|
|
|
|
POGGIO BELLAVISTA (m 545) POGGIO TONDO (m 533)
Il cosiddetto “Anello dei crinali” in seno al promontorio dell’Argentario, offre un’escursione senz’altro atipica per i camminatori abituati alle quote delle Alpi e dell’Appennino. Si tratta in ogni caso del percorso che tocca le maggiori quote di un’area che raggiunge il suo culmine nel Monte Telegrafo (m 632); non è possibile toccarne il vertice in quanto occupato da impianti militari ma si raggiungono in compenso altre posizioni atrettanto panoramiche con vista estesa ad un vasto braccio di mare. Nei giorni sereni non sarà difficile osservare le isole del Giglio e di Giannutri mentre in direzione della costa toscana si osservano i tomboli della Giannella e della Feniglia, ovvero quei due cordoni di terra che si sono formati nei secoli trasformando l’Argentario da un’isola in un promontorio. Inutile dire che si tratta di un’escursione particolarmente raccomandabile in inverno e in primavera grazie al clima mediterraneo solitamente molto mite mentre da evitarsi è la stagione calda per via della forte umidità e delle temperature elevate. L’escursione in breve: Convento dei Padri Passionisti (m 273) – Tenuta dell’Annunziata (m 420) – punto alto (m 605) – ripetitori RAI – Poggio Bellavista (m 545) – Poggio Tondo (m 533) – Croce del Predicatore (m 480) – Convento dei Padri Passionisti (m 273) Dati tecnici: Partenza dal Convento dei Padri Passionisti (m 273): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). In gran parte T ma nel complesso E per la lunghezza comunque rilevante dell’impresa (km 11,2 di cammino complessivo). Dislivello assoluto: m 332. Segnaletica: per lo più assente ma su sterrate e strade facilmente identificabili. Acqua sul percorso: assente. Accesso: L’itinerario si sviluppa nel promontorio dell’Argentario che si raggiunge dalla statale Aurelia. Chi proviene da nord, in coincidenza di Albinia trova le indicazioni per Porto Santo Stefano. Si abbandona la SS 1 seguendo la provinciale che percorre per intero il tombolo della Giannella. La strada raggiunge il promontorio dell’Argentario innestandosi nella SP 161. Volgiamo verso sinistra in direzione di Porto Ercole quindi, dopo nemmeno 2 km, lasciamo anche questa provinciale per voltare a destra seguendo le indicazioni per il Santuario della Presentazione (Convento dei Padri Passionisti). La strada nonostante si inerpichi nelle colline retrostanti è comoda ed asfaltata raggiungendo in 5 km circa la struttura religiosa presso la quale lasciamo l’automobile. Chi proviene da sud segue la SS1 Aurelia abbandonandola per seguire le indicazioni per Orbetello. Si procede sulla provinciale che tocca il paese proseguendo, a seguire, sul sottilissimo istmo che divide in due la laguna di Orbetello. Raggiungiamo in questo modo il promontorio dell’Argentario volgendo verso destra in direzione di Porto Santo Stefano. Un breve tratto e abbandoniamo la SP 161 volgendo a sinistra con indicazioni per il Santuario della Presentazione (Convento dei Padri Passionisti). Il proseguo coincide con quanto indicato sopra risalendo sino alla struttura religiosa. Descrizione del percorso: La nostra avventura, come anticipato, ha inizio in coincidenza del Monastero dei Padri Passionisti (m 297). Dal parcheggio a sinistra della struttura godiamo di un panorama nei giorni limpidi davvero entusiasmante. Osserviamo nella sua interezza il tombolo della Giannella mentre più a destra è ben visibile l’istmo in gran parte occupato dal paese di Orbetello. Abbandonata l’automobile presso il Monastero procediamo per un breve tratto lungo la strada asfaltata che sale al Monte Telegrafo. La provinciale esegue un tornante verso destra proprio a fianco alla costruzione quindi procede in salita nel bosco. Poche centinaia di metri e troviamo sulla sinistra il piccolo cimitero dei Frati. A fare angolo con la costruzione si separa una sterrata che procede ampia e quasi in piano sviluppandosi