Cima Pian del Lago (Seebödenspitze)

CIMA PIAN DEL LAGO (SEEBÖDENSPITZE – m 2859)

E’ la più frequentata tra le vette che si possono salire con partenza dalla Malga di San Valentino. La funivia rende il dislivello contenuto di conseguenza la cima risulta abbordabile a tutti gli escursionisti. E’ così possibile salire molto in quota senza affrontare alcun tratto difficile o esposto. Il panorama di vetta appare molto ampio sino a scorgere in lontananza i ghiacciai nel gruppo dell’Ortles. Unica nota dolente dell’escursione sono gli sbancamenti creati per lo sci nella prima parte dell’itinerario. Provate a chiudere gli occhi: in vetta l’ambiente appare nel complesso integro. Inutile dire che si tratta di una camminata da svolgersi tra luglio e ottobre, quando la neve ha ormai abbandonato i fianchi delle montagne.

L’escursione in breve:

Malga di San Valentino (Haider Alm – m 2120) – Kälberstall (m 2442) – Cima Pian del Lago (Seebödenspitze - m 2859) – a ritroso - innesto sentiero 10A – Drei Seen – Roter Eck (m 2299) - Malga di San Valentino (Haider Alm – m 2120)

Dati tecnici:

Partenza dalla Malga San Valentino (Haider Alm - m 2120): Difficoltà: E (Vai alla scala delle difficoltà). Segnaletica: totale. Dislivello assoluto: m 739. Acqua sul percorso: assente.

Accesso alla partenza:

Per raggiungere la partenza del percorso si risale con la statale l’alta Val Venosta guadagnando il paese di San Valentino alla Muta posto tra il Lago della Muta e il Lago di Resia. Una comoda cabinovia sale dal paese sino alla Malga di San Valentino (Haider Alm - m 2120) dove il nostro cammino ha inizio.

Descrizione del percorso:

La Malga di San Valentino, gestita nella bella stagione, è un importante crocevia di sentieri. Non ci sono in ogni caso problemi d’orientamento: la segnaletica indica il nome della cima e il sentiero n° 10 escludendo ogni errore. La prima parte del cammino si articola attraverso gli ampi sbancamenti operati per ricavare le piste per lo sci. E’ il settore più rovinato dell’escursione; la parte superiore apparirà senz’altro meno alterata dall’intervento dell’uomo. Prestando attenzione ai segnavia saliamo molto ripidamente quindi il percorso spiana, tra ondulazioni erbose, guadagnando l’alpeggio dove è posta la Kälberstall (m 2442).

Il sentiero procede oltre la malga prendendo quota in direzione di una marcata prominenza rocciosa, assai evidente in quanto interrompe la continuità del pendio prativo. Il segnavia guida subito a sinistra della curiosa elevazione aggirandola e prendendo progressivamente quota. Il panorama si apre alle spalle in direzione del fondo valle oltre a dominare dall’alto la Kälberstall. Gli amanti della flora aprano gli occhi: siamo in prossimità dell’unica stazione in territorio italiano di Gentiana pannonica. Ulteriori particolari li trovate in coda alla descrizione. Ancora un breve tratto tra lembi prativi e scarpate detritiche e guadagniamo un poggio dove troviamo un importante bivio con cartelli indicatori. A destra si cala, sul sentiero 10A, in direzione dei piccoli laghetti denominati “Drei Seen”. E’ un’opportunità che coglieremo al ritorno per descrivere un interessante anello.

La nostra ascesa prosegue sempre sul sentiero 10 rimontando, verso sinistra, il largo costone prativo. Sulla destra osserviamo la possente parete orientale della Cima Pian del Lago, subito al di là di un ampio corridoio detritico che parrebbe essere una pista da sci ormai dismessa, non si osservano infatti impianti di risalita. Da rilevare la vista, alle spalle, sulla non lontana Cima Undici. La salita prosegue sfruttando, fin dove è possibile, la dorsale erbosa. Andiamo infine ad accostare una grande pietraia che caratterizza in pratica tutto il costone sino alla cresta soprastante. Nel primo tratto descriviamo un tornantino quindi tagliamo diagonalmente il pendio. Raggiungiamo infine un evidente colatoio detritico che ricade dal crinale, chiave manifesta per salire nel settore superiore della montagna. Il terreno è un po’ instabile. Dapprima bordeggiamo il canale tra i massi sulla destra quindi lo tagliamo diagonalmente portandoci sull’altro lato. Da rilevare il panorama alle spalle che si allarga includendo un ampio settore del Lago di Resia oltre a scorgere un tratto della Vallelunga mentre a breve distanza osserviamo la nostra meta. Un ultimo breve tratto su fondo più stabile e siamo in cresta. Il segnavia cambia ora direzione volgendo bruscamente verso destra in direzione della cima, per altro già ben visibile. E’ la frazione più bella della salita: dominiamo dall’alto la valle e il sottostante lago. Il sentiero, facile e ben tracciato, sale in moderata pendenza tra i macereti d’altitudine e, ad inizio stagione, non mancheranno alcuni facili nevai. Tra le desolate pietraie sommitali guadagniamo infine il punto più alto (m 2859 – ore 2,15 dalla partenza).

