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LA CROIX (m 2523)
La salita al monte La Croix è il pretesto per scoprire il bellissimo lago Lauzanier, situato appena al di là del confine e quindi già in territorio francese nell’ambito del Parco Nazionale del Mercantour. La via di salita al lago percorre il bellissimo vallone di Lauzanier in un ambiente davvero splendido sia dal punto di vista panoramico che per la ricchezza faunistica e vegetale. Il percorso che conduce al lago è assai conosciuto e non è un caso se nella stagione estiva le famiglie, bambini compresi, sostano a lungo sulle sponde dello specchio d’acqua. Nel nostro caso vi suggeriamo un interessante prolungamento dell’escursione raggiungendo un secondo lago più nascosto (Lac de derrière la Croix) e la soprastante cima denominata La Croix. Il tracciato è di poco più impegnativo, ma comunque senza difficoltà per un buon escursionista. Occorre sottolineare l’importanza di affrontare il cammino in una stabile giornata estiva. Il tracciato è nel complesso abbastanza protetto svolgendosi nel solco vallivo, si svolge comunque tra pascoli per lo più in assenza di alberatura. Il raggiungimento del Lac de derrière la Croix richiede tra andata e ritorno 16,3 km, poco più salendo in cima. Inutile sottolineare l’importanza d’eseguire l’impresa con passo costante per riuscire a gestire l’intero cammino senza difficoltà. L’escursione in breve: Parcheggio de la Clapière (m 1944) – Le Pontet – Pont Rouge (m 1907) – Cabane de Tardieu (m 1925) – Lac du Lauzanier (m 2284) - Lac de Derrière la Croix (m 2428) – La Croix (m 2523) Dati tecnici: Partenza dal Parking de la Clapière (m 1944): Difficoltà: E. Breve frazione con difficoltà EE tra il Lac de derrière la Croix e il monte La Croix per l’assenza di segnaletica (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale sino al Lac du derrière La Croix. Del tutto assente nel breve tratto compreso tra il lago e la cima. L’orientamento è tuttavia intuitivo con buone condizioni di visibilità. Dislivello assoluto: m 616. Acqua potabile sul percorso: assente. Accesso alla partenza: Si accede alla partenza dalla città di Cuneo risalendo per intero la Valle Stura con la SS 21 sino a raggiungere il confine di stato in coincidenza del Colle della Maddalena. Oltrepassato il valico scendiamo in territorio francese per poche centinaia di metri scavalcando il modesto ponticello sul Rio Oronaye. Immediatamente oltre troviamo sulla destra la brevissima sterrata che sale per pochi metri sino al parcheggio dove lasciamo l’auto (Parking de la Clapière – m 1944). Descrizione del percorso: Ripercorriamo la statale per pochi metri in direzione del Colle della Maddalena trovando sulla destra un ripido sentierino che cala in direzione di un ponticello in legno (Le Pontet) andando a scavalcare il Torrente Orrenaye. Proseguiamo oltre riprendendo debolmente quota nel lariceto. Aggirato un costone torniamo a perdere quota scendendo diagonalmente nel vallone erboso. Possiamo osservare a distanza la testata della valle in direzione della quale si svilupperà l’escursione. In breve caliamo sino ad accostare il limpidissimo Torrente Ubayette. Lo scavalchiamo poco oltre in località Pont Rouge (m 1903) toccando il punto più basso del nostro cammino. Subito oltre confluiamo nella sterrata che sale da Larche quindi volgiamo verso sinistra intraprendendo la lunga risalita del vallone. La prima parte del tracciato si sviluppa su ampia strada bianca provvidenzialmente chiusa al traffico delle automobili. In debole pendenza si procede mantenendo la sinistra orografica della valle in un ambiente dominato da prati e pascoli. Andiamo a bordeggiare la modesta Cabane de Tardieu (m 1925) quindi procediamo per ampi tratti addirittura in piano. Il solco vallivo è infatti caratterizzato da deboli pendenze