Fertazza - Col Davagnin

MONTE FERTAZZA (CIMA DEI VIAI - m 2101)

COL DAVAGNIN (m 1917) 

Il Monte Fertazza, posizionato a cavallo tra la Val Cordevole e la Val Fiorentina, gode di una posizione estremamente panoramica soprattutto in direzione del Monte Pelmo e del Civetta. Posto all’interno del comprensorio sciistico Ski Civetta è una meta per lo più ignorata dagli escursionisti per via degli antiestetici sbancamenti operati proprio per far posto alle piste di sci. Il Fertazza si riprende la sua rivincita in ottobre inoltrato quando le colorazioni legate al foliage rendono le sue pendici una tavolozza colorata di grandiosa bellezza. La via di salita che vi suggeriamo è nell’insieme breve permettendo di godere in tutta tranquillità dei silenzi che caratterizzano la stagione autunnale. Il cammino suggerito prosegue inoltre fino alla sommità del Col Davagnin. Si tratta di un’elevazione modesta, tuttavia la visione sul sottostante Lago di Alleghe è una delle migliori possibili giustificando più che ampiamente il suo raggiungimento. Siamo certi apprezzerete i paesaggi del Fertazza nonostante l’area sia, soprattutto in inverno, fin troppo frequentata dagli amanti degli sport invernali.

L’escursione in breve:

Casera Fontanafredda (m 1768) – Forcella Pécol (m 1791) – Forcella dei Giài (m 1928) – Ristoro La Ciasela (m 2032) - Ristoro Belvedere (m 2082) – Cima dei Viai (Monte Fertazza – m 2101) – Col Davagnin (m 1917)

Dati tecnici:

Partenza dalla Casera Fontanafredda (m 1768): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 333; dislivello realmente superato: m 524. Acqua sul percorso: assente

Accesso alla partenza:

Chi utilizza l’autostrada dovrà percorrere interamente la A27 sino al suo termine in località Pian di Vedoia per poi procedere sulla SS 51 d’Alemagna in direzione di Cortina d’Ampezzo. Raggiunto il paese di Longarone si abbandona la statale seguendo a sinistra le indicazioni per Zoldo. La provinciale 251, ben mantenuta ed asfaltata, risale lentamente la valle superando Forno di Zoldo e Zoldo Alto, località turistiche ben note per il loro turismo estivo ed invernale. Il paesaggio che si gode dalla strada appare grandioso. A sinistra siamo sovrastati dalle eleganti cime culminanti nel Monte Civetta mentre a destra spicca il monte Pelmo e il prospiciente Pelmetto le cui pareti di roccia sono tra le più famose ed impressionanti di tutte le Dolomiti. Circa 600 metri prima della Forcella Staulanza la provinciale esegue un ultimo tornante. In sua coincidenza si separa sulla sinistra una strada forestale con indicazioni per Malga Vescovà. Volgiamo in questa direzione seguendo la carreggiata a fondo naturale percorribile con cautela anche dalle automobili a patto di prestare attenzione a buche e sconnessioni. Dopo circa un km si incontra il bivio indicato dai cartelli che indica il proseguo a sinistra per Malga Vescovà e il percorso a destra per il Ristoro Fertazza. Scegliamo quest’ultima opportunità proseguendo sino al termine del tratto aperto al traffico in coincidenza della Casera Fontanafredda (m 1768).

Descrizione del percorso:

Lasciamo alle spalle Casera Fontanafredda procedendo lungo la strada a fondo naturale che risulta chiusa al traffico turistico. I cartelli segnalano il RIfugio Belvedere a ore 1,10 di cammino e Cima Fertazza a ore 1,15. Da rilevare l’eccellente visione verso sudovest del Monte Civetta. La forestale procede pressoché in piano tra ondulazioni prative e alberi di conifere. Muoviamo in direzione della Forcella Pécol portandoci in sua prossimità in una decina di minuti dalla partenza. La Forcella (m 1786) resta poco a destra della strada e sarebbe raggiungibile in un paio di minuti seguendo i cartelli indicanti Palui e Cima Crot. Nel nostro caso procediamo verso sinistra con il cartello che segnala il Ristoro Belvedere ad un’ora di distanza.