verso mezzogiorno. Muoviamo in questa direzione abbandonando la provinciale per dare inizio al nostro itinerario ad anello. Il cammino risulta quanto mai comodo trattandosi di un’ampia carrareccia e, nonostante la quota contenuta, nelle mezze stagioni la temperatura è solitamente gradevole grazie al bosco a tratti molto denso. Nel complesso il percorso è in debole salita. La fitta vegetazione preclude in questa prima parte il paesaggio rendendo il cammino un po’ monotono sebbene molto comodo e facile. Non vi è segnaletica ma trattandosi di una strada bianca l’orientamento è del tutto scontato. Sui lati della sterrata si incontrano i cancelli di alcune proprietà private ad interrompere la continuità del bosco. Procediamo lungamente sfiorando l’insignificante Poggio Coventaccio, posto a sinistra e ancora una volta occupato da una proprietà privata e quindi non toccato direttamente dal nostro percorso. Rari scorci in coincidenza dei canali liberati dalla vegetazione per permettere il passaggio dei pali dell’elettricità offrono un interessante colpo d’occhio, dapprima sulla Duna di Feniglia e sull’istmo di Orbetello quindi sul paese di Porto Ercole. Dopo una lunga frazione siamo alla tenuta dell’Annunziata chiusa da una rete che divide, alla nostra destra, la proprietà dalla sterrata. Aggiriamo il podere eseguendo una salita particolarmente ripida verso destra su fondo che diviene cementato. Il tracciato si immette in una breve stradina asfaltata che, seguita verso destra, porta in pochi metri al cancello d’ingresso della proprietà (m 420). Il percorso procede ignorando l’ingresso per volgere verso sinistra su tracciato che diviene una mulattiera a tratti un po’ sconnessa ma sempre ampia e ben marcata. Pochi minuti e troviamo alla nostra sinistra un’evidente apertura per lo più erbosa ad interrompere la continuità del bosco. Ignoriamo tutte le deviazioni mantenendo la destra trovando nel prato una bella panchina in legno che invita ad una gradita sosta. Davanti a noi siamo sovrastati dagli evidenti ripetitori che caratterizzano la vetta del Monte Telegrafo. Procediamo tornando per un tratto nell’ombrosa boscaglia. Il tracciato, sempre senza segnaletica, procede ampio ed evidente riportandosi nel folto per traversare in debole salita lungo il versante orientale del Telegrafo. In breve siamo all’unico bivio che richiede un attimo di attenzione non essendo segnalato da alcun cartello. Si potrebbe procedere dritti davanti a sé, in debole ascesa, superando una sbarra metallica di solito aperta. Il nostro percorso volge in realtà verso destra con un tornante proseguendo sempre su tracciato sterrato ben evidente. Diviene più faticosa la salita allietata da alcuni brevi scorci panoramici a destra verso il sottostante tombolo della Feniglia e il paese di Porto Ercole. Ignoriamo un ulteriore tracciato che si separa a sinistra mantenendo il percorso principale per raggiungere infine il culmine della nostra escursione (m 605). Siamo poco sotto la cima del Monte Telegrafo, punto culminante dell’intero promontorio dell’Argentario. Cambiamo versante tralasciando la deviazione a sinistra per la vetta in quanto chiusa al transito trattandosi di un’area militare invalicabile. La mulattiera si trasforma in uno stradello asfaltato con i primi scorci verso occidente in direzione del mare aperto. Ignorata la deviazione a sinistra per un podere privato la strada cala ad un’ampia sella per poi risalire in direzione del cocuzzolo occupato dai ripetitori televisivi della RAI. La strada aggira sulla sinistra le antenne allargandosi in un ampio parcheggio. Assolutamente da non perdere è il punto panoramico con panchina posto sulla sinistra. Si apre ai nostri occhi il paesaggio più bello dell’escursione ammirando gran parte del promontorio dell’Argentario e soprattutto un tratto di mare particolarmente vasto. Se l’atmosfera è limpida potremo ammirare le isole del Giglio e di Giannutri nonché