossimità della cima secondaria della Gamsspitzl (m 3052). Ci affacciamo con un magnifico scorcio dall’alto sulla lingua crepacciata della Wild Freiger Ferner proseguendo con un ultimo breve tratto in falsopiano tra neve e detriti. La pista passa ora sulla vedretta innalzandosi bruscamente e divenendo non solo ripida ma anche assai esposta. Prima di affrontare la calotta ghiacciata diviene a questo punto tassativo l’uso di piccozza e ramponi oltre a legarsi come in tutte le cordate su ghiacciaio. Si sale faticosamente prestando particolare attenzione nella seconda parte dell’estate quando il ghiaccio vivo tende ad affiorare nei tratti più ripidi richiedendo piede fermo e la massima attenzione. Si accede a un soprastante ripiano solcato da larghi ed evidenti crepacci da dove scorgiamo la cima più che mai invitante e ormai non lontana. Tagliamo il ripiano verso sinistra mantenendo la pista generalmente presente, ed evitando così i pericolosi crepacci: ci portiamo alla base di una curiosa calotta rotondeggiante di ghiaccio che tagliamo trasversalmente verso destra prestando estrema attenzione ai profondi seracchi che caratterizzano questo spettacolare tratto. La pendenza finalmente si attenua e infine termina il lungo settore di ghiacciaio a pochissima distanza dalla sella che divide la Wilder Freiger dalla Signalgipfel. Tra i detriti saliamo alla sella e in pochi minuti guadagniamo la sommità della Wilder Freiger (Cima Libera – m 3418) percorrendo verso destra l’esile crinale roccioso in parte esposto e quasi sempre innevato per buona parte della stagione estiva. Dalla sommità (confine di stato - ore 4,30 dalla partenza – libro di vetta) il panorama è indescrivibile nella sua immensità: si ha la sensazione d’essere immersi in un fantastico mondo ghiacciato: stupisce sul versante italiano l’immensa distesa del Übeltal Ferner (Vedretta di Malavalle).

Dopo una meritata sosta torniamo a ritroso sino alla sella procedendo oltre, sempre lungo il roccioso filo di cresta, a guadagnare la sommità della Signalgipfel (Cima del Segnale - m 3392). Abbandoniamo a questo punto il confine di stato passando in territorio italiano e calando lungo il filo della cresta in direzione del Becher (Bicchiere). Questo esile tratto di cresta è stato ben attrezzato con una breve, utile via ferrata che elimina ogni rischio legato all’esposizione. Le funi metalliche guidano sino al punto più comodo per abbandonare il crinale e passare a destra sulla sottostante Vedretta di Malavalle (Übeltal Ferner). Abbandoniamo quindi la cresta che porterebbe alla cima del Bicchiere procedendo lungamente sull’ampia superficie del ghiacciaio, circondati da un panorama "artico". La vedretta è solcata da parecchi, insidiosi crepacci trasversali. Sono generalmente presenti più piste che conducono in direzione del Müller Hütte (Rif. Cima Libera). In ultimo, a poca distanza dal rifugio, si percorre dapprima una sinuosa spalla ghiacciata quindi un ampio nevaio svasato esposto a sinistra che richiede piede fermo e passo sicuro. Poco oltre passiamo dalla vedretta alle facili ed instabili roccette detritiche che conducono in breve al Müller Hütte (Rif. Cima Libera – m 3143 – ore 1,30 dalla cima della Wilder Freiger – ore 6 complessive). Da notare, dalla terrazza del rifugio, l’impressionante visione sugli orridi seracchi che caratterizzano la prospiciente Übeltal Ferner (Vedretta di Malavalle): particolarmente rilevante l’altezza dell’immenso strato ghiacciato che costituisce una muraglia alta anche 50-60 metri. Al tramonto, il rifugio Cima Libera offre un eccezionale panorama sulla Vedretta di Malavalle e sulle cime circostanti.