con il percorso che procede lungamente permettendo anche a famiglie con bambini di percorrere senza fatica la frazione. Nel proseguo la forestale lascia spazio ad una mulattiera che si innalza diagonalmente portandosi più in alto rispetto al sottostante torrente. Superata una modesta frazione in salita torniamo a traversare in piano accostando nuovamente il corso del Torrente Ubayette. L’ambiente resta idilliaco ed è forse al mattino presto, in assenza dei turisti, che se ne può maggiormente apprezzare l’armonia e i silenzi. Lasciamo ora il fondo vallivo per intraprendere l’ascesa vera e propria, con la mulattiera che si stringe ulteriormente trasformandosi in un buon sentiero scavato nel manto erboso. Tagliamo il pendio sulla nostra destra e in un punto scavalchiamo un solco generato dalle acque meteoriche con il prato che lascia spazio, in questo breve passaggio, ad un fondo sabbioso più instabile. Proseguiamo nella salita con il pascolo che diviene, complice l’altitudine, progressivamente più arido e frammisto alla presenza di alcune rocce montonate a testimonianza di un passato in cui il vallone era occupato da un grande ghiacciaio. Un cartello segnala il Lago Lauzanier a 15 minuti di cammino. Nel breve tratto che segue procediamo in diagonale ascendente tornando ad accostare il corso dell’Ubayette, ormai ridotto ad un modesto ruscello. In ultimo si apre ai nostri occhi la bellissima conca occupata dal Lac du Lauzanier (m 2284 – ore 2 dalla partenza). Lo specchio d’acqua colpisce per le sue acque limpide e calmissime. Alla sua testata svetta la poco rilevata piramide del monte La Croix mentre di poco più distanti osserviamo, sulla sinistra, le cime dello spartiacque al confine con l’Italia. Alla nostra destra si eleva inoltre un modesto dosso arrotondato sul quale si erge la piccola Chapelle du Lauzanier. La nostra escursione procede seguendo il sentiero che aggira sulla destra il lago. Abbiamo modo di ammirare lo specchio d’acqua da altre angolazioni con occasioni che si sprecano per magnifiche fotografie. Siamo dominati dal profilo roccioso e appuntito del Monte Enciastraia (Tête de l’Enchastraye). Gran parte dei turisti decidono di non procedere oltre godendosi un pic-nic lungo le sponde del lago. Nel nostro caso procediamo oltre trovando diverse tracce che si sviluppano verso la testata del vallone. Senza troppa difficoltà, nonostante l’assenza di cartelli segnaletici, individuiamo il sentiero che guadagna immediatamente quota nel pendio prativo posto a destra rispetto all’estremità meridionale dello specchio d’acqua. Lasciamo in effetti alla sinistra la piramide rocciosa del Monte La Croix cominciando ad aggirarne le pendici. Ancora una volta ammiriamo un eccellente paesaggio alle spalle in direzione della conca occupata dal lago. Un imponente bastione roccioso sembra ostacolare il proseguo dell’ascensione; in realtà ci portiamo ai suoi piedi guadagnando un pianetto caratterizzato dalla presenza di una risorgiva. Subito oltre il sentiero risale a destra di una bancata rocciosa inclinata senza affrontare alcuna difficoltà. Raggiunto il culmine di un dosso caliamo brevemente per pochi metri a scavalcare il torrente. Ci spostiamo pertanto sulla sinistra (destra orografica) rimontando per pochi metri il pendio erboso. Siamo subito ad un bivio non segnalato ma evidente con buona visibilità. Tralasciamo il proseguo a sinistra per il Pas de la Cavale mantenendo la destra. Raggiungiamo in breve, su sentiero quasi pianeggiante, il Lac de Derrière la Croix (m 2428 – ore 0,45 dal Lac du Lauzanier – ore 2,45 dalla partenza). Il lago, a differenza del precedente, è soggetto a forti variazioni stagionali di livello e presenta acque dalla colorazione blu a tratti molto intensa. Nel complesso l’ambiente appare più selvaggio rispetto al Lac du Lauzanier complici le