Campioncino - Campione

MONTE CAMPIONCINO (m 2102)

MONTE CAMPIONE (m 2171)

I monti Campioncino e Campione chiudono a nordest la Valle di Scalve offrendo un grandioso panorama dominato dalle vette dall’aspetto dolomitico che caratterizzano il prospiciente Gruppo della Concarena. La zona è ben conosciuta per la vicinanza alla Conca dei Campelli, un ambiente di selvaggia bellezza dominato dall’incombente Cimone della Bagozza. Se quest’ultima vetta presenta anch’essa rocce calcaree affioranti ben diverso è invece l’aspetto dei monti Campioncino e Campione. Sono infatti elevazioni caratterizzate da pendii in gran parte erbosi prestandosi ad un escursionismo non difficile e al tempo stesso “appartato” rispetto alle più famose cime circostanti. Il Monte Campioncino gode in verità di una certa frequentazione legata alla vicinanza con il Rifugio Campione, meta di parecchi gitanti estivi. Una facile traccia di sentiero sale dal rifugio al punto più alto offrendo una bella passeggiata alla portata di tutti. Diverso il discorso relativo al vicino Monte Campione, la cui ascesa appare decisamente più faticosa per l’assenza di una traccia definita. La difficoltà si presenta soprattutto con fondo bagnato o con scarsa visibilità dovendo affrontare pendii molto ripidi e scivolosi. Sul Campione si incontra solo raramente qualche estroso escursionista alla ricerca di obiettivi poco conosciuti. La difficoltà resta comunque entro un limite ragionevole per un esperto escursionista che non dovrà affrontare nessun passaggio in arrampicata. Sul Monte Campione si potrà così scoprire un ambiente molto solitario a quattro passi dalla confusione di camminatori che si accalcano nella vicina Conca dei Campelli o nell’omonimo valico. L’ascesa ad entrambe le elevazioni è senz’altro consigliabile sin dalla fine di giugno sino ad inizio autunno, periodo nel quale la neve e il ghiaccio sono generalmente assenti.

L’escursione in breve:

Località Cimalbosco (Schilpario – m 1580) – Malga Bassa Campelli (m 1633) – bivio per Lago Campelli (m 1705) – Passo Campelli (m 1890) – Rifugio Campione (m 1936) – Monte Campioncino (m 2102) – Monte Campione (m 2171)

Dati tecnici:

Partenza dalla località Cimalbosco (m 1580): Difficoltà: EE (Vai alla scala delle difficoltà). T fino al Rifugio Campione; E dal Rifugio Campione alla vetta del Monte Campioncino; EE la salita al Monte Campione. Segnaletica: totale sino al Rifugio Campione, assente nel tratto successivo con sentierino comunque ben visibile nella salita al Monte Campioncino. Per lo più senza traccia la salita al Monte Campione. Dislivello assoluto: m 591 – Dislivello realmente affrontato in salita: circa m 800. Acqua sul percorso: assente

Accesso alla partenza:

Si accede alla partenza risalendo la Val Camonica sino a Boario Terme dove troviamo il bivio per la bellissima e poco conosciuta Val di Scalve. La provinciale rimonta, in una trentina di chilometri, l’intero solco vallivo in un ambiente selvaggio a tratti molto suggestivo con belle vedute sui gruppi montuosi circostanti tra cui l’imponente Presolana. L’ultimo importante paese, a oltre 1100 metri di quota, è Schilpario; subito oltre la strada si fa molto stretta e tortuosa salendo ripidamente in direzione del Passo del Vivione. La partenza della nostra escursione precede il passo di qualche chilometro ed è posta a destra della strada presso la malga Cimalbosco e il Rifugio Bagozza, quest’ultimo posizionato una ventina di metri al di sopra del piano stradale (m 1580).

Descrizione del percorso:

