|
|
DOSSON (m 2528)
Il Dosson è difficilmente conosciuto e salito anche dagli escursionisti più assidui della zona di Livigno. Si tratta comunque di un pronunciato cupolone roccioso che sovrasta a sud il Passo di Val Viola. Posto sul confine tra Italia e Svizzera offre un eccellente panorama su entrambi i versanti; la sua salita non è tuttavia elementare richiedendo piede fermo. Chi non possiede queste caratteristiche sarà comunque appagato dall’escursione che conduce al Passo di Val Viola rimontando l’omonima, bellissima valle, che appare costellata da una miriade di splendidi laghetti. É un’escursione non troppo lunga e faticosa che talvolta viene presa in considerazione fino ad autunno inoltrato. Escludendo la breve salita al Dosson, la Val Viola è percorribile anche con un po’ di neve grazie al tracciato ampio e non molto ripido. Nel periodo estivo la valle appare piuttosto gettonata complice la facilità d’accesso per cui se ne consiglia la percorrenza non di sabato e di domenica e, se possibile, in un periodo diverso dal mese di agosto. L’escursione in breve: Parcheggio Altumeira (m 2065) – Baite Altumeira (m 2118) – Lago di Val Viola (m 2267) – Rifugio di Val Viola (m 2315) – Passo di Val Viola (m 2471) – Dosson (m 2528) Dati tecnici: Partenza dal parcheggio Altumeira (m 2065): Difficoltà: EE. T sino al Rifugio di Val Viola; E dal rifugio al Passo di Val Viola; breve tratto EE dal Passo di Val Viola alla cima (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale fino al Passo di Val Viola; assente nel brevissimo tratto che dal passo conduce alla cima. Dislivello assoluto: m 463. Acqua sul percorso: fontana al Rifugio di Val Viola e torrente nel tratto successivo in salita verso il Passo di Val Viola. Accesso alla partenza: Si accede alla partenza seguendo la SS 301 che da Bormio sale in direzione di Livigno. In località Arnoga, al km 15,6 della statale, si separa sulla sinistra, in coincidenza di un tornante, la stretta stradina che può essere percorsa per 5 km, pagando un pedaggio, fino al parcheggio di Altumeira (m 2065). Nel mese di agosto la strada viene chiusa ad esaurimento parcheggi ed è quindi consigliabile raggiungere presto la partenza. Nell’eventualità questo non sia possibile è comunque presente un servizio sostitutivo di navetta (informarsi preventivamente su orari e costi). Chi proviene da Livigno percorre la SS 301 verso Bormio scavalcando il Passo del Foscagno per calare ad Arnoga trovando il bivio per la Val Viola sulla destra. Descrizione del percorso: Come anticipato il tratto percorribile in automobile si esaurisce in coincidenza del Parcheggio Altumeira (m 2065). La strada tuttavia continua, chiusa al traffico, ed è teatro della prima parte dell’escursione. La segnaletica indica il Rifugio di Val Viola a ore 1,20 di cammino e il Passo di Val Viola a ore 2. Muoviamo pertanto in questa direzione seguendo l’ampia strada a fondo naturale. A dispetto della facilità di percorrenza il tracciato si rivela immediatamente ricco di splendidi scorci. Davanti a noi si erge, imponente e roccioso, il Pizzo Dosdè mentre a sinistra si apre la bellissima Val Cantone di Dosdè con l’indimenticabile contrasto tra i verdissimi pascoli e i ghiacciai che chiudono la testata della valle. Da un punto di vista panoramico non può esservi inizio migliore. Procediamo tra prati ben curati superando le Baite Altumeira (m 2118) e ignorando la deviazione a sinistra, indicata dal cartello, in direzione dell’Alpe Dosdè e del Rifugio Federico Valgoi. Manteniamo la forestale proseguendo in salita molto moderata con il pascolo che ormai ha il sopravvento sull’alberatura. Tralasciamo