Osternig

OSTERNIG (OISTERNIG - m 2050)

Spostandosi verso oriente lungo il crinale principale delle Alpi Carniche, il Monte Osternig è l’ultima cima a varcare la quota dei 2000 metri. La salita è semplice, alla portata di tutti gli escursionisti, ma ugualmente d’interesse grazie alla posizione isolata della vetta. I prati sommitali sono un terrazzo meraviglioso sulle Alpi Giulie mentre verso settentrione si domina un ampio settore della Carinzia e quindi in territorio austriaco. Monte Osternig è infatti una cima di confine; non a caso, appena sotto la vetta, sono presenti resti di fortificazioni militari italiane del Fronte Littorio. Consigliamo la salita nel periodo estivo; è comunque possibile anticipare l’ascensione alla tarda primavera grazie alla favorevole esposizione verso mezzogiorno del percorso.

L’escursione in breve:

Parcheggio nella Valle d'Ugovizza (m 1190) - Rifugio Nordio-Deffar (m 1406) - Sella Bistrizza (m 1720) - Alpe Bistrizza - Monte Osternig (Oisternig - m 2050) – cima est (m 2035) - Sella Bistrizza (m 1720) - a ritroso sino alla partenza.

Dati tecnici:

Parcheggio nella Valle d’Ugovizza (m 1190): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 860. Acqua sul percorso: presso Sella Bistrizza.

Accesso alla partenza:

Da Ugovizza si segue la stretta stradina asfaltata che risale l’omonima valle transitando presso l’Osteria Al Camoscio per poi procedere sino al divieto che proibisce l’ulteriore proseguo in automobile (m 1190). E’ presente un’ampia area di parcheggio per lasciare l’automezzo.

Descrizione del percorso:

L’ambiente appare già suggestivo grazie agli splendidi prati. Si cammina lungo il proseguo, chiuso al traffico, della carrareccia a fondo ghiaioso con cartello indicante il Rifugio Nordio-Deffar. Trattandosi di un ampia strada bianca, il percorso è quanto mai semplice e comodo; rimontiamo la testata della valle tra splendidi boschi di conifere. Da notare lo scorcio alle spalle, progressivamente più ampio, aperto sulle grandiose rocce calcaree delle prospicienti Alpi Giulie. In salita sempre costante ma moderata rimontiamo il solco vallivo passando nella parte superiore alla sinistra del torrente. In ultimo siamo al moderno Rifugio Nordio-Deffar (m 1406 – ore 0,40 dalla partenza), eccellente punto d’appoggio utile per un eventuale approvvigionamento.

Tralasciamo il proseguo della carrareccia che raggiungerebbe, in appena una decina di minuti, il confine di stato in coincidenza della Sella di Lom (Lomsattel). Il nostro sentiero volge invece a destra, chiaramente indicato dai cartelli posti presso il Rifugio Nordio-Deffar. Scendiamo per pochi metri andando a guadare il torrente. quindi penetriamo nel folto della foresta e tra le conifere risaliamo ripidamente il pendio. E’ una frazione faticosa per la pendenza ma piuttosto fresca ed ombrosa grazie alla fitta e lussureggiante abetaia. Dopo circa 40 minuti dal rifugio siamo improvvisamente al limite del bosco: di fronte a noi si schiudono i bellissimi pascoli compresi tra la cima dell’Osternig a sinistra e il modesto Monte Gozman sulla destra. Proseguiamo pertanto in ambiente aperto e luminoso su fondo morbido e ben battuto. Superiamo una fonte con abbeveratoio quindi siamo allo splendido villaggio pastorale che sorge in coincidenza dell’ampia Sella Bistrizza (m 1720) proprio sul confine di stato. E’ una posizione splendida caratterizzata da morbide ondulazioni prative. La vista si allarga al versante austriaco e chi ne ha necessità trova un utile punto di ristoro gestito nella bella stagione.

