Monte di Portofino

MONTE DI PORTOFINO (m 610)

Un itinerario assolutamente inusuale per un sito dedicato alla montagna. Il nome “Portofino” evoca nella mente della maggioranza l’immagine di una delle insenature più famose d’Italia baciata dalle profonde acque del Mar Ligure. Pochi sanno che il promontorio di Portofino raggiunge all’interno i 610 metri d’altezza oltre ad essere attraversato da una fitta e ben segnata rete di sentieri. Il risultato è la possibilità di coniugare mare, trekking e fitti boschi in un itinerario adatto anche alla stagione invernale grazie alla presenza rara ed episodica della neve. Il percorso che suggeriamo cambia continuamente di versante passando da quello meridionale rivolto al mare a quello settentrionale, più boscoso e fresco. Il continuo oscillare da un lato all’alto della montagna crea strani contrasti grazie ai microclimi locali. La vegetazione varia in poche centinaia di metri dalla macchia mediterranea all’ombroso settore settentrionale dove, incredibilmente, sono posizionate stazioni disgiunte della rara Saxifraga cochlearis, pianta alpina qui presente ad una quota estremamente bassa. Ne riparleremo in coda alla descrizione.

L’escursione in breve:

San Rocco (m 210) – La Mortola – Bivio Fornelli (m 238) – Toca (m 453) – Paradiso (m 435) – Semaforo Nuovo (m 415) – Toca (m 453) – Paradiso (m 435) – Gaixella (m 412) – Semaforo Vecchio (Monte di Portofino – m 610) – Sella Porcile (m 528) – Toca (m 453) – Pietre Strette (m 465) – Gaixella (m 412) – San Rocco (m 210)

Dati tecnici:

Da San Rocco (m 210): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 400. Acqua sul percorso: presso Gaixella e alle Pietre Strette.

Accesso alla partenza:

Utilizzando l’autostrada A12, l’uscita più comoda è quella di Recco. Raggiunto il paese seguiamo la SS 1 Aurelia in direzione La Spezia raggiungendo in breve Camogli e subito oltre il bivio a destra per San Rocco. Raggiungiamo in breve la piccola frazione dove abbandoniamo l’auto.

Descrizione del percorso:

Da San Rocco (m 210) seguiamo il segnavia contrassegnato da due triangoli rossi passando per le viuzze della piccola frazione di Mortola. L’ambiente è tipicamente mediterraneo con clima molto mite e uno splendido paesaggio aperto verso occidente in direzione di Genova. Da notare, nei muri assolati, la presenza della Borracina cinerea (Sedum dasyphyllum) in piena fioritura in questa località a fine primavera. La mulattiera cementata prosegue tra gli ulivi sino al bivio in località Fornelli (m 238) dove abbandoniamo il sentiero che procede per Le Batterie volgendo invece a sinistra, in sensibile salita nel bosco, con indicazioni per Toca e Semaforo Nuovo. Saliamo ripidamente, dapprima nel folto, sino ad una bella apertura esposta a destra che permette un magnifico scorcio sulla sottostante Punta Chiappa; alle spalle ammiriamo, verso occidente, un lungo tratto di litorale. Torniamo nel bosco e con un’ultima breve ma ripida frazione nel folto, guadagniamo la sella in località Toca (m 453), importante crocevia di sentieri.

Vale la pena d’eseguire una breve digressione volgendo a destra per raggiungere in 5 minuti la costruzione del cosiddetto Semaforo Nuovo (m 415 – ore 1 dalla partenza). Siamo in un magnifico terrazzo aggettante in direzione sudovest, verso mare aperto, con bella veduta sulle sottostanti insenature. Rientriamo a ritroso sino a Toca scegliendo, per il proseguo, il segnavia contrassegnato da un pallino e una lineetta rossa. Il percorso muove verso settentrione, in direzione Gaixella, articolandosi nel folto della boscaglia. Le schiarite panoramiche sono rare e la vegetazione cambia completamente caratteristiche. Volgiamo infatti sul versante riparato dal diretto influsso marino e sembra improvvisamente d’essere proiettati in un bosco appenninico. Nonostante ciò, una bella schiarita in coincidenza di una piccola costruzione permette d’affacciarsi a occidente in direzione di Camogli e Recco (località Paradiso – m 435).

