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MONTE FRASCHI (m 526) MONTE DELLA MADONNA (m 523)
Le Cinque Terre sono ben note agli escursionisti come area dove eseguire magnifiche camminate. L’itinerario che andiamo a narrare è posto in ogni caso nel settore meno frequentato del Parco Nazionale sviluppandosi tra la zona di Portovenere e quella di Riomaggiore e quindi più ad oriente rispetto all’area dei cinque famosi borghi marinari. Soltanto in discesa si va a toccare Riomaggiore, la prima delle Cinque Terre arrivando da oriente. Ne consigliamo in ogni caso la percorrenza fuori periodo, magari in una limpidissima giornata invernale o ad inizio primavera assaporando il piacere della solitudine in una delle zone più turistiche dell’intera Europa. Occorre infatti sottolineare come nell’area neve e ghiaccio siano fenomeni rari ed episodici. Da temere è piuttosto la stagione estiva per via del grande caldo unitamente ad un’umidità relativa spesso elevatissima. Tra i grandi pregi di questa escursione vi è quello di poter ammirare splendidi scorci in direzione del Mar Ligure. È un’osservazione che potrà sembrare banale ma non è così. Quasi tutti gli itinerari di vetta che si affacciano sulle Cinque Terre sono infatti intensamente boscati sino alle sommità e solo di rado offrono scorci verso il litorale. Il sentiero che scende dal Monte Fraschi non presenta questo ostacolo e anzi, le fotografie verso il mare aperto si sprecano. Il rientro può avvenire risalendo a piedi lungo la strada che da Riomaggiore conduce a La Spezia andando a descrivere un anello oppure chiedendo un passaggio a qualcuno andando a ridurre il dislivello in salita. L’escursione in breve: Galleria Biassa (Fossola Galleria - m 365) – Fossola (m 284) – S. Antonio (m 508) – Monte della Madonna (m 523) – Monte Fraschi (m 526) – Colle del Telegrafo (m 513) – Case Lemmen (m 408) – Santuario Nostra Signora di Montenero (m 340) – sentiero 593V – Riomaggiore (m 35) Dati tecnici: Partenza dalla Galleria Biassa (Fossola Galleria - m 365): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 491. Acqua potabile sul percorso: assente. Accesso alla partenza: Chi proviene da La Spezia segue la SP 370 per muovere da oriente in direzione delle Cinque Terre. Dopo qualche km di salita si ignora il bivio a destra per la frazione di Biassa quindi si entra nella galleria lunga circa 1 km, denominata anch’essa Biassa che immette nel versante rivolto verso il mare aperto. Appena usciti dal tunnel si apre sulla sinistra un ampio parcheggio davanti a due case (esercizi pubblici) dove possiamo lasciare comodamente l’automobile (m 365). La partenza può naturalmente essere raggiunta anche arrivando dalle Cinque Terre. In questo caso, ignorato e superato sulla SP 370 il bivio per Riomaggiore si sale sino alla galleria Biassa trovando il parcheggio a destra subito prima dell’ingresso nel tunnel. Descrizione del percorso: Il percorso ha inizio in coincidenza del parcheggio seguendo lo stradello asfaltato chiuso al traffico turistico con cartello indicante il segnavia 535. La frazione su asfalto è breve ma permette un eccellente paesaggio in direzione del litorale sottostante. In breve raggiungiamo la piccola frazione di Fossola (m 284 – appena 5 minuti dalla partenza) con la strada che al suo termine confluisce in un’evidente mulattiera scalinata (cartelli). Calando a destra si manterrebbe il sentiero 535 procedendo in direzione di Monesteroli; nel nostro caso volgiamo a sinistra passando sul sentiero 534 e cominciando la faticosa risalita dapprima tra le ultime case del paese quindi nel folto. Servono quasi 50 minuti dalla partenza per guadagnare il culmine in località Sant’Antonio (m 508) con la mulattiera che confluisce nella strada comunale proveniente da Biassa. Volgiamo verso sinistra trovando, quasi parallelo alla strada, un bel sentiero nel bosco. Il tracciato, in pratica quasi in piano, rasenta le modeste elevazioni del Monte della Madonna (m 523) e del Monte Fraschi (m 526). Sono leggeri risalti nel bosco che passano in sostanza quasi inavvertiti. Subito oltre si tocca nuovamente la