Monte della Neve

MONTE DELLA NEVE (MÓNT DE LA NÉF - m 2785)

Non possiamo nascondervi un certo fastidio nel raccontarvi la salita al Monte della Neve. Da escursionisti amanti della natura incontaminata siamo rimasti delusi dalla dorsale che delimita a meridione la conca di Livigno. Troppi sono gli impianti, i rifugi, i ripetitori, le piste di sci che hanno sconvolto queste pendici lasciando ben poco alla natura selvaggia e primordiale. D’altra parte non mancano nel livignasco mete di questo tipo. Ma allora perché narrare la salita al Monte della Neve? Dobbiamo farlo perché al di là dello scempio perpetrato a danno di queste montagne bisogna riconoscere alla via di salita almeno due pregi. Il primo è legato al panorama che si gode dalla vetta esteso non solo a gran parte del livignasco ma anche al Gruppo del Bernina con i suoi ghiacciai. L’altra caratteristica utile di questa escursione è la possibilità d’essere eseguita avendo solo mezza giornata a disposizione, si tratta infatti di un percorso nel complesso breve ma comunque in quota. Non è un elemento da scartare soprattutto in considerazione della forte instabilità e piovosità della zona. Nella stagione estiva sono molto frequenti i temporali pomeridiani per cui può senz’altro risultare utile avere a disposizione qualche itinerario non troppo lungo per le giornate in cui è prevista instabilità pomeridiana. Detto questo altro non possiamo fare che consigliare l’ascesa a partire da luglio sino ad inizio autunno evitando così gli accumuli di neve che spesso persistono nella prima parte della stagione estiva.

L’escursione in breve: Passo d'Éira (m 2210) - Rifugio M'eating Point (m 2398) – Monte Sponda (m 2558) - Monte della Neve (Mònt de la Néf -m 2785)

Dati tecnici:

Partenza dal Passo d’Éira (m 2210): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 575. Acqua sul percorso: assente

Accesso alla partenza:

Si raggiunge la partenza dal paese di Bormio seguendo la statale 301 in direzione di Livigno. Si sale al Passo del Foscagno quindi si cala nella bella conca prativa di Trepalle. La strada riprende quota sino al Passo d’Éira (m 2210) in coincidenza del quale possiamo lasciare l’auto (la statale proseguirebbe calando in pochi km a Livigno).

Descrizione del percorso:

Seguiamo lo stradello cementato che sale verso meridione seguendo l’ampia dorsale prativa. Passiamo presso la stazione di partenza di una seggiovia procedendo lungo i piloni della stessa con il tracciato che diviene sterrato. Volgiamo dapprima verso destra quindi eseguiamo un tornante andando a rimontare la spalla erbosa del Mottolino. Evitiamo di toccarne la sommità spostandoci a destra quindi sfioriamo il relitto di un vecchio aereo di guerra e raggiungiamo un’evidente forcella (m 2340).

Procediamo mantenendo la destra ed effettuando un altro ampio tornante; sottopassiamo per due volte la funivia del Mottolino sino a raggiungere il bel poggio occupato dal Rifugio M'eating Point (m 2398). Da rilevare il paesaggio che si apre sulla conca di Livigno intravedendo l’estremità dell’omonimo lago. Di fronte a noi osserviamo, lontane, le vette in parte coperte dai ghiacciai del Gruppo Bernina. Meno distante appare il Monte della Neve sovrastato da un evidente e antiestetico ripetitore mentre ancora più vicino e più a sinistra notiamo la cupola sommitale del Monte Sponda raggiunto sulla vetta da una seggiovia. L’ampio stradello si porta a sinistra di quest’ultima cima con cartello indicante il Monte della Neve ad ore 1,10 di marcia. Monte Sponda viene completamente aggirato nel suo versante meridionale su sterrata che sale in moderata pendenza. Alla nostra sinistra si apre la vista del lungo solco della Vallaccia mentre alle spalle osserviamo le case della frazione di Trepalle. L’ambiente nel quale si articola la salita, complice l’alta quota, è in gran parte erboso con alcune frazioni detritiche. Andiamo a guadagnare l’ampia sella posta ai piedi del pendio sommitale (circa m 2570). A seguire la salita cambia carattere con la pendenza che diviene molto ripida e faticosa sebbene sempre su sterrata. In ultimo, terminata la sterrata, volgiamo verso destra sino a guadagnare in breve l’ampia vetta del Monte della Neve (m 2781 – ore 1,50 dal Passo d’Éira).

Come anticipato la cima presenta un alto ripetitore che di certo non farà piacere agli amanti della natura. Chiudendo gli occhi alla costruzione bisogna ammettere che il panorama merita la salita essendo esteso in particolar modo alle montagne del Gruppo Bernina con le vedrette che ne caratterizzano i pendii. Osserviamo gran parte della Valle di Livigno dal lago passando per il paese fino oltre la frazione di Tresenda. Sulla destra spicca la piramide del Piz La Stretta. Proseguendo idealmente, con lo sguardo, oltre il Monte della Neve si nota l’ampia vetta del Monte delle Mine. Verso est si arrivano a scorgere le cime in prossimità del Passo dello Stelvio. Il rientro avviene a ritroso per un totale di ore 3,20 di cammino.

Cenni sulla flora:

Abbiamo eseguito la salita dopo la metà del mese di agosto. Nonostante la zona sia purtroppo devastata dalle piste di sci e dalle costruzioni abbiamo ugualmente osservato alcune interessanti specie floristiche. Tra le principali osservate ricordiamo:

1)    Linaiola d’alpe (Linaria alpina)

2)    Genziana nivale (Gentiana nivalis)

3)    Genziana punteggiata (Gentiana punctata)

4)    Sassifraga solcata (Saxifraga exarata)

5)    Sassifraga zolfina (Saxifraga bryoides)

6)    Astro alpino (Aster alpinus)

7)    Piede di gatto (Antennaria dioica)

8)    Semprevivo montano (Sempervivum montanum)

9)    Azalea alpina (Loiseleuria procumbens)

10)  Cardo spinosissimo (Cirsium spinosissimum)

11)  Trifoglio bruno (Trifolium badium)

12)  Silene a cuscinetto (Silene acaulis)

13)  Ranuncolo dei ghiacciai (Ranunculus glacialis)

14)  Veronica alpina (Veronica alpina)

15)  Garofanino maggiore (Epilobium angustifolium)

16)  Senecio della Carnia (Senecio incanus subsp. carniolicum). Endemico delle Alpi Orientali.

17)  Graminia di Parnasso (Parnassia palustris)

18)  Campanula di monte (Campanula scheuchzeri)

19)  Borracina alpestre (Sedum alpestre)

20)  Cespica alpina (Erigeron alpinus)

                VISUALIZZA QUI SOTTO LA PHOTOGALLERY DEL TREKKING

                                                  Cookie