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MONTE FONZA (m 286) MONTE TAMBONE (m 378)
Il promontorio di Fonza, nell’ambito dell’Isola d’Elba, divide il Golfo di Lacona dal Golfo di Stella ed è incluso nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Il suo punto culminante è il Monte Tambone tuttavia il panorama più vasto e coinvolgente è di sicuro quello che si gode dalla cima del Monte Fonza. La quota contenuta non impedisce una vista estesa a gran parte del versante meridionale dell’Elba con i suoi promontori e le sue insenature. Nei giorni limpidi la vista si allarga sino ad osservare l’isola del Giglio e l’Isola di Montecristo mentre ad occidente si stagliano le vette più alte della Corsica. È un’escursione senz’altro consigliabilissima e percorribile in pratica per tutto l’anno. La stagione meno indicata resta in ogni caso l’estate per le temperature elevate; l’inverno al contrario è una stagione raramente presa in considerazione ma splendida permettendo di godere di un paesaggio sempreverde e al contempo di un silenzio e una solitudine che normalmente non caratterizzano una zona così turistica come l’Isola d’Elba. L’escursione in breve: Laconella (m 14) – sentiero n° 250 – bivio con sentiero 243 (inizio itinerario ad anello – m 91) – bivio sentiero 250 / 248A (m 160) – belvedere di Capo di Fonza (m 165) - bivio sentiero 250 / 248A (m 160) - Monte Fonza (m 296) – elevazione senza toponimo (m 321) – selletta senza nome (m 300) – bivio con sentiero n° 246 (m 341) – Monte Tambone (m 378) - bivio con sentiero n° 246 (m 341) – selletta senza nome (m 300) – sentiero n° 243 – bivio sentiero 243 / 250 (m 91) – Laconella (m 14) Partenza da Laconella (m 14): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: tutti i bivi sono segnalati con cartelli tuttavia la segnaletica appare nel complesso scarsa e poco evidente (dicembre 2024). Dislivello assoluto: m 364. Acqua sul percorso: assente Accesso: Da Portoferraio seguiamo le indicazioni per Porto Azzurro seguendo la SP 26. Dopo pochi km volgiamo a destra sulla SP 30 con indicazioni per Marina di Campo. Raggiungiamo la frazione di Lacona; la strada si sviluppa a poche decine di metri dalla spiaggia anche se quest’ultima non è ben osservabile per via dalla pineta e per la presenza di diversi campeggi. Al termine del rettilineo cessano i lidi e si raggiunge, poco oltre, il bivio a sinistra di Via Laconella con cartello indicante l’omonimo campeggio. L’escursione ha inizio proprio in coincidenza dell’incrocio con cartello escursionistico indicante Capo di Fonza a ore 1.20 e Monte Tambone a ore 2. Descrizione del percorso: La prima frazione di cammino ricalca il tracciato di Via Laconella. In estate il transito è proibito alle automobili con l’eccezione dei residenti mentre in inverno l’accesso è libero con la possibilità di abbreviare il tracciato a piedi percorrendo un lungo tratto di sterrata. Non mancano alcuni scorci osservando, a sinistra, le rocce che caratterizzano la Punta della Contessa. La strada si articola tra alcune abitazioni private mentre verso meridione la vista si allarga sino ad osservare, all’orizzonte, l’Isola di Montecristo. Un paio di digressioni permettono, volendo, di calare in qualche minuto sino al litorale sottostante. Da rilevare lo scorcio verso la Spiaggia di Laconella osservando inoltre le splendide colorazioni del fondale. Osserviamo inoltre come la prima citata Punta della Contessa divida la Spiaggia di Laconella dalla Spiaggia Grande di Lacona. Verso oriente il panorama è in gran parte occupato dallo splendido promontorio di Capo Stella rivestito di un’alberatura particolarmente folta. Proseguiamo lungamente con la strada che diviene dissestata e non più percorribile alle automobili. Non vi è alcuna traccia di segnaletica ma il percorso è ovvio ricalcando fedelmente la sterrata. In coincidenza di un tornante abbandoniamo la carrareccia volgendo a sinistra sul sentiero che mantiene il segnavia n° 250 (m 91 - ore 0,30 dalla partenza). Il bivio è segnalato dai cartelli con indicato il “Punto panoramico Capo di Fonza” a