pendici montuose circostanti caratterizzate da rocce e detriti con scarsa presenza della vegetazione. Se la stagione non è troppo avanzata sono presenti nella conca altri due laghetti minori che tendono comunque a prosciugarsi nel corso dell’estate. Dopo un’inevitabile sosta per ammirare l’ambiente selvaggio ed alpestre, siamo ora chiamati all’ultima frazione del nostro percorso, quella che conduce alla vetta del Monte La Croix. Non vi sono difficoltà di rilievo tuttavia l’assenza di qualsiasi traccia richiede buona capacità d’orientamento sebbene in una giornata serena sia difficile perdersi. Conviene tornare per qualche minuto sui propri passi sino al bivio per il Pas de la Cavale, posto subito prima del guado del torrente emissario del lago. Muoviamo in direzione del valico volgendo bruscamente a destra. Andiamo a traversare più in alto rispetto al Lac de Derrière la Croix che, poco oltre, risulta per altro ben osservabile. Senza proseguire nell’aggirare a distanza lo specchio d’acqua abbandoniamo quasi subito il sentiero per rimontare le ripidissime pendici erbose alla nostra sinistra. Come anticipato la difficoltà è relativa essendo legata all’assenza di segnaletica. In realtà un escursionista di media esperienza non avrà alcun problema nel rimontare i prati circostanti in un ambiente per altro sereno ed attraente nella prima parte della stagione estiva per la presenza di migliaia di fiori delle specie più svariate. La pendenza appare a tratti marcata ma la frazione è nel complesso breve con un paesaggio dominato, in direzione dell’Italia, dalle rocce del crinale spartiacque di confine. In breve la pendenza decresce e compare davanti a noi il dosso rotondeggiante poco rilevato che costituisce la cima del monte. Marciando tra i prati d’altitudine siamo in breve sul punto più alto facilmente riconoscibile per la presenza di alcuni ometti di pietra (m 2523 – ore 0,15 dal Lac de derrière la Croix – ore 3 dalla partenza). Il paesaggio di vetta sorprende rivelandosi un eccezionale belvedere sul Lac du Lauzanier. Rimane leggermente coperto dalle ondulazioni prative sommitali il Lac de Derrière la Croix comunque ben osservabile durante la breve frazione non segnata appena seguita per portarsi in cima. Notevolissima la vista lungo la cresta spartiacque con in evidenza, ancora una volta, il Monte Enciastraia (Tête de l’Enchastraye) e, poco più a sud, la Rocca dei Tre Vescovi (Rocher des Trois Évêques). Il rientro avviene a ritroso per un totale di ore 5,30 di cammino. Cenni sulla flora:
L’intera area in cui si sviluppa l’escursione è compresa all’interno del Parco Nazionale del Mercantour. La zona è ricchissima di emergenze botaniche di grande valore alcune delle quali endemiche o comunque molto rare. Segue un estratto delle principali specie osservate in occasione della nostra salita avvenuta nella seconda metà del mese di luglio. Entità endemiche: 1) Speronella alpina (Delphinium dubium). É un endemismo dell’arco alpino ad areale molto frammentato presente in Italia in Piemonte, Trentino Alto Adige e Veneto. Lungo il percorso descritto è osservabile nei prati all’estremità meridionale del Lac du Lauzanier. 2) Campanula a corolla stretta (Campanula stenocodon), endemica delle Alpi Occidentali. 3) Garofano pavonio (Dianthus pavonius), endemico delle Alpi Occidentali. 4) Veronica di Allioni (Veronica allionii), endemica delle Alpi Occidentali. 5) Primula impolverata (Primula marginata). Si tratta di un endemismo delle Alpi Marittime presente in Italia in Piemonte e nella Liguria occidentale. Da segnalare alcune stazioni disgiunte nell’Appennino Ligure (Ciapa Liscia, Groppo Rosso). Inutile dire che l’areale si estende al versante francese delle Alpi Occidentali essendo osservabile, ad esempio, lungo questo itinerario. 