Cima di Moia (Hirbernock)

HIRBERNOCK (CIMA DI MOIA – m 3010)

Il sottogruppo di Cima Dura è caratterizzato da tre grandi cime che varcano la soglia dei 3000 metri; la più nota e frequentata è sicuramente il Picco Palù in quanto risalito da un facile sentiero segnato; la vetta più elevata è invece Cima Dura, senz’altro più “alpinistica” e difficile della precedente. La cima più trascurata, per non dire dimenticata è, senz’ombra di dubbio, la terza: l’Hirbernock (Cima di Moia). Nonostante non vi siano grandi difficoltà tecniche, la salita a questa vetta avviene per gran parte in estrema solitudine. Per quasi 1000 metri (!!) di dislivello si sale senza traccia in ambiente d’alta montagna e con scarsi punti di riferimento. Il raggiungimento della vetta costa grande fatica ma immensa sarà la soddisfazione per l’escursionista che realizzerà l’impresa, in un ambiente ormai raro e pressoché privo della presenza umana. Un’avventura per escursionisti esperti, dotati di senso dell’orientamento, da intraprendersi unicamente in condizioni di tempo stabile e sicuro: molto pericolosa si fa la salita in condizioni di scarsa visibilità o di temporale.

Dati tecnici:

Da Riva di Tures (m 1598): Difficoltà: itinerario alpinistico d’impegno modesto (F) (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale sino alla Hirberalm, del tutto assente e con pochi punti di riferimento nel lungo tratto successivo. Escursione da evitarsi in caso di nebbia o temporale per l’elevata quota raggiunta. Dislivello assoluto: m 1412.

Accesso:

Si accede alla partenza dalla Val Pusteria; in coincidenza della città di Brunico troviamo le indicazioni per la statale della Valle Aurina (Ahrntal). La percorriamo per una decina di chilometri sino ad individuare, poco prima di entrare nel paese di Campo Tures, il bivio a destra per Riva di Tures. Lasciamo il fondo valle per risalire con la provinciale tutta la Valle di Riva in un ambiente selvaggio e molto suggestivo; raggiungiamo infine la grande piana a pascolo che accoglie il delizioso paesino di Riva di Tures posto in un contesto alpino di grande suggestione, con l'immensa mole del Collalto con i suoi ghiacciai a dominare il paese e i pascoli sottostanti. Risaliamo in direzione della parte alta del paese lasciando l'altopiano prativo a destra e raggiungendo la chiesa.

Descrizione del percorso:

L’escursione ha inizio appena al di sopra della chiesa di Riva di Tures (m 1595): chiari cartelli indicano il sentiero n°10 che sale a sinistra, in moderata pendenza, con un primo tratto nel bosco di conifere. Più in alto il tracciato confluisce in un’ampia carrareccia che permette di guadagnare facilmente quota sino a raggiungere una zona più aperta caratterizzata da verdeggianti pascoli. A quota m 1959 raggiungiamo, a destra dello stradello forestale, i Lobiser Schupfen, una serie di caratteristici fienili di legno posti uno a monte dell’altro. Subito oltre siamo ad un bivio ben segnalato da cartelli: a sinistra il sentiero prosegue traversando in direzione di Ahornach (Acereto); il nostro itinerario volge invece decisamente a destra, sempre su ampia carraia sassosa, traversando quasi in piano fra idilliaci prati erbosi. Il sentiero indugia a lungo su ampi terrazzi in debole salita con bellissima visione, sulla destra, della Valle di Riva con l’imponente anfiteatro delle Vedrette di Ries. A sinistra siamo invece sormontati da Cima Dura e Picco Palù.  La stradina forestale transita presso la Mittermayeralm (m 1990), quindi per la Moosmayeralm (m 2069), poste entrambe a sinistra del percorso. Ancora un breve tratto da quest’ultima (una decina di minuti), e siamo alla Hirberalm (m 2096 – ore 1,30 dalla partenza), facilmente riconoscibile dalle precedenti in quanto è l’unica ad essere posta a destra della carrareccia ed è disabitata (bella fonte d’acqua con lavatoio). Lasciamo a questo punto lo stradello per proseguire senza segnavia nel ripidissimo pendio prativo sulla sinistra. Abbiamo come riferimento, a poca distanza davanti a noi, un caratteristico cocuzzolo erboso. Non ne raggiungiamo tuttavia la sommità, infatti una facile traccia di sentiero ci permette di tagliarne a mezza costa le pendici volgendo decisamente verso destra e portandoci al centro della conca erbosa (Hirberalpe). Nel mezzo dell’ampio valloncello incontriamo un paio d’ometti di pietra proprio a termine del sentierino; subito oltre la traccia si perde tra balze terrose e da questo punto in poi occorre intuito e senso dell’orientamento per procedere.  L’unico, chiaro punto di riferimento è un grande ometto di pietra posto sulla cresta sudorientale dell’Hirbernock, ancora piuttosto distante ma ben visibile in condizioni di tempo buono; invece di raggiungerlo per linea diretta cerchiamo il modo meno problematico per salire scostandoci dapprima verso sinistra ad aggirare una ripida pietraia, per poi tagliare verso destra il ripidissimo pendio in faticosa risalita tra detriti mobili e balze in parte esposte. E’ questo il tratto più problematico dell’intera salita a causa dell’estrema pendenza e del fondo instabile, ma ci permette in breve di raggiungere la cresta sudest poco a sinistra dell’ometto prima indicato. A questo punto la via di salita appare logica anche se priva di chiari riferimenti: si può salire o direttamente sul filo di cresta posto a destra o per terrazze prima erbose quindi detritiche con grandi massi, mentendoci sulla sinistra. Si sconsiglia la prima possibilità sebbene più elegante e logica in quanto nel settore centrale dell’ascensione, la cresta si fa in un tratto assai sottile ed esposta con difficoltà rilevanti per l’escursionista. La seconda possibilità non presenta alcun problema d’esposizione: occorre solo un po’ d’intuito nella scelta della via di salita e un po’ di pazienza in considerazione del lungo e ripido tratto che segue. Nel settore superiore della salita si raggiunge una piccola terrazza caratterizzata da nevai anche in estate inoltrata: da qui osserviamo chiaramente la cima ormai non lontana, e intuiamo il percorso che segue. Sulla sinistra saliamo un ripido tratto su pietrisco mobile per poi obliquare a destra mantenendoci in prossimità del salto che precipita sul versante nordest della cresta. Ancora un breve tratto lungo il filo di cresta, dove procediamo aiutandoci con le mani e, in moderata esposizione, raggiungiamo la cima di questa splendida montagna (m 3010 – grande ometto di pietre sulla vetta - ore 3 dalla Hirberalm – ore 4,30 complessive). Splendido panorama sul crinale principale delle Alpi Aurine.

La discesa avviene a ritroso e sempre con cautela nella ricerca tra nevai e detriti della migliore via di discesa. 

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