Subito oltre siamo nuovamente nel folto con il sentiero, sempre facile e ben marcato, che digrada nel bosco. Alcuni affioramenti calcarei bordeggiano a destra il percorso e su di essi un occhio attento riuscirà a cogliere alcuni esemplari della rara Sassifraga spatolata (Saxifraga cochlearis), in fioritura solitamente tra fine maggio e inizio giugno. Il tratto in discesa ha termine presso Gaixella (m 412 – ore 0,50 da Semaforo Nuovo – ore 1,50 dalla partenza), non lontani dalla località Portofino Vetta, raggiungibile in automobile salendo con la strada asfaltata da Ruta. Saliamo ora a destra in direzione del culmine del promontorio di Portofino: il segnavia, contraddistinto da 3 pallini rossi, indica il tratto di sentiero che, con una serie di tornanti, permette di rimontare nel bosco il versante settentrionale del Monte di Portofino. Siamo infine presso l’ampia radura prativa posizionata in vetta con a destra la costruzione denominata Semaforo Vecchio e a sinistra alcuni tavoli e panchine in legno che invitano alla sosta (m 610 – ore 0,35 da Gaixella – ore 2,25 dalla partenza).

Come accennato nell’introduzione, il percorso cambia continuamente versante volgendo questa volta in quello meridionale guidati dal segnavia dato da due triangoli rossi. In discesa piuttosto ripida caliamo tra la vegetazione mediterranea con splendide vedute verso mare aperto in coincidenza di alcune schiarite nella macchia. Superiamo Sella Porcile (m 528) per poi ritornare nuovamente al crocevia di sentieri in località Toca (m 453 – ore 0,35 dal Monte di Portofino – ore 3 complessive). Questa volta volgiamo a sinistra per affrontare un bel traverso a mezza costa che offre splendidi scorci sulle sottostanti insenature. In ultimo possiamo ammirare la stretta baia ove è posizionata la frazione di San Fruttuoso che presenta la particolarità d’essere raggiungibile solo su sentiero oppure via mare. Il traverso ha termine in località Pietre Strette, punto nevralgico al centro del promontorio di Portofino in cui convergono tutti i principali sentieri (m 465 – ore 0,45 da Toca – ore 3,45 complessive).

Il rientro alla partenza avviene seguendo l’ampia mulattiera contraddistinta dai segnavia quadrato rosso e circoletto rosso con indicazioni per Gaixella. Passiamo subito nella strettoia tra le rupi che ha attribuito il toponimo “Pietre Strette” alla località per poi volgere ancora una volta nel boscoso versante settentrionale. Traversiamo a mezza costa, in debole discesa, guadagnando nuovamente la località Gaixella (m 412 – ore 0,20 da Pietre Strette – ore 4,05 dalla partenza). L’ultima breve frazione riporta a San Rocco abbandonando la mulattiera per calare nel ripido sentierino (segnavia circoletto rosso) che accede in ultimo alle case della frazione quindi al parcheggio dove abbiamo lasciato l’automobile (m 210 – ore 4,35 complessive).

Cenni sulla flora:

E’ davvero curioso, in un sito internet dedicato alla montagna, lasciare spazio alla flora osservabile sul promontorio di Portofino. Eppure, nonostante il Mar Ligure sia a due passi, il versante che la montagna rivolge a settentrione presenta caratteristiche che lo accumunano alla flora dell’Appennino Ligure.

Nella descrizione abbiamo già fatto riferimento alla specie simbolo della zona, ovvero la rara Sassifraga spatolata (Saxifraga cochlearis). E’ ancora un mistero inspiegabile la presenza di questa pianta tipica delle Alpi Marittime nella zona di Portofino, ad una quota incredibilmente bassa e soprattutto a grande distanza dall’areale principale della pianta in oggetto, posizionato tra il nizzardo e l’imperiese ad oltre 100 km in linea d’aria. E’ scontata l’avvertenza di non danneggiare in alcun modo le poche piante di questo piccolo areale disgiunto che impreziosisce con la sua presenza le rupi calcaree del promontorio.

Ricordiamo di seguito altre entità floreali avvistabili lungo il percorso descritto:

1)       Ballerina (Orchis antropophora). Particolare orchidea di colore verde osservata tra Mortola e Fornelli.

2)       Borracina cinerea (Sedum dasyphyllum) nei muri assolati presso San Rocco e Mortola.

3)       Moehringia muscosa (Moehringia muscosa) negli anfratti ombreggiati in località Pietre Strette.

4)       Erba roberta (Geranium robertianum)

5)       Orchide macchiata (Dactylorhiza maculata)

6)       Primula (Primula vulgaris)

7)       Dafne laurella (Daphne laureola)

8)       Sigillo di Salomone (Polygonatum odoratum)

9)       Elleborina bianca (Cephalanthera longifolia)

10)   Sassifraga annuale (Saxyfraga trydactilites)

11)   Sassifraga a foglie cuneate (Saxifraga cuneifolia)

12)   Aquilegia scura (Aquilegia atrata)

13)   Cicerchia primaticcia (Lathyrus vernus)

14)   Anemone bianca (Anemone nemorosa)

15)   Vincetossico comune (Vincetoxicum hirundinaria)

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