Montisola

MONTISOLA (m 601)

La salita al Montisola è uno dei percorsi più semplici contenuti in questo sito, eppure la scelta di raggiungere questa elevazione è tanto bizzarra quanto ricca di spunti d’interesse. Se non conoscete questa montagna è assolutamente necessaria una premessa. Monte Isola è un comune del bresciano che copre l’omonima isola lacustre posta nel bel mezzo del Lago d’Iseo. E’ un comune sparso con la sede comunale posta nella piccola frazione di Siviano. Con un’estensione di 4,5 km² e un perimetro di oltre 9 km si tratta dell’isola lacustre più vasta dell’Italia e dell’Europa centro meridionale. Solamente in Scandinavia troviamo isole di lago più grandi tuttavia Montisola mantiene il primato europeo come altitudine in quanto nessuna raggiunge i 600 metri. Monte Isola è il nome del comune mentre la dizione Montisola è accettata per far riferimento all’area geografica. Perché l’escursione al Montisola è da considerarsi del tutto fuori dagli schemi? Per la semplice ragione che il trekking si articola per gran parte su strada asfaltata eppure sull’isola è proibito trasportare veicoli ragion per cui incontrerete al massimo qualche motociclo dei residenti. Per scoprire Montisola ci vogliono… le gambe, un paio di scarpe da ginnastica e al massimo, come ulteriore semplificazione, è possibile noleggiare una bicicletta: tutto ciò rende questa meta molto affascinante regalando qualche ora in un’ambiente dove la natura e il silenzio sono ancora protagonisti. La sensazione, camminando lungo le strade del Montisola, è di trovarsi in un’altra epoca e comunque in un luogo dove i tempi sono ancora dettati dalla natura e dal clima. La confusione delle strade sembra lontana anni luce, affascinante è poi la flora mediterranea, particolarmente nel settore meridionale dell’isola dove abbondano gli ulivi. L’escursione che vi suggeriamo raggiunge il culmine dell’isola ai 601 metri del Santuario della Ceriola. Se è vero che per convenzione la quota di 600 metri è quella oltre quale si può parlare di montagna, anche il Montisola varca questa altitudine, ma l’attrazione del percorso descritto non è data dalla quota quanto piuttosto dall’ambiente sereno e appartato. Percorrete le stradine del Montisola nel verde della primavera: ne resterete estasiati e proverete un pizzico d’invidia per i fortunati abitanti di questo piccolo mondo fuori dal tempo e dalle convenzioni.

Dati tecnici:

Partenza da Peschiera Maraglio (m 187): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: assente ma il percorso si sviluppa per gan parte su stradine asfaltate rendendo superflua la presenza di eventuali segnavia. Dislivello assoluto: m 414. Acqua: assente, ma si attraversano piccole frazioni dove si trovano bar e locali.

Accesso:

Nel nostro caso abbiamo iniziato l’avventura nel delizioso paesetto di Peschiera Maraglio, raggiungibile in cinque minuti di battello dal paese di Sulzano, quest’ultimo posto sulla sponda bresciana del Lago d’Iseo. In alternativa, chi lo desidera può imbarcarsi presso Sale Marasino, pochi km più a nord di Sulzano raggiungendo l’isola in coincidenza della frazione di Carzano.

Descrizione del percorso:

Il ridente paese di Peschiera Maraglio, alla partenza della nostra avventura, merita una visita potendo così osservare le viuzze e i negozietti che lo caratterizzano. La nostra escursione ha inizio in direzione nord lasciando il paese per seguire la comoda stradina asfaltata litoranea. Il panorama è aperto ad oriente sul versante bresciano del Sebino con visibile, a breve distanza, il paese di Sulzano mentre appena più a nord notiamo Sale Marasino sovrastato dalla Punta Almana. Alla sinistra siamo sovrastati dal ripido pendio che ricade dalla cima dell’isola. In 40 minuti circa raggiungiamo la piccola frazione di Carzano. Tra olivi e piccole case entriamo nel minuscolo centro del paese. Abbandoniamo poco oltre la strada litoranea che proseguirebbe in direzione di Siviano per passare a sinistra su sentiero lastricato. Risaliamo tra le ultime case di Carzano con bel colpo d’occhio verso il settore settentrionale del Lago d’Iseo; l’orizzonte settentrionale è chiuso dalle lontane cime del Gruppo dell’Adamello. Il sentiero sale in moderata pendenza tra prati e appezzamenti coltivati. Raggiungiamo infine Olzano (m 345 – ore 0,35 da Carzano – ore 1,15 complessive) in splendida posizione panoramica dove torniamo su stradina asfaltata. Penetriamo ora nella parte più interna dell’isola: mantenendo la strada asfaltata muoviamo verso meridione bordeggiando il piccolo borgo di Masse (m 400). Chi lo desidera potrà visitarlo con una breve digressione sulla sinistra. Procediamo verso sud e possiamo notare come il versante dell’isola rivolto ad occidente sia meno ripido di quello orientale. Il paesaggio è dominato da ridenti terrazzamenti coltivati e da filari di ulivi. La strada raggiunge poi un’ampia conca prativa. A sud di questo grande piano verdeggiante osserviamo un colle ospitare la frazione più elevata del Monte Isola. Si tratta di Cure (m 460 – ore 0,40 da Olzano – ore 2 circa complessive) che raggiungiamo lasciando la strada asfaltata al margine meridionale del piccolo piano prativo seguendo l’evidente mulattiera che conduce in pochi minuti al paese.

Per raggiungere il culmine dell’isola è ora necessaria una deviazione  per altro molto consigliabile. Procediamo oltre il paese di Cure risalendo l’ampia mulattiera con indicazioni per il Santuario della Ceriola. Si tratta della frazione di percorso di maggior interesse grazie al panorama progressivamente più vasto sul Lago d’Iseo e sulla frazione di Siviano. Alle spalle scorgiamo l’isoletta di San Paolo. La frazione sommitale è boscata e precede di poco l’arrivo in vetta (m 601 – ore 0,20 da Cure – ore 2,20 complessive). Il culmine è occupato della Chiesa della Ceriola. Attorno alla costruzione un lungo terrazzo permette la visione più completa e spettacolare dell’isola, aperta a 360° sulla sua intera estensione. Nei mesi invernali e primaverili il panorama è particolarmente avvincente in quanto esteso alle vette innevate delle Alpi Orobie e delle Prealpi Bresciane a contrastare con la vegetazione mediterranea che caratterizza gran parte del Montisola. Ancora una volta notiamo, a distanza ravvicinata, la sponda bresciana con i centri di Sulzano e Sale Marasino, mentre sulla sponda bergamasca notiamo il paese di Tavernola. Il proseguo dell’escursione prevede ora il rientro a ritroso sino a Cure (m 460); raggiunto il paese  riprendiamo la comoda stradina asfaltata calando in moderata discesa alla piccola frazione di Senzano (m 330). Al bivio ignoriamo il proseguo verso destra in direzione di Siviano volgendo a sinistra. La discesa offre ottimi scorci sul versante meridionale dell’isola. Osserviamo a distanza il paesino costiero di Sensole sovrastato da un verdeggiante colle sul quale si erge una vecchia torre (Rocca Martinengo). Tra gli ulivi scorgiamo ancora una volta, a breve distanza, l’Isola di S.Paolo. L’ultimo breve tratto riporta senza difficoltà alla partenza nel paese di Peschiera Maraglio (m 187 – meno di 4 ore complessive).

Note:

Come premesso nell’introduzione, la circolazione sull’isola è ammessa solo ai motocicli dei residenti e a pochi mezzi comunali o di soccorso. E’ tuttavia attivo un servizio di pulmini-taxi che percorrono le viuzze tra le frazioni permettendo di interrompere l’escursione in caso di necessità.

Cenni sulla flora:

Pur non trovandoci in montagna, la flora dell’isola offre comunque spunti interessanti grazie alla presenza d’entità mediterranee in grado di sopravvivere grazie alla mitezza climatica determinata dal Lago d’Iseo. Un particolare cenno lo meritano le orchidee presenti nei prati incolti, specie sul lato settentrionale dell’isola. Da ricordare la presenza dell’Orchide maschia (Orchis mascula), dell’Orchidea screziata (Neotinea tridentata) e dell’Ofride del Benaco (Ophrys benacensis). Nella parte interna dell’isola, presso la frazione di Cure, abbiamo rilevato alcune belle stazioni di Fior di Ragno (Ophrys sphegodes) mentre nei prati fra Carzano e Olzano è segnalata la presenza dell’Orchidea bruciacchiata (Neotinea ustulata).

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