6) Cavolaccio lanoso (Adenostyles leucophylla). È una specie endemica con areale esteso in Italia dal Piemonte e dalla Valle d’Aosta sino al Trentino Alto Adige interessando le Alpi Occidentali e Centrali. Lungo il percorso descritto è presente presso il Lac du Lauzanier e a monte dello stesso. 7) Nigritella corneliana (Nigritella corneliana). É una splendida orchidea endemica delle Alpi sud-occidentali inconfondibile per l’attraente colorazione rosata. 8) Regina delle Alpi (Eryngium alpinum). Fino a un secolo fa il Vallone di Lauzanier era ben noto per la presenza di questo rarissimo endemismo della catena alpina al punto che la zona era nota come “il mare” per via della colorazione ametista dell’infiorescenza. La trasformazione a pascolo delle pendici erbose ha portato alla progressiva scomparsa della specie e ad oggi l’areale della specie è ridotto, nell’ambito del vallone, a meno di un ettaro. La stazione non è attraversata direttamente dall’escursione appena descritta ma è molto vicina ad esso sebbene preferiamo, per ragione conservative, non indicarne l’esatta posizione. L’abbiamo ugualmente inserita nella lista delle specie botaniche per la grande rarità e l’indiscutibile bellezza che la caratterizza. L’augurio è che la specie possa lentamente riprendere i suoi spazi forte dell’istituzione del Parco Nazionale del Mercantour. 9) Epilobio di Fleischer (Epilobium fleischeri) endemico dell’arco alpino. 10) Astragalo elvetico (Oxytropis helvetica); endemismo delle Alpi Occidentali e Centrali con areale che interessa sia il versante italiano che quello francese e svizzero. In Italia è presente in Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta. 11) Raponzolo di Micheli (Phyteuma michelii) endemico delle Alpi Occidentali e osservabile proprio in vetta al monte La Croix. Specie non endemiche rare: 1) Pedicolare del Moncenisio (Pedicularis cenisia). In Italia è una specie nel complesso rara presente solo sulle Alpi Occidentali e in poche stazioni sul crinale dell’Appennino Settentrionale. Una piccola stazione è presente nel tratto compreso tra il Lac du Lauzanier e il Lac de derrière la Croix. 2) Genzianella stellata (Swertia perennis). Questa specie nel complesso rara è osservabile nei prati umidi circostanti il Pont Rouge. Altre specie: 1) Pedicolare a spiga allungata (Pedicularis rostratospicata) 2) Astro alpino (Aster alpinus) 3) Betonica densiflora (Stachys pradica) 4) Semprevivo ragnateloso (Sempervivum arachnoideum) 5) Campanula barbata (Campanula barbata) 6) Campanula a mazzetti (Campanula glomerata) 7) Vedovella celeste (Globularia cordifolia) 8) Fiordaliso di Trionfetti (Cyanus triumfettii) 9) Tajola comune (Tofieldia calyculata) 10) Bartsia alpina (Bartsia alpina) 11) Graminia di Parnasso (Parnassia palustris) 12) Semprevivo maggiore (Sempervivum tectorum) 13) Sassifraga alpina (Saxifraga paniculata) 14) Sassifraga gialla (Saxifraga aizoides) 15) Garofanino maggiore (Epilobium angustifolium) 16) Luparia (Aconitum lycoctonum) 17) Trifoglio bruno (Trifolium badium) 18) Cardo spinosissimo (Cirsium spinosissimum) 19) Caglio zolfino (Galium verum) 20) Achillea moscata (Achillea moschata) 21) Bupleuro delle rocce (Bupleurum petraeum) 22) Genziana di Koch (Gentiana acaulis) 23) Genziana maggiore (Genziana lutea) 24) Doronico dei macereti (Doronicum grandiflorum) 25) Vulneraria (Anthyllis vulneraria) 26) Camedrio alpino (Dryas octopetala) proprio in vetta al Monte La Croix. 27) Spillone alpino (Armeria alpina) 28) Trifoglio alpino (Trifolium alpinum) 29) Veratro comune (Veratrum album) 30) Piede di gatto (Antennaria dioica) 31) Poligono viviparo (Polygonum viviparum) 32) Orchidea delle zanzare (Gymnadenia conopsea) 33) Astranzia maggiore (Astrantia major) 34) Camedrio montano (Teucrium montanum) 35) Scutellaria delle Alpi (Scutellaria alpina)
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