Seguiamo l’ampio stradello chiuso al traffico con cartello indicante il Passo Campelli a ore 1,10 e il Rifugio Campione a ore 1,30 di marcia. Camminiamo dapprima nel bosco quindi tra estesi e verdeggianti pascoli (segnavia 428). Ignoriamo la deviazione a destra per il Passo di Valzelazzo segnalata dal cartello (10 minuti dalla partenza). Manteniamo la carrareccia osservando a destra un magnifico panorama sul Cimone della Bagozza e sulle cime circostanti mentre verso nordest possiamo già notare i monti Campione e Campioncino. Transitiamo in prossimità della malga Bassa Campelli (m 1633) per poi procedere sulla forestale a fondo naturale sino a raggiungere un magnifico pianoro erboso. Una statua posta su un grande roccione indica il punto in cui si separa sulla destra il tracciato per il Lago Campelli (m 1705). Nel nostro caso ignoriamo il bivio mantenendo la carrareccia principale ma potendo comunque osservare un grandioso paesaggio verso la vetta del Cimone della Bagozza. Poco oltre possiamo inoltre osservare a distanza, tra la vegetazione, il piccolo Lago Campelli al quale abbiamo fatto riferimento poco fa. Proseguiamo nella salita che resta moderata con la possibilità di tagliare un tratto della forestale evitando un paio di curve con il facile tratturo che taglia, a sinistra, il prato. Riprendiamo la carrareccia a fondo naturale con l’alberatura quasi completamente sostituita dai prati d’altitudine. Compare alla nostra sinistra, scostata di un centinaio di metri, la Malga Campelli Alta (m 1811). Proseguiamo traversando a mezza altezza le pendici meridionali dal Monte Campioncino. Ignoriamo la deviazione a sinistra con cartello indicante il Passo del Giovetto proseguendo invece verso il Passo dei Campelli. L’ultima frazione prima del valico offre un’ottima visione delle prospicienti guglie rocciose del Gruppo della Concarena.

In coincidenza del Passo Campelli (m 1890 – ore 1,10 dalla partenza) troviamo i cartelli indicanti il Rifugio Campione segnalato a 15 minuti e il Passo Garzeto a ore 2,15 di distanza. Procediamo in questa direzione lasciando alla nostra destra le imponenti rupi dolomitiche della Concarena. Al bivio con cartelli passiamo sulla sterrata chiusa al traffico che sale a sinistra godendo nel contempo del panorama in direzione della Valcamonica. La forestale volge verso sinistra quindi, quasi in piano, raggiunge il Rifugio Campione quasi sempre aperto e gestito nella stagione estiva (m 1936 – ore 1,25 dalla partenza).

Abbandoniamo il proseguo segnato in direzione dei passi Erbigno e Garzeto per seguire l’evidente sentierino che sale alle spalle del Rifugio Campione sviluppandosi in direzione dell’evidente cocuzzolo che caratterizza il Monte Campioncino. Il tracciato non presenta segnavia tuttavia è ben evidente in quanto scavato nel manto erboso. Si sale moderatamente muovendo in direzione della spalla che discende a sinistra del punto più alto. Passiamo presso un piccolo stagno quindi siamo proprio sull’ampia cresta che, seguita verso destra, conduce in vetta. Sulla sinistra si ripete la vista delle imponenti vette della Concarena. Saliamo tra prati ricchi in estate di meravigliose fioriture sino a guadagnare con un ultima frazione più ripida ma senza difficoltà il culmine del Monte Campioncino caratterizzato da una croce metallica (m 2102 – ore 0,30 dal Rifugio Campione – ore 1,55 dalla partenza). Magnifico appare il paesaggio solo in parte ostacolato dalla vicina, tozza cima del Monte Campione.

Appare ben visibile il lungo e frastagliato crinale che unisce la cima al Monte Campione. L’aspetto è quello di una cresta troppo ripida ed impegnativa per essere praticabile da un escursionista. Per salire al Monte Campione seguiremo infatti una via differente. Torniamo a ritroso sino all’altezza dello stagno precedentemente incontrato salendo dal Rifugio Campione. Abbandoniamo a questo punto il sentiero per volgere liberamente, tra ondulazioni erbose, in direzione del Monte Campione. Non è tuttavia possibile puntare direttamente al punto più alto in quanto significherebbe eseguire un percorso ripidissimo affrontando per giunta una fascia rocciosa quasi strapiombante. Conviene invece eseguire un ampio semicerchio spostandosi molto più a destra rispetto alla verticale della vetta sino ad intercettare il lungo crinale discendente dal punto più alto. Alle spalle è sempre ben visibile il Monte Campioncino con a destra la sommità del Monte Campione, nettamente maggiore sia come mole che come altitudine. Sulla destra in basso osserviamo invece le ondulazioni erbose nel mezzo delle quali spicca il Rifugio Campione. Il percorso a semicerchio sotto il Monte Campione è del tutto privo di qualsiasi traccia e si sviluppa traversando tra ripidi pendii erbosi. Occorre prestare la debita attenzione al fondo a tratti scivoloso sebbene con buona visibilità non ci siano problemi di orientamento né tratti particolarmente esposti. Intercettiamo infine il crinale che, percorso verso sinistra, permette di salire verso la cima. Inizialmente la cresta appare agevole per poi stringersi divenendo nel contempo più stretta e ripida sino ad apparire addirittura esile ed affilata. Curiosamente si trova, lungo il filo di cresta, una traccia abbastanza marcata in quanto scavata nel manto erboso sebbene il percorso sia in ogni caso del tutto ovvio. In coincidenza di alcune facili roccette affioranti il crinale raggiunge il suo tratto più stretto e in parte esposto su entrambi i versanti. Fortunatamente i piedi sono sempre ben appoggiati e nonostante il tratto sia raccomandato solo ad escursionisti esperti non si affrontano in realtà grosse difficoltà di progressione. La frazione stretta ed affilata è piuttosto breve ed è seguita da un tratto più semplice con la cresta erbosa che diviene ampia e rassicurante. La cima, dalla forma di un’ampia cupola prativa, è proprio davanti a noi mentre a sinistra il Monte Campioncino è ora nettamente sovrastato in altitudine. In moderata pendenza guadagniamo, senza ulteriori difficoltà, il punto più elevato (m 2171 – ore 0,40 dal Monte Campioncino – ore 2,35 complessive). Abbiamo la soddisfazione di avere raggiunto un’elevazione in genere trascurata per l’assenza di un sentiero segnato che ne permetta una facile conquista.