una seconda deviazione a sinistra sempre per l’Alpe Dosdè mantenendo la strada bianca. Affrontiamo un breve sbalzo lievemente più ripido raggiungendo infine un grande piano dove i larici sono definitivamente scomparsi lasciando spazio al prato frammisto a rocce e detrito. Il Rifugio di Val Viola appare segnalato dal cartello ad appena mezz’ora di marcia e possiamo cominciare ad osservarlo a distanza, posto sotto la verticale dell’omonimo passo. Pressoché in piano restiamo poco sopra il bellissimo Lago di Val Viola (m 2267), da non confondersi con l’omonimo specchio d’acqua al di là del Passo di Val Viola e quindi in territorio svizzero. Di fatto abbiamo due laghi con lo stesso nome a creare una certa confusione nell’escursionista che per la prima volta si affaccia in quest’area. Rimanendo al nostro percorso sarà un piacere, in una bella giornata di sole, ammirare le colorazioni dell’acqua e il soprastante Pizzo Dosdè che appare da questa posizione elegante ed imponente. L’estremità orientale del lago è caratterizzata da vaste pietraie mentre in direzione del rifugio sono i prati a fare da contorno alla sponda invitando chi lo desidera ad abbandonare il sentiero segnato per calare in 10 – 15 minuti sino al pelo dell’acqua. Ripresa la sterrata lasciamo il lago alle spalle procedendo verso occidente in pratica senza alcun dislivello sino al bivio ben evidente dove il cartello segnala il rifugio verso sinistra a soli 5 minuti di cammino. La struttura è per altro davanti a noi, ben visibile, invitando ad una doverosa deviazione. Abbandoniamo pertanto la strada per seguire il breve sentierino scavato nel manto erboso. Scavalchiamo un bel torrente e in breve siamo al Rifugio di Val Viola (m 2315 – ore 1,20 dalla partenza). Molto interessante appare il contesto in cui è posta la struttura. Solo all’ultimo compaiono infatti altri due piccoli laghetti uno a destra e l’altro a sinistra dell’edificio offrendo ulteriori occasioni per magnifici scorci panoramici. Il rifugio è aperto nella bella stagione offrendo un ottimo punto d’appoggio specie nel caso in cui il tempo peggiori improvvisamente. L’edificio appare squadrato e in muratura in quanto fu edificato come fortino durante il primo conflitto mondiale quindi fu preso in gestione dalla Guardia di Finanza negli anni ’50 per combattere il contrabbando con la Svizzera. Infine negli anni ’70 fu rilevato da privati che tutt’oggi lo gestiscono come rifugio. Dopo una raccomandata sosta è arrivato il momento di salire dal rifugio al Passo di Val Viola. Volendo mantenere al minimo le difficoltà sfruttando un percorso per tutti si consiglia di riprendere, in qualche minuto, la strada forestale chiusa al traffico che risale la vallata. La strada diviene un poco più stretta ma sempre ampia trattandosi di una larga mulattiera non a caso percorsa da molte mountain bike. Si rinnova l’occasione per splendidi scorci alle spalle sui laghi appena visitati. In circa mezz’ora ci portiamo in coincidenza del valico che appare sovrastato, alla sinistra, dall’evidente cupola rocciosa del Dosson. Chi lo desidera può salire al Passo di Val Viola con un sentiero nel prato che, partendo dal Rifugio di Val Viola, si sviluppa poco più a sud della sterrata sino a riprenderla in coincidenza della sella. Il Passo di Val Viola (m 2471 – ore 2 dalla partenza) è attraversato dal confine di stato e permette una splendida vista nel versante svizzero in direzione della Valle di Poschiavo e delle cime in parte coperte dai ghiacciai che ne fanno da quinte. Sulla sinistra riconosciamo l’inconfondibile profilo del Pizzo Scalino mentre sulla destra si ammira