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PEDENOLETTO (m 2912)
La salita al quasi sconosciuto Pedenoletto offre l’occasione per esplorare la testata dell’Alta Valle della Forcola di Rims. Interamente compreso nel Parco Nazionale dello Stelvio, si tratta di un ambiente lunare assolutamente atipico: il paesaggio è caratterizzato da ondulazioni dai colori più bizzarri: strati detritici o rocciosi grigi, verdastri, bianchi e ocra creano una tavolozza che spicca ancora di più sotto il cielo blu delle giornate più limpide. L’intera escursione si svolge completamente oltre i 2500 metri e quindi in alta quota richiedendo clima stabile e buona visibilità. Non è raro incontrare nevai che resistono sino ad estate inoltrata consigliamo pertanto d’eseguire il percorso dalla seconda metà di luglio sino a settembre. Mentre la prima parte del percorso è relativamente frequentata complice la vicinanza al Passo Umbrail, risulta invece piuttosto solitario tutto il cammino successivo dalla Bocchetta di Forcola in poi per via del relativo isolamento dell’area. Nonostante ciò si incontrano curiosamente mulattiere e stradine ben costruite che risalgono addirittura alla Prima Guerra Mondiale quando l’area era controllata dalle truppe italiane. L’escursione in breve: Giogo di Santa Maria (Pass Umbrail – m 2501) – Bocchetta di Forcola (Forcola di Rims – m 2760) – Bocchetta di Pedenoletto (m 2782) – Bocchetta di Pedenolo (m 2760) – Monte Pedenoletto (m 2912) Dati tecnici: Partenza dal Giogo di Santa Maria (Pass Umbrail – m 2501): Difficoltà: EE (Vai alla scala delle difficoltà). In gran parte E; solo dalla Bocchetta di Pedenolo alla cima la difficoltà è pari a EE. Segnaletica: totale tranne nel tratto compreso tra la Bocchetta di Pedenolo e la cima dove si seguono tracce senza segnavia. Dislivello assoluto: m 411. Acqua sul percorso: diverse possibilità tra la partenza e la Bocchetta di Forcola. Accesso alla partenza: L’accesso alla partenza è facile e comodo seguendo la SS 38. Chi proviene dall’Alto Adige scavalca il Passo dello Stelvio ed entra in territorio lombardo. Si cala in questo versante per pochi tornanti sino al bivio, a destra, per il Pass Umbrail noto anche come Giogo di Santa Maria. Appena un centinaio di metri in questa direzione e siamo al valico (m 2501), al confine tra Svizzera e Italia. Lasciamo l’automobile in uno degli spiazzi presso il confine di stato. Chi proviene dalla Lombardia risale, partendo da Bormio, la lunga e profonda Val Braulio trovando, poco prima di raggiungere il Passo dello Stelvio, il bivio alla sinistra per il Pass Umbrail (km 18,8 da Bormio). Da notare che si tratta del valico stradale più elevato di tutta la Svizzera. Descrizione del percorso: Il sentiero ha inizio sul lato italiano del valico (m 2501) ed è chiaramente identificato dal cartello con indicata la direzione per la Bocchetta di Forcola. Per un breve tratto saliamo ripidamente nel manto erboso quindi la traccia diviene quasi pianeggiante offrendo un eccellente scorcio della Val Braulio. Procediamo osservando a destra le bastionate dolomitiche che caratterizzano il versante meridionale del Piz Umbrail. Un grande solco franoso è superato grazie ad un tratto rinforzato con pali in legno per arginare l’erosione del sentiero e del pendio. Alle nostre spalle, a contrastare con i verdissimi prati vi è il colosso indiscusso della zona: l’Ortles con i suoi ghiacciai. Scavalchiamo alcuni torrenti assai utili per approvvigionarsi d’acqua. Procediamo con un lungo traverso caratterizzato da dislivelli minimi: gran parte del percorso appare pressoché pianeggiante o in debole saliscendi sviluppandosi per lo più tra i prati parallelamente alla cresta del Piz Umbrail – Punta di Rims. Siamo ormai in vista della Bocchetta di Forcola: il sentiero muove in sua direzione con il tracciato che improvvisamente sale ripido affrontando il pendio con alcuni tornanti. In ultimo siamo alla Bocchetta di Forcola, nota anche come Forcola di Rims caratterizzata da alcune trincee in stato fatiscente e sovrastata dalla selvagge pendici del Monte Braulio (m 2760 – ore 1,20 dalla partenza) Andiamo ad affacciarci nell’Alta Valle della Forcola di Rims; il panorama si estende ad un tratto del crinale principale delle Alpi con in evidenza il Piz Schumbraida. Seguiamo l’ampia mulattiera con cartello indicante la Bocchetta di Pedenoletto a 25 minuti di cammino e la Bocchetta di Pedenolo