Colombina (Monte Valtero) - Torrione

MONTE COLOMBINA (MONTE VALTERO - m 1458)

MONTE TORRIONE (m 1300)

Se dovessimo definire una caratteristica del Monte Colombina (noto anche come Monte Valtero) diremmo che si tratta di un magnifico balcone naturale rivolto verso il settore settentrionale del Lago d’Iseo. Non soltanto: a dispetto della quota contenuta è un’elevazione che offre una visione sorprendente delle principali cime delle Alpi Orobie con particolare riferimento alla Presolana, al Pizzo Redorta e al Pizzo Arera. La salita è una tranquilla camminata lungo una cresta erbosa rivolta verso meridione e quindi priva di neve sin dall’inizio della primavera. Non a caso si tratta di un’escursione molto consigliabile per muovere i primi passi quando l’innevamento è ancora abbondante sulle pendici alpine. Non resterete delusi e anzi, il contrasto tra il blu del lago d’Iseo, il verde dei prati che rinascono e il bianco delle cime circostanti ancora innevate lasceranno in voi uno splendido ricordo. Il tracciato include anche la breve traversata al Monte Torrione: è una vetta modesta e poco appariscente offre tuttavia un nuovo magnifico scorcio verso il Lago d’Iseo arrivando ad osservare Monte Isola, la più vasta isola lacustre italiana.

L’escursione in breve:

Località Sette Colli (m 990) – Località Monte di Lovere (Agriturismo Cinque Abeti – m 1020) – Forcellino di Bossico (m 1174) – Casì de la Pest – Monte Colombina (Monte Valtero – m 1458) – Colle di San Fermo (m 1250) – località Colecc – Monte Torrione (m 1300)

Dati tecnici:

Partenza dalla località Sette Colli (m 990): Difficoltà: E. (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale tranne nella deviazione alla cima del Colombina e nella successiva discesa al Colle di San Fermo lungo tracciato non segnato ma comunque ben evidente con tempo buono. Dislivello assoluto: m 468. Acqua sul percorso: assente.

Accesso alla partenza:

Si accede alla partenza dal paese di Lovere, posto alla testata settentrionale del Lago d’Iseo. Si seguono le indicazioni per Clusone risalendo la Val Borlezza. Superiamo la frazione di Sèllere quindi raggiungiamo Sòvere dove abbandoniamo il proseguo della provinciale volgendo a destra con indicazioni per Bossico. La strada risale con alcuni tornanti il pendio sino a raggiungere il paese. Procediamo oltre Bossico raggiungendo in breve il parcheggio “Sette Colli” posto a breve distanza dall’Agriturismo Cinque Abeti in località Monte di Lovere.

Descrizione del percorso:

Abbandonata l’automobile nel parcheggio in località Sette Colli procediamo lungo la strada raggiungendo in breve l’Agriturismo Cinque Abeti. Siamo in località Monte di Lovere, caratterizzata da splendidi prati. Volendo si può arrivare qui con l’auto, mancano tuttavia parcheggi pubblici: considerato che si tratta di una breve frazione non ci sono problemi nel percorrerla a piedi partendo da Sette Colli.

Troviamo il cartello indicante il Forcellino di Bossico a sinistra, sul sentiero 552. Procediamo in questa direzione per poche decine di metri quindi, al successivo bivio, volgiamo a destra, sempre con cartello ad eliminare ogni dubbio. Risaliamo in moderata pendenza lungo la sterrata cominciando a scorgere, alla nostra sinistra, le pendici del Monte Colombina. Il percorso procede con alberatura più densa. Ad un bivio manteniamo la destra passando, subito oltre, a lato di una struttura in cemento. A seguire il tracciato diviene più ripido e scomodo, su fondo molto fangoso nei periodi piovosi. Guadagniamo faticosamente una spalla in coincidenza della quale la mulattiera volge a sinistra su percorso ora quasi piano. In breve siamo al Forcellino di Bossico (m 1174 – ore 0,30 dal Monte di Lovere - ore 0,45 dalla partenza), importante crocevia di sentieri.

Abbandoniamo il segnavia 552 diretto al Rifugio Magnolini passando a sinistra sul 554 con cartello indicante il Monte Colombina e la Chiesetta di San Fermo. Procediamo in debole pendenza quindi guadagniamo un ulteriore bivio, questa volta non segnalato ma riconoscibile per la presenza a destra di una staccionata in legno al di là della quale prosegue in salita il nostro percorso. Abbandoniamo pertanto la mulattiera volgendo a destra. Molto ripidamente raggiungiamo in breve la costruzione chiamata Casì de la Pest (ore 0,10 dal Forcellino di Bossico – ore 0,55 dalla partenza). Il toponimo affonda le sue origini addirittura nel lontano 1630 quando gli abitanti di Bossico si rifugiarono in isolamento in questa costruzione per sfuggire alla peste. Presso l’edificio, ora ristrutturato, è presente una bella panchina di legno dalla quale ammirare il primo grande panorama dell’escursione. Il bosco si dirada lasciando che lo sguardo raggiunga, verso meridione, il tratto centrale del Lago d’Iseo con in evidenza le pendici della Corna Trentapassi e del retrostante Monte Guglielmo. Nel proseguo camminiamo sempre in salita nella pineta, progressivamente più rada, sino ad accedere ad uno splendido terrazzo prativo. La visione del Lago d’Iseo è ancora più completa in quanto possiamo osservarne un ampio settore compresa l’estremità settentrionale.

