Sacro

MONTE SACRO (m 872)

Ricoperto da una fitta vegetazione, il Monte Sacro è la maggiore elevazione della parte orientale del Promontorio del Gargano. Presso la vetta, nascosti nel fitto bosco, sono presenti i ruderi abbandonati dell’Abbazia della SS. Trinità la cui presenza deriva da un preesistente romitorio di monaci risalente all’XI° secolo. L’insediamento divenne nel 1138 un priorato benedettino e infine un’abbazia la cui influenza si estese all’epoca fino a Bari dando il nome alla città di Trinitapoli. A partire dal XV° secolo l’Abbazia perse la sua influenza e inizio un periodo di decadenza tanto più che nel XVII° secolo appariva già abbandonata e in stato di degrado. Oggi le rovine appaiono letteralmente immerse nel bosco destando un inevitabile senso di stupore nell’escursionista. Restano visibili archi, pilastri nonché parte dell’abside e del portale romanico. Edere e muschi si sono in gran parte impadroniti di ciò che resta della struttura dando la sensazione di trovarsi in un luogo selvaggio e remoto.

La salita al Monte Sacro non è comunque interessante solo per l’aspetto storico. La zona è infatti ben nota agli amanti della flora permettendo l’osservazione di un numero notevolissimo di orchidee selvatiche alcune delle quali rare o endemiche. In coda alla descrizione trovate ulteriori indicazioni in merito. Sebbene sia percorribile per tutto l’anno, consigliamo l’escursione al Monte Sacro nei mesi primaverili, specialmente aprile e maggio, per godere delle bellissime fioriture spontanee. I mesi estivi sono i meno consigliabili per via delle temperature quasi sempre troppo elevate.

L’escursione in breve:

Strada comunale Stinco / Monte Sacro (m 661) – Abbazia di Monte Sacro (m 848) – Monte Sacro (m 872) – sentiero versante orientale – innesto strada comunale Stinco (m 624) – rientro alla partenza (m 661)

Dati tecnici:

Partenza dalla strada comunale Stinco / Monte Sacro (m 661): Difficoltà: EE; E sino alla vetta del Monte Sacro quindi EE la discesa nel versante orientale per via della segnaletica assai poco evidente. (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale sino al Monte Sacro, poi quasi inesistente nel versante orientale con rari e scoloriti segnavia. Dislivello assoluto: m 248. Acqua sul percorso: assente

Accesso alla partenza:

Da Mattinata si segue la SS 89 in direzione di Vieste incontrando, poco prima del km 142, il bivio a sinistra con indicazioni per l’Agriturismo Monte Sacro. Seguiamo per alcuni km il tracciato sino al punto in cui si separa a destra il sentiero per il Monte Sacro riconoscibile per la presenza della tabella in legno del Parco Nazionale del Gargano. Come ulteriore riferimento troviamo l’inizio del sentiero circa mezzo km prima dell’Agriturismo Monte Sacro.

Descrizione del percorso:

L’itinerario, semplice e nel complesso breve, si articola inizialmente tra prati caratterizzati dall’affioramento di rocce calcaree. Il percorso appare ben evidente nonostante la scarsa segnaletica in quanto sono state disposte ad arte delle pietre per delimitare il tracciato sui due lati. Alle spalle la vista raggiunge il Golfo di Manfredonia mentre sulla destra osserviamo le pendici densamente boscate del Monte Sacro.

Gli amanti della flora sono vivamente incoraggiati in questa prima frazione a tenere gli occhi aperti per osservare tra le pietre e nel pascolo l’incredibile contingente di orchidee selvatiche spontanee. La zona è talmente nota da essere frequentata dagli orchidofili di mezza Europa. Staccionate in legno delimitano in un tratto il sentiero quindi si serpeggia tra muretti a secco con scorcio che raggiunge alle spalle il rilievo sul quale sorge Monte Sant’Angelo. In breve raggiungiamo il versante nordoccidentale del Monte Sacro. Il sentiero cambia completamente direzione volgendo deciso verso destra (sudest) con pendenza che diviene più significativa e i prati che lasciano spazio ad una densa lecceta. Fino in vetta il percorso si articola all’ombra della fitta alberatura andando a sfiorare fra l’altro un punto con panchine e tavoli in legno.

