Piz Lunghin

PIZ LUNGHIN (m 2780)

Bellissima montagna rocciosa la cui cima è caratterizzata da un isolato affioramento di serpentiniti. Verso meridione precipita sull’alta Val Bregaglia con una grandiosa parete strapiombante alta quasi 1400 metri. Il versante settentrionale, nonostante i ripidi pendii detritici, si presenta più abbordabile e non è un caso se la via normale di salita si sviluppa in questo lato. Nonostante in zona siano presenti cime più alte è una vetta rinomata in quanto la sua posizione concede un grandioso panorama sull’Engadina con i suoi laghi. Il Piz Lunghin sovrasta il paese e il Passo di Maloja e riveste una grande importanza dal punto di vista orografico. Lungo la sua cresta occidentale, in prossimità del punto più alto, si trova infatti il nodo tra i bacini idrografici del Po (Mare Adriatico), del Danubio (Mar Nero) e del Fiume Reno (Mare del Nord). A giustificare l’ascensione non è solo il grandioso paesaggio di vetta ma anche la presenza, lungo la salita, del bellissimo Lägh dal Lunghin; esteso per 52000 mq risulta piuttosto frequentato dagli escursionisti che spesso interrompono la salita sulle sue sponde. Il proseguimento verso la vetta è indicato ai camminatori esperti per la presenza di qualche passaggio di facile arrampicata e lunghi tratti su fondo detritico un po’ esposto. Da notare che il lago Lunghin dà vita a quello che diventerà il Fiume Inn. Un’escursione nel complesso impegnativa in ambiente affascinante di alta montagna che richiede buone condizioni meteorologiche e che risulta ben percorribile tra luglio e settembre quando la neve si limita a qualche nevaio nel settore superiore.

L’escursione in breve:

Cadlägh (Capolago - m 1799) - Plan di Zoch (m 1944) – passerella sull’Inn (m 2300) - Lägh dal Lunghin (m 2493) – Pass Lunghin (m 2644) – Piz Lunghin (m 2780)

Dati tecnici:

Partenza da Cadlägh (Capolago - m 1799): Difficoltà: EE; fino al pass Lunghin E, quindi EE con un paio di passaggi di 1° grado nel tratto successivo. (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 981. Acqua sul percorso: a m 2300 in coincidenza della passerella in legno sull’Inn.

Accesso alla partenza:

Chi proviene dal Passo Bernina raggiunge St. Moritz per proseguire in direzione del Passo Maloja. Si supera Silvaplana quindi si procede bordeggiando il Lago di Sils. Si raggiunge l’estremità occidentale del lago e la località Cadlägh (Capolago) poco prima del paese di Maloja e dell’omonimo valico. Un attimo prima del paese di Cadlägh si separa, sul lato a monte della strada, il sentiero con cartello indicante il Lägh dal Lunghin a 2 ore di marcia e il Pass Lunghin a ore 2,30.

Chi proviene da Chiavenna risale la Val Bregaglia sino al Passo Maloja. Appena superato il valico e l’omonimo paese si raggiunge la frazione di Cadlägh (Capolago). Superate le ultime case troviamo sulla sinistra i cartelli indicanti il Lägh dal Lunghin e il Pass Lunghin.

Descrizione del percorso:

Il sentiero sale ripidamente tra larici e abeti eseguendo quasi subito un marcato tornante verso sinistra. Segue una splendida frazione quasi piana con il paesaggio che si apre concedendo una magnifica vista del Lago di Sils. Abbiamo il Piz Lunghin davanti a noi mentre più a sinistra, al di sotto del sentiero, notiamo le case di Cadlägh. Si ripete la vista sull’estremità occidentale del lago. Proseguiamo nell’ascesa in pendenza moderata per lo più tra ondulazioni prative mentre sulla destra siamo sovrastati da alcuni affioramenti rocciosi. Un paio di panchine in legno permettono una sosta ammirando il panorama che si estende progressivamente in direzione della Val Bregaglia. Ignoriamo la deviazione a destra per Grevasalvas quindi, subito oltre, raggiungiamo la località Plan di Zoch (m 1944).

