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MONTE TONALE ORIENTALE (m 2696) MONTE BIOLCA (m 2652)
Il Monte Tonale Orientale è una delle ultime propaggini meridionali nell’ambito del Gruppo Ortles – Cevedale. La cima offre un vasto panorama soprattutto in direzione sud in vista del Ghiacciaio della Presena, della Presanella e delle cime appartenenti al Gruppo dell’Adamello. Il percorso presenta quindi interesse panoramico ma non è da meno il valore storico. La cima del Tonale Occidentale è posta infatti in territorio trentino e durante il primo conflitto mondiale fu sede del comando austro-ungarico che si opponeva agli italiani che avevano occupato il prospiciente Monte Tonale Occidentale e il Gruppo dell’Adamello. Ancora oggi sono osservabili presso la cima i resti delle trincee costruite all’epoca. A breve distanza dal Monte Tonale Orientale si eleva il Monte Biolca che viene aggiunto all’escursione per renderla più completa. Inutile dire che consigliamo per la salita nel periodo estivo tra giugno inoltrato e ottobre quando la neve è assente. L’escursione in breve: Ospizio San Bartolomeo (m 1971) – innesto sentiero 161 (m 2030) – Sella di Biolca (m 2576) – Monte Tonale Orientale (m 2696) – sella di Biolca (m 2576) – Cima Biolca (m 2652) – elevazione senza toponimo (m 2521) Dati tecnici: Partenza dall’Ospizio di San Bartolomeo (m 1971): Difficoltà: E (breve tratto con fune metallica come corrimano poco prima della Sella Biolca comunque non difficile) (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 726 – Dislivello realmente superato in salita e in discesa: m 857. Acqua: assente Accesso alla partenza: La partenza è quanto mai comoda essendo posta a breve distanza dal Passo del Tonale. In coincidenza del valico troviamo infatti la breve strada che sale verso la stazione a valle della seggiovia Valbiolo. Si prosegue oltre il parcheggio della seggiovia seguendo la stradina che si sviluppa alla sua destra salendo verso la visibile costruzione dell’Ospizio di San Bartolomeo; si lascia l’automobile in sua prossimità. Descrizione del percorso: Il cammino ha inizio lungo la carrareccia chiusa al traffico che dall’Ospizio di San Bartolomeo (m 1971) prosegue verso oriente. Il tracciato si articola tra i prati su fondo pressoché pianeggiante. In una decina di minuti siamo al primo bivio (m 1983). La sterrata si divide infatti in due alternative. Volgiamo a sinistra eseguendo il tornante che riporta verso ovest. Come ulteriore riferimento in coincidenza del bivio troviamo i cartelli che segnalano il Monte Tonale Orientale a ore 1,50 di marcia e Malga Valbiolo a 45 minuti. Proseguiamo lungamente, senza difficoltà, in debole ascesa tra bosco rado e tratti erbosi con i primi scorci a sinistra sul Gruppo della Presanella e a destra sulla larga piramide erbosa del Monte Tonale Orientale. Ci portiamo presso il Lago Artificiale di Albiolo. Abbandoniamo la sterrata principale per volgere a destra, sempre su carrareccia, lasciando lo specchio d’acqua alla nostra sinistra (m 2030 – cartelli per la “Città Morta”). In breve la forestale si restringe sino a divenire un buon sentiero che si inoltra nell’ampio vallone prativo restando prevalentemente sulla sinistra orografica dello stesso (Alpe del Tonale). Perveniamo in breve al bivio segnalato dai cartelli dove abbandoniamo il proseguo per Malga Valbiolo e Passo Contrabbandieri volgendo invece a destra con indicazioni per la “Città Morta” (segnavia 161). Procediamo in questa direzione tagliando in diagonale ascendente il pendio erboso con panorama esteso a meridione verso la Presena e le cime dell’Adamello. Sotto di noi è sempre ben visibile il Lago d’Albiolo. Eseguiamo una serie di tornanti su fondo sempre facile e ben marcato guadagnando quota in pendenza moderata. Il paesaggio appare sempre più ampio e avvincente grazie alla visione dei ghiacciai che circondano Presena e Presanella. Guadagniamo una sorta di valloncello erboso che incide ripidamente il pendio. Il sentiero lo taglia in debole ascesa superando l’impluvio e risalendo sul dosso a destra che si rivela essere un ottimo punto panoramico. Siamo ora dominati dalle pendici del