Il paesaggio è vasto ed appagante. Verso nord si prolunga un lungo crinale che culmina infine nella Cima Undici (Elferspitz). Sulla destra dominiamo l’alta Val Venosta con in evidenza il paese di San Valentino alla Muta oltre ad osservare l’omonima malga, dove la nostra avventura ha avuto inizio. Un occhio attento noterà il piccolo lago “Plaschwerdasee”, posto al di fuori dei percorsi segnati e quindi raramente raggiunto dagli escursionisti. Sono inoltre ben osservabili i piccoli “Drei Seen”, presso i quali transiteremo al ritorno. Verso occidente si apre una vasta zona selvaggia caratterizzata da ondulazioni erbose e cime isolate sino a raggiungere, con lo sguardo, le vette posizionate sulla cresta di confine italo-svizzera. Nei giorni tersi si arrivano a scorgere, verso meridione, le cime del Gruppo dell’Ortles parzialmente coperte dai ghiacciai. Dopo una sosta andiamo ad intraprendere il cammino che ci riporterà alla partenza.

Nel rientro a valle, come già anticipato, eseguiremo un’interessante deviazione che ci permetterà di scoprire altri splendidi ambienti d’alta montagna. Si tratta di rientrare a ritroso sino al bivio segnalato dai cartelli posto a circa 2600 metri di quota. Si tralascia il sentiero 10, utilizzato per la salita, che volgerebbe a destra passando sul 10A. In veloce discesa si raggiungono i “Drei Seen”, tre piccoli ma suggestivi laghetti d’alta quota. Dapprima ammiriamo dall’alto il primo e il terzo mentre il mediano, parzialmente impaludato, è nascosto da un costone e compare solo all’ultimo. Tutti e tre sono generati dal medesimo torrente e il sentiero li lambisce tutti. Inutile sottolineare che nei giorni tersi sono magnifici soggetti fotografici. Alle spalle si osserva ancora la Cima Pian del Lago mentre nel fondo valle compare un tratto del Lago della Muta con lo sguardo che si estende all’alta Val Venosta.

Proseguiamo lungo il sentiero ben tracciato con la vista sempre più ampia includendo il paese di San Valentino alla Muta. Il segnavia guida verso nord perdendo quota con maggior decisione tra facili balze erbose sino a confluire nel segnavia 9. Verso sinistra si salirebbe alla Cima Undici mentre noi volgiamo verso destra per un breve tratto confluendo poco oltre nella più ampia mulattiera che proviene dalla Malga San Valentino. Anche questa volta procediamo a destra su percorso semi pianeggiante scavato tra magnifici prati assolati. In breve raggiungiamo il modesto culmine del Roter Eck (m 2299) con cartello in legno che riporta il toponimo e con splendido scorcio sul sottostante Lago di Resia. Subito oltre compaiono le prime rade conifere: perdiamo quota ammirando ancora splendidi paesaggi sulla sottostante vallata. Siamo ormai in vista della Malga San Valentino, dove la nostra avventura avrà termine. Abbiamo ancora l’occasione per ammirare in lontananza i ghiacciai dell’Ortles. Sempre in moderata discesa scavalchiamo il torrente quindi, tra verdeggianti prati, concludiamo la nostra fatica rientrando alla stazione a monte della funivia (Haider Alm - m 2120 - ore 4 complessive).

Cenni sulla flora:

Gli amanti della flora d’alta montagna potranno senz’altro togliersi, nella salita alla Cima Pian del Lago, una bella soddisfazione. Lungo questo itinerario si incontra quella che, al momento della stesura di questo testo, è l’unica stazione in territorio italiano di Genziana ungherese (Gentiana pannonica). Non mancano, oltre ad essa, altre interessanti specie. Segue un estratto delle principali, osservate in occasione della nostra salita avvenuta all’inizio del mese di agosto.

1)     Genziana rossigna (Gentiana pannonica). Ne abbiamo già anticipato la grande rarità. All’estero è presente in diverse stazioni distribuite prevalentemente tra Slovenia, Austria e Svizzera. In Italia vi sono parecchie segnalazioni storiche molto probabilmente sbagliate per confusione con altre specie simili o perché la specie si è estinta da tempo. Lungo il percorso descritto, poco a monte della Kälberstall, è quindi osservabile l’unica stazione italiana confermata. Per motivi di conservazione preferiamo non dare ragguagli più precisi sulla sua localizzazione ma, se terrete gli occhi aperti durante la salita, potrete osservarne alcuni esemplari “immersi” in una selva di Gentiana punctata.

2)     Genziana bavarese (Gentiana bavarica)

3)     Genziana punteggiata (Gentiana punctata)

4)     Genziana nivale (Gentiana nivalis)

5)     Semprevivo montano (Sempervivum montanum)

6)     Azalea alpina (Loiseleuria procumbens)

7)     Sassifraga zolfina (Saxifraga bryoides)

8)     Sassifraga stellata (Saxifraga stellaris)

9)     Sassifraga solcata (Saxifraga exarata)

10)  Ormino dei Pirenei (Horminum pyrenaicum)

11)  Silene a cuscinetto (Silene acaulis)

12)   Senecio della Carnia (Senecio incanus subsp. carniolicum), endemico delle Alpi Orientali.

13)  Primula vischiosa (Primula glutinosa); bellissimo endemismo del nordest dai fiori violetti raccolti in piccoli grappoli. Colonizza i macereti d’altitudine e le rupi.

14)  Cardo spinosissimo (Cirsium spinosissimum)

15)  Ranuncolo dei ghiacciai (Ranunculus glacialis)

16)  Rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum)

17)  Piede di gatto (Antennaria dioica)

18)  Napello (Aconitum napellus)

19)  Billeri pennato (Cardamine resedifolia)

20)  Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus)

21)  Minuartia sedoide (Minuartia sedoides)

22)  Piumino rotondo (Eriophorum scheuchzeri)

23)  Achillea moscata (Achillea moschata)

24)  Ranuncolo alpestre (Ranunculus alpestris)

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