Frerone

FRERONE (m 2673)

Quando si sente parlare del Gruppo dell’Adamello, la maggior parte delle persone pensa immediatamente ai grandi ghiacciai e alle cime che caratterizzano la parte centrale della catena. In realtà si tratta di un gruppo assai esteso che nel suo settore meridionale è caratterizzato da cime rocciose più basse nel complesso assai poco note. E’ un vero peccato che molti ignorino l’esistenza di questo settore che al contrario offre una serie di elevazioni alla portata di ogni buon escursionista alpino. Fra l’altro l’ascesa a queste sommità è facilitata dalla strada del Passo Croce Domini che consente di raggiungere una quota ragguardevole riducendo considerevolmente il dislivello da coprire. Le uniche due cime a godere di una certa notorietà sono senz’altro l’imponente Cornone di Blumone e il Frerone. Andiamo a descrivere l’ascensione a quest’ultima non prima d’aver rimarcato l’importanza di eseguire la salita soltanto da luglio a ottobre. Prima di luglio la neve persiste in alcuni valloncelli attraversati dalla via normale rendendo l’ascesa assai difficoltosa. Molto importante è inoltre la scelta di una giornata dal tempo stabile in considerazione del fatto che il gruppo dell’Adamello è spesso, in estate, avvolto dalle nebbie oltre ad essere un’area ad elevata piovosità e nevosità. Concludiamo sottolineando che l’interesse dell’ascensione non è solo panoramico ma anche floristico grazie alla grandissima varietà di piante osservabili a lato della via normale.

Dati tecnici:

Da Bazena (Rifugio Tassara - m 1802): Difficoltà: EEA (Vai alla scala delle difficoltà). Un breve tratto attrezzato subito oltre il Passo di Val Fredda che richiede piede fermo, per il resto non vi sono particolari difficoltà -  Segnaletica: totale - Dislivello assoluto: m 871 – Acqua: assente.

Accesso:

Si accede alla partenza risalendo la Val Camonica: si supera la deviazione per Boario Terme procedendo sino in prossimità di Esine. Si abbandona la statale della Val Camonica volgendo a destra con indicazioni per il Passo Croce Domini che dista da qui circa una trentina di chilometri. Scavalcati i paesi di Berzo Inferiore e Bienno la strada si inerpica progressivamente più ripida in un ambiente che diviene d’alta montagna. A quota 1400 superiamo Campolaro, l’ultima piccola frazione prima di salire al Passo di Croce Domini. Poco prima del valico, a 1802 metri di quota troviamo, a destra della strada, il Rifugio Tassara (località Bazena) mentre a sinistra abbiamo un ampio parcheggio nel quale lasciare l’automobile.

Descrizione del percorso:

Il percorso (segnavia 18) ha inizio presso il parcheggio e si sviluppa verso nord, in questa prima frazione su ampia gipponabile chiusa al traffico. Saliamo per lo più tra i pascoli con scarsa alberatura traversando a mezza costa le propaggini erbose dei monti Bazena e Paletti. Nel settore superiore raggiungiamo un’ampia conca occupata da un piccolo laghetto a sinistra del quale è presente la Malga Val Fredda (m 2081). Il panorama a settentrione appare già molto interessante con il Frerone alle spalle della malga e monte Cadino immediatamente più a destra. Il nostro percorso non raggiunge la piccola costruzione in quanto volge a destra aggirando l’ampia conca erbosa: notiamo già, a distanza, il valloncello a sinistra del Frerone, chiave manifesta per guadagnarne la sommità. Il nostro tracciato, ormai ridotto da carrareccia ad una buona mulattiera, traversa in pratica senza dislivello portandosi poco sotto un’ampia sella prativa; questa può essere raggiunta con una breve digressione a destra e offre un imponente visione della sagoma del Cornone di Blumone. Il comodo sentiero prosegue a sinistra traversando a mezza costa le ripide pendici del monte Cadino; il tracciato mantiene inalterate le sue caratteristiche di facile percorso e si porta proprio verso la base del Frerone che di conseguenza appare più che mai imponente a dominare la sottostante vallata. In breve, debole discesa, sottopassiamo alcuni salti rocciosi in un settore che resta in ombra nella prima parte della mattina. Siamo infine allo stretto e marcato Passo di Val Fredda (m 2338 – ore 1,45 dalla partenza). Si tratta di un importante valico in quota dal quale si apre, a nordest, un ampio panorama sulla Cima Terre Fredde, sul monte Laione e, più a destra, sulla granitica sagoma del Cornone di Blumone. Dal passo, il sentiero 18 prosegue per chi lo desidera in direzione del Passo della Vacca, nel nostro caso scegliamo invece la via normale per il Frerone. Per poterla intraprendere scendiamo a ritroso per pochi metri trovando il tracciato che traversa in modo evidente lungo le pendici meridionali della montagna. Il sentiero, quasi piano, raggiunge in breve un tratto roccioso stretto ed esposto sul salto a sinistra. Si tratta in effetti dell’unica frazione del percorso a richiedere attenzione: una cinquantina di metri su cengia che provvidenzialmente è stata attrezzata con funi e catene metalliche per l’assicurazione. Nel punto più arduo la cengia scompare tuttavia l’aggiunta di alcuni pioli metallici fornisce il necessario appoggio per i piedi; subito oltre il tracciato diviene più ampio a termine d’ogni difficoltà: si traversa brevemente superando l’ultima frazione rocciosa, quindi siamo tra comodi prati d’altitudine con splendido scorcio alle spalle sulla cengia appena superata e, verso sudovest, sul vicino Costone di Val Bona. Il sentiero riprende a salire su fondo erboso volgendo progressivamente verso destra in direzione dell’ampia conca posta sotto la struttura sommitale del Frerone. A destra notiamo alcune particolarissime fasce rocciose parallele generate dalle immani forze della natura a caratterizzare la cuspide sommitale. La nostra traccia aggira a sinistra questo ripido settore roccioso portandosi come detto sino all’inconfondibile Scodela del Frér (Scodella del Frerone) ampia ed inconfondibile conca d’altitudine dalla quale compare in modo evidente la sagoma sommitale del Frerone. I prati lasciano spazio, per via della quota elevata, ad un fondo per lo più detritico con le ultime macchie erbose. Il sentiero rimonta in moderata pendenza il vallone, spesso occupato dalla neve sino in estate, muovendo proprio in direzione del punto più alto. Non è comunque possibile salire direttamente al punto più elevato in quanto il Frerone precipita sulla sottostante conca con un’impraticabile parete rocciosa. Il percorso volge allora ad aggirare verso destra la cima, salendo tra detriti e roccia a scagliette. Si rimonta piuttosto ripidamente il pendio sino a guadagnare il soprastante crinaletto con panorama aperto a sud in direzione di Bazena. Il sentiero si sviluppa ora, appena sotto cresta, verso settentrione in vista dell’ormai prossimo punto più alto con l’orizzonte che si apre a nord verso lontane cime ghiacciate. Gli ultimi passi sono di indescrivibile bellezza con spettacolare visione a destra del Cornone di Blumone. In breve guadagniamo il punto più elevato (m 2673 – libro di vetta – punto trigonometrico - ore 3 dalla partenza).

Il panorama di vetta offre la visione, oltre che del Cornone di Blumone, di molte altre grandi cime nell’ambito del Gruppo dell’Adamello; ricordiamo il Bruffione verso oriente, la Cima Terre Fredde, il Monte Laione e il sottostante lago Cadino Alto verso nordest, nonché la parte principale del gruppo caratterizzata da grandi cime in parte coperte da ghiacciai; verso meridione notiamo la sottostante Scodela del Frér nella quale si è articolata la via di salita. Il rientro avviene a ritroso prestando attenzione unicamente al ripido settore sommitale e al breve tratto attrezzato che precede l’arrivo al Passo di Val Fredda.

Cenni sulla flora:

Il settore meridionale del Gruppo dell’Adamello, con particolare riferimento alla zona compresa tra il Passo di Croce Domini, Bazena, il Monte Frerone e la Val Cadino è un vero tempio per gli amanti della botanica. Senza troppa fatica si possono osservare, in un’area tutto sommato limitata, un gran numero di specie alpine alcune delle quali rare ed endemiche. Andiamo ad elencarne solo alcune tra quelle che abbiamo potuto osservare percorrendo questo percorso alla metà di luglio.

Endemismi:

1) Sassifraga di Host (Saxifraga hostii), endemica del nordest è presente con diversi esemplari nel tratto compreso tra la partenza e la Malga Val Fredda.

2) Rododendro irsuto (Rhododendron hirsutum) facilmente distinguibile dal più comune Rododendro ferrugineo per via dell’evidente pelosità setolosa che ne riveste le foglie. Si osserva soprattutto nella parte iniziale del percorso.

