Scalo di Schiara (Lo Scao)

SCALO DI SCHIARA (LO SCAO)

Nell’ambito del Parco Nazionale delle Cinque Terre l’intera l’area compresa tra gli abitati di Riomaggiore e Monterosso gode di un’enorme notorietà testimoniata dalle decine di migliaia di turisti che ogni anno ne affollano borghi e spiagge. Ad essere al contrario poco noto è il settore compreso tra Riomaggiore e Portovenere non esistendo alcuna strada che scenda al litorale. Nonostante l’ambiente impervio e i rilievi a picco è un settore abitato e terrazzato sin dal medioevo. Si osservano tuttora minuscoli insediamenti fra i quali il più grande è il paese di Schiara. Curiosa l’etimologia di questo nome. Il nome Schiara con tutta probabilità è un riferimento al fatto che fra tutte le frazioni dell’area è la prima a ricevere il sole del mattino essendo esposta verso oriente. Nei secoli scorsi i contadini crearono un sistema di sentieri e scalinate che permettevano di raggiungere gli abitati più impervi. La Scala Grande di Monesteroli, con i suoi 1100 gradini, esalta più di ogni altra l’ingegno e la caparbietà di quei contadini che riuscivano a costo di grandi fatiche a ricavarsi il pane in questo angolo della Liguria. Meno nota è invece la scalinata che scende al cosiddetto Scalo di Schiara. Sono solo, si fa per dire, 700 gradini che raddoppiano considerando il ritorno, ma ad impressionare sono le pendenze pazzesche raggiunte da questo incredibile manufatto. Andiamo a descrivervi e a raccomandarvi questa calata ricordandovi che si tratta di un’escursione “rovesciata” in quanto la fatica è concentrata nel ritorno quando bisogna tornare a monte risalendo la faticosa scalinata.

Non deve ingannare il dislivello contenuto e la vicinanza del mare. Si tratta a tutti gli effetti di un’escursione “di montagna” che impegna e al tempo stesso entusiasma grazie ad una vista che nei giorni più tersi raggiunge addirittura la Corsica e le isole di Capraia e Gorgona. Naturalmente la scala presenta gradini diseguali in parte assai stretti e scomodi privi per lunghi tratti di ringhiera protettiva, tuttavia un escursionista alpino è abituato ad itinerari di impegno analogo se non superiore. Per questa ragione ne consigliamo la percorrenza ad ogni buon camminatore raccomandando d’eseguire la gita in una limpida giornata invernale. Assolutamente da evitare è la stagione estiva per via dell’esposizione del tracciato al sole di mezzogiorno rendendo l’eventuale percorrenza un inferno di calore e umidità.

L’escursione in breve:

Spiazzo sterrato prima di Campiglia (m 389) – Campiglia (Chiesa di Santa Caterina – m 399) – Costa di Schiara (m 311) – Chiesa di S. Antonio di Schiara (m 175) – Scalo di Schiara (lo Scao – m 0) – Fosso di Schiara – Costa (estremità più alta – m 220) – Campiglia (m 399) – spiazzo sterrato prima di Campiglia (m 389)

Dati tecnici:

Partenza dallo spiazzo sterrato subito prima di entrare a Campiglia (m 389): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 405. Acqua sul percorso: assente

Accesso alla partenza:

Si accede alla partenza dalla città di La Spezia seguendo la provinciale per Portovenere. Si costeggia il perimetro esterno dell’Arsenale Militare raggiungendo in breve la località Acquasanta. Abbandoniamo il proseguo per Portovenere volgendo a destra con indicazioni per Campiglia. La strada, a tratti un po’ stretta ma ben asfaltata, sale in circa 6 km sino ai 400 metri sul livello del mare del crinale che divide il Golfo di La Spezia dal mare aperto. Il punto finale raggiungibile in auto è la piazza di Campiglia dove troviamo il campanile in pietra arenaria e la prospiciente chiesa. Il numero di parcheggi disponibili è tuttavia assai limitato e molti sono riservati agli abitanti. Conviene lasciare l’automobile nello spiazzo sterrato a sinistra della strada poche centinaia di metri prima del paese (m 389) raggiungendo Campiglia in nemmeno 10 minuti a piedi.