Il rientro avviene a ritroso tuttavia evitiamo, una volta superato il tratto sommitale di cresta, di tornare ad eseguire l’ampio semicerchio che riporterebbe alla via normale del Monte Campioncino. Conviene invece proseguire calando lungo la cresta puntando a vista in direzione del Rifugio Campione. Il percorso è intuitivo e non difficile tuttavia si devono affrontare in discesa alcune frazioni particolarmente ripide che richiedono cautela nel mantenere il giusto equilibrio sui pendii prativi. Andiamo in ultimo a confluire nel sentiero segnato che unisce il Passo d’Erbigno al Rifugio Campione. Torniamo in breve al rifugio muovendo brevemente verso destra. Dal Rifugio Campione rientriamo comodamente alla partenza ripercorrendo a ritroso la sterrata che riporta dapprima al Passo Campelli quindi, in lunga e moderata discesa, sino alla partenza in località Cimalbosco per un percorso complessivo intorno alle 4 ore abbondanti di marcia.

Cenni sulla flora:

L’intera zona presenta una flora molto ricca favorita dal relativo isolamento del settore. La presenza di rocce carbonatiche di tipo dolomitico nella zona dei Campelli contrasta con le cime silicee delle Alpi Orobie favorendo la presenza di specie florisitiche diverse per preferenza di substrato. Segue una lista parziale delle principali entità riconosciute in occasione della nostra salita, avvenuta alla fine del mese di luglio.

1)    Rododendro irsuto (Rhododendron hirsutum). Pianta endemica delle Alpi centro orientali molto simile al più diffuso Rododendro ferrugineo dal quale si distingue per l’evidente pelosità delle foglie. Cresce unicamente su substrato calcareo.

2)    Sassifraga di Host (Saxifraga hostii subsp. rhaetica), endemica delle Alpi Centro Orientali con foglie riunite in dense rosette e con fiori bianchi punteggiati di rosso o violetto.

3)    Giglio martagone (Lilium martagon)

4)    Nigritella comune (Nigritella nigra)

5)    Orchide macchiata (Dactylorhiza maculata)

6)    Orchidea odorosa (Gymnadenia odoratissima)

7)    Celoglosso (Coeloglossum viride)

8)    Poligono bistorta (Polygonum bistorta)

9)    Gipsofila strisciante (Gypsophila repens)

10)  Prunella delle Alpi (Prunella grandiflora)

11)  Achillea moscata (Achillea moschata)

12)  Rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum) salendo al Monte Campioncino e presso il Rifugio Campione.

13)  Genziana maggiore (Genziana lutea)

14)  Astro alpino (Aster alpinus)

15)  Crepide dorata (Crepis aurea) presso la vetta del Monte Campione

16)  Cavolaccio alpino (Adenostyles allariae)

17)  Verga d’oro (Solidago virgaurea)

18)  Semprevivo maggiore (Sempervivum tectorum)

19)  Camedrio montano (Teucrium montanum)

20)  Trifoglio alpino (Trifolium alpinum)

21)  Scorzonera rosea (Scorzonera rosea)

22)  Ormino dei Pirenei (Horminum pyrenaicum)

23)  Geranio stellato (Geranium phaeum)

24)  Geranio selvatico (Geranium sylvaticum)

25)  Ciclamino delle Alpi (Cyclamen purpurascens)

26)  Acino alpino (Acinos alpinus)

27)  Astranzia maggiore (Astrantia major)

28)  Astranzia minore (Astrantia minor)

29)  Botrichio (Botrychium lunaria)

30)  Garofanino maggiore (Epilobium angustifolium)

31)  Betonica densiflora (Stachys pradica)

32)  Spigarola delle foreste (Melampyrum sylvaticum)

33)  Garofano superbo (Dianthus superbus)

34)  Caglio alpino (Galium anisophyllum)

35)  Raponzolo orbiculare (Phyteuma orbiculare)

36)  Senecione alpino (Jacobaea alpina)

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