Nuda

MONTE NUDA (m 1827)

Bellissima cima, interamente in territorio bolognese e dotata di forte individualità, che trae nome dalla sua sommità del tutto priva di alberatura. Il confine tra bosco e prati è, nel suo versante orientale, così netto da lasciare stupiti e dare la sensazione che il bosco sia stato tagliato volutamente dall’uomo secondo una linea definita. E’ senz’altro un privilegiato belvedere sui Balzi dell’Ora e sulla sommità del Corno alle Scale oltre che su parte del crinale principale in direzione di M.Cimone.

Possibili vie di salita:

PRIMA POSSIBILITA’

Dati tecnici:

Dal Rifugio Cavone per il Passo del Vallone. Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello complessivo: m 412. Acqua: alla partenza presso il Rif. Cavone e nella conca glaciale a 25’ dalla partenza (torrente).

Accesso alla partenza:

Salendo da Bologna si segue la statale Porrettana passando per Sasso Marconi, Marzabotto, Vergato e Riola. Presso Silla la deviazione segnalata indica a destra la provinciale per Lizzano in Belvedere. Provenendo da Pistoia si segue la Porrettana passando per Porretta Terme sino a raggiungere Silla e volgendo infine a sinistra per Lizzano. Tre km oltre Lizzano, nella piccola frazione di Villaggio Europa, troviamo l’ulteriore bivio a sinistra che conduce a Vidiciatico, La Cà e infine a Madonna dell’Acero, in pratica l’ultimo paese prima di portarci nel settore dell’alto Appennino subito sotto il crinale tosco emiliano. Oltre il paese procediamo solo per un paio di chilometri sino all’ampio parcheggio presso il lago del Cavone (m 1415) dove abbandoniamo l’auto per procedere a piedi.

Descrizione dell’itinerario:

Dal parcheggio bordeggiamo il laghetto del Cavone portandoci sulla sponda opposta dove il sentiero 337 ha inizio nella ripida faggeta. In salita ben tracciata risaliamo la sinistra orografica del valloncello di Rio Piano mentendoci di poco alti rispetto al torrente. In breve il bosco comincia ad aprirsi e il sentiero guada più volte il ruscello sino a guadagnare d’improvviso la vasta conca glaciale di Rio Piano con il bosco che scompare lasciando spazio alla prateria d’altitudine (m 1563 – ore 0,25 dalla partenza). Siamo in un vallone panoramicamente parlando eccezionale, sovrastato com’è dalla cima di Punta Sofia, la vetta più settentrionale del Corno alle Scale. L’esposizione verso nord conserva in questo versante accumuli di neve che talvolta resistono fino a prima estate. Nel bel mezzo della conca ignoriamo il bivio a destra ben indicato da cartelli per il Passo della Porticciola mentre il nostro percorso mantiene la sinistra raggiungendo l’estremità orientale del vasto altipiano prativo. Il tracciato torna per un breve tratto all’ombra della faggeta riprendendo nel contempo a guadagnare quota. La salita diviene ripida e l’alberatura torna a diradarsi concedendo alle spalle una bella visione di Punta Sofia; in ultimo guadagniamo il crinale che divide il Corno alle Scale da Monte Nuda in coincidenza del Passo del Vallone (m 1698). Sono trascorsi 50 minuti dalla partenza e siamo definitivamente all’aperto con l’alberatura che cede il passo alla prateria d’altitudine. Il panorama è uno dei più avvincenti del circondario con impressionante precipizio sul versante della Valle del Silla. A destra si sale al Corno alle Scale per l’esile cresta dei Balzi dell’Ora. Noi saliamo invece a sinistra per comodo sentiero scavato tra i prati. Il tracciato, in pendenza moderata e senza esposizione, rimonta l’ampio crinale a pascolo sino ad accedere direttamente alla cima (m 1827 – ore 1,30 dalla partenza). Spettacolare il panorama verso il vicino Corno alle Scale con l'affilata cresta dei Balzi dell'Ora e sul crinale verso est con in bella vista il Monte Gennaio.

 

SECONDA POSSIBILITA’

Dati tecnici:

Dal Rifugio Segavecchia per il Sentiero degli Amici. Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica totale. Dislivello complessivo: 915 m. Acqua: alla partenza.

Accesso alla partenza:

Salendo da Bologna si segue la statale Porrettana passando per Sasso Marconi, Marzabotto, Vergato e Riola. Presso Silla la deviazione segnalata indica a destra la provinciale per Lizzano in Belvedere. Provenendo da Pistoia si segue la Porrettana passando per Porretta Terme sino a raggiungere Silla e volgendo infine a sinistra per Lizzano. Appena un chilometro prima di Lizzano in Belvedere troviamo il bivio a sinistra per la piccola frazione di Pianaccio: la strada raggiunge il borgo per poi procedere, stretta e pericolosa ma comunque asfaltata per altri 4 km sino al suo termine in coincidenza del Rifugio Segavecchia (m 912 - parcheggio e fonte) dove una sbarra proibisce l'ulteriore transito.

Descrizione dell’itinerario:

Dal rifugio Segavecchia (m 912) procediamo oltre la sbarra di ferro raggiungendo in pochi istanti il ponte sul torrente Silla. Qui troviamo, presso la sinistra orografica del torrente, l’indicazione per M.Nuda (segnavia 117). Seguiamo la carrareccia per pochi minuti: trascurato a sinistra il bivio per la via G.Ruffo che conduce al Corno alle Scale, procediamo nella faggeta con sentiero che sale per mezzo di tornanti. Sempre nel folto guadiamo un torrente, procediamo quindi con un poderoso fosso che ci accompagna sulla sinistra. A ore 0,50 raggiungiamo una splendida cascata in prossimità dei ruderi di un’antica costruzione in pietra. Da qui il tracciato diviene assai erto ma sempre ben tracciato finché la faggeta lascia spazio a una densissima abetaia. La contorniamo fino a trovarci improvvisamente all’aperto. Alcune ripide roccette (un po’ d’attenzione) ci premettono di accedere all’erto dorso erboso rivolto a oriente che conduce in cima. Lo risaliamo ripidamente fino a guadagnare l’ampia spalla che, rimontata verso sinistra, ci permette in breve di guadagnare la cima (ore 2,45 dalla partenza) con grandioso panorama verso il Corno alle Scale.

Possibile differente via di discesa: (Difficoltà: EE – Segnaletica: totale. Acqua: presso la Sboccata dei Bagnadori)

Seguiamo la cresta nord orientale di M.Nuda scendendo a zigzag tra le scomode roccette dei Balzi del Fabuino (segnavia 129). Più in basso siamo nel bosco con abeti prima, quindi nel folto della faggeta. Ad ore 1,30 dalla sommità raggiungiamo, in sensibile discesa, la larga carrareccia forestale. La seguiamo verso destra sino alla Sboccata dei Bagnadori (m 1274), importante crocevia di numerosi sentieri. Procediamo a destra sul segnavia 123 passando presso il piccolo rifugio omonimo (abbondante fonte). Proseguendo, la strada chiusa al traffico ci riporta con un ultimo tratto a tornanti in ripida discesa nel bosco di conifere, sino alla partenza presso il Rifugio Segavecchia (ore 3,15 dalla sommità di M.Nuda)

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