Crestoso

MONTE CRESTOSO (m 2207)

Un lungo spartiacque divide la Valle Camonica dalla Val Trompia. Nel tratto compreso tra il Passo Maniva e Monte Campione sono presenti lungo il crinale diverse elevazioni tra le quali spicca il Monte Crestoso. La zona è piuttosto isolata ma nonostante ciò ben accessibile agli escursionisti grazie alla possibilità di portarsi in automobile dapprima al Passo Maniva quindi al Pian delle Baste, oltre i 2000 metri di quota. Grazie all’accesso elevato il dislivello da coprire per salire in vetta è contenuto rendendo l’escursione estesa in lunghezza ma per nulla faticosa. Ne consigliamo la percorrenza a partire da giugno sino ad ottobre per evitare l’attraversamento di eventuali nevai. Da rilevare il bel panorama sul settore meridionale del gruppo dell’Adamello con specifico riferimento alla zona di Bazena e del Gaver.

L’escursione in breve:

Pian delle Baste (m 2030) – punto basso (m 1980) – Goletto di Gludona (m 2031) – Passo Sette Crocette (m 2041) – Monte Crestoso (m 2207)

Dati tecnici:

Partenza presso Pian delle Baste (m 2030): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 227. Acqua sul percorso: fonte a mezza strada tra la partenza e il Goletto di Gludona.

Accesso alla partenza:

Si accede alla partenza risalendo da Brescia l’intera Val Trompia attraversando i paesi di Collio e San Colombano. Si accede in questo modo al Passo Maniva, importante stazione turistica estiva ed invernale. Ignoriamo la biforcazione per Bagolino procedendo lungo la SS 344 con indicazioni per il Passo di Croce Domini. Percorso un breve tratto superiamo il Rifugio Carlo Bonardi, sul lato sinistro della strada, quindi proseguiamo sino ad un pronunciato tornante destrorso (località Pian delle Baste – m 2030). Proprio in coincidenza di quest’ultimo si separa sulla sinistra la strada bianca che costituisce la prima parte della nostra escursione. Lasciamo l’automobile a lato della strada immediatamente prima o dopo il tornante.

Descrizione del percorso:

Come anticipato seguiamo in debole discesa l’ampia carrareccia a fondo naturale, chiusa al traffico, che si separa alla sinistra. Il percorso si sviluppa immediatamente a sud del crinale culminante nei monti Dasdana e Colombine. La mulattiera taglia a mezza costa il pendio rivolto verso meridione con panorama aperto sulla testata della Val Trompia. Sulla destra siamo sovrastati dalle rupi rocciose del Colombine e poco oltre ignoriamo il bivio segnalato dai cartelli per salire a questa vetta. L’ampia strada bianca, raggiunta la quota minima di 1980 metri, riprende a salire dolcemente aggirando una pronunciata spalla per poi digradare lentamente sino all’ampio Goletto di Gludona (m 2031 – ore 0,50 dalla partenza).

Da notare il vasto ambiente prativo con in evidenza il profilo ancora distante del Monte Crestoso mentre verso meridione osserviamo file di rilievi sempre più bassi che infine si perdono sino a raggiungere la Pianura Padana. In coincidenza del Goletto di Gludona osserviamo inoltre il primo scorcio verso nord in direzione del settore meridionale del Gruppo dell’Adamello.

Possiamo ora abbandonare l’ampio stradello a fondo naturale percorso in questa prima parte per seguire il bel sentierino con cartello indicante il Passo Sette Crocette. Il terreno resta facile e in pratica con pendenze minime. Dopo una bella frazione prativa andiamo ad aggirare un caratteristico sperone roccioso in coincidenza del quale il tracciato si fa più stretto con grande canalone che discende alla nostra sinistra. Subito oltre l’ambiente torna ad allargarsi permettendo l’accesso all’ampio ed erboso Passo Sette Crocette (m 2041 – ore 0,20 dal Goletto di Gludona – ore 1,10 dalla partenza).

Il Monte Crestoso è ora davanti a noi e assume l’aspetto di una piramide erbosa mentre a nord possiamo riconoscere il profilo di montagne imponenti quale il Cornone di Blumone e il Monte Frerone, importanti elevazioni nella zona del Passo di Croce Domini. Il Passo Sette Crocette è un importante crocevia di sentieri: nel nostro caso seguiamo l’indicazione per il Monte Crestoso ben raggiungibile con la variante alta del sentiero 3V. E’ bene non farsi scoraggiare dal cartello riportante “per esperti”; la frazione che avremo modo di andare percorrere infatti altro non è che un innocuo sentierino per escursionisti.

Lasciando a destra il percorso 3V “classico” ci arrampichiamo lungo lo spallone discendente dalla cima mentre sulla sinistra osserviamo alcune poderose rupi strapiombanti. Nella parte inferiore affrontiamo un facile ma scomodo canale di sfasciumi e detriti dall’insolito colore rossastro. Seguendo la segnaletica bianco azzurra rimontiamo il pendio sino ad accedere al filo sommitale di cresta. Il paesaggio si allarga includendo un sottostante piccolo laghetto con, alle sue spalle, il rilievo quasi trapezoidale del Monte Colombino. Il crinale appare dapprima erboso quindi lascia spazio, in ultimo, ad una sequenza di roccette affioranti. Senza incontrare alcuna difficoltà raggiungiamo il punto più alto (m 2207 – ore 0,40 dal Passo Sette Crocette – ore 1,50 dalla partenza). Rilevante il panorama, aperto a nordovest sulle pendici del Monte Fra mentre a nordest è il gruppo dell’Adamello ad occupare l’orizzonte. Il rientro avviene a ritroso per complessive ore 3,30 di percorso.  

Cenni sulla flora:

Abbiamo eseguito questa salita nella seconda parte del mese di agosto. Pur non trattandosi del periodo più adatto per godere delle fioriture siamo stati ugualmente in grado di riconoscere alcune specie. Indichiamo di seguito le più importanti.

1)      Campanula di monte (Campanula scheuchzeri)

2)      Campanula barbata (Campanula barbata)

3)      Campanula dei ghiaioni (Campanula cochleariifolia)

4)      Primula di Val Daone (Primula daonensis); splendido endemismo dei terreni silicei con areale centrato prevalentemente nei gruppi dell’Adamello e dell’Ortles – Cevedale.

5)      Sassifraga alpina (Saxifraga paniculata)

6)      Senecio biancheggiante (Senecio incanus), endemico delle Alpi con isolate stazioni disgiunte nell’Appennino Tosco Emiliano.

7)      Bupleuro stellato (Bupleurum stellatum) endemico delle Alpi e della Corsica.

8)      Napello (Aconitum napellus)

9)      Trifoglio alpino (Trifolium alpinum)

10)   Rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum)

11)   Silene rupestre (Atocion rupestre)

12)   Brugo (Calluna vulgaris)

13)   Eufrasia minima (Euphrasia minima)

14)   Eufrasia (Euphrasia officinalis)

15) Sassifraga stellata (Saxifraga stellaris)

16)   Graminia di Parnasso (Parnassia palustris)

17) Sparviere vischioso (Schlagintweitia intybacea)

18) Genzianella delle Dolomiti (Gentianella anisodonta)

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