Possiamo ora abbandonare il proseguo per la Chiesetta di San Fermo volgendo a destra. Non vi sono né cartelli né indicazioni ma appare ben visibile il sentierino che si inerpica lungo la soprastante spalla. Si tratta della via più diretta per salire al Monte Colombina e appare come un’esile striscia nel manto erboso. L’ambiente aperto e luminoso, con alberatura che si fa decisamente scarsa, rende l’ascesa particolarmente panoramica. Bastano pochi metri di salita per cominciare a scorgere, verso nordovest, le pendici del Pizzo Arera. Il sentierino, molto ripido ma privo di difficoltà, si porta sul filo di cresta ricadente dalla vetta verso meridione. Ne seguiamo pressoché fedelmente il filo con il panorama che si amplia abbracciando il Monte Pora e, più distanti, le quinte in parte ghiacciate dell’Adamello. Il fondo resta per lo più pietroso ma privo di reali difficoltà sino a conquistare il pulpito sul quale sorge una grande croce metallica. Non siamo tuttavia sul punto più alto. Ignoriamo la traccia che scende ripida a sinistra proseguendo lungo il filo di cresta. Quasi in piano guadagniamo una sorta di tavolo metallico sul quale sono indicate le cime osservabili all’orizzonte. Proseguiamo sulla cresta erbosa in vista della cima vera e propria che appare parzialmente boscata. La raggiungiamo rapidamente scavalcando in ultimo un brevissimo pendio un po’ più ripido (m 1458 – ore 0,45 dal Forcellino di Bossico – ore 1,30 dalla partenza).

Dalla cima, nonostante la presenza di alcune conifere, lo sguardo può finalmente estendersi verso settentrione con particolare riferimento alla Presolana. Più a sinistra lo sguardo si estende alle maggiori cime delle Alpi Orobie tra le quali spicca il Pizzo Redorta e il più vicino Pizzo Arera. A destra della Presolana osserviamo le cime che fanno da quinte alla Val di Scalve con particolare riferimento al Pizzo Camino. L’escursione procede ritornando sui propri passi lungo lo splendido crinale sino a riportarsi presso la grande croce metallica. Possiamo ora abbandonare il sentiero utilizzato per la salita volgendo sulla traccia non segnata ma ben evidente che cala a destra in direzione della Chiesetta di S.Fermo, per altro già ben visibile.

Il tracciato si articola nei prati sommitali con la presenza di qualche isolata conifera. Nel settore mediano il sentiero si fa particolarmente ripido ma sempre ben evidente essendo scavato nel manto erboso. Aggiriamo a sinistra un evidente gruppo di alberi a precedere l’arrivo nei bellissimi prati che caratterizzano il Colle di San Fermo ove è posto un agriturismo (m 1250 – ore 0,20 dalla cima del Colombina – ore 1,50 dalla partenza). E’ un luogo tranquillo e suggestivo dove vasti appezzamenti prativi si alternano alle abetaie; sullo sfondo settentrionale le cime delle Alpi Orobie attribuiscono un aspetto alpestre alla zona. Presso la chiesetta di San Fermo, in prossimità della quale è presente un modesto laghetto, volgiamo a destra lungo l’ampia carrareccia a fondo naturale. Pochi metri e notiamo la forestale che prosegue in discesa sulla sinistra mentre a destra si separa una mulattiera contrassegnata dal segnavia 556. Scegliamo quest’ultima possibilità procedendo quasi in piano tra splendidi prati e un paio di case ben tenute. Da rilevare il panorama verso la Presolana e, alle spalle, sulle pendici discese in precedenza del Colombina. Il percorso procede in debole discesa entrando nel bosco per raggiungere, poco oltre, un bivio in località Colecc. Ignoriamo la strada a fondo naturale che si separa a sinistra con indicazioni per Bossico. Procediamo invece verso la vetta del Torrione con pannello segnalatore in legno.