Siamo ad un altro bivio. Lasciamo alla nostra sinistra il tracciato che scende verso Maloja proseguendo con il cartello indicante il Passo e il Lago Lunghin. In un grandioso scenario procediamo dapprima salendo diagonalmente quindi con una lunga ma facile sequenza di tornanti. La vista sull’alta Engadina è di quelle che non si dimenticano mentre a distanza osserviamo alcune delle cime del Gruppo Bernina. Compare a breve distanza un’evidente cascatella dell’Inn. Il sentiero non raggiunge il corso d’acqua: piuttosto prosegue rimontando il pendio alla sua destra alternando frazioni erbose con massi affioranti. Torniamo ad osservare il Piz Lunghin che appare come una tozza piramide per lo più rocciosa. Nel proseguo compare a breve distanza un grande costone roccioso strapiombante. È una formazione bizzarra che sovrasta la conca erbosa alla sua sinistra. Il tracciato accede alla conca dove la salita lascia spazio ad un bellissimo pianoro prativo spesso sfruttato come pascolo. Il fiume Inn taglia questo piccolo piano con il sentiero che ne scavalca le acque con un bel ponticello portandosi a sinistra del suo corso (destra orografica). Siamo a 2300 metri di quota e desta sensazione osservare la limpidezza del piccolo ruscello pensando che molti km più a valle diverrà il grande fiume che taglia in due la città di Innsbruck.

Superata la breve frazione pianeggiante andiamo a rimontare il pendio con il prato che lascia progressivamente spazio a grandi rocce montonate frutto dell’azione in altre epoche del ghiacciaio oggi scomparso. Rimane subito alla nostra destra lo strapiombante costone di roccia chiara. Si allontana alle nostre spalle il Lago di Sils dove la nostra avventura ha avuto inizio ma che torneremo ad ammirare dalla cima del Piz Lunghin. Senza affrontare difficoltà risaliamo a zigzag il pendio in ambiente ormai d’alta montagna con i ghiacciai e le vette del Gruppo Bernina che occhieggiano verso sudest. In ultimo siamo sul dosso che chiude a meridione la conca occupata dal Lägh dal Lunghin. Pochi passi e siamo presso la sponda del bellissimo specchio d’acqua (m 2493 – ore 2 dalla partenza).

A parte le dimensioni comunque ragguardevoli dell’invaso, si tratta di uno dei più bel laghi alpini del circondario. L’unico emissario è proprio l’Inn di cui abbiamo di fatto risalito il corso. Tutta la sponda settentrionale è sovrastata dalle rocce del Piz Grevasalvas. Le scure pareti precipiti nel lago appaiono quasi opprimenti e creano un bel contrasto con le colorazioni del sottostante specchio d’acqua. Verso meridione abbiamo invece l’aguzza piramide del Piz Lunghin, meta finale della nostra ascesa.

Procediamo seguendo il sentiero in direzione del Pass Lunghin segnalato dal cartello a 35 minuti di distanza. Il tracciato resta poco più alto rispetto alla sponda del lago portandosi in breve presso la sua estremità occidentale. Procediamo in salita guadagnando rapidamente l’ometto di pietre in coincidenza del punto in cui si separa, a sinistra, la via più diretta per la cima. Si tratta di una traccia priva di difficoltà ma comunque ripidissima e in parte su ghiaie mobili. Utilizzeremo questa possibilità al ritorno e quindi in discesa eseguendo un piccolo anello. Per la salita suggeriamo invece di procedere verso il Pass Lunghin rimontando in moderata pendenza il grande vallone per lo più detritico su traccia ben segnata ed evidente. Splendidi appaiono gli scorci alle spalle sul lago che abbiamo appena abbandonato. Su fondo per lo più sassoso muoviamo in direzione dell’evidente sella aggirando di fatto il Piz Lunghin che ci sovrasta a sinistra. L’ultima frazione prima del valico si articola su sedimento grigiastro ben compatto. L’ambiente è d’alta quota con la vegetazione ormai pressoché scomparsa. Con un’ultima rampa un po’ più ripida guadagniamo il marcato Pass Lunghin ben indicato dai cartelli escursionistici (m 2644 – ore 2,35 dalla partenza). Procediamo volgendo bruscamente verso sinistra con il segnavia rosso bianco che lascia spazio alle strisce bianco azzurre usate in Svizzera per contraddistinguere i tracciati di vetta più impegnativi rispetto ai “normali” sentieri. In realtà si tratta in questo caso di un percorso, con tempo buono, alla portata di un medio escursionista dotato di piede fermo.