Monte Tonale Orientale; per un breve tratto la salita punta in sua direzione rimontando la spalla discendente dal punto più alto con una frazione piuttosto ripida. Appena oltre si obliqua verso destra aggirando di fatto la struttura sommitale cima sul suo lato orientale. Il tracciato, pur senza difficoltà di rilievo, raggiunge una scoscesa fascia rocciosa affiorante dove occorre, in caso di fondo umido, qualche attenzione in più. Sulla sinistra si apre una caverna di probabile origine militare (prima guerra mondiale). Si procede tagliando il pendio prativo con una frazione un po’ più aerea rispetto alla parte iniziale in quanto si sviluppa in lieve esposizione sul canalone alla nostra destra. Puntiamo in direzione della selletta che incide il soprastante crinale. Poco prima di raggiungerla affrontiamo un secondo, breve affioramento roccioso in coincidenza del quale il sentiero diviene una stretta cengia. In un breve punto si è ovviato al crollo del sentiero con l’aggiunta di un paio d’assi in legno e la presenza di una fune metallica come corrimano annullando di fatto la difficoltà nell’unico punto che si rivelerebbe davvero impegnativo. Subito oltre si procede per pochi metri accedendo infine alla Sella di Biolca (m 2576 – ore 1,50 dalla partenza), importante crocevia di sentieri. I cartelli segnaletici indicano a destra il tracciato per Cima Biolca, Forte Zaccarana e Forte Strino mentre a sinistra si procede in direzione di Val Albiolo e Monte Tonale Orientale. Procedendo dritti e quindi calando nel versante opposto si raggiungerebbe la Città Morta, i Laghetti di Strino e la Bocchetta di Strino. Nel nostro caso eseguiremo le due digressioni che conducono dapprima al Monte Tonale Orientale per poi tornare sella e procedere verso il Monte Biolca. Andiamo pertanto a raggiungere il punto più alto del nostro itinerario risalendo verso sinistra l’ampia cresta del Monte Tonale Orientale. Nel primo tratto percorriamo quasi integralmente la linea di cresta che si rivela ampia e rassicurante nonostante l’affioramento di alcune roccette. Più in alto il percorso si sposta a destra del crinale procedendo sempre ben evidente e segnato attraverso pendii pietrosi e tratti prativi. Osserviamo i resti di alcuni manufatti risalenti alla prima guerra mondiale. La difficoltà resta escursionistica sebbene alcuni tratti un po’ più stretti richiedano piede fermo per via del salto che precipita alla nostra destra. In ultimo torniamo ad obliquare verso sinistra riprendendo l’ampia cresta sommitale. Osserviamo davanti a noi il punto più alto che andiamo a raggiungere seguendo il facile crinale su sentiero comodo e aperto sui due versanti. La cima del Tonale Orientale rivela un paesaggio di grandiosa bellezza (m 2696 – ore 2,10 dalla partenza). Da notare che il percorso proseguirebbe, con frazioni attrezzate per esperti, in direzione del Torrione d’Albiolo come indicato dal cartello posto in vetta. La cima del Torrione appare in ogni caso ben visibile mentre più a destra la particolare angolazione permette di scorgere la vetta del Monte Vioz. Sulla sinistra si distende la Valle d’Albiolo e verso sudovest torniamo a scorgere l’omonimo laghetto che avevamo lambito nel tratto iniziale dell’escursione. Ben visibili sono le costruzioni che caratterizzano il Passo del Tonale oltre a ripetersi, naturalmente, lo splendido panorama sulle cime dell’Adamello e della Presanella. Andiamo a proseguire il nostro cammino rientrando a ritroso alla Sella di Biolca (m 2576 – ore 0,15 dalla cima – ore 2,35 dalla partenza). Come anticipato proseguiamo verso il Monte Biolca seguendo il bel sentierino che ricalca il crinale. Raggiungiamo quasi subito un modesto rialzo di cresta dopo il quale perdiamo quota per qualche minuto sino ad un’ampia forcelletta. A seguire il tracciato si scosta appena a destra rispetto al filo del crinale percorrendo, tra rocce affioranti di colore rossastro, quella che con tutta probabilità era, all’epoca del primo conflitto mondiale, una trincea. In breve guadagniamo un’ulteriore ampia sella dove troviamo diversi cartelli escursionistici. Da notare la vista alle spalle sul Monte Tonale Orientale