Cima Tauffi - Lancino - Cervinara -  Libro Aperto

VISTA DEL PARADISO (m 1704)

I BALZONI (m 1752)

CIMA TAUFFI (m 1799)

MONTE LANCINO (m 1702)

MONTE CERVINARA (m 1776)

LIBRO APERTO (m 1937)

MONTE MAIORE (m 1561)   

Una lunga sequenza di cime poco note caratterizza il crinale dell’Appennino Tosco Emiliano nel lungo tratto compreso tra il Passo della Croce Arcana e il più noto Passo dell’Abetone. Solo il Libro Aperto ha notorietà essendo la vetta più elevata e soprattutto per via della sua relativa vicinanza all’Abetone. Il confine tra le province di Modena e Pistoia attraversa tutte queste cime. Il crinale assume in questo settore caratteristiche d’alta montagna ed è possibile, in queste zone, trovare quell’infinita solitudine che ormai è un miraggio su cime come il Corno alle Scale o Monte Giovo. Il sentiero che suggeriamo permette di salirle tutte quante.

Dati tecnici:

Partenza dal Passo di Croce Arcana (m 1675): Difficoltà: EE (Vai alla scala delle difficoltà). Un breve tratto esposto presso il Passo della Morte. Dislivelli: di crinale. Il sentiero è un’interrotta sequenza di salite e discese. Il valore assoluto di dislivello è quindi poco significativo. Segnaletica: totale. Acqua: in pratica assente su tutto il tracciato. Soltanto alla fine dell’escursione, poco oltre M.Maiore, si individua un’abbondante fonte.

Accesso:

Sono due i possibili accessi al Passo della Croce Arcana. Dal versante emiliano si sale da Fanano su stretta strada di montagna transitando per Ospitale e raggiungendo il Rifugio Capanna Tassoni. Il proseguo fino al passo è su strada bianca molto dissestata ma comunque gipponabile (innevata e quindi non transitabile fino a primavera inoltrata). Salendo dal versante toscano si accede alla partenza da Cutigliano su comoda strada evitabile nella bella stagione con funivia che conduce sino al Rifugio Doganaccia, poco sotto il passo.

Descrizione del percorso:

Punto di partenza è il Passo della Croce Arcana (m 1675), il più alto valico rotabile dell’Appennino Settentrionale, raggiungibile con strada bianca da Ospitale. Dal valico seguiamo verso destra (ponente) il sentiero di crinale che manterremo per l’intera escursione (segnavia 00). La sagoma di Monte Cimone verso nordovest, ci accompagnerà per gran parte della traversata. Su sentiero aperto sui due versanti, tra prateria d’alta quota, passiamo per l’insignificante elevazione della Vista del Paradiso (m 1704) calando in breve al Colle di Piaggiacalda (m 1668). Si deborda poi sul versante toscano per risalire l’erto dorso dei Balzoni (m 1752) che raggiungiamo a 40 minuti dalla partenza. Il crinale erboso diviene ora più ampio e scende alla pronunciata sella del Colle Acquamarcia (m 1631 – ore 0,55 dalla partenza) Questo è addirittura il più basso punto del lungo settore di crinale compreso tra Porta Franca e l’Abetone. Da questa sella l’itinerario assume caratteristiche d’alta montagna per la solitudine degli ambienti attraversati. Si sale ripidamente, affrontando alcune roccette lungo le pendici di Cima Tauffi; in ultimo la pendenza decresce e dopo qualche breve tratto in falsopiano siamo in cima (m 1799 – ore 1,20 dalla partenza). Dalla sommità di Cima Tauffi il crinale scende scosceso e dirupato sulla sinistra; si aggira questo tratto col comodo sentiero a destra che in pochi minuti riguadagna, senza difficoltà, il crinale. Inevitabile è invece il passaggio successivo in ripida discesa per il Passo della Morte, 3 – 4 metri attraverso un’esile sella in esposizione su entrambi i versanti. Prestando tutte le attenzioni del caso superiamo questo che costituisce il punto più difficile dell’escursione, per proseguire poi su sentiero particolarmente stretto e ardito. Aggiriamo alcuni pinnacoli più erti tra cui il Monte Lancino (m 1702 – ore 1,45 dalla partenza). Subito oltre il sentiero si riduce a una strettissima striscia tra  prateria e mirtilleti. Il crinale, particolarmente dirupato, presenta una spettacolare sequenza di piccoli picchi rocciosi senza nome pressappoco alti uguale (circa 1700 m). Ancora qualche facile roccetta e siamo alla sella che precede l’ultima salita dell’escursione: rimontiamo dapprima il rilievo di M.Cervinara (m 1776) per poi puntare direttamente alla vetta principale del Libro Aperto nota come Monte Rotondo (m 1937- 3 ore dalla partenza). Dalla cima osserviamo verso sudovest l’altra “pagina”, un po’ più bassa del Libro Aperto (Monte Belvedere - m 1896). Godiamo del panorama più vasto ed avvincente dell’escursione: osserviamo, verso settentrione, il lungo crinale che, passando per Monte Lagoni culmina nel Cimone. Nelle giornate limpide notiamo immediatamente a destra del Cimone, all’estremo orizzonte, un tratto delle Alpi Centrali. Volgendo a oriente possiamo osservare un lungo tratto dello spartiacque principale dell’Appennino Tosco Emiliano. Tra le principali cime spicca l’arrotondata cupola del Monte Cervinara quindi, allontanandosi verso est, Monte Lancino, Cima Tauffi, I Balzoni e infine la sagoma del Corno alle Scale. Alla sinistra del Corno alle Scale, spostata a nord del crinale, notiamo la cima di Monte Nuda. A occidente, al di là del crinale appenninico, spiccano le rocciose cime delle Alpi Apuane.