l’isola di Montecristo quando l’aria è particolarmente cristallina. Il proseguo dell’anello prevede ora la percorrenza della strada provinciale che riporta al Monastero con alcune interessanti deviazioni che permetteranno di raggiungere splendidi punti panoramici. Seguiamo in progressiva discesa il tracciato della strada aperta al traffico andando a sfiorare l’insignificante Poggio Bellavista (m 545). Procediamo sino a raggiungere un ampio parcheggio sterrato posto a sinistra del piano stradale e posizionato proprio alla base dell’evidente Dosso Tondo. Conviene abbandonare la provinciale per eseguire a sinistra la breve digressione che conduce alla cima. Un evidente tratturo, ripido ma piuttosto breve, conduce direttamente alla sommità dell’ampio dorso (m 533). É una deviazione molto consigliabile grazie alla splendida vista in direzione dell’Isola del Giglio mentre alle spalle osserviamo nuovamente i ripetitori del Monte Telegrafo, l’Isola di Giannutri e, in un piccolo varco, la Duna di Feniglia. La vetta è inoltre interessante in primavera per la fioritura delle orchidee spontanee. Riprendiamo la provinciale procedendo lungamente sino a trovare sulla destra le indicazioni per la Croce del Predicatore (m 480). La breve digressione sulla mulattiera che conduce alla grande croce è quanto mai raccomandabile. Subito alle spalle della struttura guadagniamo infatti l’esile pulpito dal quale si apre un panorama di grandiosa ed insospettabile bellezza su entrambi i tomboli della Giannella e della Feniglia nonché sull’istmo di Orbetello. A ritroso rientriamo sulla provinciale procedendo nella sua percorrenza per calare in direzione del Monastero dei Padri Passionisti. Da rilevare le nuove vedute aperte questa volta in direzione di Porto Santo Stefano. A tornanti ci riportiamo nel folto perdendo rapidamente quota. Una nuova apertura permette di osservare ancora una volta la Laguna di Orbetello racchiusa tra i due tomboli quindi siamo ormai in vista del Monastero. Ignoriamo sulla destra il piccolo cimitero dei Frati e la sterrata seguita ad inizio itinerario andando così a chiudere il nostro itinerario ad anello. L’ultimo breve tratto è comune all’andata e permette di rientrare senza difficoltà al parcheggio dove avevamo lasciato l’automobile (m 273 – ore 3,30 complessive). Cenni sulla flora:
Soprattutto nel periodo primaverile la ricca flora dell’Argentario è una festa per gli occhi grazie alle splendide fioriture osservabili anche lungo il percorso appena descritto. Nel sottobosco e nelle schiarite fra gli alberi sono presenti ricche fioriture di Anemone dell’Appennino (Anemone apennina), Anemone fior di stella (Aneomne hortensis), Latte di gallina (Ornithogalum umbellatum) e Ciclamino primaverile (Cyclamen repandum). In marzo e aprile l’area è inoltre permeata dal profumo dell’Erica arborea (Erica arborea) caratterizzata da una densa infiorescenza. L’interesse maggiore è dato tuttavia dal ricchissimo contingente di Orchidee selvatiche osservabili a lato della strada per tutta la lunga frazione compresa tra la zona del Monte Telegrafo e il Monastero dei Padri Passionisti. Sono senz’altro da ricordare le fioriture di Orchidea farfalla (Anacamptis papilionacea) e Orchide italica (Orchis italica) osservabili ad esempio presso la sommità del Dosso Tondo. Non mancano altre specie molto interessanti quali la Ballerina (Orchis antropophora), l’Ofride dell’Argentario (Ophrys argentaria) e soprattutto una rarità, ovvero l’Ofride calabrone (Ophrys argolica subsp. crabronifera) presente in pochi esemplari lungo la scarpata stradale nel tratto a monte del Monastero. Resta scontata la raccomandazione di non raccogliere i fiori limitandosi a fotografarli per non compromettere ulteriormente la sopravvivenza delle orchidee già messa a dura prova dalla presenza dei cinghiali.
VISUALIZZA QUI SOTTO LA PHOTOGALLERY DEL TREKKING
| ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||