Monte di Capo Stella

MONTE DI CAPO STELLA (m 154)

La stretta penisola di Capo Stella si allunga verso meridione per circa 2,5 km separando il Golfo di Lacona ad occidente da quello di Stella ad oriente. Nel complesso, con l’eccezione di qualche villa immersa nel bosco, è un’area allo stato naturale di grande pregio ambientale giustamente compresa all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. L’escursione che andiamo a descrivere permette di raggiungere il modesto ma panoramico culmine del promontorio. Lo sguardo potrà spingersi verso sud ammirando un grandioso paesaggio verso il mare aperto esteso all’isola del Giglio e all’Isola di Montecristo. Al pari di gran parte delle escursioni sull’Isola d’Elba ne consigliamo la percorrenza in tutte le stagioni tranne in quella estiva per le elevate temperature raggiunte. L’inverno, soprattutto nei suoi giorni più tersi, è un periodo meraviglioso per scoprire tutta l’area. La fitta vegetazione sempreverde garantisce anche nella stagione fredda un lussureggiante ambiente mediterraneo. La neve e il ghiaccio sono in generale molto rari e di breve durata. Si tratta nel complesso di un’escursione adatta avendo a disposizione una mattinata o un pomeriggio ma non per questo meno interessante di altre sull’Isola d’Elba.

L’escursione in breve:

Lacona (Via di Capo Stella – m 4) – sentiero n° 258 – Monte di Capo Stella (m 154) – sentiero n° 257A – sentiero 257 (di crinale) – Lacona (m 4)

Partenza da Lacona (Via di Capo Stella - m 4): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). In gran parte T sino al Monte di Capo Stella quindi E nella frazione successiva. Segnaletica: le biforcazioni appaiono indicate con cartelli tuttavia la segnaletica appare nel complesso scarsa sebbene l’orientamento non sia mai difficile (dicembre 2024). Dislivello assoluto: m 150. Il dislivello realmente affrontato in salita e in discesa è intorno ai 250 metri. Acqua sul percorso: assente

Accesso:

Da Portoferraio seguiamo le indicazioni per Porto Azzurro seguendo la SP 26. Dopo pochi km volgiamo a destra sulla SP 30 con segnaletica per Marina di Campo. Raggiungiamo la frazione di Lacona. In coincidenza della curva secca verso destra che immette nel rettilineo dei lidi alle spalle della Spiaggia Grande di Lacona, troviamo il bivio a sinistra di Via Margidore. Volgiamo in questa direzione e dopo nemmeno 10 metri voltiamo nuovamente a destra su Via Capo di Stella. L’escursione ha inizio in questa direzione con la possibilità, soprattutto in inverno quando non vi è turismo, di procedere per un ulteriore tratto in automobile. Si può infatti risalire un tratto di Via Capo di Stella con la strada che da asfaltata diviene sterrata ma sempre ben percorribile. Rimontato il pendio con alcuni tornanti ne raggiungiamo uno con grande spiazzo per parcheggiare sulla destra e l’ingresso di un hotel sulla sinistra. La macchina deve essere forzatamente parcheggiata in quanto dopo un centinaio di metri una sbarra in ferro impedisce l’ulteriore transito. Da rilevare lo scorcio sulla Spiaggia Grande di Lacona.

Descrizione del percorso:

Superata la sbarra di ferro che impedisce il proseguo alle automobili procediamo in debole salita lungo l’ampia sterrata. Ignoriamo sulla destra il bivio poco evidente con il sentiero 257B che utilizzeremo al ritorno trattandosi di un itinerario ad anello. Non ci sono cartelli a indicare la deviazione ma solo un segnavia su una roccetta. Ad ogni modo manteniamo la sterrata evitando qualsiasi sentiero laterale. La vegetazione appare lussureggiante con la presenza di pini e grandi alberi di eucalipto. Non mancano in ogni caso scorci a sinistra sulla Spiaggia Margidore e sul doppio promontorio di Capo Marinaro e Capo ai Pini. Procedendo verso sud lungo la sterrata compare a sudest il Monte Calamita e l’omonima punta con un bel paesaggio d’insieme dell’intero Golfo Stella. In debole salita guadagniamo un’importante biforcazione. La forestale si divide infatti in due: sulla sinistra si separa il tracciato per Casa Mazzari mentre nel nostro caso manteniamo la destra con cartello indicante l’Anello del Golfo Stella e l’Anello della Calce (segnavia 256). Procediamo per una decina di minuti ed incontriamo altri due bivi. Il primo vede staccarsi sulla destra lo stretto sentiero di crinale (segnavia 257) e una larga sterrata che cala sul fianco del pendio. Manteniamo il segnavia 256 con cartello indicante l’Anello del Golfo Stella e un punto panoramico a 20 minuti di cammino. Nel frattempo abbiamo raggiunto l’ampio crinale e il paesaggio si allarga per la prima volta verso occidente permettendo l’osservazione di Capo di Fonza, dell’Isola di Pianosa e delle lontane cime della Corsica al di là del Tirreno. Subito oltre siamo al secondo bivio in coincidenza del quale ignoriamo il sentiero 258 che si separa a destra con cartello indicante “Punto panoramico” a 20 minuti (torneremo da questa direzione).