La nostra escursione procede calando alla sella che divide la due "pagine" del Libro Aperto (Selletta del Libro Aperto - m 1857) per poi proseguire in sensibile discesa tra la prateria, su percorso ora frequentato, sino alla Foce Verginetta (m 1492 – 4 ore dalla partenza) dove è presente, sulla sinistra, un piccolo rifugio. E’ questo un importante crocevia di numerosi sentieri: manteniamo il segnavia 00 penetrando finalmente nel bosco e bordeggiando nel folto della faggeta la cima interamente boscata di M. Maiori (m 1561). Poco oltre il sentiero diviene una comoda carrareccia: si transita presso un’abbondante fonte sino a raggiungere l’Abetone con l’omonimo passo. (ore 5,30 dalla partenza). Per rientrare al Passo di Croce Arcana è possibile scendere con mezzi pubblici o taxi dall’Abetone al paese di Cutigliano. Da qui, una funivia in 2 tronchi permette di raggiungere prima la Doganaccia, quindi il Passo della Croce Arcana dove la nostra escursione aveva avuto inizio.

N.B Per tutto il tracciato sono visibili, in coincidenza del crinale, le antiche pietre confinare in pietra serena che furono poste addirittura nel medioevo per segnare il confine tra il Granducato di Toscana e il Ducato di Modena.

Breve cenno sulla flora:

Sono moltissimi i motivi d’interesse di questa splendida escursione fra cui la grande ricchezza per quanto riguarda la flora; non è un caso se l’intera area è compresa nel Parco Regionale dell’Alto Appennino Modenese. Almeno un paio di entità sono particolarmente meritevoli di menzione:

1)       Rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum). Questo arbusto sempreverde, così comune sulle Alpi, è invece molto raro nell’Appennino Tosco Emiliano dove con tutta probabilità giunse all’epoca delle glaciazioni. Oggi è un “relitto glaciale” che sopravvive in pochissime stazioni della fascia culminale del reggiano e del modenese sempre a quote comprese tra i 1700 e i 2000 metri. Tra i più importanti areali di presenza ricordiamo quelli di Bocca di Scala, Alpe di Mommio, Monte Vecchio, Monte Prado, Alpe delle Tre Potenze e Libro Aperto. Sino ad un secolo fa era noto un ulteriore piccolo areale presso il Monte Spigolino, non distante dal Corno alle Scale. Oggi si ritiene estinta questa piccola stazione ragion per cui l’areale del Libro Aperto è stato ritenuto, per molto tempo, il più meridionale d’Europa. La scoperta nel 2004 di un ulteriore minuscolo areale nelle Alpi Apuane presso Fornovolasco, (ad una quota insolitamente bassa) ha ulteriormente spostato a sud il limite di presenza della specie. Questo nulla toglie all’importanza e alla rarità della specie in Emilia Romagna. Straordinario è lo spettacolo offerto nel periodo della fioritura dalle corolle purpuree della suddetta pianta. Per osservarne alcune piante occorre calare pochi metri al di sotto della cima del Libro Aperto in direzione nord: noterete diversi arbusti lungo la parete orientale della montagna. Le segnalazioni contenute in alcune vecchie pubblicazioni relative alla presenza della specie sul Monte Belvedere (“pagina” più bassa del Libro Aperto) sono da ritenersi errate: la specie è presente solo sul fianco orientale di Monte Rotondo (massima elevazione del Libro Aperto) e unicamente sul versante emiliano. Altri cespugli sono segnalati sulle pendici del Monte Donato, montagna dei dintorni non distante dal sentiero che dal Pizzo delle Stecche sale al Libro Aperto.

2)       Aquilegia alpina (Aquilegia alpina). Presente solo oltre i 1600 metri di quota è una pianta assai rara a livello mondiale con areale limitato alle Alpi Occidentali e all’Appennino Tosco Emiliano. In Emilia Romagna e Toscana limita la sia presenza alla fascia culminale di crinale a cui appartiene il Monte Libro Aperto.

Numerose sono le altre specie floreali, meno rare ma altrettanto pregevoli, osservabili lungo il percorso e in particolar modo nel settore sommitale del Libro Aperto. Citiamo le più importanti:

1)       Cariofillata montana (Geum montanum)

2)       Semprevivo ragnateloso (Sempervivum arachnoideum)

3)       Astro alpino (Aster alpinus)

4)       Anemone narcissino (Anemone narcissiflora)

5)       Sassifraga alpina (Saxifraga paniculata)

6)       Piede di gatto (Antennaria dioica)

7)       Botrichio (Botrychium lunaria)

8)       Carlina segnatempo (Carlina acaulis)

9)       Celoglosso (Coeloglossum viride)

10)   Genziana di Koch (Gentiana acaulis)

11)   Anemone alpino (Pulsatilla alpina)

12)   Mirtillo (Vaccinium myrtillus).

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