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PIZZO ALTO (HOASPITZ - m 2264) MONTE DEL LAGO (m 2327)
L’escursione che andiamo a narrarvi si svolge alla testata della Valle dei Mòcheni nel settore occidentale della Catena del Lagorai. Noterete subito una bizzarria guardando i toponimi delle località toccate dal cammino. Molti nomi sono infatti bilingue nonostante ci troviamo in provincia di Trento e non in Alto Adige. “L’altra lingua” diversa dall’italiano non è tuttavia il tedesco moderno, bensì il mòcheno da cui deriva il nome della valle. Si tratta di una parlata che interessa in Italia solamente tre dei quattro comuni della Valle dei Mòcheni: Fierozzo (Vlarotz), Frassilongo (Garait) e Palù del Fersina (Palai en Bersntol); in forma minoritaria è parlata anche nel quarto comune della valle, Sant'Orsola Terme (Oachpergh) oltre a poche altre persone nelle frazioni situate all'imbocco della Valle dei Mòcheni e appartenenti al comune di Pergine Valsugana. Il Mòcheno sembra derivare dall’immigrazione di alcuni coloni tedeschi che alla fine del XIII secolo giunsero a Pergine per rendere produttiva una zona che all’epoca era scarsamente antropizzata. Si tratta pertanto di una lingua che affonda le sue radici nel tedesco antico che non deve essere confusa con il cimbro, altra lingua comunque affine parlata solo a Luserna in Trentino e in parte delle province di Vicenza, Verona e Belluno (Pian Cansiglio). Dopo questa necessaria premessa, che vi permette di cogliere l’esclusività della Valle dei Mòcheni, desideriamo parlare della gemma indiscussa di questa escursione ovvero il Lago Erdemolo. Posto in una meravigliosa conca a circa 2000 metri è esteso 15500 mq, lungo 180 metri, largo 120 e profondo una decina di metri. Appartiene di diritto alla lista dei laghi alpini più belli di tutto il Trentino. Caratteristico è il nevaio posto sulla sponda meridionale sino a toccarne le acque che tende a permanere negli anni più nevosi almeno per la prima dell’estate se non oltre. Si tratta evidentemente di neve di valanga per via delle ripidissime pendici che sovrastano il lago e che culminano nel Monte del Lago. La favorevole esposizione del nevaio, rivolto a nord e quindi protetto dal sole di mezzogiorno, ne favorisce la persistenza sino a stagione inoltrata a dispetto di una quota non altissima. Il cammino trova il suo culmine proprio nel Monte del Lago e nel vicino Pizzo Alto. Inutile dire che consigliamo la percorrenza dell’escursione tra fine giugno e ottobre. Ad inizio estate il rosso dei rododendri, il blu del Lago di Erdemolo e il bianco dei nevai residui offrono colori e suggestioni che vi lasceranno un ricordo indelebile. L’escursione in breve: Frotten (Vròttn – m 1503) – Baita dei Minatori (Knopnbolt – m 1600) – Maso Lenzi (m 1675) – Lago Erdemolo (Hardimblsea – m 2006) – Passo del Lago (Seajoch – m 2218) – Pizzo Alto (Hoaspitz – m 2264) - Passo del Lago (Seajoch – m 2218) – Monte del Lago (m 2327) Dati tecnici: Partenza da Frotten (Vròttn - m 1503): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale tranne nella brevissima deviazione che dal Passo del Lago sale al Pizzo Alto; la breve ascesa avviene su traccia priva di segnaletica. Non segnata anche la brevissima deviazione al Monte del Lago che avviene su ripido pendio erboso. Dislivello assoluto: m 824; dislivello realmente superato: m 900. Acqua sul percorso: alla partenza Accesso alla partenza: Da Trento si risale la statale della Valsugana sino al paese di Pergine. Abbandoniamo la statale volgendo a sinistra sulla SP 8 che risale la Valle dei Mòcheni seguendo le indicazioni per Palù del Fersina. Raggiunta quest’ultima località teniamo la sinistra seguendo le indicazioni per la località Frotten (Vròttn) in coincidenza della quale troviamo un ampio parcheggio a pagamento a termine del tratto aperto al traffico