a mezz’ora. In moderata discesa raggiungiamo, in qualche minuto, la Caserma degli Alpini risalente alla Prima Guerra Mondiale (m 2744). Da rilevare, nei giorni più limpidi, lo scorcio verso i lontani ghiacciai del Bernina. Proprio davanti alla struttura eseguiamo un secco tornante verso sinistra mantenendo l’ampia mulattiera. Sempre in discesa siamo in breve ad un ulteriore tornante, questa volta verso destra in coincidenza del quale si stacca evidente un buon sentiero con cartello indicante la Bocchetta di Pedenolo a 45 minuti di marcia. Muoviamo in questa direzione con il tracciato che si articola tra i detriti andando a tagliare un grande ghiaione inclinato. L’itinerario si sviluppa pressoché pianeggiante tagliando lungamente il contrafforte culminante a sinistra nel Monte Braulio. Compare di fronte a noi l’ampia piramide del Monte Pedenoletto che alterna pendii erbosi ad affioramenti detritici. Al bivio senza cartelli tralasciamo la traccia che prosegue a destra verso la Bocchetta di Pedenolo muovendo in direzione del sottostante stagno scegliendo invece di obliquare a sinistra verso l’evidente Bocchetta di Pedenoletto, posta subito a sinistra dell’omonima sommità. Il tratto di sentiero che conduce al valico riprende quota nel detrito in pendenza comunque moderata guadagnando la marcata forcella senza rilevanti difficoltà (m 2782 – ore 0,25 dalla Bocchetta di Forcola – ore 1,45 dalla partenza). Il paesaggio si estende verso sud abbracciando l’ampio avvallamento del Piano di Pedenoletto sovrastato a sinistra dal Monte Radisca caratterizzato da pendici di colore grigio. All’orizzonte notiamo la Cima di Piazzi sovrastare la conca di Bormio. Ignoriamo il proseguo indicato dal cartello per la Miniera di Pedenoletto volgendo invece verso destra in direzione della Bocchetta di Pedenolo. La frazione è pressoché pianeggiante con il tracciato sostenuto da muretti risalenti al periodo della Grande Guerra. Un passaggio di pochi metri richiede cautela in quanto il detrito è franato sulla mulattiera: si transita sulla traccia ridotta ai minimi termini prestando la debita attenzione al salto che precipita alla nostra destra. Molto interessante appare il paesaggio sulle scure pendici del Monte Braulio e sul più distante pendio culminante nella Punta di Rims. Procediamo comodamente sino a guadagnare in qualche minuto la sella con il cartello indicante la Bocchetta di Pedenolo (m 2760 – circa 5 minuti dalla Bocchetta di Pedenoletto). Da rilevare l’eccellente scorcio all’orizzonte sul Gruppo del Bernina mentre in primo piano spicca la piramide in parte detritica con affioramenti rocciosi e in parte erbosa del Monte Pedenolo. Osserviamo la mulattiera procedere calando verso la sella a sinistra del Monte Pedenolo. Alcune mappe indicano questa forcella, a poca distanza, come la vera Bocchetta di Pedenolo. Esiste pertanto una certa confusione nelle mappe su quale sia il valico vero e proprio. Nel nostro caso non scendiamo tuttavia in questa direzione. Osserviamo infatti sulla sinistra un sentierino privo di segnaletica che taglia il versante occidentale del Monte Pedenoletto. La traccia, all’inizio ben evidente, si riduce ad un’esile striscia che taglia in diagonale ascendente il pendio detritico lasciando in basso, alla nostra destra, il Monte Pedenolo. Raggiungiamo la spalla che scende, verso sudovest, dalla cima del Pedenoletto. Il paesaggio si amplia non solo al Bernina ma anche, più a sinistra, alla Cima di Piazzi e alla conca di Bormio. La traccia si arresta in coincidenza di questa spalla. Volgiamo bruscamente verso nordest senza alcuna segnalazione rimontando il pendio estremamente ripido e faticoso che ascende direttamente alla cima. La pendenza, a tratti notevolissima, richiede piede fermo e cautela sebbene il fondo non sia mai roccioso. Tra balze detritiche e tratti erbosi guadagniamo infine il punto più elevato dove troviamo l’affioramento di alcune roccette (m 2912 – ore 0,40 dalla Bocchetta di Pedenolo – ore 2,30 dalla partenza). Il rientro avviene a ritroso scendendo sino alla Bocchetta di Pedenolo prestando naturalmente la massima attenzione all’estrema pendenza del tratto sommitale. Prima di proseguire con il sentiero di rientro consigliamo, sempre su terreno libero e privo di indicazioni, di raggiungere la sommità del modesto cocuzzolo calcareo caratterizzato da detrito biancastro posto subito a sinistra della Bocchetta di Pedenolo. Basta