3) Viola del Monte Guglielmo (Viola culminis); è un endemismo ad areale assai ristretto limitato al Monte Guglielmo, da cui deriva il nome della specie, e alla zona della Val Fredda – Passo Croce Domini. Lungo il nostro percorso è facilmente osservabile nel tratto compresso tra la Malga Val Fredda e il Passo di Val Fredda.

4) Primula di Val Daone (Primula daonensis); sebbene sia localmente abbondante resta pur sempre una pianta endemica ad areale ristretto che limita la sua presenza ai gruppi dell’Adamello e del Cevedale. Lungo il nostro percorso è facilmente osservabile nel tratto compresso tra la Malga Val Fredda e il Passo di Val Fredda.

5) Androsace dei ghiacciai (Androsace alpina); bellissima primulacea dai caratteristici fiori rosati endemica dell’arco alpino; nonostante l’areale ampio resta nel complesso una pianta piuttosto rara. E’ presente nella Scodela del Frér dove appare in piena fioritura nel mese di luglio.

6) Raponzolo rupestre (Phyteuma hedraianthifolium R.Schultz); splendido endemismo della Lombardia e Trentino Alto Adige che predilige, come habitat, gli ambienti rocciosi silicei. Lungo il percorso è presente nelle rupi in prossimità del Passo di Val Fredda.

7) Iberidella grassa (Thlapsi rotundifolium); endemica dell'arco alpino è presente in buona quantità tra il Passo di Val Fredda e la Scodela del Frér.

8) Valeriana strisciante (Valeriana supina); come la precedente è un endemismo alpico presente presso il tratto attrezzato successivo al Passo di Val Fredda.

 Piante di montagna non endemiche ma comunuque rare o infrequenti:

1) Primula di Haller (Primula halleri); presente con le sue caratteristiche corolle rosso porpora nei prati sottostanti la Scodela del Frér.

2) Ranuncolo dei ghiacciai (Ranunculs glacialis); questa straordinaria pianta raggiunge sulle Alpi quote incredibili superando anche i 4000 metri di quota. Lungo il percorso descritto è osservabile proprio a breve distanza dal punto più alto, negli spacchi rocciosi a lato del sentiero.

 Altre piante di montagna facilmente osservabili:

1) Arabetta alpina (Arabis alpina) presso il tratto attrezzato successivo al Passo di Val Fredda.

2) Iberidella alpina (Hornungia alpina) tra la Scodela del Frér e la sommità.

3)  Ormino dei Pirenei (Horminum pyrenaicum) tra la Malga Val Fredda e il Passo di Val Fredda.

4) Sassifraga verde azzurro (Saxifraga caesia) tra la partenza e il Passo di Val Fredda.

5) Raponzolo orbiculare (Phyteuma orbiculare) presso il Passo di Val Fredda.

6) Genziana punteggiata (Gentiana punctata) presente tra la Malga Val Fredda e il Passo di Val Fredda.

7) Sassifraga rossa (Saxifraga oppositifolia) salendo dalla Scodela del Frér alla cima.

8) Poligono bistorta (Polygonum bistorta) nei prati tra la Malga Val Fredda e il Passo di Val Fredda.

9) Stella alpina (Leontopodium alpinum) presso il Passo di Val Fredda.

10) Petrocallide dei Pirenei (Petrocallis pyrenaica) presso il tratto attrezzato successivo al Passo di Val Fredda e fra i detriti della Scodela del Frér.

11) Nigritella comune (Nigritella nigra) nei prati presso la partenza.

12) Gipsofilia strisciante (Gypsophila repens) tra la partenza e Malga Val Fredda.

13) Orchide dei pascoli (Traunsteinera globosa) presso la partenza del percorso.

14) Genzianella (Gentiana verna), osservabile in più posizioni, ad esempio presso il Passo di Val Fredda e nei prati sottostanti la Scodela del Frér.

15) Sassifraga androsacea (Saxifraga androsacea) tra le rocce del crinale sommitale del Frerone.

16) Pedicolare a foglie verticillate (Pedicularis verticillata) nei prati compresi tra il Passo di Val Fredda e la Scodela del Frér.

17) Veratro (Veratrum album) nei prati compresi tra la malga e il passo di Val Fredda.

18) Rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum) subito oltre la Malga Val Fredda

19) Rodiola rosea (Rodiola rosea), pianta officinale presente tra la Malga Val Fredda e il Passo di Val Fredda.

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