La segnaletica indica ora due differenti possibilità per salire alla cima dell’Osternig. Il sentiero di destra sfrutta la cresta orientale, in territorio austriaco, mentre il percorso di sinistra rimonta l’ancor più facile versante meridionale, in territorio italiano. Andiamo a descrivere uno splendido anello salendo da sinistra per poi rientrare con l’altro percorso. Nulla proibisce d’invertire il verso dell’ascensione senza incontrare, anche in questo caso, nessuna rilevante difficoltà. Salendo, come detto, verso sinistra, si segue l’evidente sentiero ben segnato che rimonta in lunga diagonale ascendente il facile ed erboso pendio. Non si incontrano tratti rocciosi ad eccezione di qualche accatastamento di roccia detritica di modesta entità. La pendenza permane moderata e il panorama, inizialmente limitato dal prospiciente Monte Gozman, diviene rapidamente più ampio in quanto scavalchiamo come altitudine la sommità di questa elevazione andando ad osservare ben al di là d’essa. Nello specifico godiamo di una magnifica visione sul settore italiano delle Alpi Giulie con in bella vista la colossale parete dello Jôf di Montasio. Più basse appaiono le vette circostanti il paese di Tarvisio con l’appariscente sommità della Cima del Cacciatore a sovrastare Borgo Lussari e l’omonima elevazione. L’ampia mulattiera conduce al settore sommitale della montagna; possiamo facilmente riscontrare come si tratti di un’elevazione vasta ed arrotondata rivestita, soprattutto in vetta, da grandi spazi prativi. In breve siamo sull’ampio dorso sommitale con il panorama che si apre vastissimo in territorio austriaco (m 2050 – ore 2,30 dalla partenza). Sovrastiamo la profonda Gailtal nella quale scorgiamo diversi centri abitati e un piccolo lago mentre alle spalle si ripete la vista delle calcaree Alpi Giulie.

Verso oriente, a brevissima distanza, notiamo la cima est dell’Osternig, di poco più bassa rispetto alla nostra attuale posizione. Per raggiungerla seguiamo, in ambiente sempre vasto e aperto, la marcata traccia scavata nell’erba restando appena a destra del filo del crinale. Da notare le due facce che presenta il Monte Osternig, dolce e prativo dove siamo saliti, erto e selvaggio verso settentrione con ripide balze rocciose precipiti sul sottostante vallone. In breve raggiungiamo la cima orientale (m 2035 – libro di vetta) dalla quale si ripete la grandiosa visione delle arrotondate elevazioni in territorio austriaco.

Ci accingiamo ora a rientrare a valle e lo facciamo, come anticipato in precedenza, descrivendo un bell’anello; caliamo in territorio austriaco scendendo lungo la cresta orientale della montagna dapprima su prato quindi tra i mughi su fondo roccioso. Il tracciato diviene più sconnesso incontrando le uniche, superabilissime, difficoltà del percorso: dapprima alcune brevi frazioni su fondo detritico instabile, quindi nella fitta mugheta prestando attenzione alle radici affioranti dei pini particolarmente scivolose in presenza di umidità o comunque se ha appena piovuto. Con cautela caliamo sino ad un evidente poggio dove i mughi lasciano spazio ad un’ampia distesa prativa in posizione panoramica. Il segnavia cambia bruscamente direzione volgendo decisamente verso destra andando a scorgere, a distanza, il bel villaggio pastorale posizionato presso Sella Bistrizza. Per raggiungerlo traversiamo con scarsi dislivelli dapprima nel prato quindi tagliando una serie di ghiaioni inclinati. Di nuovo tra prati aridi rientriamo infine alla Sella Bistrizza (m 1720) chiudendo il percorso ad anello e riportandoci in territorio italiano. Dalla Sella Bistrizza il proseguo ricalca a ritroso il percorso utilizzato all’andata rientrando alla partenza nel Vallone d’Ugovizza. L’intera escursione impegna, nel complesso, per circa ore 4,30.

Da segnalare la presenza, lungo il tracciato, di parecchie fioriture fra le quali ricordiamo il Camedrio (Dryas octopetala), Trifoglio bruno (Trifolium badium), Vulneraria (Anthyllis vulneraria), Sassifraga gialla (Saxifraga aizoides), Sassifraga verde azzurro (Saxifraga caesia) e Rododendro irsuto (Rhododendron hirsutum).

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