ore 0,50 di cammino. Pochi metri di sentiero e incontriamo immediatamente un’ulteriore biforcazione che lascia di primo acchito nell’ambiguità per l’assenza di segnalazioni. Occorre ignorare la possibilità di sinistra mantenendo il tracciato che si inoltra nel mezzo della macchia. La segnaletica è ridotta al minimo ma nel proseguo non si affrontano problemi d’orientamento in quanto il sentiero appare ben marcato e privo per un lungo tratto d’ulteriori bivi. Si procede con dislivelli nel complesso contenuti affacciandosi a sinistra su un braccio di mare caratterizzato da magnifiche colorazioni tra il blu e il turchese. Se la prima frazione su sterrata non aveva entusiasmato ecco che questa frazione di sentiero appare invece di indiscutibile bellezza grazie alla vista del grande Golfo di Lacona. L’ambiente selvaggio e una macchia particolarmente rigogliosa rendono il cammino molto piacevole anche in pieno inverno. Avanzando verso meridione compare, alle spalle di Capo Stella, il promontorio di Capoliveri. Dopo una lunga frazione in debole saliscendi il sentiero cambia improvvisamente pendenza salendo ripido verso destra. È un tratto un po’ più faticoso ma si rivela relativamente breve in quanto si accede con rapidità ad un’ampia sella poco accentuata sulla dorsale che scende dal Monte Tambone a Capo Fonza (m 160 – ore 1,20 dalla partenza). Il paesaggio si apre per la prima volta verso occidente osservando, a breve distanza, la Punta delle Mete con, di fronte ad essa, lo Scoglio della Triglia. Più distante notiamo, al di là del Golfo di Campo, il pronunciato Capo di Poro mentre sullo sfondo svettano addirittura le cime della Corsica a chiudere l’orizzonte. Siamo inoltre ad un’importante biforcazione. I cartelli segnalano verso destra il Monte Fonza a 20 minuti di cammino mentre a sinistra è indicato Capo Fonza a 10 minuti. Scegliamo quest’ultima possibilità: si tratta di una digressione in quanto il sentiero è a fondo cieco e ci costringerà a tornare a ritroso. Non si cala in realtà al Capo di Fonza: si cammina pressoché in piano tra la fitta macchia mediterranea accedendo ad un punto panoramico davvero notevole posto quasi sulla verticale del capo (m 165). Il sentiero ha termine in coincidenza di questo terrazzo naturale e la macchia non impedisce una visione estesa ad un ampio tratto di mare. La posizione della punta, protesa verso meridione, concede una vista che torna ad abbracciare il Golfo di Lacona con le spiagge di Lacona e Laconella mentre verso il mare aperto spicca l’Isola di Montecristo e ancora una volta la Corsica volgendo l’occhio verso ovest. Dopo una meritata sosta, come già anticipato, torniamo a ritroso per pochi minuti sino a ritornare al quadrivio con cartelli (m 160 – ore 1,40 dalla partenza). Il proseguo è ora sul segnavia 248A in direzione del Monte Fonza. Saliamo ripidamente su fondo sassoso in parte piuttosto scomodo ma non difficile. Le acque dilavanti hanno scavato, a tratti, un profondo solco che interseca più volte il sentiero vero e proprio permettendo per chi lo desidera una salita ancora più diretta anche se decisamente faticosa e sconnessa. Si accede in ogni caso alla vetta del Monte Fonza che offre il panorama più bello dell’intera escursione (m 296 – ore 0,20 dal quadrivio con cartelli - ore 2 dalla partenza). Verso oriente osserviamo due golfi: quello di Lacona e quello di Stella divisi dallo stretto e boscato promontorio di Capo Stella. Notiamo inoltre il Monte Calamita. Verso occidente svetta il Monte Capanne, massima elevazione dell’Isola d’Elba nonché della provincia di Livorno a sovrastare il Golfo di Campo con in vista la cittadina di Marina di Campo. L’orizzonte comprende, oltre alla Corsica e a Montecristo, anche l’isola di Pianosa il cui nome deriva in modo evidente dal suo aspetto del tutto pianeggiante al punto da sembrare come una sorta di zattera in mare aperto. Da rilevare la presenza, proprio sulla cima del Fonza, di un “caprile”, ovvero una costruzione che ricorda per la sua forma un nuraghe sardo. Sui crinali dell’Elba ne sono presenti diversi a ricordo