Mont Bonsapée

MONT BONSAPÉE (m 1343)

Divisa tra Francia e Italia la Val Roja (in francese Vallée de la Roya), è incisa dall’omonimo torrente il quale giunge alla foce in coincidenza della città di Ventimiglia. E’ una valle bellissima che penetra per quasi 60 km nelle Alpi Marittime offrendo ambienti incontaminati e in generale poco noti. L’andamento nord – sud del solco vallivo facilita l’ingresso delle miti correnti che provengono dal Mar Ligure, di conseguenza l’intera Val Roja gode di un clima straordinariamente mite che riduce sensibilmente la permanenza della neve a terra con l’unica eccezione della sua estremità più settentrionale. L’escursione che andiamo a descrivervi, non a caso, è spesso percorribile già nell’ultima parte dell’inverno (fine febbraio - marzo) offrendo la possibilità di una bella camminata quando le Alpi sono ancora “addormentate” sotto un consistente manto nevoso. In contrasto è consigliabile evitare la stagione estiva per le temperature troppo elevate e per l’eccessiva umidità relativa. L’intero percorso è posto in territorio francese; geograficamente la divisione tra Alpi Liguri e Alpi Marittime è data proprio dalla Val Roja. Trovandoci sulla destra orografica siamo già nelle Alpi Marittime pur essendo, il Monte Bonsapèe, una cima di bassa quota scostata dal crinale principale.

L’escursione in breve:

Berghe Inferiore (Bergue Inférieur - m 863) - Berghe Superiore (Bergue Supérieur - m 790) – Granile (m 1050) - Mont Bonsapée (m 1343)

Dati tecnici:

Partenza da Bergue Inférieur (m 863): Difficoltà: E. (T sino a Bergue Supérieur, quindi E). (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 553. Acqua sul percorso: fontanelle nei piccoli paesi attraversati dal percorso.

Accesso alla partenza:

Chi proviene dall’Italia raggiungerà la partenza risalendo la Val Roja dalla città di Ventimiglia (indicazioni per  Col di Tenda – SS 20). Superato il confine di stato la prima importante cittadina francese è Breil-sur-Roya, dopodiché si procede in moderata salita ignorando il bivio per Saorge per proseguire fino all’abitato di Fontan. Superato quest’ultimo paese, dopo nemmeno un paio di km, abbandoniamo la statale che risalirebbe il resto della valle volgendo a sinistra, su ripidissima strada, con indicazione per Bergue. La salita prevede la percorrenza di 7 km complessivi di strada a dir poco ardita. La carreggiata è strettissima, con numerosi tornanti e con parapetto per lunghi tratti bassissimo o inesistente. Chi non è abituato a strade esposte su strapiombi verticali è vivamente incoraggiato a modificare l’escursione salendo in automobile da S.Dalmas-de-Tende a Granile con un'altra stradina asfaltata, anche in questo caso stretta, ma non così estrema come la via per Bergue. Rassicurante è tuttavia la bassa percorrenza delle strade, risalite solo dai pochi abitanti delle piccole frazioni locali. La zona è per lo più trascurata anche dal turismo garantendo di solito la tranquillità di risalire il percorso incontrando forse solo una o due automobili e questo è particolarmente vero tra fine inverno e inizio primavera, periodo nel quale abbiamo scoperto questo itinerario. Si parcheggia in coincidenza di Bergue Inférieur sui lati della carreggiata, al termine del tratto transitabile in automobile (il proseguo è interdetto dal divieto di transito).

Chi desidera raggiungere la partenza dal Piemonte seguirà la SS 20 che da Cuneo raggiunge Limone Piemonte quindi procede sino al valico del Col di Tenda. Si entra quindi in territorio francese discendendo la Val Roja. Si superano i paesi di Tende (Tenda) e S.Dalmas-de-Tende (San Dalmazzo di Tenda) per trovare, un paio di km prima di Fontan, il bivio a destra per Bergue. Il proseguo coincide con quanto indicato sopra.

