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CORNE DEL PALONE (m 2413)
Corne del Palone, un toponimo conosciuto nell’alpinismo ma in pratica sconosciuto ai camminatori. Si tratta infatti della montagna che precipita a sud del Piano di Pedenolo in direzione di Boscopiano nella Valle del Braulio. La rinomata parete che precipita verso sudest, a tratti strapiombante, è terreno di conquista per gli appassionati di alpinismo. Ben diverso è il versante rivolto a nordovest caratterizzato da miti ondulazioni prative in ambiente selvaggio e silenzioso, trascurato dagli escursionisti nonostante la facilità d’accesso per l’assenza di un sentiero segnato che si spinga sino all’orlo dell’abisso ricadente verso meridione. La quota risulta contenuta rispetto alle cime dirimpettaie eppure nel nostro caso è stata una sorpresa risalirne le comode pendici erbose. Il panorama è di insospettabile bellezza, aperto sia verso la conca di Bormio che sui Laghi di Cancano. Può essere un interessante obiettivo nel caso sia poco sicuro spingersi più in alto per la presenza di nebbie o per le previsioni del tempo indicanti la possibilità di temporali pomeridiani. In questi casi l’ascesa del Corne del Palone risulta piuttosto sicura in quanto non prevede tratti in cresta esposti ai venti o alle intemperie. Resta necessario un minimo di senso dell’orientamento per affrontare la breve frazione che dalla Malga Pedenolo raggiunge la “cima” in quanto si sviluppa su terreno molto facile ma del tutto privo di segnalazioni e punti di riferimento. Si tratta di un’avventura che impegna per meno di mezza giornata senz’altro consigliabile nel periodo compreso tra giugno e ottobre. L’escursione in breve: Ristoro di Solena (m 2008) – area pic nic (m 1993) – punto basso (m 1960) – Le Fornelle (m 2025) – innesto sentiero 146 (m 2069) – Malga Pedenolo (m 2396) – Piano di Pedenolo – Corne del Palone (m 2413) Dati tecnici: Partenza dal Ristoro di Solena (m 2008): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale sino alla Malga Pedenolo, del tutto assente nel tratto successivo in ambiente erboso aperto. Dislivello assoluto: m 453. Acqua sul percorso: assenteAccesso alla partenza: Da Bormio seguiamo la SS 301 in direzione del Passo del Foscagno e di Livigno. In località Fior d’Alpe - Turripiano si abbandona la statale per volgere a destra con indicazioni per le Torri di Fraele e i laghi di Cancano. La strada, a pedaggio nel tratto sommitale, sale con numerosi tornanti transitando presso le torri prima citate. Quasi in piano si raggiunge il Lago delle Scale. Si procede oltre volgendo verso sinistra sino al primo dei due bacini artificiali della Val Fraele. All’ampia biforcazione, riconoscibile per l’edificio giallo a destra, abbandoniamo la strada che procederebbe lungo la sponda del lago. Scegliamo di calare a destra su carreggiata a fondo naturale portandoci in breve sullo sbarramento del Lago di Cancano. Percorriamo la diga quindi, sul lato opposto, riprendiamo brevemente quota raggiungendo in qualche minuto il parcheggio prospiciente il Ristoro di Solena (m 2008). Volendo abbreviare ulteriormente il cammino si può procedere su strada ghiaiosa per un altro breve tratto, molto stretto ma transitabile, accedendo all’area pic nic Solena (m 1993). Il cartello di divieto di transito impedisce l’ulteriore proseguo ai mezzi motorizzati. Descrizione del percorso: La nostra descrizione ha inizio in coincidenza dell’area pic nic Solena (m 1993). Ignoriamo il proseguo della strada bianca in direzione della Malga di Boscopiano volgendo a sinistra con cartello indicante la Malga Pedenolo a ore 1,50 di cammino. Seguiamo l’ampia carrareccia perdendo debolmente quota sino a toccare dopo pochi minuti il punto più basso dell’escursione (m 1960). Da rilevare lo scorcio sulla destra sino ad osservare sullo sfondo Cima Bianca ove è posto l’arrivo della funivia “Bormio 3000”; alle spalle osserviamo la vetta del Picco della Croce di Monte Scale. L’ampia strada a fondo naturale riprende debolmente quota penetrando nella marcata Valle Forcola. Transitiamo in località Le Fornelle (m 2025) quindi procediamo mantenendo la destra orografica del solco vallivo. Poco oltre siamo ad un’importante biforcazione (m 2069). Tralasciamo il proseguo in direzione di Malga Forcola per volgere a destra con il cartello che segnala Malga Pedenolo a ore 1,20 di cammino. La carrareccia scende a scavalcare il torrente quindi si risale la costa opposta in lunga diagonale ascendente in ambiente detritico. Da notare i grandi anfratti posti in cima al pendio che sovrasta a sinistra il nostro percorso. Nel proseguo osserviamo alle nostre spalle un’imponente visione della Valle Forcola. Alla diagonale segue una sequenza di tornanti con la larga mulattiera che si riduce ad un buon sentiero, certamente più stretto ma sempre comodo e molto evidente. Il fondo detritico lascia ora spazio ai prati d’altitudine. Verso meridione scorgiamo Cima Piazzi con i ghiacciai che ne rivestono le pendici. Con un ultimo sforzo raggiungiamo l’alpeggio in cui è posta Malga Pedenolo (m 2396 – ore 1,45 dalla partenza) sovrastata a sinistra dall’omonima cima. Siamo al termine della frazione segnata del nostro cammino. Per