CIMA BELTOVO DI DENTRO (HINTERE SCHÖNTAUFSPITZE - m 3325)

Senz’altro il “3000” più facile nel Gruppo dell’Ortles, ma anche uno dei più semplici dell’intero Alto Adige. Un itinerario privo di difficoltà quanto eccezionale per il suo panorama sulla parte centrale del gruppo. L’unica nota di pericolo è data dalle condizioni meteorologiche: considerata la quota molto elevata devono essere valutate con attenzione le previsioni del tempo per evitare nel modo più assoluto i temporali e le nebbie. La neve può cadere inoltre in qualsiasi mese dell’anno, e uno spesso strato di neve può essere un ostacolo al cammino. In condizioni di tempo stabile, da metà luglio a fine settembre, è un’escursione davvero consigliabile per godere di un grandioso panorama d’alta montagna tra cime, creste e ghiacciai.

Dati tecnici:

Dal Rifugio Città di Milano (m 2581): Difficoltà: EE (Vai alla scala delle difficoltà). Suddivisione delle difficoltà in base ai tratti: E fino al Passo del Madriccio – EE nel successivo tratto di cresta sino alla cima. Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 744.  Acqua sul percorso: assente ma con due punti d’appoggio: il Rifugio Città di Milano alla partenza e il Rifugio Madriccio con una breve deviazione.

Accesso:

Dal paese di Gomagoi si risale tutta la Val di Solda sino all’omonimo paese (m 1860), il più elevato centro abitato dell’Alto Adige. La strada ha termine subito oltre il paese in coincidenza della stazione a valle della funivia (m 1911 – ampio parcheggio). La funicolare, in due tronchi, ci permette di raggiungere comodamente i 2611 metri della stazione a monte dove la nostra camminata ha inizio.

Descrizione itinerario:

Già la visione di cui si gode alla partenza promette un’escursione panoramicamente eccezionale. Verso meridione possiamo osservare la Cima di Solda (m 3376) con la sua cupola ghiacciata e il Corno di Solda (m 3389). Ma è verso occidente che la visione è particolarmente entusiasmante con il profilo piramidale e l’affilata cresta del Gran Zebrù (Königspitze - m 3859) quindi, spostandosi verso destra, ecco in sequenza il Monte Zebrù (m 3740) e soprattutto l’Ortles (Ortler – m 3905) massima cima dell’Alto Adige e delle Alpi Orientali. Prima di intraprendere la facile escursione una breve discesa (qualche minuto) ci permette di calare al bel Rifugio Città di Milano (Schaubachhütte – m 2581), immerso in questo magnifico scenario di cime dalle quali scendono impressionanti lingue ghiacciate con grandi crepacci e seracchi. Riguadagnata la stazione a monte della funivia, l’escursione segue a questo punto il percorso della seggiovia, naturalmente non in funzione d’estate, grazie ad un’ampia e comoda strada sterrata. Verso nordest è già ben visibile la nostra meta: la Cima di Beltovo di Dentro. Assolutamente senza problemi osserviamo a mezzora dalla partenza il Rifugio Madriccio, a sinistra della sterrata, raggiungibile in caso di necessità con una breve deviazione. Il nostro percorso procede invece transitando presso la stazione a monte dello skilift (m 2900). L’ampia sterrata ha seguito ancora per un tratto con bella visione sulla destra della Cima Pozzo e della Cima Madriccio. Sempre a destra, ma più bassa rispetto alla strada, compare la lingua ghiacciata della Vedretta del Madriccio (Ebenwandferner), caratterizzata da alcuni crepacci di tipo trasversale. La carrareccia volge poi a sinistra per lasciare infine posto a un sentiero tra detriti rocciosi che sale senza difficoltà in direzione del Passo del Madriccio, ampia sella posta tra la Cima Di Beltovo di Dentro e la Cima Madriccio. Un ultimo tratto un po’ più erto permette di accedere direttamente al valico (Madritschjoch – m 3123 – ore 1,30 circa dalla partenza). Dalla sella si apre, meravigliosa, la vista verso est / sudest in direzione delle cime Marmotta e Venezia con i loro grandi ghiacciai oltre alla spettacolare doppia sommità gelata del monte Cevedale (m 3769). E’ una visione oltremodo appagante, ed è facile immaginare quanto spettacolare sarà la vista dalla Cima di Beltovo. Per raggiungerla dobbiamo risalire il crinale roccioso che dal Passo del Madriccio sale verso settentrione sino al punto più alto. Superato innanzi tutto un breve e facile sperone roccioso ricco di appoggi, si prosegue su crinale detritico ampio e senza problemi, soprattutto mai esposto e di moderata pendenza (punti gialli sulle rocce come segnavia).  Un  piccolo terrazzo detritico con alcuni ometti di pietra precede l’ultimo breve tratto in salita tra lastre rocciose sino a guadagnare direttamente la sommità (m 3325 – ore 0,45 dal Passo Madriccio – ore 2,15 dalla partenza – piccola stazione meteorologica sulla vetta). Proviamo ora a descrivere il sensazionale panorama che si ha dalla cima. Verso sudest notiamo i ghiacciai presso Cima Venezia; verso sud la doppia cima ricoperta di ghiacci del Monte Cevedale, quindi Cima Solda e Corno di Solda; ad ovest la cima del Gran Zebrù e, più a destra, monte Zebrù. A nordovest la vetta più alta: l’Ortles.In direzione nord / nordest la Croda di Cengles (Tschengler Hochwand – m 3375) e il Gruppo di Cima Vertana (Vertainspitze – m 3545). Subito sotto la cima, in direzione nord, osserviamo la piccola Vedretta di Beltovo (Schöntaufferner), con i suoi crepacci trasversali e, nel fondo valle, l’abitato di Solda (Sulden). Il rientro avviene a ritroso ripercorrendo in discesa la bella cresta detritica cha riporta al Passo Madriccio e rientrando senza difficoltà al Rifugio Città di Milano (2 ore circa dalla sommità – ore 4,15 complessive) dove ammiriamo ancora una volta la visione dei ghiacciai.

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