la grande vedretta del Palù. Da notare la bella zona umida posta immediatamente a sinistra del sentiero caratterizzata ad agosto da splendide fioriture di Piumino rotondo. Vale la pena di salire, in qualche minuto, sulla modesta elevazione senza nome posta a destra del valico toccando dapprima un ulteriore piccolo laghetto d’alta quota. L’angolazione permette una vista ancora più completa sui ghiacciai del Piz Palù oltre ad un’eccellente visione dei laghi posti nel versante elvetico. Nello specifico osserviamo “l’altro” Lago di Val Viola che appare circondato in gran parte dai larici. Un altro minuscolo laghetto è posizionato quasi sotto la verticale del valico (Lagh dal Dügüral) e, nonostante le dimensioni minime, colpisce per la colorazione turchese. Verso nord osserviamo il crinale elevarsi nel Pizzo Confine (Piz Cunfin) e soprattutto nel Monte Val Nera (Piz Val Nera). L’escursionista che desidera una giornata di facile cammino potrà rientrare a ritroso alla partenza. I più esperti possono invece prendere in considerazione la veloce salita dal Passo di Val Viola alla cima del Dosson, la cupola rocciosa che sovrasta a sud la sella. Nonostante le dimensioni contenute, pare una cupola impossibile da rimontare per via delle pareti strapiombanti che ricadono in tutti i suoi versanti. In realtà è proprio dal Passo di Val Viola che si intuisce l’unica via di salita proponibile per un escursionista. Un ripidissimo pendio in parte erboso sale diagonalmente verso ovest (in direzione quindi della Svizzera). Si tratta di un canale ingombro di rocce rotte e detrito mobile al di sopra del quale si ritrova la roccia più solida. Raggiunte le rocce si cambia direzione obliquando verso sinistra e quindi in direzione del versante italiano risalendo diagonalmente sino alla sommità del Dosson (m 2528 – ore 0,15 dal Passo di Val Viola - ore 2,15 dalla partenza – ometto di pietre sulla sommità). Anche in questo caso il rientro avviene a ritroso per un totale di meno di 4 ore di cammino. Cenni sulla flora:
Abbiamo eseguito l’escursione a metà del mese di agosto osservando la presenza di numerose specie floreali. Segue un estratto delle principali specie riconosciute: 1) Rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum) 2) Cardo spinosissimo (Cirsium spinosissimum) 3) Trifoglio alpino (Trifolium alpinum) 4) Trifoglio bruno (Trifolium badium) 5) Azalea alpina (Loiseleuria procumbens); caratterizzata da intricati e compatti pulvini trapuntati da numerosi, piccoli fiori rosa. 6) Genziana nivale (Gentiana nivalis) 7) Genziana punteggiata (Gentiana punctata) 8) Genziana di Koch (Gentiana acaulis) 9) Campanula di monte (Campanula scheuchzeri) 10) Campanula barbata (Campanula barbata) 11) Graminia di Parnasso (Parnassia palustris) 12) Brugo (Calluna vulgaris) 13) Piede di gatto (Antennaria dioica) 14) Silene a cuscinetto (Silene acaulis) 15) Sassifraga gialla (Saxifraga aizoides) 16) Napello (Aconitum napellus) 17) Prunella delle Alpi (Prunella grandiflora) 18) Nigritella comune (Nigritella nigra) 19) Poligono viviparo (Polygonum viviparum) 20) Margherita alpina (Leucanthemopsis alpina) 21) Primula irsuta (Primula hirsuta); pianta tipica dei substrati acidi dalle splendide corolle rosso – violette. 22) Senecio rupestre (Senecio squalidus subsp. rupestris) 23) Achillea moscata (Achillea moschata) 24) Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus) 25) Spigarola delle foreste (Melampyrum sylvaticum) 26) Silene rupestre (Atocion rupestre) 27) Garofanino maggiore (Epilobium angustifolium) 28) Canapicchia comune (Omalotheca sylvatica)
VISUALIZZA QUI SOTTO LA PHOTOGALLERY DEL TREKKING
|