non residente. Descrizione del percorso: In coincidenza del parcheggio in località Frotten (Vròttn – m 1503) troviamo i cartelli indicanti il sentiero 325 e il Lago Erdemolo segnalato a ore 1,30 di distanza. Si supera un torrente, quindi si incontra una malga e un secondo torrente. Si raggiunge il tornante della forestale dove saliamo a destra lungo la strada chiusa al traffico che conduce al Museo della Miniera. Camminiamo su fondo asfaltato che si sviluppa sulla destra orografica del solco vallivo. Passiamo in prossimità della Baita della Miniera (m 1600) trovando poco oltre una cascata e a seguire il bivio dove i cartelli segnalano la mulattiera sulla destra con il Lago Erdemolo indicato ad un’ora di distanza. Andiamo a superare con un ponte in legno il torrente. Ci portiamo sulla sinistra orografica del valloncello trovando di fronte a noi il Maso Lenzi (m 1675) e il bivio a sinistra per il lago. Procediamo in questa direzione tagliando in diagonale ascendente il vasto appezzamento prativo sino a portarci al limite del bosco. Entriamo nel lariceto incontrando cespugli di rododendro in splendida fioritura tra giugno e luglio. Più in alto il bosco si dirada con il paesaggio che si amplia raggiungendo le montagne alle nostre spalle compresi i lontani ghiacciai nel Gruppo dell’Adamello. Decresce la pendenza sino a raggiungere il dosso dal quale compare per la prima volta il Lago Erdemolo (Hardimblsea – m 2006 – ore 1,30 dalla partenza). Sulla sinistra è presente l’omonimo rifugio (m 2024) mentre di fronte a noi una traccia di sentiero cala debolmente guadagnando in qualche minuto la sponda del lago. Il contrasto tra lo specchio d’acqua, il fucsia dei fiori di rododendro e le nevi presenti nella prima parte della stagione estiva rendono l’escursione spettacolare. È soprattutto all’estremità meridionale del lago che la neve tende ad accumularsi. Le pendici del soprastante Monte del Lago sono infatti estremamente ripide precipitando quasi strapiombanti nella conca occupata dal piccolo bacino naturale. Soprattutto a stagione molto anticipata grandi blocchi di neve e ghiaccio galleggiano attribuendo un aspetto “artico” al lago che rimarrà senz’altro impresso nella vostra memoria. Inutile dire che una sosta è inevitabile per ammirare quella che a tutti gli effetti è la “perla” dell’escursione. Ritornati in qualche minuto al bivio in prossimità del Rifugio Lago Erdemolo possiamo proseguire sul segnavia n° 325 con il Passo del Lago indicato dal cartello a 40 minuti di distanza. Il sentiero sale inizialmente in moderata pendenza tra gli ultimi spauriti larici e una fitta selva di cespugli di rododendro. Il lago resta alla nostra sinistra offrendo ulteriori scorci panoramici. Il fondo appare ben scavato tra la vegetazione rivelandosi sempre facile e ben evidente. Più in alto andiamo a superare, sempre in diagonale ascendente, una grande pietraia dopo la quale ritroviamo prato e vegetazione cespugliosa. L’altitudine permette, nei giorni limpidi, d’osservare alle spalle, all’orizzonte occidentale, le grandi cime dolomitiche del Gruppo di Brenta. Siamo agli ultimi scorci sul sottostante Lago di Erdemolo dopodichè il sentiero volge verso destra incuneandosi in un piccolo valloncello dove la neve tende a permanere sino ad inizio estate. Il sentiero resta poco alto sulla destra rispetto all’impluvio. L’ambiente è ora privo di alberatura limitandosi al prato d’altitudine. Un ultimo sforzo e guadagniamo l’importante valico e crocevia di sentieri del Passo del Lago (Seajoch – m 2218 – ore 0,40 dal Lago Erdemolo - ore 2,10 dalla partenza). Sulla destra prosegue il sentiero 325 in direzione del Passo La Portela mentre procedendo dritti si cala nel versante opposto in direzione dei Sette Laghi (segnavia 353). A sinistra si separa il sentiero 343 in direzione del Monte del Lago. La nostra