In breve siamo in prossimità del punto più alto (m 872) e, come anticipato nell’introduzione, troviamo nascoste nella fitta vegetazione le rovine dell’Abbazia di Monte Sacro (m 848 – km 1,4 dalla partenza) a permettere una sorta di immersione nel medioevo. Esplorando ciò che resta del monastero è impossibile non essere avvolti dal senso di mistero ed isolamento che avvolge il luogo ormai del tutto nascosto da una vegetazione sempre più invadente. In prossimità della vetta troviamo inoltre una piccola area erbosa: uno dei pochi punti nella fascia sommitale a non essere completamente nascosto dal fitto bosco.

Il sentiero procede, assai poco visibile, discendendo il versante orientale della montagna. La segnaletica, apposta prevalentemente sulle roccette che caratterizzano il sottobosco, è purtroppo molto scolorita e assai poco evidente. Chi fatica nell’orientarsi potrà sempre decidere di rientrare a ritroso. Procedendo si perdono circa 250 metri di dislivello sino ad intercettare la strada comunale denominata Stinco (m 624).

Sono in pratica terminati i problemi di orientamento. Volgiamo a destra seguendo la strada asfaltata ma con traffico pari quasi a zero. Si apre alla nostra sinistra un eccellente scorcio in direzione di Manfredonia. Procediamo in debole saliscendi aggirando per intero il versante meridionale del Monte Sacro. In ultimo confluiamo nella strada comunale seguita in auto per raggiungere la partenza (m 624). La rimontiamo verso destra rientrando in breve alla partenza e chiudendo il nostro itinerario ad anello (m 661 - ore 1,45 complessive di marcia).

Cenni sulla flora:

Come già anticipato l’area del Monte Sacro è ben nota per l’incredibile concentrazione di orchidee selvatiche. Non mancano altre specie rare tra le quali spicca la bellissima Campanula garganica. Segue un estratto delle principali specie osservate in occasione della nostra salita avvenuta alla metà del mese di aprile.

Orchidee:

1)    Ballerina (Orchis antropophora)

2)    Orchidea dagli occhiali (Ophrys argolica subsp. biscutella). Endemismo presente in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria.

3)    Orchide italica (Orchis italica)

4)    Orchide maggiore (Orchis purpurea)

5)    Orchide gialla (Orchis pauciflora)

6)    Orchide omiciattolo (Orchis simia)

7)    Orchidea screziata (Neotinea tridentata)

8)    Orchidea del promontorio (Ophrys promontorii). Endemismo del Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia e Campania descritto per la prima volta proprio sul Gargano. Il locus classicus della specie è presso Monte Sant’Angelo nella zona dell’Abbazia di Pulsano.

        9)    Orchidea nera (Ophrys incubacea)

10)  Ofride fior di Vespa (Ophrys tenthredinifera)

11)  Ofride gialla (Ophrys lutea)

12)  Ofride di Bertoloni (Ophrya bertolonii)

13)  Ofride scura (Ophrys fusca)

14)  Serapide (Serapias vomeracea)

15)  Serapide lingua (Serapias lingua)

16)  Serapide minore (Serapias parviflora)

17)  Orchidea romana (Dactylorhiza romana)

18)  Orchide a quattro punti (Orchis quadripunctata)

19)  Elleborina bianca (Cephalanthera longifolia)

20)  Orchidea cimicina (Anacamptis coriophora)

Altre specie osservate:

1)    Asfodelo ramoso (Asphodelus ramosus)

2)    Anemone dell’Appennino (Anemone apennina)

3)    Falsa ortica meridionale (Lamium garganicum)

4)    Anemone fior di stella (Anemone hortensis)

5)    Asfodelo giallo (Asphodeline lutea)

6)    Iris bicapitata (Iris bicapitata), specie endemica in senso stretto della Puglia.

7)    Erba perla azzurra (Buglussoides purpurocaerulea)

8)    Centonchio azzurro (Anagallis foemina)

9)    Campanula del Gargano (Campanula garganica). Endemismo del Gargano che colonizza vecchi muri e rupi calcaree. È presente in grande quantità sui muri dell’Abbazia offrendo nel momento della fioritura uno spettacolo inconsueto.

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