Descrizione del percorso:

Partendo da Bergue Inférieur (m 863) si prosegue lungo la strada chiusa al traffico raggiungendo in 40 minuti circa Bergue Supérieur (m 790). Curiosa ed inspiegabile è la toponomastica della zona, Bergue Supérieur è infatti collocato circa 70 metri più in basso, come altitudine, di Bergue Inférieur: un controsenso difficile da giustificare. Entrambi i paesi sono esempi, meravigliosamente conservati, di antichi borghi di montagna sorti in terrazzi impervi ed elevati rispetto alla sottostante Val Roja. Sono minuscole frazioni che godono di una posizione aperta verso oriente risultando così illuminate dal sole del primo mattino. Non è un caso se la neve tende a non persistere a lungo nonostante la quota di poco inferiore ai 1000 metri e la vicinanza al crinale principale delle Alpi Marittime. Non dimenticate, nel percorrere questa escursione, di dedicare un po’ di tempo alla visita di Bergue Supérieur: rimarrete colpiti dalle strettissime stradine del borgo e dalle belle casette in pietra per lo più non intonacata. Magnifico appare il panorama circostante, aperto ad inizio stagione sulle cime innevate delle Alpi Liguri.

Il nostro percorso, dopo essersi districato nelle viuzze della frazione, prosegue con cartello indicante Granile. Superiamo le ultime case del borgo per procedere comodamente tra i prati su sentiero dal fondo ben battuto (segnavia in vernice gialla). Non appena si sono lasciate le ultime case notate, nelle rupi calcaree che sovrastano il percorso sulla sinistra, la presenza di Primula allionii, pianta endemica in senso stretto di un settore molto limitato delle Alpi Marittime. Le sgargianti corolle dai petali rosso – violacei fioriscono tra fine febbraio e metà marzo in un periodo nel quale gran parte delle specie vegetali sono ancora a riposo in attesa della mite stagione primaverile. Proseguiamo su sentierino che diviene stretto e progressivamente più ripido inoltrandosi nel folto del bosco. Non mancano splendidi scorci a nordest in direzione della Cima di Marta, spesso coperta di neve sino a primavera inoltrata. Risaliamo il valloncello sovrastato a sinistra da una sorta di lungo costone di rocce calcaree quindi, seguendo i segnavia di colore giallo, volgiamo a nord guadagnando i prati sottostanti il paese di Granile. Un ultimo breve tratto di salita permette l’accesso al borgo (m 1050 – ore 1,40 dalla partenza), simile nell’aspetto ai precedenti e anch’esso meravigliosamente conservato. Il nostro percorso attraversa quasi per intero la borgata ed è un vero piacere camminare tra le minuscole viuzze di un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Si tratta di stradine pedonali infatti l’unica via percorribile in auto è quella che sale da St-Dalmas-de-Tende fermandosi poco prima della frazione. La posizione di Granile è felicissima: il paesaggio è splendidamente aperto in direzione del crinale delle Alpi Liguri al confine tra Francia e Italia. Vi sorprenderà sapere che in un luogo così impervio vi sono comunque 10 abitanti che restano nella frazione anche nel periodo invernale.

Nella parte superiore del paese troviamo a sinistra il bivio per il Monte Bonsapée, obiettivo della nostra escursione. Attenzione perché il cartello indicatore è voltato in modo sfavorevole per chi sale da Bergue. In compenso le dimensioni minime di Granile rendono la ricerca del bivio questione al massimo di qualche minuto in più, anche non trovando subito la deviazione.