Il tracciato resta ampio e chiuso provvidenzialmente al traffico automobilistico. Godiamo di uno scorcio, alle spalle, sulla grande parete del Monte Pelmo mentre a sinistra si osserva l’elegante cima del Monte Civetta. Nel mese di ottobre il contrasto tra i colori sgargianti dei larici e la nuda dolomia dona uno   splendido colpo d’occhio. Procediamo con la forestale che resta a sinistra dell’articolata dorsale indicata nelle mappe escursionistiche come “Crepa delle Salere”. Senza grosse pendenze guadagniamo l’ampia sella denominata Forcella dei Giài (m 1928), importante crocevia di numerosi sentieri. Da rilevare l’eccellente vista sulla Val Fiorentina e sulle montagne che la sovrastano. I cartelli segnalano a destra la discesa verso Pescul mentre a sinistra si procede in direzione del Col dei Baldi e della Forcella Alleghe. Nel nostro caso proseguiamo senza deviazioni non abbandonando l’ampia forestale con il Ristoro Belvedere segnalato a mezz’ora di cammino.

In salita che diviene assai ripida volgiamo verso sinistra sfruttando quella che in pieno inverno è una pista per lo sci. Superato il tratto più faticoso proseguiamo verso destra passando in prossimità del Ristoro La Ciasela (m 2032), normalmente chiuso nelle mezze stagioni con grande panorama in direzione della massiccia struttura del Pelmo. Ancora un breve strappo in pendenza e il sentiero spiana tra i prati con grande vista sino a scorgere nel fondovalle le case di Selva di Cadore. Pochi minuti di cammino e raggiungiamo il Ristoro Belvedere (m 2082). Il nome della struttura ben si adatta ad una posizione dalla quale godiamo, per la prima volta, della vista della Marmolada e del Lago di Alleghe. Dista appena 5 minuti di distanza la Cima Fertazza o più precisamente la Cima dei Viai, punto culminante del rilievo noto come Fertazza, che raggiungiamo senza difficoltà (m 2101 – ore 1,15 dalla partenza). Dal pianoro di vetta la vista è ancora più imponente abbracciando non solo il lago sottostante e una parte della Val Fiorentina ma anche diversi gruppi dolomitici tra i quali spicca il Sella.

Subito sotto la vetta incontriamo il cartello escursionistico indicante le “Iscrizioni romane di Col de Davagnin”. Muoviamo in questa direzione seguendo il segnavia n° 566. Inizialmente il sentiero asseconda con scarsi dislivelli l’ondulata cresta sommitale del Monte Fertazza. Camminiamo tra ampi appezzamenti prativi alternati a settori boschivi caratterizzati da abeti e larici. Notevole lo scorcio in direzione del Gruppo Sella e della Marmolada arrivando a intravedere l’omonimo ghiacciaio. In moderata pendenza scendiamo alla grande distesa erbosa dove ignoriamo il bivio a destra per Tabiè Forzela procedendo a sinistra verso il Col Davagnin. Molto interessante lo scorcio sull’Averau e soprattutto sulla vetta della Tofana di Rozes mentre la sua base appare nascosta dalle rupi del Nuvolau. Procedendo il sentiero volge deciso a sinistra perdendo quota molto ripidamente con scorci nel bosco verso occidente. Osserviamo il versante occidentale della Fertazza. In autunno i larici con i loro sgargianti colori si alternano al verde degli abeti creando splendidi contrasti. La ripida discesa si arresta in coincidenza di un poggio dove nel prato i cartelli segnalano a sinistra le “Iscrizioni romane” mentre procedendo diritti si raggiunge la cima vera e propria del Col Davagnin. Siamo guidati dal cartello indicante “Balcone panoramico”. Sono gli ultimi minuti di cammino sino a guadagnare, quasi in piano, la sommità (m 1917 – ore 0,20 dalla cima del Monte Fertazza – ore 1,35 dalla partenza).

Da notare, in coincidenza della cima del Col Davagnin, la presenza di una panchina in legno e di una tettoia per ripararsi. Curiosamente abbiamo raggiunto la sommità in ripida discesa. La vetta è considerata secondaria e in apparenza poco rilevante ma sporgendosi verso sudovest si apprezza maggiormente la sua individualità. Il paesaggio sul Lago di Alleghe appare infatti il migliore possibile, più bello e ricco di particolari di quello osservabile dal Monte Fertazza. Il Col Davagnin è infatti più basso ma decisamente proteso verso lo specchio d’acqua offrendo una vista più coinvolgente. La particolare angolazione permette inoltre di scorgere, a destra della Fertazza, la massiccia sagoma del Monte Pelmo. Si ripete la vista, verso occidente, della Marmolada, punto culminante di tutte le Dolomiti.

Il rientro avviene a ritroso. Sono da preventivare circa 30 minuti per risalire in vetta alla Fertazza, quindi altri 50 minuti per calare alla partenza presso la Casera Fontanafredda. In totale l’escursione impegna per circa 3 ore complessive.

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