escursione procederebbe verso quest’ultima possibilità vale la pena tuttavia d’eseguire prima la digressione che conduce al Pizzo Alto. Si tratta del cocuzzolo che ci sovrasta alla nostra destra essendo come altitudine circa 50 metri più alto rispetto al valico. Si osserva evidente una traccia non segnata (ancora più a destra rispetto al tracciato per il Passo La Portela) che sale direttamente verso la sommità. Muoviamo in questa direzione sino a portarci ad un punto del pendio che appare parzialmente franato. Nonostante le apparenze non incontriamo particolari difficoltà. La traccia scavalca infatti l’affioramento detritico ritrovando il prato soprastante. La cima è di fatto ormai prossima. Il sentierino non segnato rimonta il valloncello erboso che conduce alla selletta compresa tra la cima a destra e un esile risalto roccioso a sinistra. In breve guadagniamo verso destra il vertice della montagna caratterizzato da una croce in legno con libro di vetta (m 2264 – ore 0,10 dal Passo del Lago – ore 2,20 dalla partenza). Il panorama è notevole in tutte le direzioni con particolare riferimento al Monte Gronlait ad occidente, al Monte del Lago verso oriente mentre a meridione osserviamo la dorsale culminante nel Monte Cola e nel Monte Hoabonti. Rientriamo a ritroso al Passo del Lago che raggiungiamo in meno di 10 minuti. Come anticipato andiamo a procedere in direzione del Monte del Lago seguendo il bellissimo sentiero (segnavia 343) che ne rimonta grosso modo la cresta. Il tracciato è ben segnato rimanendo in questo primo tratto di poco sotto crinale nel versante rivolto verso il Lago Erdemolo che torniamo a scorgere dall’alto. Tra affioramenti erbosi e fine detrito tocchiamo la linea di crinale quindi ci spostiamo alla sua destra con il tracciato che in debole pendenza resta di poco sotto la cresta. L’ambiente appare ampio e desolato nello stile della Catena del Lagorai. Da rilevare alle spalle lo scorcio sulla conca dei Sette Laghi con ben visibile il più grande di essi. Affrontiamo una frazione con fondo brullo caratterizzato dall’affioramento di rocce e detrito quindi tocchiamo nuovamente il crinale andandoci ad affacciare nello strapiombo che precipita verso il Lago Erdemolo. Il Monte del Lago è subito alla nostra destra con visibili le trincee che caratterizzano il cocuzzolo sommitale. Proseguiamo con il sentiero che di fatto aggira a meridione, quasi in piano, la cima vera e propria. Per guadagnare il punto più alto abbandoniamo il sentiero segnato scegliendo intuitivamente il punto migliore per rimontare il pendio erboso a sinistra. Sono pochi metri decisamente più ripidi su percorso non obbligato prestando attenzione ad avere piede fermo. Come riferimento si abbandona il segnavia in coincidenza del tratto in cui il sentiero traversa quasi in piano verso destra. Da notare la presenza di una prima anticima caratterizzata dalla presenza di una croce. Toccata questa si risale in un paio di minuti il bordo del crinale sino al punto più elevato (m 2327 – ore 0,20 dal Passo del Lago – ore 2,50 dalla partenza). Il Monte del Lago non spicca in modo deciso sulle altre elevazioni della catena. A togliere ogni dubbio sul suo raggiungimento è la presenza del toponimo apposto su una roccia in coincidenza della cima. D’assoluto valore e interesse appare il panorama di vetta essendo il più vasto della camminata esteso a molte vette del settore occidentale del Lagorai. All’orizzonte occidentale svettano nei giorni limpidi le cime, in parte innevate, delle Dolomiti di Brenta e del Gruppo dell’Adamello. Nelle immediate vicinanze notiamo ancora una volta la conca dei Sette Laghi e, più distante, il Monte Gronlait; ad oriente, in direzione opposta, spicca la Cima d’Asta. Il rientro alla partenza avviene a ritroso senza la necessità, ovviamente, di ripetere la digressione che conduce al Pizzo Alto. In tutto sono da preventivare approssimativamente 5 ore di cammino. Cenni sulla flora:
La ricchezza della flora osservabile lungo il percorso descritto parla di un’area in sostanziali condizioni d’integrità permettendo di osservare la natura nella sua accezione più piena. Abbiamo percorso l’itinerario alla fine del mese di giugno e nonostante la stagione fosse agli inizi ci siamo meravigliati per l’abbondanza di specie osservate. Segue una lista comunque parziale delle più rilevanti. Endemismi: 1) Primula vischiosa (Primula glutinosa); bellissimo endemismo del nordest dai fiori violetti raccolti in piccoli grappoli. Colonizza i macereti d’altitudine e le rupi. Lungo il percorso descritto è presente tra il Lago Erdemolo e il Passo del Lago. 2) Iberidella grassa (Thlaspi rotundifolium); endemica delle Alpi. Lungo il percorso descritto è presente tra il Lago Erdemolo e il Passo del Lago. 3) Senecio della Carnia (Senecio incanus subsp. carniolicum). Endemico delle Alpi Orientali. 4) Eritrichio nano (Eritrichium nanum). Pianta endemica dell’arco alpino dai piccoli, graziosi fiorellini azzurri che ricordano quelli del comune Nontiscordardime. Colonizza le rocce del tratto sommitale compreso tra il Passo del Lago e il Monte del Lago. Altre specie osservate: 1) Sassifraga muschiata (Saxifraga moschata) 2) Sassifraga alpina (Saxifraga paniculata) 3) Sassifraga rossa (Saxifraga oppositifolia) 4) Silene a cuscinetto (Silene acaulis) 5) Azalea alpina (Loiseleuria procumbens) 6) Cariofillata montana (Geum montanum) 7) Tossillaggine alpina (Homogyne alpina) 8) Billeri pennato (Cardamine resedifolia) 9) Linaiola d’alpe (Linaria alpina) 10) Rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum) 11) Viola gialla (Viola biflora) 12) Sempiterni dei Carpazi (Antennaria carpathica) 13) Draba gialla (Draba aizoides) 14) Bugola piramidale (Ajuga pyramidalis) 15) Rodiola rosea (Rodiola rosea) presso il Lago Erdemolo. 16) Nontiscordardime (Myosotis alpestris) 17) Genziana di Koch (Gentiana acaulis) 18) Genziana punteggiata (Gentiana punctata) 19) Genzianella (Gentiana verna) 20) Arabetta alpina (Arabis alpina) 21) Silene rupestre (Atocion rupestre) 22) Botton d’oro (Trollius europaeus) 23) Poligono bistorta (Polygonum bistorta) 24) Poligono viviparo (Polygonum viviparum) 25) Giglio di San Giovanni (Lilium bulbiferum) presente con una splendida fioritura nei prati presso la partenza. 26) Cardo spinosissimo (Cirsium spinosissimum) nei prati tra il Passo del Lago e il Monte del Lago. 27) Farinello buon-enrico (Chenopodium bonus-henricus) ad esempio in vetta al Pizzo Alto. 28) Anemone delle Alpi (Pulsatilla alpina) 29) Paradisia (Paradisea liliastrum); specie nel complesso piuttosto rara osservabile nei prati presso la partenza. 30) Iberidella alpina (Hornungia alpina) 31) Clematide alpina (Clematis alpina) 32) Bartsia alpina (Bartsia alpina) 33) Soldanella della silice (Soldanella pusilla) tra il Lago Erdemolo e il Passo del Lago. 34) Orchide macchiata (Dactylorhiza maculata) 35) Raponzolo plumbeo (Phyteuma ovatum) 36) Trifoglio bruno (Trifolium badium) 37) Fragolina di bosco (Fragaria vesca) 38) Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus) 39) Erba viperina comune (Echium vulgare) presso la partenza. 40) Cardo tagliente (Cirsium heterophyllum) 41) Geranio stellato (Geranium phaeum) 42) Geranio selvatico (Geranium sylvaticum) 43) Erba roberta (Geranium robertianum) 44) Cariofillata dei rivi (Geum rivale) 45) Ranuncolo a foglie di platano (Ranunculus platanifolius) 46) Astro alpino (Aster alpinus) tra il Passo del Lago e il Monte del Lago. 47) Margherita alpina (Leucanthemopsis alpina) 48) Veratro comune (Veratrum album) 49) Centocchio dei boschi (Stellaria nemorum) 50) Falsa ortica gialla (Lamium galeobdolon)
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