Cima di Pozzo (Putzenhöhe)

CIMA DI POZZO (PUTZENHÖHE - m 2420)

Una bella dorsale divide la bassa Pusteria dalla Valle Selva dei Molini: sono numerose in essa le cime raggiungibili dagli escursionisti. Ci soffermiamo nello specifico sulla Cima di Pozzo sfruttando l’opportunità di portarsi con l’automobile a quasi 1600 metri di quota. Il risultato è un’escursione facile e con un dislivello ragionevole per ogni buon escursionista. Non sarete delusi dal panorama di vetta grazie alla posizione relativamente isolata della montagna: la visione delle Alpi Aurine appare ampia ed appagante caratterizzando gran parte dell’orizzonte settentrionale. L’intero percorso descritto è rivolto verso meridione di conseguenza appare accessibile precocemente (inizio estate) e fino ad autunno inoltrato. La posizione leggermente scostata dal crinale principale delle Alpi Aurine influisce positivamente dal punto di vista climatico diminuendo leggermente l’influenza dei temporali e delle nebbie comunque frequenti nella stagione estiva. La salita è impreziosita dalla presenza del piccolo Lago Verde a renderla ancora più rimunerativa dal punto di vista panoramico.

L’escursione in breve:

parcheggio (m 1591) - sent. n° 65 (Katzental) – Moarhofalm (m 1883) - Untere Grünbachalm (m 1943) - Obere Grünbachalm (m 2114) - Grünbachsee (Lago Verde - m 2258) - Putzenhöhe (Cima di Pozzo - m 2438)

Dati tecnici:

Partenza dal parcheggio (m 1561): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 847. Acqua sul percorso: presso la Moarhofalm.

Accesso alla partenza:

Si accede alla partenza dalla città di Brunico. Si abbandona la Val Pusteria seguendo la comoda provinciale che raggiunge dapprima Falzes (Pfalzen) quindi Issengo (Issing) e la frazione di Corti (Hofern). Superata quest’ultima borgata, dopo poche centinaia di metri, abbandoniamo la provinciale per risalire sulla destra la strettissima stradina asfaltata che sale in direzione di Moarhof. Con cautela rimontiamo il pendio con numerosi tornanti sino a guadagnare in 5 km circa il parcheggio (m 1561) dove la sbarra e il cartello di divieto di transito impediscono l’ulteriore proseguo alle auto.

Descrizione del percorso:

Proseguiamo a piedi lungo la strada ora chiusa al traffico e a fondo naturale. In pendenza moderata saliamo nel bosco di conifere incontrando due bivi in coincidenza dei quali manteniamo la destra. Salendo di quota il bosco si dirada lasciando spazio ad alcuni scorci alla nostra destra in direzione della Val Pusteria. A meno di un’ora dalla partenza guadagniamo lo splendido pendio prativo che accoglie la Moarhofalm (m 1883), ottimo punto d’appoggio gestito nel periodo estivo assai utile per approvvigionarsi di acqua e cibo.

Proseguiamo mantenendo per un breve tratto la strada bianca; subito oltre troviamo infatti il sentierino segnato che sale a sinistra in forte pendenza permettendo di tagliare alcuni tornanti della carrareccia. Bordeggiamo una recinzione in filo spinato quindi volgiamo con decisione verso destra con il panorama che si apre mostrando la sottostante Moarhof e più distanti le cime poste alla sinistra orografica della Val Pusteria. Con un’ultima ripidissima frazione riprendiamo la strada bianca in prossimità della Untere Grünbachalm (m 1943), struttura non gestita in posizione panoramica. Riprendiamo verso sinistra la gipponabile chiusa al traffico salendo nell’ampio vallone. Il bosco rado lascia spazio in breve al pascolo d’altitudine. Notiamo a breve distanza la struttura in legno della Obere Grünbachalm (m 2114); non è comunque necessario raggiungerla: con la malga già in vista abbandoniamo la strada bianca per rimontare il sentiero segnalato dai cartelli che si separa sulla destra.

Guidati dai segnavia rimontiamo le facili balze prative con la vista estesa alle spalle in direzione delle Dolomiti. Il percorso, facile ed evidente in quanto scavato nel manto erboso, rimonta l’ampio vallone in ambiente silenzioso ed appartato. Procediamo lungamente senza incontrare alcun tipo di difficoltà sino ad accedere al bel piano, posto immediatamente sotto crinale, che accoglie il Grünbachsee (Lago Verde - m 2258 – ore 2,15 dalla partenza). Nelle calmissime acque del lago si specchia l’ampia piramide della Cima Pozzo, obiettivo della nostra ascensione.

Lasciamo alla nostra sinistra il Lago Verde per continuare a seguire l’evidente sentierino segnato che risale il pendio permettendo una bella visione dall’alto dello specchio d’acqua. L’ascensione avviene in ambiente sempre più vasto sino a portarsi alla base della struttura sommitale della cima. Il sentiero rimonta molto ripidamente la spalla che scende direttamente dal punto più alto. Restiamo appena a sinistra di una lunga recinzione che risale la montagna fino alla vetta. Faticosamente ma senza alcuna difficoltà raggiungiamo il crinale poco a sinistra del punto più alto confluendo nell’Alta Via di Fundres, sentiero a tappe che percorre in pratica tutto lo spartiacque. Con panorama aperto sulla sottostante Valle Selva dei Molini volgiamo a destra guadagnando in qualche minuto l’appariscente cima (m 2420 – ore 2,45 dalla partenza).

D’assoluto rilievo appare il paesaggio grazie alla posizione relativamente isolata della sommità. Nello specifico godiamo di una magnifica vista su gran parte del crinale delle Alpi Aurine; appaiono ben visibili le cime principali con specifico riferimento al Gran Pilastro, Mesule, Cima di Campo, Sasso Nero e Monte Lovello. Verso nordest intravediamo la conca che ospita Campo Tures sovrastata dalla cima del Picco Palù mentre verso oriente notiamo il proseguo del nostro crinale sino alla non lontana Cima Valperna. L’orizzonte meridionale è caratterizzato dalla presenza delle cime dolomitiche mentre verso ovest chiudono l’ampio giro d’orizzonte le cime, solo in parte rocciose, dei Monti di Fundres. Il rientro avviene a ritroso per complessive 5 ore di cammino.

Cenni sulla flora:

Elenchiamo di seguito alcune delle principali entità floristiche osservate in occasione della nostra salita, avvenuta alla metà del mese di agosto.

1)  Campanula barbata (Campanula barbata)

2)   Rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum)

3)   Primula nana (Primula minima), endemica delle Alpi Orientali. E’ presente in buona quantità nei prati presso il Lago Verde.

4)  Sassifraga zolfina (Saxifraga bryoides) presso la cima.

5) Margherita alpina (Leucanthemopsis alpina)

6) Mirtillo (Vaccinium myrtillus)

7) Brugo (Calluna vulgaris)

8) Napello (Aconitum napellus)

9) Garofanino maggiore (Epilobium angustifolium)

10) Semprevivo montano (Sempervivum montanum)

11) Orchide macchiata (Dactylorhiza maculata)

12) Listera maggiore (Listera ovata)

13) Eufrasia minima (Euphrasia minima)

14) Arenaria biflora (Arenaria biflora)

15) Cariofillata montana (Geum montanum)

16) Achillea moscata (Achillea moschata)

17) Graminia di Parnasso (Parnassia palustris)

18) Sassifraga stellata (Saxifraga stellaris) presente poco prima della Malga Moarhof lungo il corso di un piccolo torrente.

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