Restiamo sul sentiero che mantiene grosso modo il crinale riprendendo quota tra macchia mediterranea e alberatura a tratti molto densa. Si aprono alcuni gli scorci a destra andando a scorgere il Monte Capanne, massima elevazione dell’Isola d’Elba, nonché il distante Capo di Poro al di là del Golfo di Campo. In breve andiamo a toccare, in modo poco avvertibile, il culmine del Monte di Capo Stella (m 154). A seguire l’alberatura lascia spazio ad una macchia rigogliosa ma più bassa con il paesaggio che diviene grandioso, aperto verso meridione ad un ampio settore del Tirreno con, ben evidente, l’Isola di Montecristo.

Perdiamo bruscamente quota affrontando una breve frazione di sentiero particolarmente ripida. Andiamo a confluire nel sottostante sentiero che aggira pressoché in piano la punta del promontorio in coincidenza di un magnifico punto panoramico aperto ancora una volta sul Golfo Stella e sul Golfo della Lacona. Vale senz’altro la pena di seguire, con una breve digressione di qualche minuto, il sentiero pianeggiante che si separa sulla sinistra sino a guadagnare un magnifico spiazzo caratterizzato dalla presenza di una panchina in legno sovrastata da due pini marittimi. Lo scorcio offre un’interessante visione del litorale orientale del promontorio mentre verso mare aperto l’orizzonte appare interrotto solo dall’Isola di Montecristo. Sotto la nostra verticale scorgiamo l’Isola di Corbella.

Torniamo a ritroso sino al bivio con il sentiero percorso in precedenza scendendo dal Monte di Capo Stella. Il nostro itinerario è ad anello quindi, invece di rientrare a ritroso risalendo al monte, procediamo invece sul bel sentiero 257A su fondo quasi piano. Il tracciato si sviluppa sul lato occidentale del promontorio aprendosi a magnifici scorci sul Capo di Fonza e sul Golfo della Lacona. È un tratto particolarmente suggestivo del cammino in quanto sotto la nostra verticale abbiamo numerose occasioni per osservare le splendide trasparenze del fondale oltre a ripetersi la vista verso ovest sino ad osservare le cime della Corsica. Al bivio segnalato dai cartelli confluiamo nel sentiero 257. Ignoriamo il proseguo a sinistra procedendo con indicazioni per l’Anello della Calce indicato a 15 minuti di cammino. In debole risalita affrontiamo quello che appare come un bellissimo “viale” con pini marittimi sul lato sinistro. A seguire raggiungiamo un’ampissima apertura, sempre a sinistra, con la vegetazione ridotta ad esili cespugli intramezzati con frazioni detritiche del tutto spoglie. Si tratta di una sorta di terrazzo naturale con splendido paesaggio esteso questa volta in direzione della Spiaggia Grande di Lacona. Poco oltre confluiamo nel sentiero di andata in coincidenza dell’ultimo bivio che avevamo toccato subito prima della salita al Monte di Capo Stella.

Volgiamo a sinistra ricalcando a ritroso solo, per un breve tratto, il sentiero già percorso all’andata. Al successivo bivio abbandoniamo infatti l’ampia sterrata che riporterebbe alla partenza. Ignoriamo allo stesso modo la forestale che si separa più a sinistra. Tra le due strade bianche si innalza, ben visibile, il sentiero di crinale (segnavia 257) che permette di variare il rientro con un’alternativa molto interessante dal punto di vista panoramico. Il tracciato volge dapprima verso ovest quindi piega verso settentrione seguendo in linea di massima il crinale del promontorio. Da rilevare lo scorcio verso sudest sino a scorgere l’Isola del Giglio. Il tracciato, sempre facile e ben marcato, asseconda le ondulazioni del modesto crinaletto con entusiasmanti scorci su entrambi i versanti. Raggiungiamo la biforcazione dove seguiamo il cartello indicante Lacona a 30 minuti di cammino con il segnavia 257B.

Il tratto che segue abbandona il crinale andando a perdere bruscamente quota in una fastidiosa scarpata terrosa nascosta tra la vegetazione di nuovo molto densa e a tratti invadente. Il tratto di sentiero confluisce nella sottostante sterrata percorsa ad inizio avventura chiudendo il percorso ad anello. Volgiamo infatti a sinistra scavalcando la sbarra di ferro e ritrovando in pochi minuti il parcheggio dove abbiamo abbandonato l’automobile. Chi ha lasciato il veicolo presso il bivio di Via Margidore dovrà mantenere la sterrata aperta al traffico calando sin dove diviene asfaltata. In breve siamo all’abitato di Lacona. In tutto sono da preventivare complessivamente almeno un paio d’ore di cammino al netto tuttavia delle inevitabili soste per godere dei magnifici panorami sul mare.  

                    VISUALIZZA QUI SOTTO LA PHOTOGALLERY DEL TREKKING

                                                  Cookie