Inizialmente il percorso altro non è che un mulattiera selciata che, in ripida salita, passa tra le costruzioni del paese. Sovrastate le ultime case il tracciato prosegue come ampio sentiero che prende quota tra una vegetazione quanto mai insolita. In Val Roja si assite infatti alla risalita in quota di una flora con elementi mediterranei: piante tipicamente alpine giungono a contatto con altre proprie della costa ligure creando un ambiente senza paragoni nel panorama alpino. Nel nostro caso camminiamo tra conifere di bassa quota pur osservando a breve distanza le principali cime delle Alpi Liguri. Il tracciato, visibilmente artefatto trattandosi in parte di muretti a secco, ascende con esposizione ad oriente sino ad una caratteristica svolta verso sinistra tra grandi massi calcarei. Segue un breve traverso esposto ai freddi venti nordorientali dove ad inizio stagione si potrebbero trovare residui di neve. In questo tratto la vista si estende grandiosamente verso il crinale principale delle Alpi Marittime in una visione che assume caratteristiche d’alta quota. A breve distanza grandiose pareti calcaree sono ricadenti verso la sottostante Val Roja. Superata una coppia di tornantini si traversa ulteriormente verso nordest dapprima tra roccette quindi tra vegetazione bassa che ricorda l’aridità della macchia mediterranea. Nel proseguo scavalchiamo una conduttura artificiale dell’acquedotto, l’unico manufatto a rovinare un ambiente altrimenti in condizioni di sostanziale integrità. Ancora pochi tornanti e siamo all’evidente selletta dove i cartelli indicano il proseguo verso sinistra in direzione del borgo abbandonato di Gauron e del Pas de la Tranchèe. Siamo a poche decine di metri dalla cima: ignoriamo il proseguo del sentiero salendo a destra su terreno libero per guadagnare in un paio di minuti la sommità del Monte Bonsapèe (m 1343 – ore 0,50 da Granile - ore 2,30 dalla partenza – cippo in pietra sul punto più alto).

Nonostante la quota contenuta siamo in una posizione spettacolare dal punto di vista panoramico. Il paesaggio è esteso ad un lungo tratto del crinale delle Alpi Marittime e delle Alpi Liguri. La neve che ne ricopre le pendici sino all’inizio dell’estate crea uno splendido contrasto con l’ambiente proprio della Val Roja dove, come anticipato in precedenza, sono numerosi gli elementi paesaggistici mediterranei. Da rilevare, nelle immediate vicinanze, la sagoma, per lo più boscata, della Cime de Gauron. Il rientro avviene a ritroso.

Cenni sulla flora:

Come indicato nell’introduzione consigliamo la percorrenza di questo itinerario tra febbraio e marzo. Non è il periodo dell’anno più adatto per gli amanti delle fioriture, tuttavia la Val Roja presenta due preziose sorprese. La straordinaria mitezza del clima e il particolare substrato di natura calcarea ha fatto sì che nei secoli si sviluppassero nella zona alcune forme botaniche endemiche in senso stretto. A fine inverno due piante, davvero molto rare, sono osservabili in fioritura lungo il percorso descritto. Nella descrizione del percorso abbiamo anticipato la presenza della più spettacolare: si tratta della Primula di Allioni (Primula allionii), davvero molto appariscente sia per il bellissimo colore fucsia delle corolle che per l’habitat estremamente selettivo: le rupi calcaree ombrose in posizione riparata dall’illuminazione solare. L’areale di presenza è ridotto a due aree: la più piccola è in Italia, nel cuneese, ed interessa essenzialmente la Valle Gesso tra Entracque e Roaschia. L’areale principale della specie gravita invece, come prevedibile, in Val Roja tra i 500 e i 2100 metri nei dintorni di Bergue, Saorge e Saint-Dalmas-de-Tende. Lungo il nostro percorso troverete Primula allionii unicamente presso Bergue Supérieur, appena a monte del borgo, lungo il sentiero che prosegue in direzione di Granile. Uscendo dal sentiero descritto e arrampicandosi verso le rupi calcaree rivolte a settentrione è senz’altro possibile trovare molte altre stazioni sempre in zone ombrose e riparate.  Le stesse rupi che ospitano Primula allionii presentano in marzo, ad inizio fioritura, un’altra rarità: si tratta della Moehringia a foglie di sedum (Moehrigia sedoides). Il fiore è piuttosto piccolo, con 4 petali di colore bianco. Nonostante non sia molto appariscente non dimentichiamo che si tratta di una pianta endemica ad areale limitato; in Italia sono note solamente 5 stazioni: 3 nelle Alpi Marittime e 2 nelle Alpi Cozie. L’areale si estende poi al versante francese delle Alpi Marittime abbracciando la Valle Roja dove la fioritura, grazie all’ambiente non distante dal Mar Ligure, è particolarmente anticipata.  

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