strada per due volte consecutive mantenendo il sentiero immediatamente a sinistra della carreggiata. Alla seconda intersezione con la strada siamo in coincidenza del Colle del Telegrafo (m 513 – ore 0,20 da Sant’Antonio – ore 1,10 dalla partenza). Il Colle del Telegrafo è un importante quadrivio di numerosi itinerari e strade. La nostra escursione procede sul segnavia SVA con cartello indicante le località Lemmen e Madonna di Montenero. Al bivio quasi consecutivo tralasciamo, sulla sinistra, il segnavia 537 per Campi procedendo sempre in direzione di Lemmen. Il sentiero, a tratti piuttosto ripido, cala tra la vegetazione; cominciano tuttavia a manifestarsi le prime aperture in direzione del mare che diventano ancora più ampie e suggestive nel momento in cui il bosco lascia spazio ad alcuni campi coltivati. Ammiriamo le vigne che hanno reso famosa l’area delle Cinque Terre. Il sentiero serpeggia senza difficoltà tra gli appezzamenti lavorati dai contadini e raggiunge un punto particolarmente bello in quanto esposto sulla costa in questo punto a picco nel mare. Procediamo su tracciato sempre ampio e ben evidente bordeggiando muretti a secco e piccole case di contadini. Aggiriamo il nucleo di Case Lemmen (m 408) e osserviamo con ammirazione il lavoro eseguito per coltivare la terra nel modo più efficiente. Il tratto di sentiero che segue risulta quasi piano ed è costantemente aperto alla sinistra permettendo allo sguardo di perdersi nel blu del Mar Ligure. In breve guadagniamo un’importante biforcazione. Volgiamo a sinistra seguendo il cartello indicante Madonna di Montenero a soli 10 minuti di cammino. La zona si rivela per altro estremamente panoramica essendo possibile osservare tutto il territorio delle Cinque Terre sino alla lontana Punta del Mesco mentre alle spalle cominciamo ad intravedere l’Isola di Tino e lo scoglio di Tinetto. Un breve tratto fra i lecci precede l’arrivo al Santuario posto in un’incredibile posizione panoramica (m 340 – ore 0,40 dal Colle del Telegrafo – ore 1,50 complessive). L’immenso terrazzo che circonda il Santuario offre un paesaggio impareggiabile esteso dall’Isola di Palmaria fino alla Punta del Mesco. Quasi sotto la verticale ammiriamo, circondato dai terrazzamenti, il magnifico borgo di Riomaggiore. All’estremità del terrazzo protesa verso sudovest troviamo il segnavia 593V che scende molto ripido tra recinzioni e muretti a secco infondendo la sensazione di precipitare letteralmente nel mare. Nonostante la pendenza non vi sono difficoltà e possiamo apprezzare numerosi scorci di grande interesse panoramico arrivando ad osservare distintamente i paesi di Manarola e Corniglia. Calando andiamo rapidamente ad intercettare la SP 370 che seguiamo per un breve tratto verso destra. Prestando attenzione al traffico seguiamo lo svincolo a destra per Riomaggiore quindi sottopassiamo la provinciale ritrovando, subito oltre, il cartello sulla destra indicante Riomaggiore e il segnavia 593V. Abbandoniamo pertanto la strada aperta al traffico per affrontare la mulattiera che in mezz’ora scarsa di marcia cala sino al borgo rivierasco. La mulattiera intercetta in un punto la SP 32 in prossimità del cimitero del capoluogo. Si risale la provinciale per pochi metri ritrovando sulla destra la mulattiera segnata che cala direttamente al paese. Inutile dire che il borgo di Riomaggiore merita una visita prolungata per ammirarne le viuzze, il bellissimo porticciolo, le trasparenze del mare e le caratteristiche rocce inclinate sul quale si erge. Sono trascorsi 50 minuti dal Santuario di Montenero e ore 2,40 dalla partenza. Il rientro può avvenire a ritroso sino allo svincolo sulla SP 370 per poi seguire la provinciale in salita sino alla Galleria Biassa presso la quale abbiamo lasciato l’automobile. Le altre alternative sono quelle di chiedere un passaggio per tornare alla partenza o disporre di due automobili portando la seconda il più vicino possibile al paese di Riomaggiore andando così a ridurre in modo consistente il rientro e il soprattutto il dislivello in salita.
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