Descrizione del percorso:

Sin dalla partenza l’itinerario rivela la sua principale caratteristica: quella di offrire panorami sconfinati verso il mare aperto. Il grande terrazzo che si apre davanti alla Chiesa di Campiglia (m 399) è infatti aperto verso meridione offrendo nei giorni più limpidi un panorama immenso che raggiunge la Corsica. Osserviamo inoltre l’Isola di Gorgona che appare come la più vicina nonché, alla sua destra, l’Isola di Capraia, di poco più distante. Ancora più lontana appare l’Isola d’Elba posta visivamente a sinistra di Gorgona. Procediamo a piedi per poche decine di metri trovando sulla sinistra il vicoletto indicato dal segnavia 535. Il tratto lastricato è brevissimo e lascia spazio ad un buon sentiero che abbandona le case di Campiglia per procedere tra coltivi e tratti prativi. Procediamo verso occidente osservando all’orizzonte le Alpi Marittime e addirittura la piramide del Monte Viso. Compare sotto di noi la minuscola frazione di Schiara nonché lo Scoglio del Ferale inconfondibile per il suo aspetto roccioso e posto proprio ai piedi della frazione. Alle spalle notiamo le isole di Palmaria e di Tino.

Nel proseguo restano contenuti i dislivelli con il tracciato che traversa tra campi coltivati e frazioni nel folto della vegetazione. Andiamo ad intercettare la strada asfaltata chiusa al traffico turistico che raggiunge le case di Schiara (ore 0,30 dalla partenza). La seguiamo calando verso sinistra con cartello in legno indicante la Fontana di Nozzano e il bivio per Monesteroli. Al successivo tornante ignoriamo il sentiero che si separa sulla destra proseguendo verso Monesteroli. Manteniamo la strada principale perdendo ulteriore quota quindi passiamo a sinistra sulla mulattiera indicata dai segnavia. Il tracciato si sviluppa tra vigneti e muri a secco con scorci di grandiosa bellezza sul mare sottostante osservando lo Scoglio del Ferale. Verso oriente cominciamo a notare le isole di Palmaria e di Tino. Apprezziamo inoltre come il litorale sottostante sia letteralmente a picco spiegando in questo modo l’isolamento che per secoli ha caratterizzato l’area.

In breve guadagniamo le prime case di Schiara. Si tratta di una piccola frazione formata da casette che sembrano letteralmente aggrappate alla collina e che sono unite fra loro da piccoli vicoli lastricati. Passiamo in coincidenza della piccola Chiesa di Sant’Antonio (m 175) quindi volgiamo a sinistra raggiungendo rapidamente il punto in cui si separa sulla destra la scalinata che scende al cosiddetto Scalo di Schiara. In coincidenza del nostro passaggio, avvenuto nell’inverno 2025, era presente un cartello di divieto d’accesso per i pedoni. La segnaletica fu posta diversi anni fa a seguito di una frana sulla scalinata. Oggi il percorso è stato ripristinato ma nessuno si è preso la briga di rimuovere il pannello di divieto.

Scendiamo lungo la scalinata che cala estremamente ripida tra le case del borgo. La pendenza è notevolissima come apprezzeremo soprattutto al ritorno. I gradini appaiono diseguali e un po’ malconci richiedendo le attenzioni del caso. Spettacolare appare il paesaggio con la sensazione di precipitare letteralmente nel mare sottostante. Nel tratto inferiore la pendenza a tratti estrema è attenuata da alcune svolte con la presenza di ringhiere in legno come ulteriore aiuto. Lo scorcio verso l’Isola di Palmaria appare quanto mai avvincente. In ultimo siamo allo Scalo di Schiara sormontato da alcune baracche di pescatori e in vista del vicino Scoglio del Ferale. Nei giorni in cui spira vento settentrionale è possibile scorgere le lontane Alpi Marittime che in inverno sono quasi sempre innevate.

In una limpida giornata invernale è un luogo che emana un’aura particolare. Probabilmente sarete del tutto soli con il silenzio interrotto solo dalle onde che si infrangono sulle rocce circostanti. Guardando un panorama del genere la sensazione è che il tempo non scorra mai. Apprezziamo come la costa circostante appaia selvaggia e in sostanziali condizioni di integrità. Abbiamo già anticipato lo sforzo necessario al rientro affrontando la ripidissima salita. È una via di rientro forzata che ci porta a confluire nel sentiero principale a breve distanza dalla chiesetta di S. Antonio. Proseguiamo verso destra con cartello indicante il bivio con il segnavia 535 a 40 minuti di cammino e il paese di Campiglia a 50 minuti. Inizialmente la mulattiera (sentiero 504c) appare pressoché pianeggiante sviluppandosi tra le case di Schiara. Superiamo l’omonimo fosso quindi il tracciato, ormai ridotto a sentiero, si trasforma a tratti in una ripida scalinata con ottimo colpo d’occhio alle spalle sulle case della frazione. Passiamo tra le isolate abitazioni della frazione denominata Costa (m 220) quindi siamo nel bosco fitto ed ombroso che ci accompagna in lunga salita sino a confluire nel segnavia 535 percorso ad inizio avventura. Ne seguiamo il tracciato verso destra riportandoci infine a Campiglia e al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto (ore 3 complessive di cammino).

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