qualche minuto su pendenze molto contenute per raggiungere l’ampia sommità del rilievo. La sommità, sebbene senza toponimo, spicca proprio per il substrato di roccia chiara diversamente dalle pendici di detrito scuro che caratterizzano ad esempio il prospiciente Monte Braulio. Molto interessante appare la flora in quanto contempla specie tipiche degli affioramenti carbonatici. Rientrati alla Bocchetta di Pedenolo siamo attesi dal lungo ritorno alla partenza. Non è necessario arretrare passando nuovamente per la Bocchetta di Pedenoletto. Un braccio di sentiero permette infatti di evitare il traverso in direzione di quest’ultima selletta scendendo in direzione del piano acquitrinoso sottostante. La mulattiera, ampia e in debole discesa resta a sinistra di un evidente ristagno d’acqua. Seguendo un’ulteriore ben evidente traccia di sentiero volgiamo a destra andando a sfiorare l’estremità settentrionale dello stagno. Nel mese di agosto ammiriamo un’impressionante fioritura di Piumino rotondo che ha colonizzato in abbondanza tutto il bordo della zona acquitrinosa. Subito oltre andiamo a confluire nel sentiero percorso in precedenza che unisce la Bocchetta di Pedenoletto alla Bocchetta di Forcola. Volgiamo verso sinistra ricalcando a ritroso il percorso di andata. Transitiamo per la Bocchetta di Forcola quindi rientriamo al Giogo di Santa Maria (Passo Umbrail) per un totale di circa 4,15 ore complessive di marcia. Cenni sulla flora:
L’intera escursione si svolge ad alta quota non scendendo mai al di sotto dei 2500 metri. Il risultato è una flora alpina di grande interesse in fioritura spesso posticipata in luglio e in agosto per via del clima simile a quello dell’artico. Segue una lista parziale delle principali specie osservate in occasione della nostra salita avvenuta nella prima parte del mese di agosto. Endemismi: 1) Sassifraga nordalpina (Saxifraga aphylla). É un endemismo del lato settentrionale delle Alpi che interessa molto raramente il versante italiano. Sono presenti diversi pulvini nel modesto rilievo calcareo posto in prossimità della Bocchetta di Pedenolo (vedi descrizione soprastante). 2) Primula vischiosa (Primula glutinosa); bellissimo endemismo del nordest dai fiori violetti raccolti in piccoli grappoli. Colonizza i macereti d’altitudine e le rupi. 3) Peverina dei ghiaioni (Cerastium uniflorum); è una pianta endemica dell’arco alpino dai magnifici fiori bianchi. 4) Androsace dei ghiacciai (Androsace alpina); endemica delle Alpi è una pianta tipica dei macereti d’alta quota. È osservabile presso il bivio per Bocchetta Pedenoletto subito sotto la Bocchetta di Forcola. Altre piante osservate: 1) Genziana nivale (Gentiana nivalis) 2) Genziana punteggiata (Gentiana punctata) 3) Saussurea delle Alpi (Saussurea alpina) nei prati tra la Bocchetta di Forcola e il Pass Umbrail. 4) Sassifraga solcata (Saxifraga exarata) 5) Sassifraga zolfina (Saxifraga bryoides) 6) Sassifraga gialla (Saxifraga aizoides) 7) Sassifraga rossa (Saxifraga oppositifolia) 8) Sassifraga alpina (Saxifraga paniculata) 9) Sassifraga verde azzurro (Saxifraga caesia) 10) Iberidella alpina (Hornungia alpina) 11) Napello (Aconitum napellus) 12) Cardo spinosissimo (Cirsium spinosissimum) 13) Campanula di monte (Campanula scheuchzeri) 14) Campanula dei ghiaioni (Campanula cochleariifolia) 15) Campanula barbata (Campanula barbata) 16) Linaiola d’alpe (Linaria alpina) 17) Papavero alpino retico (Papaver alpinum subsp. rhaeticum) 18) Stella alpina (Leontopodium alpinum) tra il Passo Umbrail e la Bocchetta di Forcola. 19) Semprevivo montano (Sempervivum montanum) 20) Margherita alpina (Leucanthemopsis alpina) 21) Camedrio alpino (Dryas octopetala) 22) Raponzolo alpino (Phyteuma hemisphaericum) 23) Silene rupestre (Atocion rupestre) 24) Astro alpino (Aster alpinus) 25) Botrichio (Botrychium lunaria) 26) Piede di gatto (Antennaria dioica) 27) Veronica alpina (Veronica alpina) 28) Trifoglio alpino (Trifolium alpinum) 29) Trifoglio bruno (Trifolium badium) 30) Eufrasia minima (Euphrasia minima) 31) Ranuncolo dei ghiacciai (Ranunculus glacialis) 32) Silene a cuscinetto (Silene acaulis) 33) Graminia di Parnasso (Parnassia palustris) 34) Nigritella comune (Nigritella nigra) 35) Canapicchia glaciale (Omalotheca supina) 36) Piumino rotondo (Eriophorum scheuchzeri) in un grande stagno prima della Bocchetta di Pedenoletto.
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