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MONTE GENNAIO (m 1814)
Splendida, imponente cima bifida dotata di forte individualità e posizionata sul crinale principale dell’Appennino Tosco Emiliano (confine tra le province di Bologna e Pistoia); è la terza più alta cima del bolognese: permette una magnifica escursione in un ambiente senz’altro più appartato e meno noto del vicino Corno alle Scale. Dati tecnici: Dal Rif. Segavecchia (m 912) per il Passo del Cancellino. Difficoltà: EE (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale ad eccezione del breve, ripido tratto di salita dal sentiero 00 alla sommità. Il percorso è comunque intuitivo e senza problemi di orientamento. Dislivello complessivo:m 802. Acqua sul percorso: 1) alla partenza, 2) alla Fonte Capannaccia, 3) alla Fonte Castronaja, 4) alla Fonte Uccelliera. Accesso alla partenza: Salendo da Bologna si segue la statale Porrettana passando per Sasso Marconi, Marzabotto, Vergato e Riola. Presso Silla la deviazione segnalata indica a destra la provinciale per Lizzano in Belvedere. Provenendo da Pistoia si segue la Porrettana passando per Porretta Terme sino a raggiungere Silla e volgendo infine a sinistra per Lizzano. Appena un chilometro prima di Lizzano in Belvedere troviamo il bivio a sinistra per la piccola frazione di Pianaccio: la strada raggiunge il borgo per poi procedere, stretta e pericolosa ma comunque asfaltata per altri 4 km sino al suo termine in coincidenza del Rifugio Segavecchia (m 912 - parcheggio e fonte) dove una sbarra proibisce l'ulteriore transito. Descrizione del percorso: Dal rifugio Segavecchia (m 912) si raggiunge, in pochi istanti, il ponte sul torrente Silla. Lo si scavalca trovando subito dopo, alla destra, il nostro sentiero (segnavia 121). In ore 0,40, nel folto della faggeta, raggiungiamo, prima in salita poi sul fondo del fosso, la Fonte Capannaccia (ottimo punto per fare rifornimento d’acqua). Ha ora inizio il tratto più erto, sempre nel bosco, con il sentiero che volge a sinistra portandosi sul crinaletto dove si può, sulla sinistra, scendere a Coventaccio (ore 1,15 dalla partenza). Seguendo la segnaletica (cartelli) manteniamo la destra bordeggiando la sommità di Monte Grosso (m 1427) e uscendo infine dal bosco (circa m 1500). Si transita presso Fonte Castronaja sfruttando il sentiero sostenuto a tratti da muretti di sostegno. Guadati due piccoli torrenti saliamo su vasto terreno prativo in ambiente selvaggio dominati dalla spettacolare visione della grande parete orientale del Corno alle Scale. Un segnavia in barra di ferro segnala il punto in cui il tracciato, scavato nella prateria, volge con decisione a sinistra sino a guadagnare il soprastante crinale in coincidenza del Passo del Cancellino (m 1634 – ore 2,30 dalla partenza – confine di regione tra Emilia e Toscana). Dal passo seguiamo il sentiero di crinale (segnavia 00) verso sinistra (oriente). Il sentiero, ridotto a un’esile striscia tra sassaie e mirtilleti, aggira con scarsi dislivelli la grande mole di Monte Gennaio, spostandosi marcatamente sul versante emiliano. Grosso modo a metà di questo ampio semicerchio descritto attorno alla cima, si abbandona il sentiero 00 per salire liberamente, su pendio assai ripido sulla destra e puntando intuitivamente alla vetta. Raggiungiamo la prima cima direttamente: in breve superiamo senza difficoltà un’esile sella e siamo sulla seconda cima (punto più alto – libro di vetta – ore 3,10 dalla partenza) Possibile differente via di discesa: Scendiamo dalla cima seguendo il crinaletto verso sudest. Poco sotto siamo a un bivio: davanti a noi si risale al Poggio delle Ignude (m 1735). Noi scendiamo a sinistra sino alla famosa ed evidente Fonte dell’Uccelliera dove possiamo rinfrescarci con l’abbondante risorgiva. Sulla destra si procede ora sul segnavia 5 in direzione del Monte Orsigna. In prossimità del Rifugio Porta Franca i boschi di abeti e faggi giungono a lambire il crinale, ora più basso e meno esposto alle intemperie. Procediamo nella boscaglia mantenendoci di poco sottocrinale sul versante toscano. Si procede lungamente con tratti di bosco alternati a cespugli di ginestre sino al bivio: passiamo a sinistra sul segnavia 111 scendendo vistosamente nel bosco e abbandonando definitivamente il crinale. In coincidenza della Bocca del Lupo (m1481) il sentiero è sostituito da una comoda e ampia carrareccia forestale che ci riporta senza alcuna difficoltà alla partenza eseguendo un ampio aggiramento del Fosso della Stufa. Lo si scavalca presso Coventaccio, dopodiché si aggira Monte Grosso rientrando infine a Segavecchia In tutto, questo splendido itinerario ad anello richiede circa 6 – 7 ore di cammino.
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