Dopo una sosta riprendiamo il cammino procedendo brevemente oltre la costruzione sino a guadagnare il confine di stato in coincidenza della sella Pfaffennieder (Bassa del Prete – m 3149) dove ci affacciamo sul versante austriaco osservando la grande superficie del ghiacciaio denominato Fernerstube. Procediamo oltre la sella per un breve tratto di crinale sino ad un alto palo di legno che indica il punto più comodo per calare a destra nel versante austriaco. Per passare al sottostante ghiacciaio occorre discendere una strapiombante parete rocciosa provvidenzialmente attrezzata dai gestori del Müller Hütte con una breve via ferrata.  Funi metalliche, pioli, e appoggi di ferro per i piedi, guidano nella discesa, tecnicamente non difficile ma in esposizione molto marcata sulla sottostante vedretta. L’uso dell’imbragatura si rivela d’obbligo per poter calare verticalmente ma in sicurezza; perdiamo circa 50 – 60 metri di dislivello sino alla breve scaletta che conclude la ferrata; terminate le attrezzature si presta ancora attenzione nel scendere a zigzag un conoide innevato appoggiato alla parete che ci permette di passare direttamente sulla superficie della Fernerstube (nelle annate più calde e aride prestare estrema attenzione all’eventuale crepaccia marginale). Calzati i ramponi, ha ora inizio l’attraversamento del settore superiore della Vedretta. E’ ora impossibile una descrizione dettagliata dell’escursione in quanto dipende dalle condizioni estremamente variabili da un anno all’altro del ghiacciaio. In linea di massima si procede dapprima al centro della vedretta, quasi in piano, attraversando un settore assai crepacciato e particolarmente pericoloso, specie in presenza di neve che ricopra parzialmente il ghiaccio vivo. Si procede in cordata, seguendo una pista generalmente presente che procede a zigzag tra questo complicato reticolo di crepe sino a passare infine sul lato destro della lingua, un po’ più sicuro, a poca distanza dalla parete rocciosa che delimita la lingua di ablazione. Procediamo tra i lembi ghiacciati osservando a sinistra un caotico ed impressionante ammasso di seracchi: è questo uno dei tratti più spettacolari dell’intera escursione. La pista sul ghiacciaio cala moderatamente sino a trovare, a circa 2750 m di quota, un sentiero segnato (Lübecker Weg) che si stacca a destra del ghiacciaio scendendo tra i detriti. Senza difficoltà (al massimo qualche nevaio) perdiamo quota scendendo nel vallone e osservando a sinistra la confluenza tra la Fernerstube e l’immensa lingua crepacciata della Sulzenauferner. Ignoriamo il bivio sulla destra segnalato da cartelli per la cima dell’Aperer Freiger, e giungiamo infine a bordeggiare la sponda del Blaue Lacke (m 2289). Ancora un breve, semplice tratto su larga mulattiera e siamo al Sulzenau Hütte (m 2191 – ore 3 dal Rif. Cima Libera - ore 9 complessive). Restano le ultime 2,30 ore di discesa al fine di riguadagnare il punto di partenza del primo giorno. Il segnavia 136 ci permette infatti di perdere ulteriore quota mantenendo la sinistra orografica del valloncello; da notare a destra le splendide rapide del Sulzau Bach. In discesa guadagniamo il sottostante pianoro a pascolo ove sorge la Sulzau Alm (m 1853) in un panorama pastorale estremamente tranquillo e pittoresco. Subito oltre caliamo progressivamente nel folto del bosco, proseguendo lungamente verso il fondo della Unterbergtal. Raggiungiamo il fiume a quota m 1590: ne seguiamo il corso verso destra sino al ponte che ci permette di varcarlo senza alcuna difficoltà guadagnando così la strada asfaltata. Possiamo a questo punto riguadagnare la stazione di partenza della funivia per il Dresdner Hütte o percorrendo a piedi la strada verso sinistra, oppure più comodamente attendendo l’autobus di linea. In tutto occorre preventivare per il secondo giorno di cammino circa 11,30 ore di cammino.

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