di un’antica attività di pastorizia che per secoli ha visto l’allevamento sull’isola di pecore e capre. L’escursione procede verso nord, oltre la cima, seguendo il segnavia n° 248 che asseconda le deboli pendenze dell’ampio crinale. Il poco accentuato Monte Tambone appare davanti a noi e non fatichiamo nello scorgere la mulattiera che ci permetterà di raggiungerne il culmine. Oltrepassiamo un’elevazione poco marcata (m 321) andando ad immetterci in una più ampia sterrata che sale dalla nostra sinistra. La vista sui due versanti accompagna costantemente i nostri passi offrendo ulteriori scorci sui golfi di Campo, Lacona e Stella. Un occhio attento scorgerà addirittura il promontorio di Punta Fetovaia. In breve siamo ad una marcata sella dove troviamo una panchina in legno e un palo della luce (m 300 – ore 0,10 dal Monte Fonza – ore 2,10 dalla partenza). Siamo ad un importante crocevia; la sterrata che cala a destra, per altro senza indicazioni, permetterà di rientrare alla partenza ma prima conviene mantenere la mulattiera che segue il crinale per eseguire la digressione che conduce sulla vetta del Tambone. I cartelli segnalano quest’ultima elevazione a 30 minuti di cammino mentre il Passo del Monumento è dato a ore 1,10 di marcia. Manteniamo pertanto lo sterrato che segue grosso modo l’ampio dorso camminando in salita debole e tutto sommato molto comoda. Tralasciamo un’ulteriore biforcazione sulla destra che permetterebbe, volendo, di rientrare a Laconella per via diretta (m 341). Purtroppo la segnaletica mostra tutte le sue carenze non essendovi, anche in questo caso, cartelli indicatori se non quelli per il Tambone. Nel nostro caso manteniamo comunque il crinale guadagnando infine il punto più alto (m 378 – circa ore 2,30 dalla partenza). La vetta è contraddistinta dalla presenza di alcuni ripetitori. Da rilevare lo scorcio che si apre verso settentrione permettendo di scorgere un braccio del Mar Ligure e la lontana Isola di Capraia. Verso ovest siamo sovrastati dal Monte Capanne mentre ad oriente si intravede il litorale a nord di Piombino. Come anticipato il rientro è a ritroso godendo in discesa di una spettacolare veduta sul promontorio di Capo Stella e alle sue spalle sul Monte Calamita. Nei giorni più limpidi si osserva all’orizzonte l’Isola del Giglio nonché l’Argentario. In breve rientriamo alla sella contraddistinta dalla panchina in legno e dal palo dell’elettricità (m 300 – ore 0,15 dalla cima del Monte Tambone – ore 2,45 complessive). Volgiamo verso sinistra sull’ampia sterrata. Siamo in assenza sia di cartelli che di segnavia tuttavia stiamo parlando di una forestale talmente ampia da non comportare alcuna difficoltà d’orientamento. Il tracciato, dapprima quasi in piano, esegue dopo una decina di minuti un marcato tornante verso sinistra volgendo verso nord quindi si cammina lungamente con nuovi entusiasmanti scorci sui golfi della Lacona e di Stella nonché sul Monte Calamita. Torniamo a scorgere la Punta della Contessa e la piccola spiaggia di Laconella. A oltre mezz’ora dalla sella siamo ad un bivio questa volta ben segnalato. Volgiamo a destra con cartelli indicanti Lacona mentre a sinistra si raggiungerebbe, in un quarto d’ora, la SP 30 nel tratto compreso tra Marina di Campo e Lacona. Caliamo sulla mulattiera un po’ sconnessa ignorando poco oltre un’ulteriore biforcazione segnalata che permetterebbe di calare a sinistra sul segnavia 246. Restiamo sul sentiero principale che scende moderatamente tra la vegetazione mediterranea a leccio e corbezzoli. Andiamo infine a confluire nel sentiero 250 percorso all’andata nel punto in cui si separa a destra il sentierino per il punto panoramico di Capo Fonza (m 91). Abbiamo chiuso il nostro percorso ad anello. Nel nostro caso volgiamo a sinistra con l’ultima mezz’ora di cammino che ricalca fedelmente, a ritroso, il percorso d’andata. Seguiamo la sterrata che si riporta tra le prime ville quindi procediamo sulla carreggiata (Via Laconella) rientrando infine alla partenza (ore 4,15 complessive).
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