raggiungere il Corne del Palone occorre infatti abbandonare il sentiero per camminare verso sud su terreno privo di qualsiasi indicazione. Il fondo si presenta poco faticoso in quanto procediamo in pratica senza ulteriori dislivelli. Traversiamo infatti tra le comode ondulazioni erbose su terreno ampio e facile ma nel complesso povero di riferimenti. Siamo nel cosiddetto Piano di Pedenolo e anche in piena stagione estiva è facile trovarsi soli nella vastità dei prati. Da notare, alle spalle, la vista del grande Piz Schumbraida inconfondibile per il ripetitore quadrangolare posto presso la cima. Di fronte a noi, oltre alla già citata Cima Piazzi, abbiamo una vista progressivamente più ampia delle Cime di Plator e del sottostante Lago di Cancano. Nel proseguo cominciamo a scorgere il Lago San Giacomo di Fraele. Per non sbagliare direzione è bene ricordare di non perdere quota portandosi eccessivamente a destra in direzione della sottostante Val Forcola. Scegliamo invece di obliquare progressivamente verso sinistra su terreno quanto mai facile sino a guadagnare il ciglio del grande strapiombo ricadente verso il paese di Bormio (circa m 2410 – ore 2 dalla partenza). Siamo sull’orlo del Corne del Palone e appare evidente come non si tratti di una vetta nel senso stretto del termine. Si tratta piuttosto della cresta oltre la quale la montagna precipita in un’incredibile muraglia rocciosa permettendo scorci vertiginosi sulla sottostante Valle del Braulio. Il paesaggio appare di grande vastità, esteso al tratto di Valtellina subito a valle di Bormio. Verso oriente osserviamo le cime che fanno da quinte all’area del Passo dello Stelvio. In primo piano spiccano le stratificazioni rocciose strapiombanti che precipitano direttamente sulla sottostante Val Braulio. È senz’altro consigliabile percorrere liberamente l’orlo della cresta del Corne del Palone potendo ammirare l’impressionante salto esposto verso sud. Il rientro avviene a ritroso prestando ancora una volta attenzione all’orientamento nelle ondulazioni che ci separano dalla Malga Pedenolo. In tutto sono da preventivare, tra andata e ritorno, ore 3,30 di cammino. Cenni sulla flora:
Abbiamo eseguito l’escursione nel mese di agosto osservando la presenza di numerose specie floreali. L’intera avventura si svolge all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, una vasta area di particolare pregio ambientale per la ricchezza della flora e della fauna. Segue un estratto delle principali specie riconosciute: 1) Gipsofila strisciante (Gypsophila repens) 2) Polemonio azzurro (Polemonium caeruleum); in Italia è una specie assai rara segnalata soltanto in Valle d’Aosta, Lombardia (Alta Valtellina), Trentino Alto Adige (Val Venosta, Val di Non, Valsugana) e Veneto (nel Cadore dove si pensa sia solo avventizia). Lungo il percorso descritto è presente con alcuni esemplari subito dopo l’innesto sul sentiero 146 nel ripidissimo pendio che sovrasta a sinistra la mulattiera. 3) Elleborina crestata (Epipactis atrorubens) 4) Potentilla caulescente (Potentilla caulescens) osservata nella Valle della Forcola sulle rocce che precedono la località Le Fornelle. 5) Rododendro irsuto (Rhododendron hirsutum). Pianta endemica delle Alpi centro orientali molto simile al più diffuso Rododendro ferrugineo dal quale si distingue per l’evidente pelosità delle foglie. Cresce unicamente su substrato calcareo. 6) Spigarola delle foreste (Melampyrum sylvaticum) nel sottobosco presso la partenza. 7) Genzianella peduncolata (Gentiana tenella); questa piccola genziana, poco appariscente per le sue limitate dimensioni, è in generale una pianta artico alpina assai rara, meritevole di rispetto e protezione. L’abbiamo osservata presso la Malga Pedenolo. 8) Trifoglio bruno (Trifolium badium) osservato presso Malga Pedenolo. 9) Genziana nivale (Gentiana nivalis) 10) Sassifraga verde azzurro (Saxifraga caesia) 11) Sassifraga gialla (Saxifraga aizoides) 12) Stella alpina (Leontopodium alpinum) 13) Graminia di Parnasso (Parnassia palustris) 14) Napello (Aconitum napellus) 15) Poligono viviparo (Polygonum viviparum) presso Malga Pedenolo. 16) Luparia (Aconitum lycoctonum) 17) Cardo spinosissimo (Cirsium spinosissimum) 18) Saussurea delle Alpi (Saussurea alpina) 19) Biscutella montanina (Biscutella leavigata) 20) Botrichio (Botrychium lunaria), osservato nei prati del Piano di Pedenolo. 21) Linaiola d’alpe (Linaria alpina) 22) Camedrio alpino (Dryas octopetala) 23) Azalea alpina (Loiseleuria procumbens); caratterizzata da intricati e compatti pulvini trapuntati da numerosi, piccoli fiori rosa. 24) Millefoglio dei macereti (Achillea barrelieri subsp. oxyloba) 25) Achillea moscata (Achillea moschata) 26) Campanula barbata (Campanula barbata) 27) Campanula di monte (Campanula scheuchzeri) 28) Campanula dei ghiaioni (Campanula cochleariifolia) 29) Camedrio montano (Teucrium montanum) 30) Piroletta a foglie rotonde (Pyrola rotundifolia) 31) Piede di gatto (Antennaria dioica) 32) Viola gialla (Viola biflora) 33) Orchidea delle zanzare (Gymnadenia conopsea) 34) Crepide dorata (Crepis aurea) 35) Carlina segnatempo (Carlina acaulis) 36) Canapetta violacea (Galeopsis ladanum)
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