Assecondiamo le ondulazioni detritiche e ignoriamo un’esile traccia non segnata che riporterebbe altrimenti al Lägh dal Lunghin. Subito oltre aggiriamo a sinistra un bellissimo laghetto presso il quale i nevai tendono a permanere fino ad estate inoltrata. Altre pozze più piccole d’acqua limpidissima sono spesso presenti negli avvallamenti circostanti. Il sentiero traversa quindi verso sinistra sino ad un salto roccioso di 1° grado comunque ben appigliato e non esposto. Scavalcato questo piccolo salto volgiamo a destra sino a raggiungere il filo del crinale presso una selletta dove d’improvviso compare, sotto la verticale, l’alta Val Bregaglia. La via di salita prosegue scostandosi a sinistra del crinaletto per rimontare una sorta di canale roccioso ancora una volta con difficoltà di 1° grado. Il salto anche in questo caso è breve ed è seguito da un tratto di sentiero più facile. Andiamo a toccare di nuovo il filo dello spartiacque prestando molta attenzione a non esporsi sul salto che precipita sulla destra. Si tratta di uno strapiombo davvero vertiginoso alto addirittura 1400 metri. Prestando attenzione all’esposizione si procede lungo le ondulazioni di cresta quindi si raggiunge, in coincidenza di una selletta, il bivio con la via più diretta che sale dal Lägh dal Lunghin e che utilizzeremo in discesa per rientrare rapidamente a valle. La cima è ormai in vista. Procediamo con la traccia che abbandona il filo di cresta per spostarsi alla sua sinistra. Il fondo di detrito battuto lascia spazio ad alcuni tratti tra i massi. In ultimo, su fondo mobile e con qualche breve passaggio in parte esposto, raggiungiamo il bellissimo culmine del Piz Lunghin caratterizzato da un grande ometto di pietre (m 2780 – ore 3 dalla partenza).

Il panorama di vetta è sensazionale con particolare riferimento all’Alta Engadina potendo osservare i laghi di Sils e Silvaplana dominati a sinistra dal Piz Lagrev. Sulla destra brillano invece le cime del Massiccio del Bernina. Possiamo naturalmente scorgere il Lägh dal Lunghin sovrastato dalla tozza struttura del Piz Grevasalvas. Osserviamo il Pass Lunghin e il versante detritico che abbiamo sfruttato per raggiungere il punto più alto. Il rientro avviene tornando a ritroso per una decina di minuti. Al bivio con il sentierino che scende diretto al Lägh dal Lunghin scegliamo quest’ultima opportunità volgendo a destra e abbandonando il percorso di andata che riporterebbe altrimenti al Pass Lunghin. Il tracciato, oltre ad essere più rapido rispetto all’andata, appare ben evidente sebbene sia soprattutto nella prima parte davvero ripidissimo. Il fondo è in gran parte detritico con alcuni tratti sassosi; scendendo di altitudine la pendenza diviene meno estrema e cominciamo a scorgere il Lägh dal Lunghin. In ultimo andiamo a confluire nel sentiero segnato percorso all’andata che, seguito verso destra, riporta in pochi minuti presso il Lägh dal Lunghin. Il rientro alla partenza avviene nel proseguo ricalcando a ritroso il sentiero di salita per un totale di 5 ore complessive di cammino (2 ore dalla cima sino alla partenza).          

Cenni sulla flora:

Abbiamo eseguito questa bellissima escursione nell’ultima decade di agosto osservando un interessante numero di specie floreali. Segue una breve lista delle principali osservate:

1)    Arabetta celeste (Arabis caerulea). Endemica dell’arco alpino è una specie nel complesso piuttosto rara

2)    Astro alpino (Aster alpinus)

3)    Linaiola d’alpe (Linaria alpina)

4)    Sassifraga zolfina (Saxifraga bryoides)

5)    Sassifraga solcata (Saxifraga exarata)

6)    Genziana punteggiata (Gentiana punctata)

7)    Genziana nivale (Gentiana nivalis)

8)    Semprevivo ragnateloso (Sempervivum arachnoideum)

9)    Campanula barbata (Campanula barbata)

10)  Campanula di monte (Campanula scheuchzeri)

11)  Ranuncolo dei ghiacciai (Ranunculus glacialis)

12)  Ranuncolo alpestre (Ranunculus alpestris)

13)  Margherita alpina (Leucanthemopsis alpina)

14)  Piede di gatto (Antennaria dioica)

15)  Ambretta strisciante (Geum reptans)

16)  Poligono viviparo (Polygonum viviparum)

17)  Azalea alpina (Loiseleuria procumbens)

18)  Trifoglio alpino (Trifolium alpinum)

19)  Graminia di Parnasso (Parnassia palustris)

20)  Napello (Aconitum napellus)

21)  Prunella delle Alpi (Prunella grandiflora)

22)  Silene a cuscinetto (Silene acaulis)

23)  Veronica alpina (Veronica alpina)

24)  Cardo spinosissimo (Cirsium spinosissimum)

25)  Garofanino maggiore (Epilobium angustifolium)

26)  Trifoglio bruno (Trifolium badium)

27)  Brugo (Calluna vulgaris)

28)  Piumino rotondo (Eriophorum scheuchzeri)

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