Il tracciato riprende a salire sviluppandosi, ampio e comodo, tra densa alberatura in parte a conifere. Nel proseguo il fondo appare per un tratto cementato. Tralasciamo una casa posta immediatamente a sinistra della mulattiera quindi, con un tratto più faticoso, raggiungiamo la spalla soprastante dove troviamo una seconda vecchia costruzione posta questa volta sulla destra. L’ambiente è idilliaco: dietro alla vecchia casa si distendono ampi prati con macchie di betulle e abeti mentre si apre l’orizzonte verso nord ancora una volta in direzione delle vette che caratterizzano le Alpi Orobie. Sebbene non sia così evidente per via dell’alberatura siamo su un crinale; il tracciato volge infatti verso sinistra raggiungendo in breve una nuova schiarita, questa volta verso meridione, tornando ad osservare il Lago d’Iseo. Da notare come la particolare angolazione permetta di scorgere Monte Isola, la più grande isola lacustre italiana. Siamo ora a poche decine di metri dalla vetta del Torrione. Non vi sono difficoltà nel guadagnare il punto più elevato: abbandoniamo la mulattiera per salire a sinistra d’essa lungo le evidenti tracce di tratturo che rimontano il pendio erboso. Non vi sono segnalazioni di alcun genere ma sono evidenti i segni di passaggio da parte di mountain bike ed escursionisti. La frazione è per altro molto ripida ma brevissima permettendo in pochi istanti di guadagnare il punto più alto (m 1300 – ore 0,30 dal Colle di San Fermo – ore 2,20 dalla partenza).

Si tratta di un modesto panettone prativo in grado ugualmente di regalare un’eccellente vista. Verso meridione occhieggia, come anticipato, il Lago d’Iseo con il Monte Isola mentre alla sua sinistra si ergono, quasi a picco, le pendici della Corna Trentapassi. Più a sinistra osserviamo il Monte Colombina, salito in precedenza mentre più distante notiamo il Monte Guglielmo, la grande montagna cara ai bresciani che domina la sponda orientale del lago. Verso settentrione svetta il prativo Monte Pora mentre di poco più distanti notiamo le pendici rocciose del Pizzo Camino. Parzialmente ostacolato dall’alberatura appare invece l’orizzonte nordoccidentale scorgendo ugualmente una frazione delle Alpi Orobie.

Il rientro avviene a ritroso evitando naturalmente di risalire il Monte Colombina. Si tratta pertanto di riportarsi al Colle di San Fermo (m 1250 – ore 0,30 dal Monte Torrione – ore 2,50 dalla partenza). Procediamo lungo l’ampia carrareccia a fondo naturale aggirando pressoché in piano le pendici del Colombina in ambiente che resta prativo e quindi aperto e luminoso. Superata una vecchia casa colonica, per altro aggirabile sulla sinistra superando una vecchia sbarra di ferro, raggiungiamo il terrazzo erboso dove si separa il sentierino utilizzato all’andata per risalire la cresta meridionale del Colombina. Non resta altro che proseguire in discesa ripercorrendo a ritroso il percorso di andata sino a ritrovare l’automobile nel parcheggio in località Sette Colli (m 990 – ore 3,30 complessive).

Cenni sulla flora:

L’intera escursione si sviluppa in una zona piuttosto ricca di flora con la presenza di alcune entità endemiche. Segue un breve estratto delle principali specie osservate in occasione della nostra salita, avvenuta nel mese di aprile.

1)     Primula lombarda (Primula glaucescens); endemismo delle Prealpi calcaree lombarde inconfondibile per i fiori con petali di colore tra il rosso e il porporino e per le foglie acute e coriacee. La fioritura è anticipata ed è immediatamente successiva alla fusione della neve. Lungo il percorso descritto è presente con diversi esemplari lungo la discesa dalla cima del Monte Colombina al Colle di San Fermo. Altri esemplari sono osservabili presso la cima del Monte Torrione.

2)     Carice del Monte Baldo (Carex baldensis), inconfondibile per la sua curiosa infiorescenza a spiga di colore bianco. E’ un endemismo insubrico con areale esteso dalle Grigne ai Monti Lessini e con una presenza secondaria in Engadina.

3)     Bosso strisciante (Polygala chamaebuxus)

4)     Acetosella (Oxalis acetosella)

5)     Anemone bianca (Anemone nemorosa)

6)     Anemone gialla (Anemone ranuncoloides)

7)     Genziana di Clusius (Gentiana clusii)

8)     Vedovella alpina (Globularia nudicaulis)

9)     Biscutella montanina (Biscutella leavigata)

10)  Pero corvino (Amelanchier ovalis)

11)  Cicerchia primaticcia (Lathyrus vernus)

12)  Bugola (Ajuga reptans)

13)  Rosa di Natale (Helleborus niger)

14)  Erica carnea (Erica carnea)

15) Erba trinità (Hepatica nobilis)

16)  Croco (Crocus vernus)

17) Primula (Primula vulgaris)

18)  Genzianella (Gentiana verna)

19)  Scilla bifoglia (Scilla bifolia)

20)  Vulneraria (Anthyllis vulneraria)

21)  Citiso porporino (Cytisus purpureus)

22)  Valeriana trifogliata (Valeriana tripteris)

23)  Polmonaria maggiore (Pulmonaria officinalis)

24)  Cinquefoglia bianca (Potentilla alba)

25)  Euforbia verrucosa (Euphorbia verrucosa)

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