a dominare dall’alto il pianoro in cui si erge la cosiddetta Città Morta, ovvero ciò che rimane di quello che era il centro logistico di comando degli austriaci durante la guerra del 1915-1918. Di fronte a noi abbiamo invece l’ampio e tozzo dorso del Monte Biolca mentre più a destra e di poco più basso spicca un ardito spuntone, in parte roccioso, proteso in direzione della valle sottostante. Il Monte Biolca dista appena 10 minuti di cammino abbandonando il sentiero per risalire le facili, modeste balze prative che precedono la vetta. È una digressione semplice e veloce dopo la quale rientriamo alla sella con i cartelli. Come ultima meta vale la pena di proseguire sul sentiero segnato per raggiungere l’ardito spuntone al quale abbiamo fatto riferimento poco fa. Si cala sul sentiero segnato scavato nel pendio erboso per portarsi in pochi minuti alla selletta divisoria tra il Biolca e lo spuntone senza toponimo. Quest’ultimo presenta una struttura davvero elegante e appare da questa posizione come un’affilata piramide, erbosa sul lato destro, più strapiombante e in parte rocciosa sul versante sinistro. Nonostante le apparenze il sentiero non affronta alcuna difficoltà rimanendo scostato a destra rispetto al filo evitando di affacciarsi inutilmente nel versante esposto. In ultimo lasciamo il sentiero guadagnando l’esile pianoro, sulla sinistra, caratterizzato da splendidi esemplari di Stella alpina, sul quale si erge una croce in legno (m 2521 – ore 0,30 dalla Sella Biolca senza considerare la deviazione al Monte Biolca – ore 3 dalla partenza che diventano 3,20 salendo il Monte Biolca). Il panorama appare più che mai vasto, esteso ad un tratto della Val di Sole. Oltre alla consueta vista sui ghiacciai all’estremità settentrionale dei Gruppi dell’Adamello e della Presanella, osserviamo le costruzioni che caratterizzano il Passo del Tonale nonché il Monte Tonale Orientale che abbiamo salito precedentemente. Il rientro avviene a ritroso ripassando per la Sella Biolca e calando alla partenza evitando naturalmente di ripetere le digressioni al Monte Biolca e al Monte Tonale Orientale. In tutto sono da preventivare circa 4 ore e mezza di cammino. Cenni sulla flora:
Il circondario del Passo del Tonale appare molto ricco per quanto riguarda la flora offrendo la possibilità d’osservare parecchie specie tipiche dell’alta montagna alpina. Segue un estratto delle principali osservate in occasione della nostra salita avvenuta nel mese di agosto. 1) Primula di Val Daone (Primula daonensis); splendido endemismo dei terreni silicei con areale centrato prevalentemente nei gruppi dell’Adamello e dell’Ortles – Cevedale con sconfinamenti nei gruppi circostanti. 2) Sassifraga solcata (Saxifraga exarata), osservata presso la sommità del Monte Tonale Orientale. 3) Sassifraga alpina (Saxifraga paniculata) 4) Astro alpino (Aster alpinus) 5) Linaiola d’alpe (Linaria alpina) 6) Stella alpina (Leontopodium alpinum), presente con splendidi esemplari sulla Cima Biolca nonché nei prati a valle della Sella Biolca. 7) Saussurea cordata (Saussurea discolor) lungo la cresta del Monte Biolca. 8) Spillone alpino (Armeria alpina) in vetta al Monte Tonale Orientale. 9) Trifoglio alpino (Trifolium alpinum) 10) Salice reticolato (Salix reticulata) 11) Genziana punteggiata (Gentiana punctata) 12) Genziana nivale (Gentiana nivalis) 13) Azalea alpina (Loiseleuria procumbens) 14) Rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum) 15) Campanula barbata (Campanula barbata) 16) Campanula dei ghiaioni (Campanula cochleariifolia) 17) Piede di gatto (Antennaria dioica) 18) Nigritella comune (Nigritella nigra) 19) Acino alpino (Acinos alpinus) 20) Brugo (Calluna vulgaris) 21) Silene rupestre (Atocion rupestre) 22) Semprevivo ragnateloso (Sempervivum arachnoideum) 23) Carlina segnatempo (Carlina acaulis) 24) Graminia di Parnasso (Parnassia palustris) 25) Senecio abrotanino (Senecio abrotanifolius), endemico dell’Illiria e dell’arco alpino. 26) Carlina segnatempo (Carlina acaulis) 27) Garofanino maggiore (Epilobium angustifolium) 28) Senecione di Fuchs (Senecio ovatus)
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