Euforbia spinosa

Nome scientifico: Euphorbia spinosa L. (Sinonimi: Euphorbia spinosa L. F ligustica Fiori – Euphorbia spinosa L. subsp. ligustica (Fiori) Pignatti – Euphorbia melitensis Parl.)

Famiglia: Euphorbiaceae

Habitat naturale: Pendii aridi e sassosi, ghiaie, rupi calcaree o su serpentino da 100 a 1500 metri. Presente in Italia in Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna.

Periodo di fioritura: Da novembre a maggio

Descrizione della pianta: Pianta erbacea perenne alta 10 – 30 cm dal portamento pulvinante caratterizzata da un intrico di rami che le conferiscono l’aspetto di un cuscinetto emisferico regolare. La pianta cresce lentamente negli anni sino a raggiungere un diametro di svariate decine di cm. I rami dell’ultimo anno appaiono rigidi e legnosi mentre quelli delle annate precedenti sono subspinosi. Le foglie, di colore verde glauco e ombreggiate di giallo, sono lunghe 2 – 20 mm e hanno lamina ovato-lanceolata; sono sessili, rigide e a margine intero. Sono sparse in piccoli ciuffi, poste sui germogli più giovani e quindi nella parte esterna del pulvino. Le infiorescenze sono dette “a ciazio” come per gran parte delle Euphorbiaceae e sono giallastre, talvolta rossastre, riunite in ombrelle terminali con 3 – 5 raggi. Sono presenti brattee ovali od obovate di colore verde giallastro. Seccandosi restano persistenti per diversi anni facendo assumere ai pulvini il tipico aspetto spinoso.

Note: Il nome del genere ricorda Euphorbos, medico greco del I° secolo a.C mentre il nome specifico si riferisce alla morfologia dei rami delle annate precedenti i quali divengono spinosi. Tutte le piante di questo genere sono caratterizzate da un latte biancastro che si rivela leggermente caustico e in ogni caso molto irritante se entra a contatto con gli occhi e con la pelle provocando bruciore e infiammazioni. Un tempo questo latice era usato per eliminare porri e verruche. Euphorbia spinosa appartiene alle “serpentinofite”, piante che si adattano a terreni sassosi ostili, ricchi di minerali tossici ma poveri di nutrimento riuscendo nel contempo a sopportare il surriscaldamento estivo tipico di questo tipo di roccia. La specie presenta marcata variabilità. Sull’Isola di Malta è presente una popolazione che si differenzia per l’assenza di rami spinosi e ghiandole ad appendice ricurva talvolta indicata come Euphorbia melitensis Parl. Su serpentiniti si trova invece una specie che si distingue per le foglie lunghe fino a 20 mm e con rami dell’annata erbacei talvolta indicata come Euphorbia spinosa subsp. ligustica; è nota per l’Appennino Ligure, Pavese, Piacentino fino al parmense. Piante che crescono su calcare con rami dell’annata rigidi e legnosi e con foglie lunghe 5 – 12 mm rappresentano infine il tipo più comune indicato come Euphorbia spinosa subsp. spinosa.

Dove l’abbiamo osservata: Le fotografie sono state realizzate presso la vetta del Monte Bocco (m 1000 – Appennino Ligure).

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