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ZWISCHENKOFEL (L’ANTERSAS – m 2907) PIZ MIARA (m 2964)
Il vasto altipiano sommitale del Sella è caratterizzato da un gran numero di cime poco appariscenti con la sola eccezione della grande piramide del Piz Boè. L’escursione che segue permette di avere una bella visione d’insieme dell’intero altipiano traversandolo per intero sino a raggiungerne un’elevazione posta nel settore nordoccidentale del gruppo (Piz Miara). Priva di qualsiasi difficoltà, è un’escursione che richiede comunque tempo buono per usufruire della funivia alla partenza e soprattutto per via dell’elevata quota in cui si sviluppa. Il tracciato è ben segnato tuttavia, l’estrema uniformità dell’altipiano detritico, rende pericoloso il trekking in presenza di nebbie o comunque di temporale. Dati tecnici: Dal Rifugio Maria (m 2950), sulla sommità del Sass Pordoi: Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello: il valore assoluto di m 135 non è significativo in quanto l’escursione è caratterizzata da numerosi, deboli saliscendi nell’ambito del grande altipiano sommitale del Sella. Acqua sul percorso: assente ma con numerosi rifugi: Rif Maria, Rif. Forcella Pordoi, Rif. Boè. Accesso: La partenza è in coincidenza del Passo Pordoi, raggiungibile dalla Val Fassa superando il paese di Canazei e risalendo fino al valico. Un'altra possibilità è risalire da Arabba in una decina di chilometri sempre su comoda strada statale. Descrizione del percorso: Dal Passo Pordoi, la funivia ci conduce in pochi minuti sulla cima del Sass Pordoi (Rifugio Maria - m 2950), dove si apre davanti a noi il vasto e brullo altopiano sommitale del Sella. Scendiamo brevemente, su terreno roccioso, allo stretto intaglio della Forcella Pordoi, ove sorge l’omonimo rifugio (m 2829 – ore 0,15 dalla partenza). Si prosegue per un breve tratto in piano: ignorato il bivio a destra che conduce sulla sommità del Piz Boè si raggiunge una facile fascia di roccette ove è posta una fune metallica utile in caso di pioggia (esposizione comunque scarsa). In debole saliscendi si contorna l’ampia piramide del Piz Boè sino a guadagnare la conca ove è posto l’omonimo rifugio (m 2871 – ore 1 dalla partenza). Dal Rifugio Boè si sale direttamente (segnavia n° 666), sempre su terreno roccioso, sulla tozza elevazione dell’Antersass (Zwischenkofel – m 2907 – ore 1,15 dalla partenza) per poi discenderlo tra i detriti del versante opposto sino a guadagnare l’ampia Forcella Antersass (m 2830). Da notare, a destra della sella, l’impressionante baratro che si apre sulla sottostante Val Mezdì. Si procede per un breve tratto in moderata salita sino al bivio segnalato da cartelli: abbandoniamo il segnavia 666 che procede in direzione del Rifugio Pisciadù per volgere a sinistra sul sentiero n° 649. Traversiamo lungamente, a mezza costa, aggirando la conca posta a sinistra e portandoci con deboli dislivelli all’ampia Sela dl Pisciadù (m 2908) in prossimità della quale è presente un minuscolo specchio d’acqua. Lasciamo a destra il sentiero 676 che cala con un ripido salto attrezzato nel Valun di Pisciadù, e manteniamo il n° 649 traversando a sinistra per terrazzi detritici sul vasto altipiano delle Meisules. Passiamo poco sotto la Forcella Ciamorces (m 2923 - lasciamo a destra un’ulteriore via di fuga che cala dalla forcella stessa sul versante nord, con sentiero segnato, attraverso la Val Ciadin quindi al Rifugio Pisciadù passando per il Lech Dragon). Il sentiero indugia a lungo in un panorama lunare e selvaggio, aperto verso meridione sul Piz Boè e con grande visione d’insieme dell’intero plateau sommitale del Sella. Poco sotto Piz Miara raggiungiamo un angusta forcelletta (impressionante ghiaione ricadente verso nord); da qui lasciamo il sentiero segnato per risalire in pochi minuti, su traccia tra i detriti, fino alla grande croce di legno che caratterizza la sommità del Piz Miara (m 2964 – ore 2,30 dalla partenza). Il rientro avviene a ritroso. | |||||||||||||||||||||||||||||